All'interno dei sotterranei sono visibili due piccoli pozzi
medievali, collegati alle stanze superiori attraverso delle
lunghe caditoie scavate nel tufo: si tratta dei cosiddetti
“butti” di epoca medievale.
Ogni abitazione era anticamente tenuta ad avere uno di questi
pozzetti da utilizzare per gettare ossa e rifiuti solidi
inorganici.
I butti sono divenuti nel tempo vere e proprie miniere di
oggetti antichi, e la loro scoperta ha riportato alla luce
gran parte dei
reperti in ceramica
dei laboratori delle due
fornaci.
Il caso ha voluto che a distanza di pochi metri siano state
rinvenute tutte e due le tipologie di butto: quella 'a fiasco',
più antica, e quella a pareti verticali, più tarda e più
semplice da scavare, ma più pericolosa, dato che il pozzetto
presentava una apertura molto ampia. Si doveva così ricostruire
un rudimentale pavimento di legno, per evitare di cadere
nel butto.