La sesta cavità del percorso è una tipica
cantina medievale, scavata completamente nel tufo per produrre
e conservare il famoso vino di Orvieto, che era molto apprezzato
nelle corti italiane del Medio Evo e del Rinascimento, tanto
da essere conosciuto come “il vino dei papi e dei re”.
La scalata di accesso a questo locale, per la cui costruzione
è stata parzialmente demolita una
cisterna
etrusca, presenta il tipico “scendibotte”, costituito
da una coppia di scivoli laterali in tufo, che venivano
usati per far rotolare in basso le botti di legno.
Non va infatti dimenticato che molte delle numerosissime
cavità orvietane sono da sempre utilizzate come cantine,
dato che possiedono ancora oggi le tre caratteristiche fondamentali
per una buona conservazione del vino: una temperatura costante
durante tutto l'anno, buio e silenzio.