Due sono i cunicoli etruschi ritrovati nel complesso ipogeo
del Pozzo della Cava: uno, di cui è visibile soltanto
l'inizio, quasi in fondo al
pozzo
[oltre 30 metri al di sotto del livello stradale] ed uno
alla fine del percorso, all'uscita dell'ultima
grande
grotta.
Quest'ultimo, anticamente in comunicazione con i sotterranei
di Palazzo Filippeschi, presenta la stessa struttura e lo
stesso orientamento di quello che si trova in fondo al pozzo,
pur essendo stato realizzato a quasi 50 metri di dislivello.
Il piccolo solco scavato nel pavimento serviva per convogliare
l'acqua verso i punti di raccolta.
La singolarità di questo secondo cunicolo è rappresentata
dal fatto che il canale scende lungo la parete di tufo,
invece di prolungarsi verso il centro di una cisterna, come
solitamente avviene in strutture etrusche analoghe.
Tra gli innumerevoli usi e riusi che tutte le grotte hanno
subito nel corso dei secoli, ricordiamo che per la loro
conformazione e per la sicurezza che garantivano, durante
la seconda guerra mondiale il cunicolo e le stanze collegate
sono state utilizzate come rifugio antiaereo.