Accanto ai
pilastri della torre medievale,
è venuto alla luce, nel 1998, un'altro ritrovamento del
tutto inaspettato: si tratta dei resti della camera inferiore
dell'
unica fornace “a muffola”
rinvenuta in Umbria, costruita secondo lo schema
del forno a riverbero di cui parla Cipriano Piccolpasso
nella sua opera «I tre libri dell' Arte del Vasajo» ed in
uso nel centro Italia tra il '400 ed il '500.
I prodotti della terza cottura, in gergo “terzo fuoco”,
erano i cosiddetti oggetti “a riverbero” o “lustri”, ossia
le pregiate ceramiche rinascimentali famose per l'iridescenza
dei colori e la bellezza dei riflessi, paragonati a quelli
dell'oro e delle pietre preziose.
Tra i reperti anche un frammento lustrato con il famoso
rosso rubino di
Mastro Giorgio
da Gubbio.
Il rinvenimento di questa piccola fornace ha fatto riscrivere
diverse pagine della storia della ceramica italiana, affiancando
Orvieto agli altri noti centri umbri di produzione dei lustri,
come Gubbio, Gualdo Tadino e Deruta.