Sono davvero molti i secoli di storia del Pozzo della Cava,
che ha subito nel tempo continue modifiche.
Il pozzetto laterale a sezione rettangolare è etrusco e
costituisce un saggio del suolo eseguito per accertarsi
della presenza della falda acquifera prima di eseguire lo
scavo; fu poi inglobato nel pozzo vero e proprio.
Quando nel 1527 Papa Clemente VII ordinò di scavare il Pozzo
di San Patrizio, fece riadattare anche questa struttura
per poter attingere l'acqua della sorgente dalla via; i
lavori furono eseguiti a spese del comune e si conclusero
nel 1530.
È solo del 1999 la scoperta (effettuata da parte del ricercatore
orvietano Lucio Riccetti a seguito del rinvenimento di una
lettera autografa di Antonio da Sangallo il Giovane) che
il primo pozzo realizzato ad Orvieto
su commissione di Papa Clemente VII fu quello della Cava
e non quello di San Patrizio, come si era sempre
creduto fino ad allora.
Il pozzo restò aperto fino al 1646, anno in cui le autorità
comunali ordinarono la sua chiusura, come testimonia una
lapide che fu collocata sulla via.
Quanto ai motivi di questa decisione una credenza popolare
vuole che vi siano stati gettati alcuni ufficiali francesi.

Con ogni probabilità, però, questa ipotesi deve subire
un certo riadattamento, collocando l'episodio dei soldati
francesi all'inizio del XIX secolo, nel periodo della presenza
ad Orvieto delle truppe napoleoniche.
Ad avvalorare questa seconda versione è anche una lettera
dell'aprile 1820 (riprodotta a lato) in cui il Delegato
apostolico di Viterbo mette in guardia le autorità comunali
di Orvieto sull'occultamento di cadaveri proprio all'interno
del Pozzo della Cava.
Quando, dopo più di un secolo di silenzio,
nel
dicembre del 1984 Tersilio Sciarra
ha riscoperto il pozzo durante dei lavori di ristrutturazione,
la sua profondità era soltanto di venticinque metri, il
fondo era infatti ostruito da terra e rottami accumulatisi
nei secoli.
Soltanto i lavori della primavera del 1996 hanno restituito
alla struttura la sua completezza originaria, e solo nel
2004 ha potuto rivedere la luce l'antico
accesso
al pozzo da Via della Cava.