...e Betlemme
divenne un mercato d'ogni cosa...
...immaginate di trovarvi nella Bethlehem dell'anno zero,
una piccola città della regione di Giuda, assediata da astrologi
stranieri accorsi per vedere la stella, con gli alloggi
pieni di gente venuta a farsi registrare nel grande censimento
dell'impero romano, con le vie e i vicoli trasformati in
un improvvisato mercato di ogni cosa...
...immaginate di stare in questo borgo, di essere voi quella
folla che osserva, straniera, il pacato susseguirsi delle
inquietanti e bizzarre presenze di magi, panificatori improvvisati,
venditrici di acqua e aceto, accattoni...
...e, poco lontano, una grotta e dei vagiti
Orvieto,
23 dicembre 2001
.
Quando, un paio di anni fa, ho ideato il tema di questo
presepio, avevo in mente la confusione e il caos di una
Betlemme invasa dalla gente accorsa per la stella e per
il censimento, con mercanti approfittatori e loschi individui
pronti a vendere di tutto, compreso il proprio corpo…
Poi, mentre il presepio prendeva forma, mi veniva sempre
più forte il desiderio di non trasmettere un'immagine spregevole
di quel mercato improvvisato, e così, accanto a qualche
mercante di professione, ho preferito rappresentare dei
normali abitanti di Betlemme, che si improvvisano venditori
di quel poco che hanno, in attesa che arrivi la folla di
magi, maghi, curiosi, gente del censimento…
È un borgo che si prepara tacitamente, in cui tutti i poveracci
trovano il loro posto e si spartiscono gli spazi come obbedendo
ad un disegno silenzioso e ordinato. E la stessa Natività
rientra in questo disegno, ritagliandosi un proprio angolo.
Non sappiamo se quella folla tanto attesa arriverà numerosa,
né se qualcuno comprerà mai il pane, i fichi secchi, o l'acqua
e aceto di quella misera gente, ma siamo sicuri che quei
poveretti daranno un po' del loro niente a quella coppia
che ha avuto un figlio in una grotta.
o Marco