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Rassegna Stampa 2002
[da gennaio a novembre]



NOVEMBRE
[Eventin - Art.e-zine - InAuto - OroIncensoeMirra - UmbriaRegione - OrvietoNews - La Nazione - Language Magazine - Eccetera - CiSonoStato - UmbriaOnLine]


OTTOBRE
[Panorama Travel - OrvietoNews - Finesettimana]


SETTEMBRE
[InUmbria - TurismoSport]


GIUGNO
[La Nazione - Lettera Orvietana]


APRILE
[La Città]


GENNAIO
[Il Messaggero - Il Fotografo - Cose Antiche - Lettera Orvietana - OrvietoNews - La Nazione - Corriere dell'Umbria - Il Giornale dell'Umbria]



questa pagina non è che una sommaria e parziale raccolta degli articoli usciti da gennaio a novembre 2002 in cui si è parlato del Pozzo della Cava, ci scusiamo pertanto per tutte le possibili omissioni, ringraziando tutti colore che vorranno segnalarcele
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Umbria
OnLine.com

25 novembre


due lunghi articoli sul pozzo e le grotte (nella parte dei monumenti)
e sul presepio (nella sezione delgi eventi)

Pozzo della Cava e le sue grotte

Ad Orvieto, nel cuore del quartiere medievale, si trova un suggestivo percorso sotterraneo fatto di grotte ricche di ritrovamenti archeologici recentemente riportati alla luce dopo secoli di silenzio.
Senza dubbio la struttura più importante del percorso è il Pozzo della Cava: un enorme foro nel tufo di 36 metri di profondità, ordinato da Papa Clemente VII nel 1527 per attingere acqua sorgiva in caso di assedio (lo stesso motivo che negli anni successivi portò allo scavo del Pozzo di San Patrizio, dalla parte opposta di Orvieto).
Fu scavato tra il 1528 e il 1530 ampliando un pozzetto etrusco della tipologia “a peda-role”, ancora oggi visibile. Fu chiuso nel 1646, in occasione della guerra di Castro. Da allora più nulla si è saputo del pozzo -fatta eccezione di qualche documento in cui si parla di cadaveri gettati al suo interno- fino al suo ritrovamento, avvenuto nel 1984. Nel 1996 è poi stato svuotato dei detriti accumulatisi nel corso dei secoli ed è stata di nuovo raggiunta la falda acquifera.
È solo del 1999 la scoperta (effettuata da parte del ricer-catore orvietano Lucio Riccetti a seguito del rinvenimento di una lettera autografa di Antonio da Sangallo il Giovane) che il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII fu quello della Cava e non quello di San Patrizio, come si era sempre creduto fino ad allora. Il tufo estratto dal Pozzo della Cava sarebbe stato in parte utilizzato per la costruzione di Palazzo Pucci, altro cantiere orvietano diretto dal Sangallo.
Accanto al pozzo, nelle grotte che ne costituiscono il percorso di visita, sono visibili anche i resti di due fornaci di ceramica: una medievale (con gli ambienti di lavoro, numerosi scarti di fabbricazione ed alcuni interessanti strumenti di lavoro) ed una rinascimentale dalla classica forma “a muffola”, utilizzata nel ‘500 per il “terzo fuoco” dei preziosi lustri rinascimentali, famosi per l’iridescenza dei colori e per il riverbero d’oro e rosso rubino. Il ritrovamento delle due fornaci, avvenuto nel 1985, ha dimostrato che Orvieto ha prodotto maiolica anche nel ‘400 e nel ‘500, ritenuti sino ad allora i secoli bui della ceramica orvietana.
Sono poi stati ritrovati anche i resti di alcune tombe etrusche, una delle quali, di cui è ancora ben visibile il giaciglio per la salma, è stata riadattata nel medioevo per costruire un follone, ossia uno strumento per lavorare e rendere più morbidi i tessuti di lana. Tra i reperti etruschi non può poi essere dimenticata la cisterna: uno scavo per la raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle abitazioni, con il tipico intonaco a ‘cocciopesto’, carat-teristico dell’ultima fase della permanenza etrusca sulla rupe. Anche questa cisterna ha subito una modifica nel Medio Evo, venendo inglobata nello scavo per accedere ad alcuni locali collocati al secondo piano sotterraneo ed adibiti già da allora a cantine, per produrre e conservare il famoso vino di Orvieto; è tuttora visibile (e 'funzionante') la scalata con i tipici 'scendibotte', ovvero una coppia di scivoli laterali usati per far rotolare in basso le botti.
Sono attualmente in fase di ultimazione i lavori di svuotamento, consolidamento e pulitura di alcune nuove grotte che arricchiranno e completeranno il percorso di visita. La loro apertura è prevista entro il 2003 e contemporaneamente a questo ampliamento del percorso verrà anche rinnovato l’ingresso, riportando l’accesso da Via della Cava come era nel Rinascimento, e verranno migliorate le esposizioni della parte museale del percorso.


Presepe nel Pozzo

Anche quest’anno, dal 23 dicembre fino al 12 gennaio 2003, le grotte sotterranee che costituiscono il percorso di visita del Pozzo della Cava, nel bellissimo quartiere me-dievale di Orvieto, si popoleranno di personaggi animati a grandezza naturale, per dar vita ad un presepio ritenuto dalla stampa specializzata uno dei più originali e suggestivi d’Italia. Sarà proprio il pozzo, celebre per essere stato fatto scavare da Papa Clemente VII su una preesistenza etrusca, ad ospitare la scena della Natività, allestita per l’oc-casione con la collaborazione di esperti speleologi che posizioneranno i personaggi restando appesi a delle funi su uno strapiombo di 36 metri.
Sono molte le particolarità di questo presepio-evento, a partire dall’ambientazione, realizzata in un percorso continuo, in cui il visitatore avrà un punto di vista insolito, trovandosi fisicamente dentro le scena, anche lui involontario e anacronistico attore-spettatore del primo Natale, ricevendo così l’impressione di immergersi nella vita quotidiana della Palestina di duemila anni fa: abiti, suppellettili e musiche sono infatti ricostruiti in maniera quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo, in questa insolita via di mezzo tra sacra rappresentazione e parco a tema.
E poi i personaggi, veri automi a grandezza naturale realizzati con le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, tutto per ricreare un ambiente quanto più verosimile possibile, anche con l’ausilio di semplici ma efficaci: fumi, stelle, fiamme, odori,...
Alcuni volti sono stati creati allo stesso studio di truccatori che ha realizzato gli effetti speciali del 'San Francesco' di Michele Soavi (quello con Roul Bova) e della mega-produzione 'Il Papa Buono' che uscirà nei prossimi mesi.
Tutto il presepio è inserito quest’anno in uno scenario semi-naturale che vuole proporre una Palestina come forse non è mai esistita, ma come sicuramente era vista dagli esuli, come la terra promessa con fiori e frutta tutto l’anno, come 'il paese dove scorre latte e miele'.
Ma non solo per questo motivo l’edizione 2002-2003 del Presepe nel Pozzo si presenta come una edizione di rottura: si tratta infatti del primo presepio che trae ispirazione da una fonte non canonica: i Vangeli Apocrifi dell’Infanzia. Negli anni precedenti, infatti, pur non mancando ammiccamenti ai testi 'non ufficiali', era sempre a partire dai Vangeli Canonici, ed in particolare da quello di Luca, che si prendeva il via per aggiungere o togliere gli elementi della tradizione o della cultura medio-giudaica su cui il presepio si basava ogni anno.
La storia che farà da filo conduttore a tutta la narrazione visiva del presepio è quella di Salomè, la levatrice incredula, che, accorsa per assistere Maria partoriente, non crede nella sua verginità e insiste per verificare di persona, ma, non appena inserite le dita, la sua mano si stacca a cade a terra tra atroci dolori. Soltanto pentendosi e sfiorando gli abiti del Santo Bambino, l’incredula avrà di nuovo la sua mano risanata. Sarà un presepio molto diverso dal solito, che cercherà di conciliare Vangeli canonici e Vangeli apocrifi, ma soprattutto tenterà di fondere ricostruzione storica e ambientazioni sonore new age: una nuova sfida per un evento orvietano che non esita a rimettersi in discussione ogni anno.

con informazioni utili, recapiti, orari, prezzi,...

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CiSonoStato.it

4 novembre


bellissimo articolo nella rubrica «Un'idea per un mese»

Orvieto: il Presepe nel Pozzo
PROIETTATI NELL'ANTICA PALESTINA, "SOTTO" IL CENTRO DI ORVIETO


Dicembre è il mese dedicato ovunque, in Italia, alla celebrazione del Natale; se ultima-mente stanno prendendo sempre maggiormente piede tradizioni ed usanze importate dal Nord, è pur sempre vero che il simbolo italico per eccellenza della tradizione Nata-lizia rimane il Presepe. Cisonostato.it vi porta questo mese nel cuore dell'Umbria, terra dove il Presepe vanta i natali; ci rechiamo ad Orvieto, cittadina famosissima in Italia per lo splendido Duomo, per il rinomato vino, per la gastronomia: scopriremo assieme un altro motivo che rende questa meta particolarmente interessante nel periodo Natalizio.
E' dall'anno 1989 che Orvieto ospita una suggestiva ed affascinante manifestazione: il "Presepe nel Pozzo", nato da un'originale idea di Francesco Baldini, speleologo Orvie-tano. La principale caratteristica del Presepe nel Pozzo è senza dubbio alcuno la singolare ambientazione,in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto. Una parte del presepio è addirittura allestita -grazie al prezioso contributo di esperti speleologi- all'interno del Pozzo della Cava, quasi sospesa su uno strapiombo di oltre trenta metri di profondità [solitamente il pozzo ospita la Natività o l'elemento attorno a cui ruota il tema dell'anno]. La scenografia è studiata in modo da creare un'ambientazione continua, senza suddi-visioni in scene separate; lo spettatore si viene così a trovare fisicamente dentro il Presepio, accanto ai personaggi ed in mezzo alla scena.
Le particolarità del Presepe nel Pozzo non si fermano certo qui: ad esempio è da sottolineare la cura quasi maniacale con la quale ogni anno vengono preparati costumi, suppellettili, ornamenti che ci aiutano a ripiombare nella Palestina degli anni della nascita del Cristo; non solo: le musiche, le intonazioni delle preghiere, la preparazione di cibi kasher (secondo l'antica tradizione ebraica)... tutto concorre a creare un'ambientazione quanto mai suggestiva e realistica.
Come viene realizzato, nei particolari, il Presepe Orvietano?
Bisogna innanzitutto dire che i personaggi sono a grandezza naturale, e vengono realiz-zati secondo tecniche cinematografiche, utilizzando lattice, gomme e resine speciali che riproducono la pelle umana, nonchè svariati altri materiali, basandosi su calchi realizzati dal vero.
Le caratteristiche somatiche del popolo Palestinese dell'epoca vengono fedelmente ripro-dotte servendosi di ricostruzioni storiche create al computer ed i movimenti vengono fedelmente riprodotti utilizzando motori elettrici assolutamente silenziosi; l'uso sapiente delle luci e dei rumori, infine, contribuisce a rendere il tutto assolutamente spettacolare e di sicuro effetto scenico.
Il tema dell'edizione 2002-2003 è: "Salomè, la levatrice incredula"; con questo tema si attinge quest'anno alla tradizione dei Vangeli Apocrifi, raccontando l'episodio della levatrice ebraica che, non credendo alla verginità di Maria, vuole verificarla di persona con la propria mano; immediatamente il braccio le si stacca tra atroci dolori e, solo pentendosi e sfiorando gli abiti del Santo Bambino, Salomè riavrà il proprio arto sanato. Insomma, l'occasione è davvero ghiotta per fare un salto nel passato e per visitare la splendida cittadina di Orvieto; se si aggiunge la concomitanza di "Umbria Jazz Winter" a Capodanno, ci sono tutti i presupposti per programmare una bella vacanza nel Centro Italia.

seguono recapiti, informazioni utili, dettagli di «Un assaggio di Palestina»
e diverse foto cliccabili da cui si aprono delle "cartoline" del presepio

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Riviste straniere

novembre


citazione del Pozzo della Cava e delle sue grotte all'interno di redazionali su Orvieto delle riviste
Language Magazine (americana) e su Eccetera (tedesca)


La Nazione

4 novembre


NUOVO PERCORSO TRA I MONUMENTI

pubblicazione, rivisitata, del nostro comunicato stampa del 4 novembre 2002


OrvietoNews.it

4 novembre


UN NUOVO PERCORSO TRA IL POZZO DELLA CAVA E LA CAPPELLA DI SAN BRIZIO

pubblicazione integrale comunicato stampa del 4 novembre 2002


segnalazioni
del Presepio
2002-2003

novembre


Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche che hanno segnalato il Presepe nel Pozzo nelle loro edizioni del mese di novembre (e di cui siamo venuti a conoscenza)

UmbriaRegione - segnalazione con foto tra i principali presepi artirtici e monumentali

OroIncensoeMirra.it - segnalazione tra i presepi da vedere

InAuto.com - segnalazione nella rubrica «InVacanza», con testo dell'articolo dei Panorama Travel

Art.e-zine.it - segnalazione tra i principali eventi culturali italiani

Eventin.it - segnalazione tra i principali eventi italiani

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Finesettimana.it

21 ottobre


IL POZZO DELLA CAVA
Un percorso sotterraneo nel quartiere medievale di Orvieto,
attraverso grotte ricche di ritrovamenti archeologici riscoperti
per caso qualche anno fa dopo secoli di silenzio...


COSA VEDERE
Quando nel 1527 Papa Clemente VII arrivò ad Orvieto, oltre al Pozzo di San Patrizio, ne fece scavare un altro in Via della Cava per poter attingere acqua sorgiva; i lavori, che furono eseguiti tra il 1528 ed il 1530, si avvalsero di un pozzetto etrusco “a pedarole” che già raggiungeva la falda acquifera e che è stato parzialmente inglobato nel pozzo vero e proprio. È solo del 1999 la scoperta (effettuata da parte del ricercatore orvietano Lucio Riccetti a seguito del rinvenimento di una lettera autografa di Antonio da Sangallo il Giovane) che il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII fu quello della Cava e non quello di San Patrizio, come si era sempre creduto fino ad allora. Il tufo estratto dal Pozzo della Cava sarebbe stato in parte utilizzato per la costruzione di Palazzo Pucci, altro cantiere orvietano diretto dal Sangallo.
Il pozzo restò aperto fino al 1646, anno in cui le autorità comunali ordinarono la sua chiusura, dovuta, secondo una credenza popolare, al fatto che vi furono gettati cinque ufficiali francesi che avevano tentato di violentare le donne del quartiere. Quando, dopo secoli di silenzio, nel dicembre del 1984 il pozzo è stato riportato alla luce, la sua profondità era soltanto di venticinque metri, il fondo era infatti ostruito da terra e rottami accumulatisi nei secoli e soltanto nella primavera del 1996 il pozzo è stato restituito alla sua completezza originaria.
Il pozzo è inserito in un complesso di grotte comunicanti, alcune delle quali sono state utilizzate dal XIII al XVI secolo per la lavorazione della ceramica. Sono tuttora visitabili i resti di due diversi forni, uno dei quali da “terzo fuoco”; alcuni strumenti di lavoro origi-nali e molti scarti delle fornaci, gettati perché presentavano difetti di forma o di decora-zione. Sono inoltre presenti due “butti”, ovvero piccoli pozzi utilizzati nel Medioevo per gettare ossa e rifiuti solidi inorganici, divenendo dei preziosi serbatoi di reperti.
Altre emergenze archeologiche testimoniano il continuo riadattamento delle cavità del sottosuolo orvietano; è il caso di un piccolo locale che ospita uno scavo dalla tipica forma dei giacigli delle tombe etrusche, con modifiche successive che fanno pensare che sia stato trasformato in epoca medievale in un follone, ossia in un macchinario utilizzato per rendere più compatti e morbidi i tessuti. Un altro esempio di riuso è costituito da una cisterna etrusca per la raccolta di acqua piovana, che fu tagliata nel Medioevo per realizzare la scalata di accesso ad una cantina.
La visita non prevede l’obbligo di accompagnatori. Sono comunque prenotabili visite guidate e tematiche, visite con degustazioni, laboratori o corsi di più giorni.

seguono informazioni utili, recapiti, orari, foto e link
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OrvietoNews.it

17 ottobre


IL POZZO DELLA CAVA SU PANORAMA

pubblicazione integrale comunicato stampa del 17 ottobre 2002 con foto del pozzo


Panorama Travel

novembre
[in edicola
dal 17 ottobre]


Idee per viaggiare
ORVIETO: IL PRESEPE NEL POZZO


Questa volta la grotta c'è davvero. Una di quelle del percorso che si snoda nel sotto-suolo di Orvieto. È infatti nella caverna del Pozzo della Cava, sospesa su uno strapiombo di 30 metri di profondità, che ogni anno viene allestito un presepe davvero particolare.
Di volta in volta viene scelto un angolo diverso di Betlemme da raccontare. E la storia si concentra su uno dei personaggi descritti nei Vangeli (canonici, ma anche apocrifi). Per l'edizione del 2002, è stata scelta la vicenda della levatrice Salomè: incredula rispetto alla verginità di Maria, volle toccare con mano. E la mano le cadde a terra "tra atroci dolori". Salvo poi recuperarla, una volta pentita.
Personaggi e animali sono a grandezza naturale, animati da congegni meccanici. Su richiesta è anche possibile farsi servire un pasto della tradizione kasher e proseguire nella visita alle altre grotte.

con foto della Natività nel pozzo, recapiti e informazioni utili
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InUmbria.it InUmbria.com
Turismo-Sport.it

9 settembre


TURISMO SU MISURA A ORVIETO
"Pozzo della Cava":
creatività privata nella gestione dei beni culturali


L'avventura della famiglia Sciarra è iniziata nel 1984 quando Tersilio, proprietario di una trattoria, ha riscoperto un pozzo di origine etrusca durante i lavori di ristrutturazione del locali. Con il tempo i rinvenimenti si sono moltiplicati, riportando alla luce tra il 1985 e il '99 una complessa struttura abitativa e lavorativa medievale, con reimpieghi di siti etru-schi. Gli scavi attualmente si compongono di una fornace medievale, e il materiale di lavorazione ad essa connesso; alcuni "butti", ovvero lunghe caditoie di epoca medievale scavate nel tufo utilizzate per gettare ossa e rifiuti solidi inorganici; una tomba etrusca che pare sia stata riutilizzata come "follone", (procedimento che serviva per rendere più compatti e morbidi i tessuti di lana); una cisterna etrusca per la raccolta dell'acqua piovana; una tipica cantina medievale orvietana, scavata completamente nel tufo per produrre e conservare il famoso vino di Orvieto, molto apprezzato nelle corti italiane del Medio Evo e del Rinascimento, tanto da essere conosciuto come "il vino dei papi e dei re". Ultimo rinvenimento che si è aggiunto al complesso nel '99, una camera inferiore, unica fornace "a muffola" rinvenuta in Umbria, costruita secondo lo schema del forno a riverbero di cui parla Cipriano Piccolpasso nella sua opera "I tre libri dell' Arte del Vasajo", in uso nel centro Italia tra il '400 ed il '500. I cosiddetti oggetti "a riverbero" sono prodotti della terza cottura, in gergo "terzo fuoco", detti anche "lustri", si tratta delle pregiate ceramiche rinascimentali famose per l'iridescenza dei colori e la bellezza dei riflessi, paragonati a quelli dell'oro e delle pietre preziose. Tra i reperti anche un frammento lustrato con il famoso rosso rubino di Mastro Giorgio da Gubbio.
Questi importanti documenti delle nostre radici storiche, sono stati affettuosamente adottati e custoditi dalla famiglia Sciarra, che con intelligenza imprenditoriale, oggi li anima e li fa rivivere mediante attività didattiche, turistiche, artigianali ed enogastrono-miche. Il complesso archeologico, chiamato "Pozzo della Cava", è infatti aperto al pubblico di ogni tipo, ed offre la possibilità di scegliere tra una serie di visite guidate e tematiche, tra laboratori didattico-ricreativi ed enogastronomici, aggiungendo magari degustazioni di prodotti tipici o di pietanze storiche ricostruite su antiche ricette del nostro territorio, potendo arricchire il tutto con intrattenimenti in costume medievale, intermezzi musicali e animazioni a tema.
Il caso della famiglia Sciarra deve servire da esempio e monito per la gestione del patrimonio culturale italiano, e non solo per i gestori privati, ma anche e soprattutto per gli enti pubblici. È, questo del "Pozzo della Cava", un emblema di ciò che si può ottenere con spirito imprenditoriale unito alla sensibilità e al rispetto intelligente verso la nostra ricchezza più grande: il patrimonio storico-artistico. Ecco come gli Sciarra, su iniziativa - e spesa - indipendente, avvalendosi di volta in volta di validi e selezionati collaboratori, sono riusciti a creare quel meraviglioso connubio tra cultura ed economia.

Il punto forte della visita al "Pozzo della Cava"?
L'offerta di un'esperienza plurisensoriale che coinvolge completamente il visitatore: la visita, la didattica storica, la didattica pratica composta di mini-corsi e stage che spaziano dalla ceramica all'enologia, dalla cucina al merletto orvietano; lo shopping di qualità, tra la bottega del vino, il miglior artiginato locale, e il Bookshop; un rilassante fine giornata a tavola per degustare i piatti della cucina locale nella caratteristica saletta della ristorazione. Tutte le attività e i servizi proposti dal "Pozzo della Cava" saranno presentate ufficialmente ai tour operator in occasione della VIII Borsa del Turismo Umbro che si terrà a Perugia nel mese di ottobre. Per tutti è possibile trovarle, insieme al percorso virtuale della visita, e a tutte le informazioni, nel sito internet ufficiale www.pozzodellacava.it.
Due sono i prossimi eventi da non perdere: il secondo week-end di ottobre, nell'ambito della manifestazione "Orvieto con gusto" è prevista una degustazione nel sottosuolo orvietano, preceduta da tappe nei migliori ristoranti di Orvieto. Nel periodo natalizio invece sarà allestito negli spazi della "cava" uno spettacolare Presepe animato composto di personaggi a grandezza naturale realizzati con le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici.

Sabina Italiani

seguono informazioni utili e recapiti
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Lettera Orvietana


aprile-luglio


AL POZZO DELLA CAVA UN INSOLITO GRACIDIO!

Tranquilli, nessun allarme ambientale né preoccupazioni aggiuntive per gli animalisti locali: le rane del Pozzo della Cava non sono vive e non hanno invaso lo specchio d'acqua in fondo al pozzo né turbato il silenzio delle grotte con il loro gracidare.
Si tratta infatti di decine di "Gradskyi", le deliziose ranocchiette realizzate interamente all'uncinetto da alcune volontarie ucraine del centro di aggregazione del Quartiere Leningradskyi, a Kiev, gestito dalla Ai.Bi., Associazione Italiana Amici dei Bambini, nell'ambito del progetto "I Bambini di Cernobyl".
È stata la responsabile del centro sociale di Leningradskyi, Grazia Paoleri [una nostra concittadina che molti conoscono bene per il suo forte impegno e coinvolgimento in azioni di cooperazione allo sviluppo] ad ideare l'"Operazione Gradskyi", la raccolta dei fondi con le rane della solidarietà.
Chiunque volesse dare un piccolo aiuto al Centro Sociale Ai.Bi. di Leningradskyi, in Ucraina, potrà "adottare" una di queste morbide e colorate rane fatte di cerchietti di lana; a fronte di una piccola offerta, infatti, si riceverà a ricordo dell'iniziativa una simpatica Gradkyi [la donazione minima richiesta è di 7 €, ma la speranza è che ci siano persone anche più generose...].
Le rane della solidarietà sono state affidate dalla stessa dottoressa Grazia Paoleri, durante il suo ultimo viaggio in Italia, a diverse associazioni e a singoli volenterosi; ad Orvieto, forti anche di una vecchia amicizia tra Grazia e la gestione del Pozzo della Cava, le Gradskyi si possono trovare presso "Le Arti Minori", il negozio di ceramiche e artigianato del pozzo, dove si raccolgono le donazioni per il centro per l'infanzia di Kiev. Sarà poi cura sia della responsabile di questo micro-progetto che della gestione del Pozzo della Cava di dare conto dei risultati della iniziativa appena saranno tangibili, forse anche durante la prossima edizione del Presepe nel Pozzo [alla fine del 2002]; l'intento è quello di realizzare una piccola biblioteca per questi bambini ucraini, e se le donazioni saranno generose anche un angolo giochi per loro, così che possano trascorre un Natale più sereno di quello passato.
Si potrà essere aggiornati dello sviluppo dell'iniziativa anche sul sito www.pozzodellaca-va.it, sulla cui home page è stato inserito il banner della Operazione Gradskyi.
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La Nazione


20 giugno


Pozzo della Cava - un business d'oro
CAVA, UN POZZO... DI TURISTI


Orvieto: la famiglia Sciarra è riuscita a far diventare il Pozzo della Cava un monumento «privato» tra i più visitati di Orvieto. Nel 2001 i turisti che hanno strappato il biglietto sono stati trentunomila. Non c'è solo il Pozzo di San Patrizio ad affascinare i turisti consentendo loro di sprofondare nelle viscere di una rupe che, per centinaia di anni, ha rappresentato per gli antichi orvietani soprattutto una grande risorsa per la sopravvi-venza.
Il Pozzo della Cava, situato nella parte opposta della città nell'omonimo quartiere, costituisce un'attrattiva di grande suggestione per diversi motivi. Il primo è legato alla spettacolarità di un manu-fatto che si inabissa per 36 metri nel sottosuolo con un effetto scenico di grande impatto per chi si affacci alla sua sommità. Il secondo elemento è rappresentato dalla storia del pozzo, sia per quanto riguarda le sue origine etrusche (fu scavato per l'attingimento) che per le storie che aleggiano intorno ad esso. Una di queste riferisce di cinque soldati francesi che, nella metà del 600, sarebbero stati gettati nel pozzo dagli abitanti del quartiere La Cava dopo aver tentato di violentare alcune donne del posto. Allora si decise di chiuderlo dopo essere stato utilizzato ininterrot-tamente dall'epoca etrusca fino a quella rinascimentale. Come confermato dallo storico orvietano Lucio Riccetti, anche Antonio da Sangallo avrebbe studiato con grande attenzione questa opera prima di accingersi a realizzare quello di San Patrizio.
Il terzo motivo di fascino è indubbiamente legato alla valorizzazione del monumento che è a tutti gli effetti privato, ma costituisce un bene pubblico con un numero di visitatori annuale ben superiore ad altri apparentemente più blasonati. Il pozzo appartiene infatti alla famiglia Sciarra. Tersilio che, insieme alla moglie, gestisce la caratteristica trattoria dalla quale si accede al monumento* ed il figlio Marco che in questi anni ha compiuto una sapiente opera di «promozione» del gioiello di famiglia ottenendo risultati di grande rilievo come, ad esempio, il riconoscimento quale «monumento nazionale», l'inserimen-to nelle piu' prestigiose guide turistiche come quella del Touring e, soprattutto, il rag-giungimento di quota 31mila visitatori nel 2001.
La gestione del Pozzo rappresenta un esempio illuminante di come i privati possano contribuire in maniera rilevante al successo nell'offerta turistica limitandosi a valorizzare al meglio un proprio bene con un'intelligente opera di promozione.

Claudio Lattanzi

* in realtà è il contrario: è dal percorso di visita del pozzo che si accede alla trattoria,
al bookshop e a tutto il resto [n.d.c.]

curiosità: nei titoli della versione on-line e nelle didascalie delle nostre foto siamo
stati ribattezzati «Sciarrini»
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La Città


aprile


IL QUARTIERE SENZA TEMPO
La rinascita del cuore medievale di Orvieto, raccontata da coloro che vivono e animano le sue strade


Nell'ambito del dossier di Francesco Martiniello sul quartiere medievale,
articolo-intervista sul Pozzo della Cava


La via dell'arte

....
Il Pozzo della Cava rappresenta un esempio di itinerario che coniuga perfettamente arte e benessere. Un percorso di grotte e cunicoli ricchi di ritrovamenti archeologici e di notizie dell'antica vitalità del quartiere medievale orvietano, una bottega del buon vino e un negozio che, dal rosolio alla riproduzione delle maioliche tradizionali, al turista non fa mancare davvero nulla. L'unione da un punto di vista logistico delle tre attività gestite dalla famiglia Sciarra, l'uscita di una costituisce infatti l'ingresso dell'altra, corrisponde ad un'unione dal punto di vista lavorativo, che mette a disposizione dei veri e propri mini-pacchetti turistici con visita, degustazione, laboratorio artigianale ed intratteni-mento. Il Pozzo della Cava, ordinato Clemente VII tra il 1528 e il 1530, fu riportato alla luce nel 1985 ed undici anni più tardi ne fu completata la restaurazione. Interamente scavato nel tufo, è un cunicolo verticale di 36 metri di profondità, che termina con un'azzurrissima acqua sorgiva.
"Sicuramente è l'attrazione più visitata del quartiere - ci dice Marco Sciarra, autentico deus ex machina dell'azienda di famiglia - visto che, tra gruppi, visite guidate e turisti fai da te, registriamo almeno diecimila presenze l'anno".* Uno dei fori che appaiono sulla parete cilindrica del pozzo si trasforma, sul finire di dicembre, nella capanna della Natività. E tutto il labirinto di grotte sembra, come per magia, diventare la Betlemme dell'anno zero. Il Presepe del Pozzo della Cava è un appuntamento irrinunciabile assicurano coloro che l'anno visto, visto che la scenografia cambia ad ogni edizione, ed imperdibile per chi ancora non l'avesse inserito nel suo itinerario natalizio.
"Non ci sono scene separate - ci racconta l'autore - ma è una ambientazione continua che trasporta materialmente lo spettatore dentro il presepio, accanto ai personaggi ed al centro della scena".
Ogni anno i costumi, le suppellettili e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicinaagli originali della Palestina del tempo di Cristo, e la stessa cura nella ricostruzione storica vine messa nella preparazione dei cibi e nella selezione delle musiche, che rispecchiano gli strumenti, i ritmi, le intonazioni e la lingua del periodo.
E non è tutto. I personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati con i mate-riali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche. I loro movimenti, differenti a seconda del personaggio, sono regolati da congegni meccanici appositamente realizzati con l'impiego di piccoli motori silenziosi.
Insieme alle altre meraviglie rinvenute in queste cavità del sottosuolo, come fornaci, cisterne, moffole e folloni perfettamente conservati, il Pozzo della Cava può davvero ergersi a simbolo della rinascita del quartiere medievale.
"Anche se - ci tiene a puntualizzare Marco Sciarra - tutte le iniziative andrebbero contestualizzate in un più generale progetto di riqualificazione del quartiere, che finora non è stato portato avanti. Troppo spesso le volontà dei soggetti interessati non si sono trovate concordi".

* in realtà sono più del triplo, il dato si riferiva ai soli turisti individuali fai-da-te, esclusi
gruppi, turisti veicolati da agenzie, ingressi omaggio e visitatori del presepio [n.d.c.]
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segnalazioni della
«Operazione
Gradskyi»

30 - 31 gennaio


Serie di articoli sui quotidiani locali e regionali sull'iniziativa delle rane della solidarietà

La Nazione: SOLIDARIETÀ PER L'UCRAINA
articolo sulle «rane di lana» in cui si spendono belle parole sull'iniziativa

Il Giornale dell'Umbria: Singolare iniziativa di Grazia Paoleri
FAI UN'OPERA BUONA, ACQUISTA UNA RANA

pubblicazione di gran parte del nostro comunicato stampa del 29 gennaio

Corriere dell'Umbria: LAVORI ALL'UNCINETTO PER AIUTARE I BAMBINI
breve trafiletto di presentazione dell'iniziativa

OrvietoNews: FAI UN'OPERA BUONA, ACQUISTA UNA RANA
Iniziativa di solidarietà ideata da Grazia Paoleri con la vendita di beneficienza di rane realizzate interamente all'uncinetto da alcune volontarie ucraine

segue pubblicazione quasi integrale del nostro cominicato stampa sulla Operazione Gradskyi al Pozzo della Cava

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Lettera Orvietana

dicembre 2001
marzo 2002


GIUNTO ALLA TREDICESIMA EDIZIONE
IL PRESEPE NEL POZZO DELLA CAVA


Dopo le tre edizioni del Giubileo, con la natività collocata ogni volta in un luogo diverso, quest'anno la Sacra Famiglia è stata di nuovo ospitata all'interno del Pozzo della Cava, nella grotticella che congiunge la parte etrusca con il grande scavo rinascimentale.
La scelta, oltre che rappresentare una sorta di "ritorno alle origini", è stata motivata anche dalla volontà di distaccare la pacata scena della nascita del Messia dalla bolgia del mercato, dal caos della mercificazione di tutto: una sorta di pausa, di evento fuori dalle consuete coordinate spazio-temporali. Ovviamente, per la realizzazione della scena all'interno del Pozzo, ci si è avvalsi dell'opera di esperti speleologi, che hanno posizio-nato i personaggi, restando sospesi a delle corde, ad una notevole altezza dall'acqua della sorgente.

con foto di alcune natività degli anni passati

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Cose Antiche

gennaio


PRESEPE NEL POZZO

Orvieto - Sicuramente suggestiva l'atmosfera all'interno del Pozzo della Cava, allestito dal 23 dicembre al 13 gennaio per ospitare questo Natale la Sacra Famiglia. Il Presepe nel Pozzo è caratterizzato da un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, lungo il quale è stata ricostruita la realtà della Palestina dei tempi di Cristo, nei costumi, nelle suppellettili, negli elementi scenografici, nelle musiche, e persino nei cibi preparati su antiche ricette ebraiche della tradizione kasher. I personaggi sono a grandezza naturale, animati e curati nei minimi dettagli.

seguono diverse foto degli allestimenti passati e informazioni utili
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segnalazioni
del Presepio
2001-2002

gennaio


Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche che hanno segnalato il Presepe nel Pozzo nelle loro edizioni del mese di gennaio (e di cui siamo venuti a conoscenza)


Il Fotografo - segnalazione del tredicesimo Presepe nel Pozzo con foto e informazioni utili per venire a fotografare le grotte e i personaggi

Il Messaggero - trafiletto sul presepio, sull'allestimento e sul tema dell'anno

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