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Rassegna Stampa 2003
[da gennaio a novembre]



NOVEMBRE
[La Città - Filcos - Perugia on line - La Mia Umbria]


OTTOBRE
[UmbriaEventi - media locali e nazionali - La Città - OroIncensoeMirra - La Nazione - Corriere dell'Umbria - OrvietoSì - OrvietoNews - RTUAquesio - Orvieto39/ReporterTV - Paleoseti - Finesettimana - Perugia on line]


SETTEMBRE
[I Raccomandati - media locali e nazionali]


AGOSTO
[Corriere dell'Umbria - La Nazione - OrvietoSì - RTUAquesio]


LUGLIO
[OrvietoNews - OrvietoSì]


GIUGNO
[TeleOrvieto39 - OrvietoSì]


MAGGIO
[OrvietoSì - Radio San Marino RTV]


APRILE
[Dove - InUmbria - TV Sorrisi e Canzoni - Testate locali]


MARZO
[La Città - OrvietoNews - RTUAnotizie- OrvietoSì]


FEBBRAIO
[Conoscere per sapere - OrvietoNews]


GENNAIO
[Qui Touring - Cult - Visto - Lettera Orvietana - Il Centro Italia - Orvieto39 - Corriere dell'Umbria - DeliveryPress - LaBarbabietola.it - Il Messaggero - Informatore - Tuscanynow - Orvietonews]



questa pagina non è che una sommaria e parziale raccolta degli articoli usciti da gennaio a novembre 2002 in cui si è parlato del Pozzo della Cava, ci scusiamo pertanto per tutte le possibili omissioni, ringraziando tutti colore che vorranno segnalarcele
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Perugiaonline.it
LaMiaUmbria.it


novembre


Speciale Natale 2003
PRESEPE NEL POZZO

Orvieto (Tr). Singolare presepio di ambientazione palestinese realizzato nelle grotte sotterranee del Pozzo della Cava (Via della Cava, 28) ed anche all’interno dello stesso pozzo, profondo 36 metri. In occasione della quindicesima edizione ritorna l’angelo di luce sospeso a mezz’aria all’interno del pozzo, con una ambientazione rinnovata e la Natività allestita nella grotta recentemente recuperata.
Il presepe smovente e a grandezza naturale, potrà essere visitato dal 23 dicembre all’ 11 gennaio 2004.

con recapiti e informazioni utili

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Filcos.com

novembre


IL PRESEPE NEL POZZO
Suggestivo presepio ambientato nelle grotte del Pozzo della Cava
ad Orvieto


Ogni anno, nel periodo natalizio le grotte del Pozzo della Cava si animano con personag-gi a grandezza naturale (realizzati con tecniche ed effetti speciali) i quali danno vita ad un presepio insolito ed allo stesso tempo suggestivo. Sì tratta di un presepio singolare, principalmente per il fatto che una parte di tale realizzazione si trova all'interno del Pozzo della Cava, sospesa a 36 metri di altezza.
Ed i visitatori si trovano come catapultati nella vita quotidiana della Palestina di 2000 anni fa; si è infatti cercato di ricostruire le varie scene in modo più possibile rispondente all'originale, con grande attenzione ai particolari, agli abiti, alle musiche.
E soprattutto... ogni anno il presepe cambia, cambiano le scene, l'ambientazione, cam-bia il tema conduttore. Uno dei temi più amati ritorna quest'anno per festeggiare la quindicesima edizione del Presepio nel Pozzo... l'Angelo (nella nuova grotta etrusca); viene affrontato di nuovo, con personaggi e ambientazioni differenti, con una suddivisio-ne degli spazi e dei percorsi fisico-mentali totalmente rinnovata, il tema dello "storico" presepio del decennale, con l'angelo di luce sospeso a mezz'aria all'interno del pozzo e la Natività fuori dal Pozzo della Cava, tra la gente.

con recapiti, informazioni utili ed una intera galleria fotografica cliccabile

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La Città

novembre


LE NUOVE GROTTE DEL POZZO DELLA CAVA

Sono state aperte al pubblico, dopo quattordici mesi di lavori, le nuove grotte del Pozzo della Cava.
Oltre alla bellezza e alla grandezza delle grotte (l'ultima del percorso raggiunge i 14 metri) e alla loro fruibilità (è uno dei pochissimi itinerari sotterranei italiani visitabili senza l'ausilio di una guida o di un accompagnatore esperto) ad accrescere notevolmente il valore dei nuovi ambienti è anche l'eccezionalità di una scoperta archeologica effettuata al loro interno.
Nonostante una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni che rendono difficilissimo interpretare sia l'uso originario che le successive modifiche delle cavità, sono ben identificabili alcuni elementi ricorrenti, come vaschette, canali di scolo e fori passanti, su cui si sono sbizzarriti alcuni archeologi delle università di Perugia, Viterbo e Macerata, suggerendo le ipotesi più svariate, da un allevamento di animali ad una necropoli, da una enorme cisterna mai ultimata ad un insediamento abitativo, da una follonica ad una conceria, e qualcuno ha perfino avanzato l'idea di un impianto pseudo-termale.
Fortunatamente, però, come spesso avviene in archeologia, le conferme arrivano per analogia, e la presenza di due nicchie con una vaschetta laterale, avvalorano la tesi della necropoli rupestre; strutture praticamente identiche si trovano infatti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio, che presentano anche altre analogie con le nostre grotte, come i solchi orizzontali lungo le pareti e una moltitudine di fori passanti attraverso il tufo. L'eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, nel nostro territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.
La presenza concomitante di sepolture arcaiche (antecedenti al V sec. a.C.) e di cisterne, cunicoli e pozzetti etruschi più recenti (V - IV sec. a.C.) conferma le ipotesi degli storici e degli archeologi ottocenteschi, che parlavano di un ampliamento della zona abitativa etrusca, inizialmente confinata alla sola parte centrale della rupe.
Altre sorprese si attendono dal prosieguo dei lavori: le prossimo mese di gennaio infatti inizierà l'ultimo dei cantieri del Pozzo della Cava, che darà all'intero percorso un nuovo ingresso ed un nuovo allestimento della zona espositivo-museale, ripristinando il grande arco sulla via con la vera del pozzo, come fu ordinato da Papa Clemente VII nel 1527 al momento del suo arrivo a Orvieto.
I nuovi ambienti e la loro risistemazione, avvenuta nel massimo rispetto dell'esistente, valgono davvero una visita.

con foto della tomba e informazioni utili

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Orvieto39
ReporterTV

27 ottobre


LE NUOVE GROTTE DEL POZZO DELLA CAVA

la prima metà della trasmissione "Scavare nel Passato" è stata dedicata alle nuove
cavità del Pozzo della Cava, con intervista-chiacchierata con Marco Sciarra

con immagini delle grotte, dei ritrovamenti archeologici e delle nuove cavità


Finesettimana.it

23 ottobre


IL POZZO DELLA CAVA

pubblicazione all'interno della newsletter settimanale di uno speciale
sulle grotte del Pozzo della Cava


Paleoseti.it

18 ottobre


IMPORTANTE SCOPERTA ARCHEOLOGICA AL POZZO DELLA CAVA

pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa sui ritrovamenti
delle nuove grotte


Corriere
dell'Umbria

17
ottobre


POZZO DELLA CAVA
Aperte al pubblico, dopo 14 mesi di lavori,
in occasione di "Orvieto con Gusto"
SPUNTANO LE NUOVE GROTTE
Probabilmente si tratta di un'antica necropoli rupestre


La scorsa settimana, in occasione della manifestazione "Orvieto con Gusto", sono state aperte al pubblico, dopo quattordici mesi di lavori, le nuove grotte del Pozzo della Cava.
Questo ha permesso di raddoppiare il percorso di visita del pozzo e di collocare tale complesso archeologico tra i più importanti insediamenti ipogei del centro Italia.
Oltre alla bellezza e alla grandezza delle grotte (l'ultima del percorso raggiunge i 14 metri) e alla loro fruibilità (è uno dei pochissimi itinerari sotterranei italiani visitabili senza l'ausilio di una guida o di un accompagnatore esperto) ad accrescere notevolmente il valore dei nuovi ambienti è anche l'eccezionalità di una scoperta archeologica effettuata al loro interno.
Nonostante una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni che rendono difficilissimo interpretare sia l'uso originario che le successive modifiche delle cavità, sono ben identificabili alcuni elementi ricorrenti, come vaschette, canali di scolo e fori passanti, su cui si sono sbizzarriti alcuni archeologi delle università di Perugia, Viterbo e Macerata, suggerendo le ipotesi più svariate, da un allevamento di animali ad una necropoli, da una enorme cisterna mai ultimata ad un insediamento abitativo, da una follonica ad una conceria, e qualcuno ha perfino avanzato l'idea di un impianto pseudo-termale.
Fortunatamente, però, come spesso avviene in archeologia, le conferme arrivano per analogia, e la presenza di due nicchie con una vaschetta laterale, avvalorano la tesi della necropoli rupestre; strutture praticamente identiche si trovano infatti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio, che presentano anche altre analogie con le nostre grotte, come i solchi orizzontali lungo le pareti e una moltitudine di fori passanti attraverso il tufo. L'eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, nel nostro territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.
La presenza concomitante di sepolture arcaiche (antecedenti al V sec. a.C.) e di cisterne, cunicoli e pozzetti etruschi più recenti (V - IV sec. a.C.) conferma le ipotesi degli storici e degli archeologi ottocenteschi, che parlavano di un ampliamento della zona abitativa etrusca, inizialmente confinata alla sola parte centrale della rupe.
Negli ultimi anni queste tesi erano state velocemente accantonate da alcune scuole archeologiche contemporanee, che hanno assegnato a via della Cava il ruolo di accesso del centro abitato già dai primi insediamenti, e non quello di originario avvallamento adibito a campi e sepolture, come volevano Fumi e Perali. Finalmente al Pozzo della Cava sono emerse le prove che i nostri antenati avevano ragione, con buona pace degli archeologi abituati a ragionare per assiomi.
Il nostro complesso ipogeo non è nuovo a storie del genere: già nel 1985, infatti, il rinvenimento di una fornace quattrocentesca ha dimostrato una produzione di maiolica ad Orvieto anche nel XV secolo, ritenuto fino ad allora il periodo buio della nostra ceramica.
Nel 2001, poi, il ritrovamento di una muffola rinascimentale ha aggiunto anche il '500 al disciplinare ceramico orvietano, facendo riscrivere un'altra pagina di storia della preziosissima maiolica "a riverbero" del centro Italia.
E non possiamo non ricordare che è solo del 1999 la scoperta (effettuata da parte del ricercatore orvietano Lucio Riccetti a seguito del rinvenimento di una lettera autografa di Antonio da Sangallo il Giovane) che il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII fu quello della Cava e non quello di San Patrizio, come si era sempre creduto fino ad allora.
Le nuove grotte sono comunque visitabili tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 8,00 alle 20,00.

curiosità: è stato l'articolo di apertura della giornata, con un titolo a sei colonne

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RTUAquesio

16 ottobre


NUOVE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE AL POZZO DELLA CAVA

bel servizio sui nuovi lavori del Pozzo della Cava e sui ritrovamenti delle nuove grotte
in relazione all'assetto e alle ipotesi archeologiche di Via della Cava

con intervista e belle riprese delle nuove cavità


OrvietoNews.it

16 ottobre


Special
IMPORTANTE SCOPERTA ARCHEOLOGICA AL POZZO DELLA CAVA


pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa sui ritrovamenti
delle nuove grotte

curiosità: la foto pubblicata non è delle nostre grotte

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La Nazione

16 ottobre


Il patrimonio archeologico della città si arricchisce di una nuova
e interessante scoperta
DAL POZZO DELLA CAVA RIAFFIORA UNA NECROPOLI ETRUSCA


ORVIETO — I resti di una necropoli etrusca sono venuti alla luce nel corso di un uno scavo eseguito all'interno del pozzo della Cava. Si tratta di un rinvenimento di grande interesse archeologico che rimette in discussioni molte delle ipotesi finora accettate in merito all'abitato etrusco di Orvieto.
Le vestigia della necropoli sono emerse contemporaneamente alla scoperta di due nuove grotte nascoste da secoli sotto il terrapieno sul quale hanno camminato genera-zioni di orvietani. Le stesse grotte erano inoltre utilizzate come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale.
«I lavori erano in corso per il raddoppio del percorso di vista nel pozzo — spiega il titolare del monumento Marco Sciarra — alla fine sono emersi canali di scolo e vaschette che avvalorano la tesi di un necropoli sulla città vecchia». Si tratterebbe di strutture del tutto analoghe a quelle rinvenute a Norchia nel Lazio.
L'eccezionalità della scoperta consiste nel fatto che fino ad oggi non erano mai state ritrovate tracce di sepoltura risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi nella città che lo chiamavano Velzna.
Questo ritrovamento confermerebbe le ipotesi degli archeologi ottocenteschi secondo cui i primi nuceli abitativi etruschi erano confinati esclusivamente sulla rupe per poi estendersi anche al di fuori di essa. Le sepolture dimostrano anche che il ruolo che il quartiere della Cava ricopriva in epoca etrusca era esattamente quello descritto dagli storici orvietani Fumi e Perali i quali parlavanodi zona adibita a campi e sepolture mentre gli archeologi contemporanei avevano invece affermato che la Cava aveva costituito la porta principale d'accesso alla città fin da quell'epoca remota.

alla notizia è stata riservata la locandina affissa dalle edicole della città

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OrvietoSì.it

16 ottobre


Archeologia
SCOPERTE AL POZZO DELLA CAVA


Dopo mesi di lavoro aperte al pubblico le nuove grotte. Una sensazionale scoperta archeologica. Lì una necropoli rupestre.

segue la pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa sui ritrovamenti
delle nuove grotte

con foto e informazioni utili

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Rai Intarnational

13 ottobre


VISITANDO E DEGUSTANDO NELLE NUOVE GROTTE DEL POZZO

Bei servizi realizzati nelle nuove grotte del Pozzo della Cava in occasione di «Orvieto
con Gusto».
Immagini, informazioni e interviste sul gusto e sull'appeal dell'Italia all'estero.


OroIncenso
eMirra .it

11 ottobre


IL POZZO DELLA CAVA E IL PRESEPE NEL POZZO

Bellissimo dossier che prende il Presepe nel Pozzo come pretesto per invitare a visitare
le grotte del Pozzo della Cava, Orvieto e l'Umbria


Il Presepe nel Pozzo
Ogni anno dall'antivigilia di Natale alla domenica dopo l'Epifania, le grotte sotterranee che costituiscono il percorso di visita del Pozzo della Cava, nel bellissimo quartiere medievale di Orvieto, si popolano di personaggi animati a grandezza naturale, per dar vita ad un presepio ritenuto dalla stampa specializzata uno dei più originali e suggestivi d’Italia. Sarà proprio il pozzo, celebre per essere stato fatto scavare da Papa Clemente VII su una preesistenza etrusca, ad ospitare la scena della Natività, allestita per l’occasione con la collaborazione di esperti speleologi che posizioneranno i personaggi restando appesi a delle funi su uno strapiombo di 36 metri.
Sono molte le particolarità di questo presepio-evento, a partire dall’ambientazione, realizzata in un percorso continuo, in cui il visitatore avrà un punto di vista insolito, trovandosi fisicamente dentro le scena, anche lui involontario e anacronistico attore-spettatore del primo Natale, ricevendo così l’impressione di immergersi nella vita quotidiana della Palestina di duemila anni fa: abiti, suppellettili e musiche sono infatti ricostruiti in maniera quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo, in questa insolita via di mezzo tra sacra rappresentazione e parco a tema.
E poi i personaggi, veri automi a grandezza naturale realizzati con le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, tutto per ricreare un ambiente quanto più verosimile possibile, anche con l’ausilio di semplici ma efficaci: fumi, stelle, fiamme, odori... Alcuni volti sono stati creati allo stesso studio di truccatori che ha realizzato gli effetti speciali del 'San Francesco' di Michele Soavi (quello con Roul Bova) e della mega-produzione 'Il Papa Buono'.

Il Pozzo della Cava
Ad Orvieto, nel cuore del quartiere medievale, si trova un suggestivo percorso sotterraneo fatto di grotte ricche di ritrovamenti archeologici recentemente riportati alla luce dopo secoli di silenzio.
Senza dubbio la struttura più importante del percorso è il Pozzo della Cava: un enorme foro nel tufo di 36 metri di profondità, ordinato da Papa Clemente VII nel 1527 per attingere acqua sorgiva in caso di assedio (lo stesso motivo che negli anni successivi portò allo scavo del Pozzo di San Patrizio, dalla parte opposta di Orvieto). Fu scavato tra il 1528 e il 1530 ampliando un pozzetto etrusco della tipologia “a pedarole”, ancora oggi visibile. Fu chiuso nel 1646, in occasione della guerra di Castro. Da allora più nulla si è saputo del pozzo -fatta eccezione di qualche documento in cui si parla di cadaveri gettati al suo interno- fino al suo ritrovamento, avvenuto nel 1984. Nel 1996 è poi stato svuotato dei detriti accumulatisi nel corso dei secoli ed è stata di nuovo raggiunta la falda acquifera.
È solo del 1999 la scoperta (effettuata da parte del ricercatore orvietano Lucio Riccetti a seguito del rinvenimento di una lettera autografa di Antonio da Sangallo il Giovane) che il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII fu quello della Cava e non quello di San Patrizio, come si era sempre creduto fino ad allora. Il tufo estratto dal Pozzo della Cava sarebbe stato in parte utilizzato per la costruzione di Palazzo Pucci, altro cantiere orvietano diretto dal Sangallo. Accanto al pozzo, nelle grotte che ne costituiscono il percorso di visita, sono visibili anche i resti di due fornaci di ceramica: una medievale (con gli ambienti di lavoro, numerosi scarti di fabbricazione ed alcuni interessanti strumenti di lavoro) ed una rinascimentale dalla classica forma “a muffola”, utilizzata nel ‘500 per il “terzo fuoco” dei preziosi lustri rinascimentali, famosi per l’iridescenza dei colori e per il riverbero d’oro e rosso rubino
Il ritrovamento delle due fornaci, avvenuto nel 1985, ha dimostrato che Orvieto ha prodotto maiolica anche nel ‘400 e nel ‘500, ritenuti sino ad allora i secoli bui della ceramica orvietana. Sono poi stati ritrovati anche i resti di alcune tombe etrusche, una delle quali, di cui è ancora ben visibile il giaciglio per la salma, è stata riadattata nel medioevo per costruire un follone, ossia uno strumento per lavorare e rendere più morbidi i tessuti di lana. Tra i reperti etruschi non può poi essere dimenticata la cisterna: uno scavo per la raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle abitazioni, con il tipico intonaco a ‘cocciopesto’, caratteristico dell’ultima fase della permanenza etrusca sulla rupe. Anche questa cisterna ha subito una modifica nel Medio Evo, venendo inglobata nello scavo per accedere ad alcuni locali collocati al secondo piano sotterraneo ed adibiti già da allora a cantine, per produrre e conservare il famoso vino di Orvieto; è tuttora visibile (e 'funzionante') la scalata con i tipici 'scendibotte', ovvero una coppia di scivoli laterali usati per far rotolare in basso le botti. Sono attualmente in fase di ultimazione i lavori di svuotamento, consolidamento e pulitura di alcune nuove grotte che arricchiranno e completeranno il percorso di visita. La loro apertura è prevista entro il 2003 e contemporaneamente a questo ampliamento del percorso verrà anche rinnovato l’ingresso, riportando l’accesso da Via della Cava come era nel Rinascimento, e verranno migliorate le esposizioni della parte museale del percorso.

ricco di foto, recapiti, link, informazioni utili e una bella pagina sulla città di Orvieto

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media locali
e nazionali

ottobre


VISITANDO E DEGUSTANDO

Serie di articoli, servizi e citazioni della iniziativa organizzata dal Pozzo della Cava
nell'ambito di ORVIETO CON GUSTO. Bellissimo trattamento all'interno di un dossier
pubblicato da «LA CITTA'».


Perugiaonline.it

ottobre


Svago
VISITANDO E DEGUSTANDO ...TRA SAPORI E SAPERI


Orvieto (Tr). Per Orvieto con gusto dal 9 al 12 ottobre 2003 il Pozzo della Cava e la Pasticceria Adriano propongono l’abbinamento tra enogastronomia e cultura, nello scenario particolarmente suggestivo del sottosuolo di Orvieto tra sapori e saperi. Due diversi percorsi guidati per scoprire la storia di una città a partire dalle sue viscere ed accompagnare la scoperta con i piaceri del palato. Costo - € 12,00 a persona. Gruppi minimo 5 persone, massimo 20 persone. Informazioni tel. 0763.341772, fax 0763.344433, e-mail info@iat.orvieto.tr.it.

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UmbriaEventi.it

1 ottobre


IL "GUSTO" NEL POZZO DELLA CAVA DI ORVIETO
Dal 9 al 12 ottobre nel Pozzo un itinerario a base di "pasta e pane"


Scale, volte tufacee nei sotterranei di Orvieto dove il Pozzo della Cava si sprofonda nel sottosuolo per trentasei metri. Ritrovamenti, percorsi che affascinano i visitatori da duecentocinquanta anni si aprono a mostre, botteghe e bookschop nel rispetto della tradizione del gusto, degli aventi che la storia continua a proporci attraverso la fantasia e l'immaginazione degli uomini. Occhi attenti e brillanti menti fanno del pozzo un punto di riferimento anche per i grandi eventi della città. Quest'anno una Tappa di "Orvieto con gusto" si snoda nel suggestivo percorso. "La pasta e il pane" saranno il filo conduttore della manifestazione gastronomica. Bruschette, torte al testo, le tipiche "Lumachelle" e le frittelline dolci allieteranno i visitatori dei suggestivi sotterranei.

con foto, recapiti e informazioni utili

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I Raccomandati
RaiUno

agosto


LA RACCOMANDAZIONE DAL POZZO CHE PORTA FORTUNA

È stato trasmesso, nel corso della prima puntata del varietà I RACCOMANDATI,
un breve filmato girato al Pozzo della Cava, durante il quale il gestore "raccomandava"
il fratello che si è esibito in diretta al Teatro delle Vittorie, gettando per lui una
monetina all'inerno del pozzo.


media locali
e nazionali

settembre


VISITANDO E DEGUSTANDO

Serie di articoli, servizi e citazioni della iniziativa organizzata dal Pozzo della Cava
nell'ambito di ORVIETO CON GUSTO.


OrvietoNews.it

27 agosto


RISCUOTE SUCCESSO L'AMARO DEL POZZO
L'"Amaro del Pozzo", prodotto dal Pozzo della Cava,
è nella classifica dei 50 migliori amari d'Italia stilata
dagli assaggiatori del sito internet AmariAmari.


Pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa del 16 agosto con foto del Pozzo

Curiosità: nel titolo è riferito che l'amaro è prodotto
dal Pozzo della Cava
e non
per il Pozzo della Cava, sebbene in eclusiva.


Corriere
dell'Umbria

27 agosto


Un'edizione 2003 con molteplici conferme e nuove iniziative
LE NOVITÀ DI «ORVIETO CON GUSTO»


All'interno di un interessante speciale sulle anticipazioni del programma di «Orvieto
con gusto» 2003, si parla anche della iniziativa del Pozzo della Cava

[...]
Il ricco cartellone, che prevede incontri, dibattiti, mostre, banchi di assaggio, degusta-zioni tematiche e presentazioni di libri, non mancherà di coinvolgere anche i monumenti di Orvieto. È infatti in preparazione una bella iniziativa gastronomico-culturale con esperti del settore, organizzata da Sistema Museo, la cooperativa che gestisce il Pozzo di San Patrizio e il Museo Emilio Greco.
Altrettanto interessanti i due percorsi messi in piedi dalla Pasticceria Adriano e dal Pozzo della Cava, che vedranno per quattro giorni i loro sotterranei animarsi di buongustai e semplici curiosi che vorranno andare alla scoperta dei sapori del pane in tutte le sue varianti, senza disdegnare un abbinamento con gli ottimi vini della zona.
«L'idea -ci dicono gli organizzatori di queste due passeggiate ipogee- è nata grazie alla collaborazione con Luisa Borgna, dell'ufficio manifestazioni di Orvieto; abbiamo pensato di creare due differenti appuntamenti a mezza strada tra l'aperitivo e la visita guidata, tra un laboratorio del gusto e una pausa culturale, per scoprire la storia di una città a partire dalla sue viscere, ed accompagnare la scoperta con i piaceri del palato».

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Corriere
dell'Umbria

26 agosto


I frutti della «Operazione Gradskyi»
IL GRAZIE CHE GIUNGE DAI BAMBINI DI KIEV


ORVIETO - Alessandro Terzi, responsabile della sezione ucraina della Associazione italia-na amici dei bambini, che ha sede nel Centro Sociale Ai.Bi. del quartiere Leningradskyi di Kiev, ha ringraziato attraverso e-mail coloro che hanno aderito alla «Operazione Gradskyi». L'iniziativa delle simpatiche ranocchiette realizzate all'uncinetto dalle donne ucraine ed esposte per tutto il 2002 e nei primi mesi del 2003 presso il negozio di cera-miche e artigianato del Pozzo della Cava, dove si sono raccolte le donazioni nell'ambito del progetto «I Bambini di Cernobyl».
Riportiamo quindi le parole di Alessandro Terzi (succeduto a Grazia Paoleri, ideatrice della vendita delle rane, nella gestione del centro di Kiev): «Abbiamo pensato di destinare i soldi inviatici per l'allestimento (acquisto medicinali, materiale, ecc.) dello studio dentistico per i bambini del quartiere in cui lavoriamo; infatti, dopo quattro mesi di forzata inattività abbiamo raggiunto un accordo con un dentista che si occuperà delle cure dei bambini gratuitamente, ma noi dovremo fornirgli il materiale necessario».
E non si può non essere felici di aver dato un piccolo contributo, anche in senso fisico, al sorriso dei bambini di Kiev.

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Corriere
dell'Umbria

26 agosto


Gradita sorpresa per la Rupe
L'«AMARO DEL POZZO» TRA I MIGLIORI D'ITALIA


ORVIETO - Una piacevole e gradita sorpresa l'Orvieto enologica:l'«Amaro del Pozzo» è nella classifica dei 50 migliori amari d'Italia stilata dagli assaggiatori del sito internet «AmariAmari». Fabio Greco e Asami Miyazaki, che da più di un anno sono impegnati nella raccolta di dati in tutta la nazione, hanno stilato una classifica dei gusti degli amari italiani, da quelli famosi a quelli meno diffusi e più rari, assegnando al liquore d'erbe del Pozzo della Cava un lusinghiero 27esimo posto, ovvero un solo gradino sotto il celeberrimo Don Bairo e ben due posizioni sopra il blasonatissimo Montenegro.
Greco e la Miyazaki hanno acquistato diversi mesi fa una bottiglia di «Amaro del Pozzo» (prodotto su ricetta esclusiva nel punto vendita locale della Italiana Liquori di Torgiano) e hanno stilato una scheda tecnica di degustazione visibile on-line; gli elementi che a loro dire contraddistinguono l'amaro rendendolo degno di essere assaporato sono il colore ambra scuro, il buon gusto di ciliegia e un intenso profumo di miele piccante.

Curiosità: l'articolo è uscito firmato da Marco Sciarra, anche se il comunicato è stato rielaborato e contiene una imprecisione sulla produzione dell'amaro, che viene realizzato
in esclusiva
per il nostro punto vendita dalla Italiana Liquori a Torgiano

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La Nazione

22 agosto


L'«AMARO DEL POZZO» TRA I MIGLIORI D'ITALIA

ORVIETO - Il Pozzo della Cava conquista la notorietà non solo per essere uno dei monumenti più originali e suggestivi della città ma anche grazie alla bontà dell'amaro che viene prodotto dai titolari del locale in cui, accanto al celebre pozzo scavato nella rupe, si trova un ristorante tipico.
L'«Amaro del Pozzo» è stato infatti inserito nella classifica dei 50 migliori amari d'Italia stilata dagli assaggiatori del sito internet «AmariAmari». Fabio Greco e Asami Miyazaki, che da più di un anno sono impegnati nella raccolta di dati in tutta la nazione, hanno stilato una classifica dei gusti degli amari italiani, da quelli famosi a quelli meno diffusi e più rari, assegnando al liquore d'erbe del Pozzo della Cava un lusinghiero 27esimo posto, ovvero un solo gradino sotto il celeberrimo Don Bairo e ben due posizioni sopra il blasonatissimo Montenegro.
Greco e la Miyazaki hanno acquistato diversi mesi fa una bottiglia di «Amaro del Pozzo» ed hanno stilato una scheda tecnica di degustazione visibile on-line; gli elementi che a loro dire contraddistinguono l'amaro rendendolo degno di essere assaporato sono il colore ambra scuro, il buon gusto di ciliegia e un intenso profumo di miele piccante.

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Corriere
dell'Umbria

20 agosto


Cliccando su internet si aprono tanti siti nipponici
che si occupano del caretteristico complesso
IL POZZO DELLA CAVA FA "BOOM" SUL MERCATO GIAPPONESE


Era noto che il Pozzo della Cava e il suo complesso di grotte sotterranee interessassero in maniera particolare i turisti dell'estremo oriente, così come le riproduzioni dei reperti, le ceramiche vendute nel piccolo negozio annesso, e i piatti serviti nella piccola trattoria che si trova all'uscita. Ma probabilmente nessuno degli interessati si sarebbe mai sogn-ato di divenire una sorta di fenomeno di culto in Giappone, specie in tempi di conclamata crisi per il turismo internazionale.
Nel solo mese di luglio i click dei net-surfer nipponici hanno fatto una spietata concorrenza ai visitatori italiani del nuovo sito del Pozzo della Cava. Una ricerca sui domini di provenienza dei navigatori approdati al nostro URL ha spiegato il perché: sono numerosi i portali e i forum in lingua giapponese che parlano del pozzo, per motivi spesso differenti. E sono proprio i forum, gestiti dagli stessi visitatori, a indirizzare il maggior numero di utenti verso www.pozzodellacava.it.
Così, mentre su la-piazza.com si consiglia sia di visitare il Pozzo della Cava che di fermarcisi a mangiare prima di iniziare a scoprire il resto di Orvieto, italia.gr.jp, dedica al pozzo e alle grotte un breve articolo, mentre june.co.jp fa una carrellata di immagini e notizie in perfetto stile giapponese, parlando poco poco ma di tutto, dalle insegne turistiche del pozzo dislocate per Orvieto alla mappa dei ritrovamenti affissa all'ingresso, all'interno di una serie di articoli fatti di resoconti dei più bei viaggi nel mondo.
Di tutt'altro stile la trattazione su sazanka.sakura.ne.jp, dove si parla piuttosto diffusa-mente anche del resto della città, con bellissime foto di Toshie Tanaka, mentre mvision-italy.com si limita a parlare del Pozzo della Cava e a darne i recapiti, sia classici che telematici.
Su charon-acheron.com c'è un articolo intitolato "Vorrei andare a Pozzo della Cava", con una rielaborazione in gusto giapponese del logo; mentre sul sito privato SilkRoad, che fa parte dell'anello "All around Italy", nella sezione su Orvieto si parla solo del pozzo.
Ma la vera sorpresa è il forum di japanitalytravel.com, popolatosi, all'uscita di un redazionale sull'Umbria, di numerosi messaggi di giapponesi che sono venuti in visita ad Orvieto e che hanno visitato il Pozzo della Cava; si parla delle grotte, dell'artigianato, dei liquori, e delle lombrichelle, e in parecchi hanno consigliato agli altri membri del forum di venire a provare tutto dal vivo.
Ricercare "Pozzo della Cava" sulle versioni giapponesi di Google o di Yahoo, poi, signifi-ca aprire un universo di link, in cui non ci si è ancora addentrati, trattandosi di siti spes-so sprovvisti di una corrispondente versione inglese.

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RTUAquesio

agosto


POZZO DELLA CAVA

Durante diverse edizioni del telegiornale locale è stata data lettura dei nostri
comunicati stampa dei mesi di luglio e agosto


OrvietoSì.it

19 agosto


Amaro 'Pozzo della Cava'
L'AMARO DEL POZZO DELLA CAVA È TRA I MIGLIORI AMARI ITALIANI, ANCHE PRIMA DEL PIÙ FAMOSO MONTENEGRO
Un prodotto da divulgare nella logica dell'eccellenza enogastronomica che la città persegue


L'«Amaro del Pozzo» è nella classifica dei 50 migliori amari d'Italia stilata dagli assaggia-tori del sito internet AmariAmari.
Fabio Greco ed Asami Miyazaki, che da più di un anno sono impegnati nella raccolta di dati in tutta la nazione, hanno stilato una classifica dei gusti degli amari italiani, da quelli famosi a quelli meno diffusi e più rari. Il liquore d'erbe del Pozzo della Cava ha ottenuto un lusinghiero 27° posto, ovvero un solo gradino sotto il celeberrimo Don Bairo e ben due posizioni sopra il blasonatissimo Montenegro.
Greco e la Miyazaki hanno acquistato diversi mesi fa una bottiglia di Amaro del Pozzo, prodotto su ricetta esclusiva per il punto vendita del Pozzo della Cava dalla Italiana Liquori di Torgiano, ed hanno stilato una scheda tecnica di degustazione visibile on-line; gli elementi che a loro dire contraddistinguono l'amaro e lo rendendono degno di essere assaporato, sono il colore ambra scuro, il buon gusto di ciliegia e un intenso profumo di miele piccante.
Il risultato ottenuto dall'amaro del Pozzo della Cava merita particolare attenzione, perché è un ulteriore "mattone" di quella costruzione che alcuni operatori del settore enogastronomico stanno ereggendo e che sarà uno dei caratteri che qualificheranno Orvieto e l'Orvietano del futuro.

L'articolo, ospitato nella rubrica "Sapori", è corredato da una foto dell'interno del pozzo

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OrvietoSì.it

22 luglio


NUOVO SITO PER IL POZZO DELLA CAVA
Rinnovata grafica ed aumentati i contenuti
'Il Calendario' è lincato nella nostra home


Marco Sciarra, uno degli imprenditori del turismo ad Orvieto tra i più attivi ed attenti alle dinamiche economiche ed alla comunicazione, ha rinnovato il sito web del suo Pozzo della Cava. Sono aumentate le sezioni e le relative informazioni, è nuova la grafica, si naviga con facilità. Sempre particolarmente interessante la sezione “Il calendario”, che tiene al corrente sulle manifestazioni di Orvieto e dell’Orvietano e svolge anche un’utile funzione. È lincato in fondo a destra sulla nostra home. Visitatelo.

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OrvietoNews.it

21 luglio


SAGRE DI LUGLIO CONTRO IL SOLLEONE

Ecco un calendario completo delle sagre estive dell'Orvietano tratto dal nuovissimo e funzionale sito www.pozzodellacava.it dell'amico Marco Sciarra che ringraziamo per la collaborazione.
...

Segue una selezione delle sagre del territorio orvietano, tratta dal nostro sito
CALENDARIO

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OrvietoNews.it

1 luglio


IL CALENDARIO DELLE SAGRE ORVIETANE

Citazione dell'intero articolo sulle sagre del territorio orvietano pubblicato sul nostro sito
CALENDARIO


OrvietoSì.it

26 giugno


ESTATE, TEMPO DI SAGRE

Citazione dell'intero articolo sulle sagre del territorio orvietano pubblicato sul nostro sito
CALENDARIO


TeleOrvieto39

19 giugno


VIA DELLA CAVA

Nel corso della trasmissione «La Voce di Orvieto» è stato trasmesso un filmato sul Pozzo della Cava e le sue grotte, a cui è seguita una interessante tavola rotonda sulle potenzialità turistiche di Via della Cava e del quartiere medievale di Orvieto.


Radio
San Marino RTV

30 maggio


IL POZZO DELLA CAVA

Durante il pomeriggio è stata trasmessa una intervista telefonica a Marco Sciarra sul Pozzo della Cava, la sua storia, la sua scoperta e i ritrovamenti delle altre grotte.
Particolare interesse è stato dimostrato anche al singolare tipo di gestione, totalmente privata, con problemi e soddisfazioni legati a questo tipo di scelta.


OrvietoSì.it

1° maggio


IL POZZO DELLA CAVA PROMUOVE ORVIETO
In «TV Sorrisi e Canzoni» si parla del Pozzo della Cava,
nel dossier «I piccoli tesori da scoprire a due passi da casa»


Pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa del 30 aprile


TV Sorrisi
e Canzoni

30 aprile


I piccoli tesori da scoprire al pochi passi da casa
UN SERBATOIO SOTTERRANEO PER RESISTERE AGLI ASSEDI


Orvieto (TR) Pozzo della Cava Nel 1527 Papa Clemente VII, prima di fare realizzare il più famoso Pozzo di S. Patrizio, ordinò i lavori per il Pozzo della Cava (36 metri di profondità e 4 di diametro), sfruttando i precedenti scavi etruschi tuttora visibili. Così facendo, in caso di assedio, la città avrebbe potuto godere di una maggiore quantità di acqua. I lavori si conclusero nel 1530 e il pozzo restò in funzione fino al 1646, come testimonia una lapide visibile lungo la via.

con foto, recapiti e informazioni

curiosità: nel trafiletto di Elena Croci non mancano imprecisioni;
nel titolo si assimila infatti il pozzo ad una cisterna e nelle didascalie si parla
di grotte poste ad una profondità di 36 metri

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Dove

aprile


UMBRIA DA SCOPRIRE
Questioni di cuore


Nell'allegato al mensile «Dove», dedicato interamente all'Umbria,
si parla anche di Orvieto; vi proponiamo uno stralcio dell'articolo

L'avventura diventa ancora più affascinante nel ventre oscuro, contorto e infinito del sottosuolo: alla città costruita sopra la rupe in quasi tre millenni corrisponde una città sotterranea scavata nello stesso arco di tempo nello zoccolo tenero del tufo. Sotto le case orvietane si sviluppa un fitto reticolo di cantine a più piani, che si affiancano a cam-minamenti, cunicoli e a un migliaio di grotte di tutti i tipi, dalle cisterne ai mulini, ai pozzi per l'acqua. Durante i lavori di ristrutturazione di una casa medievale è stato ritrovato il Pozzo della Cava, di probabile origine etrusca, rimesso in uso da Clemente VII e poi richiuso nel 1646. Non lontano si trovano i resti di una fabbrica di ceramica attiva tra la fine del XIV e la metà del XVI secolo.
[…]
Altra singolarità sono i "butti", in epoca medievale immondezzai pubblici e privati e oggi pozzi inesauribili di antichità dimenticate. Come di vede il sottosuolo della città rappresenta un autentico patrimonio da conoscere e valorizzare. Poi si uscirà a riveder le stelle. Che nel cuore dell'Italia sembreranno brillare ancora di più.

con recapiti e informazioni
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Testate locali

aprile


ORVIETO PROMOTION

Diverse testate locali hanno pubblicato, tra il 5 e il 9, la notizia della elezione del rappresentante del Pozzo della Cava tra i nuovi membri del consiglio di amministrazione del Consorzio Orvieto Promotion. OrvietoNews.it, OrvietoSì.it ed RTUAquesio hanno dato ampio spazio alle elezioni. Su OrvietoSì.it è uscita, il giorno 9, una lunga intervista a Marco Sciarra, responsabile marketing e Ufficio Stampa del Pozzo della Cava [e neo-eletto consigliere di Orvieto Promotion], sui temi del turismo di Orvieto e del territorio, sulle prospettive, sulle sue esperienze e sui progetti futuri delle singole aziende e del consorzio.
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InUmbria.it

1 aprile


«CALENDARIO», GLI EVENTI DI ORVIETO DISPONIBILI ON LINE
In rete un nuovo servizio del Pozzo della Cava:
un sito internet per le manifestazioni del territorio


È on-line da oggi un nuovo sito internet facente capo a quello del Pozzo della Cava: si chiama Calendario ed è concepito come un mini-portale sugli eventi e le manifestazioni di Orvieto e del territorio.
Nasce dalla sinergia dell’ufficio stampa del Pozzo della Cava e dallo staff di Eventin, un giovane gruppo che ha l’obiettivo di promuovere gli eventi italiani attraverso internet creando una rete di referenti, gli “EventinPoint”, con competenza esclusiva per la loro zona per quanto riguarda l'aggiornamento dell'enorme database nazionale. Il Pozzo della Cava è da diversi mesi EventinPoint per i comuni di Orvieto, Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, Parrano, Porano e San Venanzo (ma accettiamo segnalazioni anche per le zone limitrofe, come Guardea, Alviano, l’alto Viterbese, l’Amerino).
All’interno di Calendario è possibile consultare la banca dati degli eventi del territorio attingendo direttamente al database di Eventin.
Logo del sito: è stato scelto una libera reinterpretazione dell’Empedocle signorelliano della Cappella di San Brizio, che osserva estasiato e atterrito l’avverarsi delle sue profezie sulla fine del mondo. Il servizio offre informazioni particolari, con “speciali” concernenti gli eventi, le tradizioni ed alcune curiosità a loro legate; sguazzando tra storie, leggende, racconti dei nonni e documenti.
Attualmente il sito è visibile all’indirizzo www.pozzodellacava.it/calendario, ma l’intento è quello di registrare un dominio ad hoc per questo mini-portale. Tutto dipende non solo dal numero, ma dai riscontri dei visitatori, che potranno interagire segnalando gli eventi che conoscono e anche inviando segnalazioni e scrivendo degli articoli per promuovere realtà degne di valorizzazione.
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OrvietoSì.it

31 marzo


CALENDARIO», PORTALE DEL POZZO DELLA CAVA

All'interno di uno speciale dedicato agli eventi orvietani è stato realizzato un approfon- dimento con il testo integrale nostro comunicato stampa sul sito «Calendario»


OrvietoSì.it

18 marzo


SOLIDARIETÀ AL «POZZO DELLA CAVA»

È stato riportato il testo integrale del nostro comunicato stampa sulla «Operazione Gradskyi» e su «Una Bottiglia di Solidarietà» all'interno della finestra dedicata alla cronaca di Orvieto e territorio


RTUAnotizie

15 marzo


SI SONO CONCLUSE DUE INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ DEL POZZO DELLA CAVA

Lettura del nostro comunicato stampa sulla «Operazione Gradskyi» e su «Una Bottiglia di Solidarietà» durante le due edizioni del telegiornale locale di RTUAquesio


OrvietoNews.it

15 marzo


DUE IMPORTANTI INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ

Si sono concluse con successo entrambe le iniziative di solidarietà che hanno visto impe-gnata la gestione delle due attività commerciali annesse al Pozzo della Cava.
La prima, denominata «Operazione Gradskyi», aveva come finalità quella di sostenere il Centro Sociale Ai.Bi. del Quartiere Leningradskyi di Kiev, in Ucraina.
Sono state davvero molte le persone che hanno deciso di "adottare" una delle deliziose ranocchiette realizzate interamente all'uncinetto da alcune volontarie ucraine del centro di aggregazione di Leningradskyi. La seconda iniziativa, invece, denominata «Una Bot-tiglia di Solidarietà», era coordinata dalla Associazione Nazionale Città del Vino ed ha visto la partecipazione delle cantine Castello della Regina, Colli Amerini, Monrubio, Podere Vaglie, Falasco, Antinori, Tenuta di Corbara, Tordimaro, Barberani, Sassara, Bigi e Covio, e de «La Bottega del Buon Vino», che ha partecipato con l’offerta di diverse bottiglie di Orvieto Classico con l’etichetta esclusiva del Pozzo della Cava.
L’iniziativa, che ha coinvolto le principali piazze delle città del vino dell’Umbria e diversi punti vendita CONAD, era iniziata lo scorso 8 dicembre e si è protratta per tutto il pe-riodo natalizio.
Sono stati ricavati dalla vendita del vino donato 1140 euro, destinati ai bambini dei comuni terremotati del Molise e dell’area etnea.
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La Città

marzo


I DELITTI DEL POZZO DELLA CAVA

Nel volume "Come in alto, così in basso", presentato ieri al pubblico durante un interes-sante incontro tenutosi al Museo Faina, è contenuto un intero capitoletto sui pericoli che la rupe e le sue cavità hanno da sempre rappresentato per l'incolumità pubblica. Con grande sorpresa abbiamo costatato che gran parte delle citazioni che vanno dal XVII al XIX secolo riguardano proprio il Pozzo della Cava. Si sono aggiunti così, grazie alla ricerca di Claudio Bizzarri, altri tasselli alla storia recente del pozzo (già un paio di anni fa il ricercatore Lucio Riccetti aveva scoperto che il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII fu quello della Cava e non quello di San Patrizio, come si era sempre creduto fino ad allora, e che il tufo estratto dal Pozzo della Cava fu in gran parte utilizzato per la costruzione di Palazzo Pucci, altro cantiere orvietano diretto dal Sangallo).
Riportiamo di seguito un estratto del capitolo citato "Luoghi opportuni per coprire delit-ti": "La preoccupazione che mosse il Delegato Apostolico a scrivere al Gonfaloniere di Orvieto in data 27 Aprile 1820 venne dettata dalla situazione legata anche al progressivo sfascio urbano subito dalla città ed a problemi di ordine pubblico: "Illmo. Sig.re, Mi viene riferito, che per codesta Città vi sono dei pozzi aperti, alcuni senz'acqua, ed altri con acqua, ma inservibili, che sono pericolosissimi, e luoghi op-portuni per coprire delitti, specialmente quello della Cava profondissimo, che può dirsi piuttosto Caverna".
"Molto significativa riguardo allo spirito con il quale gli Orvietani vivevano la presenza di guarnigioni straniere è l'informazione che ci fornisce l'Adami: il Pozzo della Cava venne chiuso in quanto vi erano stati gettati dentro i cadaveri di ben quattro francesi e si sa bene che in tal caso l'acqua potrebbe aver avuto problemi in quanto a potabilità (Piccolomini Adami 1883, P.197, nota 1). Piccolomini Adami riferisce di una credenza popolare che vuole attribuire la chiusura del Pozzo della Cava, testimoniata da una lapide del 1646, in seguito ad una scaramuccia tra i Cavaroli e cinque ufficiali francesi che avevano tentato di violentare le donne della via; e i bollenti spiriti dei militari sarebbero stati smorzati con un tuffo di 36 metri nell'acqua ghiacciata del pozzo. Allo stato attuale delle ricerche e delle documentazioni in nostro possesso, tale episodio, tra storia e leggenda, andrebbe riferito al periodo napoleonico (scaramucce di quel tipo sono ampiamente documentate anche presso l'Archivio Storico Orvietano) e sarebbero una delle motivazioni della lettera prima riportata.
"Ben più tragico, anche se mediato dal gergo tecnico, l'episodio alla base della delibera del 17 aprile del 1854 con la quale si decreta la chiusura di un pozzo in via della Cava Vecchia al numero civico 2, in pieno quartiere medioevale di fronte alla chiesa della Madonna della Cava, collocato all'interno della casa "diruta" di Maria Bianca, vedova di Mastro Pietro. Un bimbo di 19 mesi, Mariano Baldini, si era avvicinato alla conserva in disuso e, cadutovi dentro, vi era affogato (ASO, Prot. 1854, B11, F67)". Non è difficile identificare in questa descrizione il Pozzo della Cava, posto di fronte alla Chiesa della Madonna della Cava, recentemente riaperta, nella confluenza tra Via della Cava e Via Ranieri (che si sono nei secoli chiamati in maniera alternata Via della Cava, Via della Cava Vecchia e Cava Antica). Dell'episodio fu interessato anche il parroco di San Giovanni e San Giovenale, come scoperto per caso da una studentessa intenta a ricostruire la storia di queste parrocchie.
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OrvietoNews.it

22 febbraio


NEL 1800 GLI ASSASSINI NASCONDEVANO I CADAVERI NEL POZZO DELLA CAVA

Nel volume "Come in alto, così in basso", presentato ieri al pubblico durante un interes-sante incontro tenutosi al Museo Faina, è contenuto un intero capitoletto sui pericoli che la rupe e le sue cavità hanno da sempre rappresentato per l’incolumità pubblica. In particolare uno scritto del 1820 del delegato Apostolico che scrivendo al Gonfaloniere di orvieto denuncia:

«Illmo. Sig.re, Mi viene riferito, che per codesta Città vi sono dei pozzi aperti, alcuni senz'acqua, ed altri con acqua, ma inservibili, che sono pericolosissimi, e luoghi opportuni per coprire delitti, specialmente quello della Cava profondissimo, che può dirsi piuttosto Caverna. Si compiacerà V.S. di riparare un siffatto inconveniente col chiudere i sud.tti pozzi, o col farvi fare sopra almeno una grata con respettiva, ed adattata Chiave. Mi darà in seguito conto della esecuzione, e con sincera stima mi confermo (illeggibile) LI. 27 Aprile 1820 (illeggibile) Delg.toAp.lico D.M. Lolli Sig. Gonf. Di Orvieto»

Molto significativa riguardo allo spirito con il quale gli Orvietani vivevano la presenza di guarnigioni straniere è l'informazione che ci fornisce l'Adami: il Pozzo della Cava venne chiuso in quanto vi erano stati gettati dentro i cadaveri di ben quattro francesi e si sa bene che in tal caso l'acqua potrebbe aver avuto problemi in quanto a potabilità (Piccolomini Adami 1883, P.197, nota 1). Ben più tragico, anche se mediato dal gergo tecnico, l'episodio alla base della delibera del 17 aprile del 1854 con la quale si decreta la chiusura di un pozzo in via della Cava Vecchia al numero civico 2, in pieno quartiere medioevale di fronte alla chiesa della Madonna della Cava, collocato all’interno della casa “diruta” di Maria Bianca, vedova di Mastro Pietro. Un bimbo di 19 mesi, Mariano Baldini, si era avvicinato alla conserva in disuso e, cadutovi dentro, vi era affogato (ASO, Prot. 1854, B11, F67).

La Redazione ringrazia Marco Sciarra, titolare del Pozzo della Cava, per la collaborazione
m.c.
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Conoscere
per sapere

febbraio


COME IN ALTO, COSÌ IN BASSO
Segreti e rivelazioni del sottosuolo nella rupe di Orvieto
ed in provincia di Terni


all'interno dell'interessante volume, promosso dalla Provincia di Terni,
un articolo Claudio Bizzarri parla dei delitti legati al Pozzo della Cava


LUOGHI OPPORTUNI PER COPRIRE DELITTI
La preoccupazione che mosse il Delegato Apostolico a scrivere al Gonfaloniere di Orvieto in data 27 Aprile 1820 venne dettata dalla situazione legata anche al progressivo sfascio urbano subito dalla città ed a problemi di ordine pubblico; la lettera - individuata nell'Archivio Storico Orvietano da chi scrive (ASO, Prot. 1884, B 5, F 55) - stigmatizza una situazione evidentemente poco razionalizzata e di estremo degrado:
«Illmo. Sig.re, Mi viene riferito, che per codesta Città vi sono dei pozzi aperti, alcuni senz'acqua, ed altri con acqua, ma inservibili, che sono pericolosissimi, e luoghi op-portuni per coprire delitti, specialmente quello della Cava profondissimo, che può dirsi piuttosto Caverna. Si compiacerà V.S. di riparare un siffatto inconveniente col chiudere i sud.tti pozzi, o col farvi fare sopra almeno una grata con respettiva, ed adattata Chiave. Mi darà in seguito conto della esecuzione, e con sincera stima mi confermo.
(illeggibile)
LI. 27 Aprile 1820
(illeggibile)
Delg.to Ap.lico D.M. Lolli
Sig. Gonf. Di Orvieto»
Molto significativa riguardo allo spirito con il quale gli Orvietani vivevano la presenza di guarnigioni straniere è l'informazione che ci fornisce l'Adami: il Pozzo della Cava venne chiuso in quanto vi erano stati gettati dentro i cadaveri di ben quattro francesi e si sa bene che in tal caso l'acqua potrebbe aver avuto problemi in quanto a potabilità (Piccolomini Adami 1883, P.197, nota 1). E' anche evidente che il contingente francese l'acqua di Orvieto non la potesse sopportare, forse attratti comprensibilmente dall'altro ben più piacevole liquido per cui la città del tufo è famosa, se nel 1890 si concede alla popolazione di Orvieto di attingere acqua dal pozzo collocato all'interno del conventodi S. Francesco, allora collegio dei Padri Gesuiti, previo spurgo dello stesso in quanto la truppa francese ha sporcato l'acqua della cisterna (ASO, Prot. 1890 B.20, F 203).
Ben più tragico, anche se mediato dal gergo tecnico, l'episodio alla base della delibera del 17 aprile del 1854 con la quale si decreta la chiusura di un pozzo in via della Cava Vecchia al numero civico 2, in pieno quartiere medioevale di fronte alla chiesa della Madonna della Cava (il Pozzo della Cava, ndr), collocato all'interno della casa "diruta" di Maria Bianca, vedova di Mastro Pietro. Un bimbo di 19 mesi, Mariano Baldini, si era avvicinato alla conserva in disuso e, cadutovi dentro, vi era affogato (ASO, Prot. 1854, B11, F67).
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Lettera
Orvietana

dicembre 2002
marzo 2003


IL PRESEPE NEL POZZO
per la prima volta ispirato ad un Vangelo Apocrifo


Nota a pochi, la vicenda della levatrice Salomè, è stata il tema della quattordicesima edizione del Presepe del Pozzo della Cava. Sono diversi i Vangeli apocrifi che riferiscono della levatrice incredula che insiste per verificare la verginità di Maria e che perde la mano sfiorandola, salvo poi riacquistarla dopo essersi pentita ed aver sfiorato gli abiti del neonato Salvatore del mondo. Ma è solo nel protovangelo di Giacomo che la vicenda viene riferita con dovizia di particolari, fornendo addirittura il nome della incredula convertita: Salomé, che secondo la tradizione era proprio la madre di Giacomo (il quale, secondo altre tradizioni, era addirittura fratello di Gesù!!!) e divenne una delle più devote discepole del Cristo, tanto da essere tra le pie donne che si recarono al sepolcro dopo la Pasqua.
Il piccolo dramma, ricostruito nelle grotte del Pozzo della Cava, aveva come scenario una Palestina senza tempo e senza stagioni, rigogliosa come nelle promesse dei profeti, che sognavano una terra dove scorresse latte e miele. Una Palestina mai esistita, ricca di simboli e rimandi alla cultura ebraica di 2000 anni fa, ai drammi attuali e alla natura umana di ogni tempo; una Palestina simbolo essa stessa dell'intero mondo: ricco per chi sa farne buon uso, ma testimone impassibile delle miserie umane.
La chiave di lettura dell'intero impianto era data dalle figure del vecchio studioso della legge e della bambina che, immobili alla fine del presepio, davanti ad una natura rigogliosa ma macchiata di sangue, osservavano la fragilità di un uovo, che diverrà vita solo se nessuno intaccherà il suo delicatissimo guscio.
E se davvero ci fermassimo più spesso ad osservare la fragilità di un guscio d'uovo, chissà se poi avremmo la stessa voglia di farci ancora guerra? E chissà se bastasse guardare la nostra fragilità per trasformare il mondo nella terra promessa?

con foto delle due scene citate

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Cult

gennaio


14° PRESEPE NEL POZZO

Una delle caratteristiche del Presepe nel Pozzo è la singolare ambientazione, in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto.
Una parte del presepio è addirittura allestita all'interno del Pozzo della Cava, quasi sospesa su uno strapiombo di oltre trenta metri di profondità. Ogni anno i costumi, le suppellettili e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo, e la stessa cura nella ricostruzione storica viene messa nella preparazione dei cibi nella selezione delle musiche, che rispecchiano gli strumenti, i ritmi, le intonazioni e la lingua del periodo.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche.
Inoltre i personaggi si muovono, animati da congegni meccanici appositamente realizzati con l'impiego di piccoli motori silenziosi.
Chiara Cocorullo

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Il Messaggero

11 gennaio


SAPORI DI NATALE
Jenne in festa - presepe a Orvieto


Prosegue ancora a Jenne, la festa del Natale. Oltre ad ammirare il Presepe artistico realizzato in angoli del paese in quadri e personaggi costruiti in scala reale con mani-chini, si potranno degustare prodotti enogastronomici locali. Info 0774-827608.
Ad Orvieto, invece, si conclude il Presepe nel Pozzo. Il Presepe è stato realizzato in grot-te sotterranee con personaggi a grandezza naturale. Si potranno, soprattutto, ancora degustare i prodotti tipici locali accanto a pietanze preparate secondo antiche ricette ebraiche della tradizone kosher. Info 0763-342373.
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Orvieto39

7 gennaio


IL PRESEPE NEL POZZO

trasmissione sull'alestimento del presepio; dopo aver trasmesso le immagini
dell' edizione 2002-2003, è stato mandato in onda il filmato della discesa degli
speleologi per la realizzazione all'interno del pozzo


segnalazioni
del Presepio
2002-2003

gennaio


Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche che hanno segnalato il Presepe nel Pozzo nelle loro edizioni del mese di gennaio (e di cui siamo venuti a conoscenza)

Qui Touring - segnalazione sia tra gli eventi natalizi con informazioni anche sulla iniziativa collaterale «Un Assaggio di Palestina»

Visto - breve articolo sul presepio nella rubrica "visto che festa", con foto e recapiti

Il Centro Italia
- segnalazione e breve articolo sul presepio

Radio2 - segnalazione tra gli eventi natalizi italiani

Orvieto39 - servizio nella trasmissione di approfondimento culturale con filmato dell'edizione di quest'anno

Corriere dell'Umbria - segnalazione tra i presepi orvietani

DeliveryPress.com
- segnalazione tra i presepi umbri

LaBarbabietola.it
- segnalazione tra i presepi italiani

Il Messaggero - segnalazione nelle pagine nazionali tra i presepi italiani

Informatore
- segnalazione all'interno di un articolo su Orvieto e su coopfirenze.it

Tuscanynow.com - segnalazione tra gli eventi del centro Italia

Forum di Orvietonews.it - continua lo scambio di opinioni sul presepio, con parecchi interventi pro e contro le scelte rappresentative dell'edizione di quest'anno, e anche qualche annotazione che va oltre il presepio...

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