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segnalazioni
del Presepio
2004-2005
novembre
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Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche
che hanno segnalato il Presepe nel Pozzo nelle loro edizioni
del mese di novembre (e di cui siamo venuti a conoscenza)
Viagginrete - segnalazione con breve
descrizione e link al sito
InAgenda - trafiletto con informazioni
utili, recapiti e contatti
Umbria on line
- lunga segnalazione tra i presepi umbri
Bed and Breakfast - segnalazione e breve articolo sul
presepio
Idea Hobby - lunga segnalazione
tra i presepi umbri
Orvieto39 - segnalazione della
trasmissione «La Voce di Orvieto»
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La Voce
di Orvieto
23 novembre
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IL POZZO DELLE SORPRESE
lunga diretta televisiva sull'emittente TeleOrvieto39 nella
rubrica settimanale
«La Voce di Orvieto» del Maestro Mauro Sborra,
incentrata sulla riscoperta
della lapide del pozzo e sulle impressionanti similitudini
con i fregi di Sant'Andrea
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OrvietoSì.it
18 novembre |
SORPRESA AL POZZO DELLA CAVA
Restauro dell'arco rinascimentale
e scoperta di un interessante reperto
pubblicazione integrale del nostro comunicato
stampa sul nuovo ingresso
e sul ritrovamento del fregio altomedievale, con foto dell'arco
su Via della Cava,
della lapide secentesca e del retro con l'interessante fregio
carolingio
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Medioevo.com
novembre
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La Mia Umbria
19 novembre
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IL NUOVO PRESEPE NEL POZZO
...quando all'atmosfera dei sotterranei orvietani
si unisce la suggestione dei personaggi animati a grandezza
naturale
…quando il fascino della ricostruzione storica
incontra il mistero di miti senza tempo e senza spazio
Sembra strano, ma a volte basta poco per creare una tradizione.
Il Presepe nel Pozzo, giunto al sedicesimo anno di vita, è
oramai da diverso tempo uno degli appuntamenti fissi del Natale
Orvietano, complice anche la suggestiva cornice di Umbria
Jazz Winter.
L'idea di base è semplice: ricreare l'ambientazione e le atmosfere
della Palestina dell'anno zero con dei personaggi animati
a grandezza naturale, per proiettare il visitatore fisicamente
dentro la scena della Natività. E fare tutto questo nelle
grotte di un percorso archeologico ricco di ritrovamenti etruschi
e medievali recentemente riportati alla luce.
E dal 1989, anno del primo piccolo Presepe nel Pozzo, è stata
un'evoluzione continua, con nuovi personaggi realizzati con
i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali
e cinematografici, nuovi movimenti e nuove ambientazioni,
fino ad approdare, lo scorso anno, al Nuovo Presepe nel Pozzo,
allestito nella grande grotta aperta al pubblico solo nell'ottobre
2003.
Pur mantenendo inalterata la cura per l'ambientazione e la
verosimiglianza dei personaggi, i nuovi allestimenti consentono
al visitatore di avere più punti di vista della stessa scena,
e di esserne in qualche modo protagonista. La scelta di concentrare
il presepio dell'ultima grande grotta a più livelli, poi,
permette di valorizzare maggiormente i numerosi ritrovamenti
archeologici delle prime otto stanze del percorso, fino a
due anni fa quasi completamente occupate dal presepio. Tra
i punti fermi del Presepe nel Pozzo il fatto che una parte
dell'allestimento è realizzata, grazie al contributo di esperti
speleologi, all'interno del Pozzo della Cava, sospesa a 36
metri di altezza.
Tra le novità, invece, la sfida di unire la meticolosità della
ricerca storica (abiti, suppellettili, musiche e arredi rispecchiano
gli originali del tempo di Cristo) con tematiche sempre nuove,
spesso rifacendosi alla letteratura apocrifa, a miti senza
tempo, o a suggestioni visuali e sonore di pura fantasia.
Quest'anno, ad esempio, si cercherà di proporre una versione
mistica e onirica della Natività, in un intreccio di miti
senza tempo e visioni new age; il tema scelto per il sedicesimo
allestimento è infatti "Béèr", parola ebraica che significa
"pozzo", inteso sia come foro da cui attingere acqua che come
sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, come simbolo dell'abbondanza,
sorgente di vita e di insegnamento, metafora della donna feconda
e della sposa, dei segreti e della nuda verità.
La scelta di un tema così particolare vuole essere, tra l'altro,
un modo insolito per ricordare e festeggiare il ventennale
della scoperta del Pozzo della Cava, avvenuta per caso proprio
nel dicembre del 1984.
con immagini, recapiti, contatti, orari e informazioni
utili
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La Nazione
18 novembre |
La scoperta
L'opera è ora esposta nei sotterranei del Pozzo della
Cava
ORVIETO, SORPRESA SUL RETRO DELLA LAPIDE DEL 1646
La pietra nascondeva un fregio dell'alto medioevo
Orvieto- Una lapide risalente al 1646 riporta alla luce un
pezzo dell'antica storia di Orvieto. La scoperta è
avvenuta al dermine dei lavori per il ripristino dell'arco
collocato in Via della Cava che, per tutto il periodo rinascimentale,
aveva costituito l'unica porta di accesso all'omonimo Pozzo
della Cava. La chiusura della porta risale ai tempi della
guerra di Castro, quando tutte i passaggi che si affacciavano
sulla Cava vennero murati, comprese le porte delle abitazioni.
A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la
sua chiusura, era stata apposta dalle autorità comunali una
lapide nel 1646.
Rimovendo la pietra si è potuto scoprire che l'iscrizione
era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo
altomedievale con dei bellissimi intrecci geometrici e la
rappresentazione a bassorilievo di un uccello e due fiori.
La forma e la scelta dei motivi decorativi in stile carolingio
hanno subito suggerito l'ipotesi che si potesse trattare di
una porzione di un fregio sottratta da un ambone di una chiesa
orvietana andata distrutta o rimaneggiata nel corso dei secoli.
Le ricerche finora effettuate non lascerebbero ombra di dubbio
sulla provenienza: le decorazioni e la tecnica adoperata corrispondono
alla perfezione a quelle dei bassorilievi marmorei dei sotterranei
della chiesa dei Santi Andrea e Bartolomeo.
La pietra, ripulita e restaurata, è ora esposta nei sotterranei
del Pozzo della Cava e rimane, al momento, l'unica cosa visibile
dell'immenso patrimonio archeologico che si conserva sotto
la centralissima collegiata orvietana.
Contemporaneamente alla riapertura dell'arco e al rinvenimento
di questo importante fregio, si è provveduto anche al riallestimento
della parte espositivo-museale delle grotte del Pozzo della
Cava, con una migliore collocazione e ripartizione dei numerosi
reperti delle due fornaci di ceramica e dei frammenti rinvenuti.
con immagine del retro della lapide sull aprima pagina
dell'edizione di Terni
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OrvietoSì.it
18 novembre |
SORPRESA AL POZZO DELLA CAVA
Restauro dell'arco rinascimentale
e scoperta di un interessante reperto
pubblicazione integrale del nostro comunicato
stampa sul nuovo ingresso
e sul ritrovamento del fregio altomedievale, con foto dell'arco
su Via della Cava,
della lapide secentesca e del retro con l'interessante fregio
carolingio
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Corriere
dell'Umbria
18 novembre |
La porta d'ingresso era murata da secoli
RIAPERTO L'ARCO DEL POZZO DELLA CAVA
Orvieto - Conclusi i lavori per il ripristino del grande arco
su Via della Cava che nel Rinascimento costituiva l'unico
accesso all'omonimo pozzo. La sua chiusura risale ai tempi
della guerra di Castro, quando tutte i passaggi che si affacciavano
sulla Cava vennero murati, comprese le porte delle abitazioni.
A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la
sua chiusura, era stata apposta dalle autorità comunali una
lapide nel 1646. Rimuovendo questa pietra, si è potuto scoprire
che l'iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa
lastra di marmo altomedievale con dei bellissimi intrecci
geometrici e la rappresentazione a bassorilievo di un uccello
e due fiori, risalente ad una chiesa orvietana andata distrutta
o rimaneggiata nel corso dei secoli.
Le decorazioni e la tecnica adoperata corrispondono alla perfezione
a quelle dei bassorilievi marmorei dei sotterranei della chiesa
dei Santi Andrea e Bartolomeo.
La pietra è ora esposta nell aprte museale delle grotte del
Pozzo della Cava che è stato riallestito.
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La Gazzetta Web
17 novembre
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UN ANGOLO DI BETLEMME NEL POZZO DELLA CAVA
Orvieto (TR) — Nato per scommessa, ma ormai noto in tutta
Italia, il Presepe del Pozzo della Cava si appresta a festeggiare
un Natale particolare. Quest'anno, infatti, dal 23 dicembre
al 9 gennaio alla sacra festa si aggiunge la profana celebrazione
del ventennale della scoperta del Pozzo, avvenuta proprio
nel dicembre 1984.
Il successo dell'evento, che si ripete e al tempo stesso si
rinnova da ormai 15 anni, è in buona parte dovuto alla singolare
collocazione: un percorso di grotte ricche di ritrovamenti
archeologici, che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale
di Orvieto.
Grazie al prezioso contributo degli speleologi orvietani,
una parte del presepio è addirittura allestita all’interno
del Pozzo della Cava, quasi sospesa su uno strapiombo di oltre
trenta metri di profondità. Da due anni, poi, i nuovi Presepi
nel Pozzo sono allestiti all’interno della grande grotta a
più livelli aperta al pubblico nell’ottobre 2003, imprimendo
una svolta significativa all’evento.
Un presepe davvero
speciale
Ambientazione a parte, sono numerose le caratteristiche che
rendono questo presepe singolare. Come la particolarità di
fondere il fascino delle grotte orvietane alla suggestione
dei personaggi animati a grandezza naturale, o il fatto che
il visitatore si trovi fisicamente dentro il presepio, o ancora
l'accuratezza della ricostruzione storica di usi, costumi,
arredi, elementi scenografici e musiche.
Ma andiamo per ordine. Rispetto ai personaggi, è interessante
osservare che sono accuratamente realizzati con i materiali
e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali utilizzati
negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche,
utilizzando lattice, gomme e resine speciali per la riproduzione
della pelle umana, dei peli o delle squame degli animali,
basandosi su calchi fatti dal vero o su modelli appositamente
realizzati; e si muovono, animati da congegni meccanici fabbricati
con l'impiego di piccoli motori silenziosi.
Come affermano gli organizzatori, «La scelta dei movimenti
dipende, ovviamente, dal personaggio, dalla scena e dal suo
inserimento nel tema dell'anno; molto spesso si tratta di
azioni ricorrenti della vita quotidiana di un piccolo centro
palestinese di quel periodo. Ad accrescere il realismo del
Presepio contribuiscono, inoltre, le luci (che riproducono
il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce) ed
altri “effetti speciali”, come i fuochi, la brace ardente,
il fumo, il latte che bolle, i rumori, le stelle... Per raggiungere
questi risultati di realismo, da alcuni anni ci si avvale
della collaborazione dello staff della FantaX, composto di
professionisti degli effetti speciali tridimensionali ed esperti
di animatronica».
Le novità di
quest’anno
Ogni anno il Presepe del Pozzo della Cava cambia aspetto,
regalando ai visitatori l'esperienza di partecipare ad un
nuovo evento. Per la sedicesima edizione si è voluto ricordare
la scoperta di questo meraviglioso angolo sotterraneo. Il
tema scelto è quindi proprio il Pozzo, «inteso come sintesi
cosmica di cielo, terra e inferi» - continuano gli organizzatori
- «presente nella tradizione di tutti i tempi come simbolo
dell'abbondanza, sorgente di vita e di insegnamento, metafora
della donna feconda e della sposa, dei segreti e della nuda
verità.
Anche in questa occasione tenteremo di riprodurre un angolo
della Betlemme di venti secoli fa, unendo però una visione
mistico-onirica della Natività, lontana dal realismo delle
altre scene ma ricca di suggestione e di simboli, all’interno
di un pozzo irraggiungibile per gli spettatori, da cui sgorgano
i quattro fiumi della Genesi, e in cui cielo e terra si uniscono
per creare Dio. Origine e fine della vita, culla e sepolcro
dei viventi, il pozzo etrusco della grande grotta diverrà
così pozzo senza tempo e senza fine, su cui nascerà non un
Dio ricco e potente, ma un Dio Bambino indifeso e tenerissimo».
Quest'anno, quindi, sarà un’edizione un po’ fuori dei canoni
consueti, che alla ricostruzione meticolosa della vita quotidiana
della Palestina di 2000 anni affiancherà una reinterpretazione
della Natività completamente mistica e onirica.
Lidia Tosi.
con logo del pozzo, recapiti, contatti, orari e informazioni
utili
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OrvietoNews
Magazine
novembre |
Pozzo della Cava
VENTISETTE SECOLI DI USI E RIUSI
Le sorprese delle grotte del Pozzo della Cava
tra riadattamenti e recuperi
Gli scavi effettuati nel corso degli anni nelle grotte del
Pozzo della Cava non hanno mancato di riservare alcuni esempi
di riadattamento degli stessi ambienti del corso dei secoli.
È il caso del giaciglio di una tomba etrusca, rimaneggiato
nel medioevo, forse per realizzare un follone, o ancora della
cisterna del V-IV sec. a. C., inglobata nella scalata di accesso
ad una cantina.
Lo stesso Pozzo della Cava, del resto, non è altro che un
ampliamento rinascimentale di un pozzetto rettangolare etrusco
con le caratteristiche "pedarole", impiegate per scendere
e risalire.
Ben più invasivo il riuso della grande grotta riaperta al
pubblico lo scorso anno, utilizzata all'inizio dell'Ottocento
come una piccola cava di blocchi di tufo adoperati per costruire
il muro di sostegno delle sovrastante Via Malabranca, cancellando
così secoli di storia, e lasciando visibili solo alcuni resti
di sepolture rupestri arcaiche, l'inizio di una canalizzazione
etrusca, qualche vaschetta medievale intonacata e il fondo
di un pozzo il cui uso sembra destinato a rimanere nel mistero.
E l'ultima sorpresa, in ordine di tempo, è avvenuta solo alcuni
mesi fa, con la scoperta che la lapide posta dal Comune di
Orvieto a ricordo della chiusura del Pozzo della Cava, avvenuta
nel 1646, era stata scolpita riutilizzando il retro di un
bellissimo fregio marmoreo altomedievale, decorato con due
fiori e un uccello.
Dalle prime ricerche sembrerebbe che la pietra, ora restaurata
ed esposta accanto al pozzo, sia stata sottratta da un antico
ambone della chiesa di Sant'Andrea.
con immagini del retro della lapide, del pozzo e delle
grotte
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OrvietoSì.it
OrvietoNews.it
3 novembre
5 novembre |
I MISTERI DEI SOTTERRANEI DI ORVIETO
il Pozzo della Cava è stata una delle mete su cui
si è più soffermato il programma
Ainigmata, di Madiolanum Channel condotto da Marco Buticchi,
nella puntata sui misteri
del sottosuolo di Orvieto; le grotte del percorso di visita
al pozzo sono state anche
utilizzato come location per interventi di storici e per lanciare
altri servizi
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LavoroTurismo.it
3 novembre |
SUCCESSO PER I TOUR DEI PROMOTORI TURISTICI
bel redazionale sul successo dei Tour Operator stranieri
che hanno preso parte
all'educational tour dello scorso mese
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OrvietoSì.it
OrvietoNews.it
30 ottobre
31 ottobre |
ENTUSIASMO DEGLI OPERATORI TURISTICI DELLA BTU
il Pozzo della Cava è citato in diversi articoli
tra le tappe dell'educational tour
organizzato in occasione della Borsa del Turismo Umbro, che
ha visto gli operatori
partecipanti, italiani e stranieri, entusiasti della città
di Orvieto e delle inaspettate
bellezze del ricchissimo sottosuolo
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Turismo.it
13 ottobre |
LA CERAMICA E LE GROTTE
È grazie alle grotte del Pozzo
della Cava, con il ritrovamento
di ben due fornaci, che è stata riscritta la storia della
ceramica
rinascimentale di Orvieto e del Centro Italia
Orvieto, nota città umbra, è famosa anche per le sue ceramiche,
il cui periodo di maggiore produzione risale al Medioevo.
Ancora oggi in città sono attivi molti laboratori che producono
ceramiche con decorazioni tradizionali orvietane. Grazie
alle grotte del Pozzo della Cava, con il ritrovamento di ben
due fornaci, è stata riscritta la storia della ceramica rinascimentale
di Orvieto e del Centro Italia.
Nel 1985 la scoperta degli ambienti di lavoro, degli utensili,
di un laboratorio di maiolica e il ritrovamento della base
di una “muffola” (un piccolo forno utilizzato per la terza
cottura dei famosissimi “lustri”, prodotti all’inizio del
‘500), ha confermato le ipotesi che volevano Orvieto tra i
centri di produzione di ceramica cosiddetta “a riverbero”,
famosa per i preziosi riflessi iridescenti color oro e rosso
rubino, paragonati a quelli dell’oro e delle pietre preziose.
Cosi la città è entrata a pieno titolo tra i pochissimi centri
italiani di produzione di ceramica a terzo fuoco.
Le grotte del Pozzo della Cava hanno attraversato secoli di
storia, subendo nel tempo continue modifiche. Un documento
del 1820 resta l’ultima testimonianza ufficiale del pozzo,
riscoperto nel 1984 durante i lavori di ristrutturazione;
ma solo nel 1996 si è potuto restituire alla struttura la
sua completezza originaria.
Entrando nel primo locale del percorso si vedono il forno
del laboratorio e le ricostruzioni dei manufatti nel loro
aspetto originale. Si nota anche la muffola, costruita con
mattoni e blocchi di tufo non murati, dove venivano lavorati
i prodotti della terza cottura o terzo fuoco. Si tratta della
prima ed unica muffola ritrovata in Umbria.
Procedendo nella seconda grotta si può scorgere una cavità
con la forma dei giacigli delle tombe etrusche (ben visibile
il letto su cui veniva adagiata la salma), ma lo scavo centrale
fa pensare che sia poi stato trasformato in un follone, un
macchinario utilizzato per rendere più compatti i tessuti.
Nelle ultime grotte del percorso è possibile osservare una
cisterna etrusca per la raccolta di acqua piovana, una necropoli,
resti di un insediamento abitativo, di una conceria e persino
di un impianto termale.
Il complesso archeologico del Pozzo della Cava è una passeggiata
inusuale, un tuffo nelle viscere della rupe tra piccoli tesori
da scoprire in assoluta libertà, è un luogo in cui passato
e presente si fondono e che vale la pena di scoprire. Durante
l’anno le grotte del Pozzo della Cava e gli altri spazi (cortile
compreso) sono lo scenario di alcuni eventi, quali piccole
rappresentazioni medievali, concerti, incontri, percorsi del
gusto in collaborazione con Slow Food. Senza dubbio l’evento
più importante, divenuto in pochi anni uno degli appuntamenti
immancabili del Natale orvietano e salito più di una volta
alla ribalta dei media nazionali, è il Presepe nel Pozzo.
con immagini e bella segnalazione nel Magazine Weekend
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Turismo.it
13 ottobre |
Anteprima
IL PRESEPE NEL POZZO DELLA CAVA DI ORVIETO
Nato per caso dall’idea di alcuni
speleologi
che hanno deciso di calarsi nel Pozzo della Cava
per collocare la prima Natività, il presepe di Orvieto
è divenuto in pochissimo tempo uno dei più noti
a livello nazionale, ed è stato più volte definito
come uno dei più originali e suggestivi d’Italia
Inizierà il prossimo 23 dicembre la sedicesima edizione del
Presepe nel Pozzo, il presepio-evento di Orvieto realizzato
con personaggi animati a grandezza naturale.
Nato per caso dall’idea di alcuni speleologi che hanno deciso
di calarsi nel Pozzo della Cava per collocare la prima Natività,
il presepio è divenuto in pochissimo tempo uno dei più
noti a livello nazionale, ed è stato più volte definito
dalla stampa come “uno dei più originali e suggestivi d’Italia”.
Oltre alla singolare ambientazione, all’interno delle grotte
di un percorso archeologico sotterraneo nel quartiere medievale
di Orvieto, la particolarità del Presepe nel Pozzo è costituita
dai personaggi, veri e propri automi grandi come persone,
realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali
teatrali e cinematografici.
Dallo scorso anno, poi, il presepio ha trovato una nuova collocazione
nella grande grotta aperta al pubblico solo nell’ottobre 2003;
questa scelta permette sia di proiettare il visitatore dentro
la scena, sia di valorizzare i numerosi ritrovamenti archeologici
delle prime otto stanze del percorso ipogeo del Pozzo della
Cava (tra cui due fornaci di ceramica medievale con numerosi
resti in maiolica, una cisterna etrusca e diversi butti),
fino a due anni fa quasi completamente occupate dal presepio.
Particolarissimo è l’impatto di questa nuova scenografia,
distribuita su livelli differenti all’interno di una sola
cavità alta 14 metri, tra i resti dell’unica necropoli rupestre
del territorio orvietano. Dalla passata edizione, inoltre,
il nuovo Presepe nel Pozzo ha anche unito alla cura quasi
maniacale per la ricostruzione storica (con abiti, arredi,
musiche e suppellettili rifatti in maniera quanto più possibile
vicina agli originali del tempo di Cristo) la scelta di tematiche
sempre diverse, ispirate anche a testi apocrifi, a miti senza
tempo, o a suggestioni di pura fantasia.
Quest’anno, ad esempio, verrà proposta una versione mistica
e onirica della Natività, in un intreccio di miti senza tempo
e visioni new age; il tema scelto per il sedicesimo allestimento
è infatti “Béèr”, parola ebraica che significa “pozzo”, inteso
sia come foro da cui attingere acqua che come sintesi cosmica
di cielo e terra, metafora della donna feconda e della sposa,
dei segreti e della nuda verità.
La scelta di un tema così particolare vuole essere, tra l’altro,
un modo insolito per ricordare il ventennale della scoperta
del Pozzo della Cava, avvenuta per caso proprio nel dicembre
del 1984. E lo stesso pozzo, fatto scavare da Papa Clemente
VII su una preesistenza etrusca ancora visibile, ospiterà,
come tradizione, una parte del presepio, allestita da esperti
speleologi che si caleranno dall’alto appesi a delle corde,
per posizionare la scena su uno strapiombo di 36 metri.
con immagini, recapiti e informazioni utili
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