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Rassegna Stampa 2006
[da gennaio a novembre]



NOVEMBRE
[Vita in Camper - Il Messaggero - Orvieto News - Orvieto Sì - La Guida - Webeventi - Free On Line - Due Righe - Atlantide Magazine - Passaggio a Nord Ovest - Comunicati Stampa]


OTTOBRE
[Agri3 - Il Messaggero - Lettera Orvietana]


SETTEMBRE
[La Città - Il Messaggero]


AGOSTO
[Geo Saison Extra «Toskana und Umbrien 2006» - Orvieto News - Tele Orvieto 39 - Orvieto Sì - RTUAquesio - Il Messaggero - La Nazione - Atlantide Magazine - Corriere dell'Umbria]


GIUGNO - LUGLIO
[Passaggio a Nord Ovest - OrvietoNews - Atlantide Magazine - Il Messaggero - La Nazione]


APRILE-MAGGIO
[Grand Tour - Show Caves - Televideo RAI - OrvietoNews - Il Giornale dell'Umbria - OrvietoSì]


MARZO
[Sereno Variabile - La Nazione - Rai.it - Orvieto Notizie - Atlantide Magazine - OrvietoSì- Discussioni di Google]


FEBBRAIO
[Gira Italia]


GENNAIO
[Grazia - È domenica papà - OrvietoSì - OrvietoNews - Il Messaggero - Il Giornale dell'Umbria - Corriere dell'Umbria - RTUA Notizie - la Nazione - Invecchiare sani - Atlantide Magazine - Orvieto e dintorni - Voli pindarici - Mondo in tasca - Perugia on line - Sussidiario - Le Feste]



questa pagina non è che una sommaria e parziale raccolta degli articoli usciti nel corso del 2006 in cui si è parlato del Pozzo della Cava, ci scusiamo pertanto per tutte le possibili omissioni, ringraziando tutti colore che vorranno segnalarcele
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OrvietoSi.it

15 novembre


Quest’anno un allestimento imperniato sull’accostamento
tra la narrazione evangelica e l’antichissimo mito di Lilith,
la donna ribelle creata da Dio prima di Eva
DICIOTTESIMO PRESEPE NEL POZZO
Lilith - la prima Eva


Patrocinio gratuito della Regione Umbria, della Provincia di Terni e del Comune di Orvieto per la diciottesima edizione del presepio-evento orvietano che quest’anno propone un allestimento imperniato sull’accostamento tra la narrazione evangelica e l’antichissimo mito di Lilith, la donna ribelle creata da Dio prima di Eva.
La diciottesima edizione del Presepe nel Pozzo, oltre a vedere confermato il patrocinio non oneroso del Comune di Orvieto, ha ottenuto nelle scorse settimane i patrocini gratuiti della Regione Umbria e della Provincia di Terni.
Per gli organizzatori dell’evento, frutto di una iniziativa completamente privata, questi tre patrocini rappresentano un significativo riconoscimento da parte delle istituzioni per quello che è oggi considerato dalla stampa nazionale come uno dei presepi più originali e suggestivi d’Italia.
L’edizione 2006-2007 del presepio-evento del Pozzo della Cava si preannuncia come la più inusuale, affrontando insieme sia la narrazione evangelica della nascita di Gesù da una giovane vergine di Nazareth, sia l’antichissimo mito di Lilith, la donna creata prima di Eva e cacciata dall’Eden per essersi ribellata ad Adamo e al suo creatore.
Pur affrontando una tematica così poco ortodossa, molto distante dalla ricostruzione filologica presentata nell’edizione dello scorso anno, il presepio 2006-2007 conferma alcuni punti saldi che hanno contribuito al successo degli ultimi allestimenti: la collocazione, nell’ultima grande grotta scoperta nel 2002, i personaggi animati a grandezza naturale e la collaborazione con la società di effetti speciali FantaX, a cui è affidata la realizzazione, tra le altre cose, dell’inquietante e bellissimo corpo nudo di Lilith, che sarà posizionato all’interno del Pozzo della Cava con l’aiuto di alcuni valenti speleologi locali.

con immagine del frontespizio della cartella stampa

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Passaggio
a Nord Ovest

4 novembre


IL POZZO DI SAN PATRIZIO E IL POZZO DELLA CAVA


ennesima ma graditissima riproposizione nel pomeriggio estivo di RaiUno del bellissimo documentario realizzato nella primavera del 2001 da Alberto Angela per Super Quark sul sottosuolo di Orvieto, con particolare attenzione alle connessioni tra il Pozzo di San Patrizio e quello della Cava


Atlantide
Magazine.it

15 novembre


TRIPLICE PATROCINIO PER IL 18° PRESEPE NEL POZZO
Quest’anno accostamento tra narrazione evangelica e mito di Lilith,
la donna ribelle creata da Dio prima di Eva


pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa del 13 novembre 2006


OrvietoNews.it

14 novembre


TRIPLICE PATROCINIO PER IL 18° PRESEPE NEL POZZO
Un'edizione del tutto inusuale: accanto a Maria
l'inquietante mito di Lilith


pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa del 13 novembre 2006


Comunicati-
Stampa.net

FreeOnLine.org

2DueRighe.com

14 novembre


TRIPLICE PATROCINIO PER IL 18° PRESEPE NEL POZZO
Patrocinio gratuito della Regione Umbria, della Provincia di Terni
e del Comune di Orvieto per la diciottesima edizione
del presepio-evento orvietano che quest’anno propone
un allestimento imperniato sull’accostamento tra la narrazione evangelica e l’antichissimo mito di Lilith, la donna ribelle
creata da Dio prima di Eva


pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa del 13 novembre 2006


WebEventi.it

novembre -
dicembre


Orvieto - dal 23/12/2006 al 07/01/2007
IL PRESEPE NEL POZZO


Il Presepe nel Pozzo di Orvieto torna per la diciottesima edizione ad affascinare con i suoi personaggi iperrealisti e le sue ambientazioni accurate.
Già l'ambientazione di questo famoso presepe (che sarà visitabile tutti i giorni dal 23 dicembre 2006 al 7 gennaio 2007) è altamente suggestiva, trattandosi dell'ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava - scelta che permette ai visitatori anche di ammirare i ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali della prima parte del percorso.
Il presepe viene realizzato ogni anno seguendo un diverso tema, che spesso unisce verità storiche ad interpretazioni fantastiche; quest'anno verrà raccontato il mito ebraico di Lilith, la prima moglie di Adamo, creata come lui dalla polvere e poi cacciata dall'Eden per non aver voluto sottomettersi al suo sposo. Questa figura leggendaria, da sempre associata alla perversione e alla sensualità, verrà fatta dialogare con Maria, rappresentante la semplicità e la purezza di una sedicenne che si dichiarò ancella del suo creatore.
Le ambientazioni, i costumi e gli oggetti del presepe sono realizzati in modo molto accurato e quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo. I personaggi sono a grandezza naturale e realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali. I movimenti associati ad ogni personaggio li rendono incredibilmente realistici, dando al visitatore l'impressione di essere capitato davvero nella Palestina di 2000 anni fa, in mezzo alle persone che svolgono i loro compiti e gesti quotidiani.

con foto, recapiti e informazioni utili

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Vita in Camper

novembre


Orvieto si visita anche sotto terra, tra gallerie, grotte e pozzi risalaenti all'epoca etrusca
VIAGGIO NEL CUORE DELLA CITTÀ


bella segnalazione in un dossier di due pagine dedicato ad Orvieto


...
Il patrimonio ipogeo orvietano ospita un'altra cavità per la raccolta d'acqua, frutto dell'ampliamento di una preesistente opera etrusca. Si tratta del Pozzo della Cava, che è profondo 36 metri, gli ultimi dei quali occupati dall'acqua della sorgente, ed è inserito in un contesto di nove grotte, anch'esse interessanti da visitare, soprattutto nel periodo natalizio, quando divenatano la location di un originale allestimento presepiale.

con foto dei cammellieri del presepio 2005-2006, recapiti e informazioni utili

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La Guida GAL

novembre 2006/
gennaio 2007


XVIII EDIZIONE DEL PRESEPE NEL POZZO


Dal 23 dicembre al 7 gennaio, si svolge ad Orvieto, la XVIII edizione del Presepe nel Pozzo. Conosciuto in tutta Italia e ritenuto uno tra i più suggestivi e insoliti della nazione, il presepio è allestito nelle grotte sotterranee del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale della città. Il tema scelto per l’allestimento di quest’anno, è il mito di Lilith, regina della notte, la donna che secondo le leggende ebraiche, fu creata da Dio insieme ad Adamo e che si ribellò sia al suo uomo che al suo creatore, venendo cacciata dall’Eden per essere rimpiazzata dalla biblica e sottomessa Eva.
Come di consuetudine, lo scenario riproduce un’accurata ricostruzione storica degli usi e dei costumi della Palestina di duemila anni fa. I personaggi, animati e a grandezza naturale, sono stati realizzati da professionisti degli effetti speciali teatrali e cinematografici, utilizzando lattice, gomme e resine speciali per la riproduzione della pelle umana, dei peli o delle squame degli animali, sulla base di calchi fatti dal vero o su modelli appositamente realizzati e sono mossi da congegni meccanici, fabbricati con l’impiego di piccoli motori silenziosi.
Il corpo di Lilith, grazie all’aiuto di esperti speleologi, è collocato proprio all’interno del Pozzo della Cava, sospeso ad oltre trenta metri dallo specchio dell’acqua.
La suggestione dell’evento, è fortemente legata alla splendida collocazione, un percorso di grotte scavate nel tufo, ricche di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali, rinascimentali, gli uni accanto agli altri, che si snodano nel sottosuolo in un percorso che conduce fino al pozzo, un enorme foro di 36 metri di profondità, inizialmente scavato dal popolo etrusco per attingere acqua sorgiva e poi ampliato per ordine di Papa Clemente VII, allo scopo di rifornire la città in caso di assedio.

con traduzione del testo in inglese, foto della natività del presepio 2004-2004, recapiti e informazioni utili

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Il Messaggero

fine settimana
di novembre


IL POZZO DELLA CAVA


ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili, del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena visitare nei fine settimana d'autunno


Il Messaggero

18 ottobre


Umbria Underground - Orvieto
POZZO DELLA CAVA, COSÌ FINIRONO GLI AMANTI INCAUTI


la settima puntata del viaggio del Messaggero nell'Umbria sotterranea è dedicato ad Orvieto, con un dossier di tre articoli, il primo dei quali sulle grotte del Pozzo della Cava


ORVIETO - Da un pluriomicidio probabile a un Presepe che è oggi meta turistica. I francesi hanno sempre avuto un'attenzione particolare per il gentil sesso. Ma non sapevano, quelli che, di passaggio a Orvieto, al seguito delle truppe napoleoniche, nel XIX secolo, fare il filo alle donne orvietane poteva costare caro. E finirono in fondo al Pozzo della Cava, sparirono nel nulla. Così venne vendicato l'onore della "cavajole".
Un leggenda, una chiacchiera che i nonni raccontavano ai nipotini o che qualche anziano raccontava di fronte a un camino accesso e un bicchiere di "Orvieto", oppure verità? Di certo la concomitanza con la chiusura del pozzo, ordinata dalle autorità comunali nel 1646, e l'episodio dei soldati francesi è inesistente. I due fatti vanno collocati in epoca diversa, con quasi due secoli di differenza l'uno dall'altro. Che qualcosa possa essere successo, infatti, lo testimonia una lettera dell'aprile 1820 con la quale il delegato apostolico di Viterbo mette in guardia le autorità comunali di Orvieto sull'occultamento di cadaveri proprio all'interno del Pozzo della Cava. I cadaveri dei soldati francesi finirono occultati in un pozzo dal quale già da tempo non si attingeva più acqua. Ma insieme a racconti e leggende, quel pozzo ha anche una storia. Intanto, è il primo pozzo che doveva servire ad attingere acqua, scavato a Orvieto, prima ancora del Pozzo di San Patrizio. E fu proprio lo stesso Papa, Clemente VII, che qualche anno più tardi vide conclusi i lavori per il grande pozzo della Rocca, a far riadattare il Pozzo della Cava in modo da far arrivare direttamente l'acqua lungo la via. Ma gli Etruschi avevano già fatto la loro. Il pozzetto laterale, a sezione rettangolare è etrusco e costituisce un saggio del suolo eseguito per accertarsi della presenza della falda acquifera prima di eseguire lo scavo. Poi, il pozzetto venne inglobato nel pozzo vero e proprio.
Oggi, il Pozzo della Cava è tornato, dopo l'ordine di chiusura del seicento, ad essere fruibile, non più per attingere acqua, ma per essere visitato. Merito di Tersilio Sciarra e del figlio Marco che dal 1984 hanno iniziato i lavori di scavo. Soltanto i lavori della primavera del 1996 hanno restituito alla struttura la sua completezza originaria, e solo nel 2004 ha potuto rivedere la luce l'antico accesso al Pozzo di via della Cava.Terra e rottami sono stati portati via e ora il Pozzo della Cava è meta turistica, soprattutto in questo periodo dell'anno. Infatti, Marco Sciarra vi realizza un Presepe che ogni anno ha un tema diverso, un Presepe che si snoda nelle grotte fino ad arrivare al pozzo all'interno del quale è rappresentato il tema annuale. Un'altra storia delle tante che costellano le cavità orvietane, una storia legata all'acqua nel periodo etrusco, ma legata anche al bisogno di disfarsi degli oggetti dimessi in periodo medioevale ( "i butti" orvietani), fino all'utilizzazione a fini turistici dei giorni nostri.

l'articolo di Giulio Ladi, inserito nel dossier curato da Remo Gasperini, è corredato da alcune immagini dei sotterranei del Pozzo della Cava: il pozzo, la cisterna etrusca e la grotta del pozzo con il cunicolo che la collega alla stanza dei butti

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Agri3
[tg3 nazionale]

11 ottobre


ORVIETO CITTÀ SLOW


all'interno di un lungo servizio sulle tipicità di Orvieto e sul legame tra città e prodotti agricoli del territorio, sono state inserite diverse immagini delle grotte e della cantina medievale del Pozzo della Cava a testimonianza dell'arte della conservazione dei cibi e dei vini nei secoli passati


Il Messaggero

fine settimana
di ottobre


IL POZZO DELLA CAVA


ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili, del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena visitare nei fine settimana d'autunno


Lettera Orvietana

ottobre


IL PRESEPIO NEL POZZO: DICIOTTESIMA EDIZIONE
Le dichiarazioni di Marco Sciarra,
curatore dell’apprezzata iniziativa culturale


Il Presepio nel Pozzo è una delle realizzazioni più interessanti e seguite della città. Richiama difatti, per originalità, accuratezza costruttiva ed attenta indagine storica, una sempre crescente massa di visitatori, che giunge ad Orvieto per ammirare le particolarità suggestive di questo ormai tradizionale evento cittadino. Va detto che inventore e costruttore di questa valida proposta orvietana, conosciuta ed apprezzata a livello internazionale, è un giovane, geniale figlio della Rupe, che unisce a straordinarie capacità intellettuali l’ardore per la valorizzazione della propria città, meritevole di adeguati programmi di sviluppo. Il professor Marco Sciarra, tra l’altro uno dei nostri più affezionati collaboratori, ha voluto chiarire propositi e retroscena riguardo alla Sua seguita iniziativa, non mancando di fornire utili anticipazioni rispetto alla prossima edizione, quella del dicembre 2006. Ringraziamo il nostro amico per la Sua generosa operosità.

Il Presepe nel Pozzo è giunto ormai alla diciottesima edizione, divenendo una sorta di tradizione. Quali sono i motivi di questo successo?
Come in tutte le realtà complesse, i motivi sono molteplici, ma di sicuro l’originalità dell’ambientazione e il fatto che ogni anno il presepio si sviluppi seguendo un tema differente stimola sia a venire che e a tornare. Senza dubbio va detto che, dall’inizio, si è trattato di un evento in evoluzione: è nato dentro il Pozzo della Cava con sagome di polistirolo, invadendo negli anni successivi le grotte circostanti e popolandosi di personaggi animati a grandezza naturale, per poi trovare la sua definitiva collocazione nella grande grotta aperta al pubblico solo tre anni fa. Nei primi anni, oltre all’originalità dell’iniziativa, ha giocato un buon ruolo anche l’assenza di troppe alternative nel Natale orvietano: in un periodo tradizionalmente legato alla famiglia e prima della geniale intuizione di Umbria Jazz Winter, ad Orvieto c’era da fare solo il giro dei presepi. Poi, col tempo, la nostra iniziativa ha preso piede, molto più di quanto potessimo immaginarci, con migliaia di visitatori ad ogni edizione e con recensioni ottime dalla stampa locale e nazionale, tanto che un sondaggio di due anni fa ha piazzato quello del Pozzo della Cava ai primi posti tra i presepi più noti e suggestivi d’Italia.

Lo scorso anno, il presepio ha affrontato un argomento già trattato: il caravanserraglio. Per mancanza di idee o per un preciso progetto che lo lega ai temi passati e futuri?
Già il presepio del 2003 aveva riproposto un tema già affrontato, l’Angelo, con un’ottima accoglienza da parte dei visitatori. Il presepio del caravanserraglio, nel lontano 1997, fu uno dei più amati, e questo ci ha spinto a riproporlo nella nuova grotta, con personaggi e ambientazioni completamente differenti. Inoltre, la forma della grande grotta, che da alcuni anni ospita il presepio, si presta perfettamente per allestire la parte centrale di un caravanserraglio, quella destinata agli animali, e dove si è svolta la Natività di questa insolita ricostruzione. Non c’è un preciso disegno che lega il tema dello scorso anno a quelli ancora meno recenti e a quelli futuri, ma solo la volontà di alternare presepi di mera ricostruzione storica ad interpretazioni più fantasiose di miti senza tempo. Ad esempio, tre anni fa abbiamo proposto la vita quotidiana dei pastori della Palestina, l’anno successivo il tema era “il pozzo”, inteso come sintesi di cielo e terra, con il Bambinello in fondo a un pozzo d’oro e argento e con quattro magi, tra cui una donna: una interpretazione tutt’altro che realistica. Nel 2005 si è tornati al presepio storico, con una interpretazione del Vangelo di Luca non proprio canonica, ma paradossalmente più verosimile di quella a cui siamo stati abituati. L’evangelista, infatti, usa la parola greca «Kataluma» per indicare l’albergo dove Giuseppe e Maria non trovarono posto, e il significato originario del termine è “caravanserraglio”, concordando perfettamente sia con la traduzione filologicamente corretta del testo greco che con la reale situazione palestinese dell’epoca, dove non esistevano alberghi o locande paragonabili a quelle del mondo occidentale, ma solo caravanserragli. Questi ricoveri, presenti praticamente in ogni villaggio palestinese del tempo di Cristo, e quindi con ogni probabilità anche nella piccolissima Betlemme, ritenuta l’ultimo dei borghi della Giudea, erano costituiti da un ambiente centrale, spesso scoperto, utilizzato per gli animali, attorno a cui si aprivano delle grosse stanze o dei porticati in cui trovavano posto i viaggiatori, che si spartivano gli spazi presenti con divisori posticci fatti di stuoie o coperte. Naturalmente non tutti potevano essere accolti nelle stanze riservate alle persone “pure”: per la legge di Yahwè gli addetti agli animali, i non circoncisi, i deformi, i feriti, e tutte le persone che avessero una qualche “perdita di umori” dal corpo dovevano alloggiare nella parte destinata agli animali. E così stranieri, storpi, donne mestruate e cammellieri dovevano dormire tra asini e dromedari, perché così era scritto nella Legge. Non poteva quindi esserci posto tra gli altri viaggiatori per una partoriente come Maria di Nazareth, ritenuta impura per la legge di Yahwè: doveva stare anche lei tra gli animali! Naturalmente, dopo questa immersione nella vita e nelle tradizioni di una Palestina di duemila anni fa, nel 2006 si volerà con la fantasia, costruendo il presepio attorno alla figura di Lilith, la donna creata, secondo la leggenda, prima di Eva, e ribellatasi al suo creatore. Naturalmente per scoprire come questo c’entri con la nascita di Gesù bisognerà attendere qualche mese…

Quali sono state le novità più significative della passata edizione?

Già da alcuni anni stiamo rinnovando i personaggi, con l’aiuto dei ragazzi della Fanta X, una società che lavora nel campo degli effetti speciali teatrali e cinematografici. Furono loro a realizzare il realistico Gesù Bambino con il cordone ombelicale attaccato che tanto fece parlare due anni fa. Nell’ultima edizione c’è stato qualche volto nuovo tra i personaggi del presepio, e un grosso dromedario, che non poteva mancare in un caravanserraglio. Un’altra novità è stato l’uso delle prime otto grotte del percorso di visita del Pozzo della Cava, lungo le quali sono state collocate delle citazioni della Bibbia in cui si parla di impurità e delle regole per poter essere considerati “mondi”. In fondo il presepio si è trasformato in un viaggio tra le impurità: i visitatori si sono trovati materialmente tra gli impuri del presepio, catapultati per alcuni minuti tra chi viveva in quella terra di confine tra uomo e bestia. Proprio riguardo a questo, bellissima è l’interpretazione della moderna scuola filosofico-teologica ebraica, che vuole il concetto di impurità legato a quello della divinità: divina è la terra ed impuro tutto ciò che vi striscia, chi se ne ciba e chi lo tocca; divino è il sangue e impuro è chi ne è sporco o chi ne perde dal proprio corpo; divina è la creazione e impura la donna partoriente, crogiolo della azione creatrice del Divino. È quindi bello vedere che il più divino dei creati nasca come il più impuro della carovana, e le citazioni delle Sacre Scritture sono servite proprio a introdurre questa apparente contraddizione, che poi contraddizione non è, almeno per i credenti…

Come al solito, quindi, un presepio che ha giocato molto tra il lecito e l’illecito, ovvero tra i testi sacri e qualche interpretazione non proprio canonica. Questo spesso ha suscitato qualche polemica. Nel 2005 c’è stato qualcosa che ha dato scandalo? Contrariamente a quanto qualcuno ha detto e scritto, le polemiche non sono mai volute e gli “scandali” non sono frutto di scelte pubblicitarie. Di sicuro quando ci si scosta un po’ dalla tradizione, intesa come ripetizione pedissequa di regole decise non si sa mai bene da chi, si rischia. Ma di presepi tradizionali ce ne sono così tanti… Le piccole polemiche, restate sempre confinate a pochi fomentatori, hanno riguardato un paio di edizioni su diciassette: quella di Salomé, imperniata sulla figura della levatrice incredula, a cui, secondo i Vangeli Apocrifi, si staccò la mano perché volle verificare la verginità di Maria, e quella dei Re Pellegrini, in cui a far gridare allo scandalo fu, audite audite, un pezzetto di seno nudo della Madonna che allattava Gesù. Polemiche piuttosto bassine e risolte sempre in un nulla di fatto. Di sicuro abbiamo usato, nel corso degli anni, delle immagini forti, come un Gesù bambino nero o la foto di un bimbo nudo sui manifesti, abbiamo affrontato temi non semplici, come quelli della tolleranza religiosa o della ricostruzione astrologico-astronomica della vera data di nascita di Gesù, ottenendo sempre un’ottima accoglienza da parte del pubblico, vero protagonista del successo di un evento, e dei media, che ci hanno davvero coccolato ed esaltato nel corso degli anni.

Un grande lavoro, dunque, di ideazione, progettazione, realizzazione e promozione. Ma anche un buon ritorno in termini di soddisfazioni. Qual è stata la più grande?
Lo sforzo è molto grande, ma quando le cose si fanno volentieri pesano un po’ meno. Di sicuro c’è un ottimo ritorno di immagine per il Pozzo della Cava, e il presepio è diventato uno strumento di fidelizzazione dell’utenza locale: se non ci fosse il presepio forse parecchi orvietani non si sarebbero accorti di come il nostro percorso sotterraneo sia cambiato e si sia ampliato nel corso degli anni. Di soddisfazioni ce ne sono parecchie: due anni fa facemmo una sorta di referendum sulla nuova ambientazione del presepio, e i voti a favore delle nuove scelte furono addirittura il triplo di quelle per i vecchi presepi. Questo ci ha fatto capire che ci stavamo movendo nella giusta direzione. Di sicuro ogni volta che una grossa testata nazionale parla bene del presepio ci fa piacere, ma senza dubbio la soddisfazione maggiore ce la danno i visitatori. È assolutamente ovvio che una buona fetta del pubblico del presepio lo viva come una sorta di mini-Disneyland, con i pupazzoni a grandezza naturale che si muovono. Ma è anche vero che da quattro o cinque anni sono moltissimi i visitatori che arrivano al pozzo già informati sul tema dell’anno, desiderosi di riuscire a capire tutto del presepio, attenti ai dettagli e curiosi su scelte e progetti. Si capisce che non sono lì per caso o per noia… Vedere la gente interessata a ciò che il presepio vuole rappresentare e trasmettere è senza dubbio la più grande delle soddisfazioni.

la lunga e lusinghiera intrervista di Francesco Maria Della Ciana è corredata da numerose immagini della passate edizioni

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Il Messaggero

fine settimana
di settembre


IL POZZO DELLA CAVA


ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili, del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena visitare nei fine settimana di fine estate e inizio autunno


La Città

settembre


IL POZZO DELLA CAVA SU «GEO SAISON»


La nota rivista Geo Saison, leader della stampa turistica tedesca, ha dedicato un bellissimo redazionale alla storia del ritrovamento e del recupero del Pozzo della Cava e delle sue grotte.
Il lusinghiero articolo si trova nelle primissime pagine di un numero speciale del giornale, che resterà in edicola e nelle librerie tedesche per un interno anno, tutto dedicato alle bellezze e agli aspetti più particolari di Toscana e Umbria.
Molta attenzione è stata data alle esperienze di famiglie e di personaggi che hanno legato il proprio nome a luoghi e produzioni di indiscusso fascino. Così, accanto alle scarpe di Salvatore Ferragamo, alle piazze di Arezzo rese celebri dal film "La vita è bella", al ritratto di Pieraccioni, ai musei di Siena e ai cercatori di tartufi di San Giovanni d'Asso, nella carrellata di storie che più stimolano l'immaginario del lettore, è finita anche quella della famiglia Sciarra, che, senza nessun contributo pubblico ha riportato alla luce un complesso archeologico che è oggi uno dei monumenti più apprezzati e visitati di Orvieto.
Ad affascinare i redattori, che hanno scelto il Pozzo della Cava come unico argomento da trattare per tutto il territorio orvietano, è stato il fatto che in Italia non esistono altri monumenti nazionali a "gestione familiare" e che i proprietari, non solo non siano esonerati da ogni tipo di tassazione, si trovino spesso ad affrontare parecchi ostacoli per portare avanti il proprio progetto. In Germania, infatti, come in altre nazioni europee, i proprietari di immobili storici che rendono il proprio patrimonio fruibile al pubblico, sono esonerati da ogni tipo di tassazione, sia locale che nazionale.
«Qui da noi -commenta Tersilio Sciarra, scopritore del Pozzo della Cava- dobbiamo lottare anche semplicemente per entrare nei circuiti di promozione locale. Ogni volta che abbiamo aperto al pubblico una nuova grotta l'effetto sulle tasse c'è stato eccome: abbiamo visto aumentare tassa dei rifiuti e ICI».

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OrvietoNews.it

21 agosto


POZZO DELLA CAVA: ENTUSIASMI E DIFFICOLTÀ
Intervista a Marco Sciarra


lunga e interessante intervista di Laura Ricci, direttrice di www.orvietonews.it

Abbiamo e diamo spesso notizia di servizi che sia la stampa che le emittenti televisive dedicano al Pozzo della Cava. E anche di iniziative promozionali e turistiche che il Pozzo stesso intraprende o nelle quali si situa. Ci è sembrato dunque interessante ricostruire la storia di questa emergenza cittadina e saperne un po' di più sul ritrovamento e sulla sua gestione. E anche, visto che i proprietari parlano spesso di difficoltà burocratiche o promozionali, approfondire questo aspetto. A questo proposito abbiamo intervistato il rappresentante più giovane della famiglia che gestisce il Pozzo e le sue grotte, Marco Sciarra.

Salve Marco. Vorrei partire, se permetti, proprio dalla motivazione imprenditoriale. Tu sei stato mio alunno, ed è per questo che mi permetto di darti del tu in questa intervista. Conosco dunque bene il tuo valore. Penso che con la tua laurea in matematica e con le tue capacità avresti potuto trovare in breve tempo un ottimo lavoro fuori Orvieto. Che cosa ti ha spinto, invece, a restare qui e a portare avanti la strada della valorizzazione del Pozzo e della tua impresa familiare che, come spesso sottolinei, non è stata certo cosa facile?

A dire il vero ho provato a fare il matematico di professione, partecipando a dei progetti di ricerca per il CNR, ma poi, se avessi voluto continuare nel settore in cui mi ero laureato, ossia l'algebra moderna, avrei dovuto senza dubbio lavorare all'estero, dato che in Italia non ci sono grosse risorse per ricerche i cui effetti nel campo delle applicazioni pratiche, seppure notevoli, si vedono dopo almeno un secolo. Quindi dovevo scegliere tra accettare la proposta di fare il PhD ad Harvard, restare a fare il matematico in Italia occupandomi di altri settori per me di minor interesse, oppure mettere la laurea tra gli altri diplomi e diplometti di corsi e corsetti a cui ho partecipato e prendere un'altra strada. Nel frattempo mio padre aveva trovato il pozzo e la mia famiglia era riuscita nell'arduo compito di svuotarlo, avevamo provato a mettere il biglietto di ingresso e a far visitare le prime grotte, inoltre da qualche anno avevo cominciato a farci il presepio, e sia l'archeologia che i presepi erano delle mie passioni già parecchio tempo prima che fossi suo alunno. Così ho pensato di trasformare in lavoro quello che fino ad allora era stato solo un hobby. Poi una forte determinazione, l'attaccamento viscerale a Orvieto e la possibilità di lavorare a casa mia, hanno avuto più appeal che la possibilità di raggiungere un buon ruolo sociale e un ottimo stipendio.

Puoi raccontare, per i nostri lettori e in modo il più possibile sintetico, quali sono state le tappe fondamentali del recupero e della valorizzazione del Pozzo della Cava e delle sue Grotte?

Per quanto si possano sintetizzare una ventina di anni di lavori, seppur non continui, diciamo che il ritrovamento del pozzo, nel dicembre dell'84, è stato quasi fortuito, pulendo le cantine di una casa che i miei avevano da poco comprato e che era adiacente alla nostra abitazione. Nell'attesa di ottenere le autorizzazioni per lo svuotamento del pozzo, che era stato parzialmente riempito con calcinacci e immondizia, i miei avevano riaperto il passaggio che collegava gli scantinati della casa del pozzo con quelli della nostra abitazione. Nel frattempo avevamo contattato storici e archeologi per cercare di interpretare i vari ritrovamenti dei sotterranei: la prima fornace, i butti, la cisterna etrusca... Svuotato il pozzo, nel '96, abbiamo proseguito nel recupero degli altri sotterranei di nostra proprietà, riportando alla luce altri resti, come la muffola rinascimentale e diversi scavi etruschi. Così fino al 2004, quando dopo aver aperto al pubblico la grande grotta delle tombe rupestri, abbiamo ripristinato il grande arco rinascimentale su via della Cava che aveva costituito l'originale accesso al pozzo. In quella occasione abbiamo anche fatto realizzare, su disegno dell'architetto Davanzo, un puteale contemporaneo a memoria dell'originale vera cinquecentesca del Pozzo della Cava.

Nel lavoro di recupero, quale è stato per te il momento più emozionante?

Francamente non lo so. Per quanto riguarda il lavoro di recupero forse quando è stata raggiunta la falda del pozzo, o forse quando ci siamo accorti che l'ultima grotta era ben più profonda e articolata di quanto pensassimo, anche se lì, accanto all'emozione c'era anche un po' di timore. Dal punto di vista delle ricerche, invece, il momento più emozionante è stato senza dubbio quando, con alcuni ricercatori universitari, siamo andati a Norchia per controllare le strutture di quelle tombe, confermando le ipotesi di alcuni archeologi secondo cui due nostre grotte ospitarono una necropoli rupestre del VII-VI sec. a.C.

Penso che forse avreste potuto accedere, in questa impresa, a qualche contributo comunitario. Perché avete scelto, invece, di fare a meno di ogni possibile contributo pubblico?

All'inizio non è stata una proprio una scelta, quanto l'unica via che ci sembrava percorribile. Nello smarrimento totale dell'inesperienza e dell'imperizia, infatti, ci siamo rivolti alla soprintendenza archeologica, che si pronunciò in maniera molto netta: non c'erano soldi e non ci sarebbero stati per parecchi anni, quindi bisognava scegliere tra fare i lavori a spese nostre o accettare un esproprio che si preannunciava eterno. Optammo per la prima di queste possibilità, anche perché a pochi metri da noi avevamo un esempio non troppo felice di "esproprio temporaneo": il cantiere trentennale del muro etrusco. Allora non c'erano ancora i fondi comunitari tipo Obiettivo2. Più tardi abbiamo presentato delle domande e dei progetti per sovvenzioni con fondi europei o simili, ma o finivano i soldi prima di arrivare a noi, o ci veniva direttamente sconsigliato di consegnare i moduli. Si è offerto anche qualche sponsor privato di prestigio, ma avevamo già speso così tanto (almeno per le nostre tasche) che tanto valeva non dividere il merito con qualcun altro.

Quali sono stati gli ostacoli burocratici di cui spesso sentiamo parlare la tua famiglia? Vuoi farci qualche esempio dei più rilevanti?


Per esempio una attesa durata sette anni per la sola autorizzazione allo svuotamento del pozzo. Tutto si è smosso poi miracolosamente anche grazie all'interessamento della stampa nazionale. Anche la forma fiscale da dare all'attività è stata a lungo argomento di trattazione tra noi e i vari uffici cosiddetti competenti: abbiamo dovuto fare noi una proposta al ministero, dato che nessuno sapeva se un monumento completamente privato dovesse avere dei biglietti fiscali o emettere gli scontrini, o ancora se fossero necessarie licenze o autorizzazioni particolari. La nostra commercialista ha fatto un paio di salti mortali ed eccoci qui. Concludo con un terzo esempio, giusto per far comprendere la varietà degli ostacoli: quasi dieci anni fa presentammo una domanda per essere inseriti nella cosiddetta Carta Unica, e la addetta dell'Ufficio Cultura ci disse che per noi non ci sarebbe mai stato posto, perché, essendo privati, il Comune non ci avrebbe guadagnato nulla.

E ora? C'è un progetto aperto, di ulteriore espansione per il Pozzo? Quali sono gli ostacoli che tuttora affermate di incontrare?

Non ci sono progetti immediati di ampliamento del percorso di visita, che per ora si ferma a nove grotte. Ci sono diversi programmi di riallestimenti, ma procedono senza ostacoli. Le montagne da scalare riguardano invece la promozione. Nonostante la stampa ci tratti più che bene e lo stesso inizino a fare anche le guide turistiche delle principali case editrici, da privati troviamo sempre qualche difficoltà ad essere inseriti nei circuiti promozionali ufficiali. Eppure la legge quadro sui beni culturali del 2002 dice espressamente che sia i mass-media che la pubblica amministrazione possono promuovere un bene culturale senza per questo essere tacciati di pubblicità illegittima, esattamente come si può fare sempre e dovunque promozione ad un film, ad un'opera teatrale o ad un libro. Le leggi regionali che regolano il sistema museale (a cui apparteniamo) e le norme sancite dall'autorità antitrust dicono espressamente che le pubbliche amministrazioni non solo possono promuovere i beni culturali privati, ma dovrebbero farlo. Non abbiamo mai fatto esposti in tal senso, perché in fondo ci si conosce tutti. Ma magari per il futuro potremmo richiedere un parere di questi soggetti istituzionali.

Cosa intendi per difficoltà ad essere inseriti nei percorsi promozionali ufficiali?

Le cito qualche esempio emblematico: anni fa, dopo una lunga serie di contatti con la redazione di Super Quark, riuscimmo a far venire una troupe per un documentario sul Pozzo di San Patrizio, sul Pozzo della Cava e sulla Orvieto sotterranea in genere. Quando Alberto Angela e i registi, all'arrivo, si sono rivolti al Comune, hanno ricevuto come recapiti soltanto Sistema Museo e Speleotecnica. Per fortuna avevamo avuto parecchi contatti diretti con gli autori, dato che avevo personalmente contribuito a scrivere i testi del documentario, altrimenti sarebbe stata l'ennesima occasione in cui non si sarebbe parlato del Pozzo della Cava. Cambiando ambito, sembra anche che Orvieto Promotion non sappia bene se inserire la nostra struttura nei pacchetti promozionali per Orvieto, sempre perché siamo privati. La lettera aperta che quasi due mesi fa ho scritto al sindaco e agli assessori era proprio funzionale a capire se per il Pozzo della Cava ci sarà posto nel PAAO, nella nuova segnaletica turistica, nel nuovo ufficio informativo e nella biglietteria in costruzione a Piazza Cahen. Non ho ancora avuto risposta, spero di averla col rientro dalle ferie. Ci sono comunque anche segni di apertura: lo scorso anno l'assessore Carpinelli mi ha convocato per propormi di aderire ad una nuova carta unica dei sotterranei, che avrebbe incluso anche il Pozzo di San Patrizio, ma pare che il progetto non sia ancora stato portato in giunta, forse in attesa della risoluzione dell'incresciosa vicenda del marchio "Orvieto Underground". Staremo a vedere, nel frattempo abbiamo imparato a sopravvivere da soli.

Sei soddisfatto della scelta della gestione familiare, quale altra strada avrebbe potuto esserci?

Le strade potevano essere diverse: associazioni, cooperative, fondazioni… In ogni caso bisognava far finta di regalare qualcosa a qualcuno e di non spartire gli utili. Così come abbiamo fatto ci sembra pure più onesto. Quanto alla soddisfazione, non posso negarla, anche se tutto è stato realizzato con enormi sacrifici, non solo lavorativi ed economici, ma anche per acquisire le competenze e le capacità necessarie quantomeno a poter procedere. Personalmente ho partecipato a corsi post lauream di turismo culturale, medicina del turismo, marketing… e poi mi sono iscritto all'albo dei giornalisti, dato che la comunicazione è fondamentale per la promozione dei beni culturali, ed avere un ufficio stampa, seppure fatto in casa, si è spesso rivelato molto utile. Di sicuro aver fatto tutto da soli, dovendo ogni volta modulare i propri passi e cercare esperti dei settori più disparati, ha comportato che le varie trasformazioni siano avvenute gradualmente e senza troppe inaugurazioni. Questo ha fatto sì che ci siano ancora parecchi orvietani che credono che le nostre grotte siano un ristorante, o che siano aperte solo nel periodo del presepio. Il nostro sforzo di comunicazione e di percezione dovrà essere rivolto anche alle persone del luogo, e per questo la collaborazione con la pubblica amministrazione è indispensabile.

Quali consigli concreti daresti agli amministratori per favorire il turismo locale e gli imprenditori che vi lavorano? Puoi esprimerne tre, numero notoriamente "perfetto".

Che bel compito! Primo: fare sistema, ossia creare occasioni di confronto e di dialogo tra i vari settori più o meno connessi col turismo, dai trasporti alla ricettività, dai monumenti alla pubblica amministrazione, dall'artigianato ai servizi, senza barricate, senza snobismi e soprattutto senza paura di evidenziare le carenze e di provare a risolvere i problemi. Secondo: fare chiarezza sui ruoli, dato che l'amministrazione non deve fare l'imprenditore né l'imprenditore amministrare; ognuno ha compiti distinti e non deve delegare nulla alla controparte. Terzo: basare la promozione e la valorizzazione sugli elementi che possano stimolare l'immaginario del visitatore, immergendolo nel vissuto della comunità. Non è possibile, infatti, che il quartiere medievale sia tagliato fuori da ogni flusso turistico, così come è assurdo che i turisti comprino come ricordo di Orvieto una ceramica di Deruta. Secondo me facendo queste tre semplici cose si eliminerebbe buona parte del malcontento che serpeggia e minaccia ogni giorno di esplodere nel settore del turismo, e parecchi operatori privati avrebbero meno timori e ritrosie ad essere veri imprenditori.




all'indomani dell'uscita dell'intervista è seguita una smentita dell'Ufficio Cultura:

Alcune precisazioni dell'Ufficio Cultura
rispetto all'intervista a Marco Sciarra


Fa alcune precisazioni, rispetto a quanto affermato da Marco Sciarra nell'intervista" rilasciata a www.orvietonews.it, la responsabile dell'Ufficio Cultura del Comune di Orvieto, Dott.ssa Carla Lodi.
Ad essere respinta è l'affermazione che, riguardo ad un eventuale inserimento del Pozzo della Cava nella Carta Unica, a Marco Sciarra sarebbe stato risposto che "non ci sarebbe mai stato posto, perché, essendo privati, il Comune non ci avrebbe guadagnato nulla". "Un'affermazione del genere farebbe davvero torto alla professionalità dell'Ufficio in questione e alle scelte politiche del Comune in genere - spiega la Dottoressa Lodi - e le cose non sono mai state e non sono esattamente così".
Non è infatti escluso che dei privati possano accedere al circuito Carta Unica, che al momento comprende solo enti* (Comune, Opera del Duomo e Fondazione Faina), ma perché questo possa avvenire è ovviamente necessario che i rapporti con i privati vengano eventualmente regolati con condizioni esplicite, certe e condivise, tali da permettere, su basi stabilite, pari opportunità di accesso a tutte le strutture private di valore della città che desiderassero entrare. Ed è questo quello che ai proprietari del Pozzo della Cava è stato fatto presente.
Quanto al guadagno del Comune, la responsabile dell'Ufficio Cultura precisa ancora che la Carta Unica è un'associazione tra enti che non solo non porta nulla al Comune, ma che semmai ha creato un circuito di lavoro. La Carta Unica, in poche parole, è un circuito virtuoso che non grava sul Comune ma al Comune non porta neanche guadagno, e così sarebbe anche con l'entrata di privati, in quanto gli introiti servono all'amministrazione per autosostenerla rispetto alle spese di gestione e di promozione**.


*in realtà comprende anche soggetti privati: Speleotecnica srl, ATC Terni e Cooperativa Luigi Carli

**ci piacerebbe sapere come mai solo alcuni "patentati" debbano beneficiare di tali promozioni




alla smentita non poteva che seguire una nostra risposta, che vi invitiamo a leggere con molta attenzione


Alcune precisazioni dell'Ufficio Cultura
rispetto all'intervista a Marco Sciarra


Mi spiace davvero di dover abusare della cortesia e dell'ospitalità di Orvietonews, ma mi corre l'obbligo di dare delle spiegazioni sia ai lettori, che alla signora Lodi, che alla direttrice e all'editore della testata.
Effettivamente nessuno ha mai detto la frase "per te non c'è posto perché il Comune non ci guadagna", e riconosco che l'eccesso di sintesi mi abbia portato a semplificare troppo.
Se la signora Lodi ricorda, ci fu una riunione a cui partecipò, oltre a lei, anche l'allora assessore Enrico Petrangeli e il signor Omero Tizi. Sono passati parecchi anni ma mi ricordo più che nitidamente che proposi all'assessore la possibilità di creare una associazione senza fini di lucro o una fondazione per la gestione del pozzo, così come proposi anche una donazione al Comune dell'intera struttura con un contratto di gestione gratuito per diversi decenni. La risposta dell'assessore fu che comunque non sarebbe cambiato molto.
Fu proprio la signora Lodi a dire che l'inserimento del Pozzo della Cava avrebbe comportato un onere aggiuntivo per gli acquirenti della cosiddetta Carta Unica e quindi doveva essere escluso, dato che la carta costava già parecchio. Aggiunse però che, qualora si fosse risolto il contenzioso per la sua gestione, il Pozzo di San Patrizio sarebbe entrato in Carta Unica dato che una maggiore affluenza di turisti avrebbe portato dei benefici indiscussi alle casse comunali.
Per semplificare - forse un po' troppo, lo ammetto - la questione, ho detto che eventuali aggiunte alla carta unica dovevano prevedere un guadagno del Comune. Ma a conti fatti il succo non cambia molto. Almeno dal mio punto di vista. Se non poteva entrare un monumento il cui biglietto allora costava 2500 lire e poteva entrare uno che ne costava il doppio solo perché era del Comune, come avrei potuto sintetizzare la faccenda?
Per dovere di correttezza, specie nei confronti dei lettori, non sto affatto dicendo che il Pozzo della Cava debba essere ammesso per forza nella Carta Unica (non avrei opposto nessuna obiezione se mi fosse stato detto, come è e sarà sempre, che il Pozzo di San Patrizio aveva molto più appeal ed era molto più famoso del Pozzo della Cava), dico solo che sarebbe il caso di stabilire dei parametri precisi di ammissione o di esclusione da tutti gli enti e le associazioni a partecipazione pubblica, così che tutti i cittadini possano ricevere l'impressione di vivere in uno stato di diritto più che in uno stato di favore.
In ogni caso, chiedo ancora scusa per l'estrema sintesi con cui avevo trattato la vicenda, e comprendo pure che una lettura rapida e in non ottima fede potrebbe aver indotto qualche net-surfer a trarre conclusioni avventate. Mi dichiaro a completa disposizione per approfondire il discorso.
Concludo, scusandomi ancora con la direttrice e con l'editore della testata, dicendo che se ho sintetizzato e semplificato troppo, non citando troppi dettagli stringando al minimo le conclusioni, non è stato certo per sensazionalismo, quanto per evitare che l'intervista superasse le 4 pagine.
Chiedo ancora scusa per l'accaduto e spero di aver contribuito a fare chiarezza, che, in fondo, è quella che serve sia a chi amministra che a chi opera da privato.

Marco Sciarra

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OrvietoNews.it

21 agosto


IL POZZO DELLA CAVA SU GEO SAISON
Ad incuriosire i redattori tedeschi il fatto che in Italia i proprietari di monumenti a gestione familiare non siano esonerati dalle tasse


pubblicazione integrale, con foto del Pozzo della Cava, del nostro comunicato stampa del 19 agosto 2006


OrvietoSi.it

21 agosto


Ad attrarre i redattori è stato il fatto che in Italia
non esistono altri monumenti nazionali a “gestione familiare"
LA RIVISTA TEDESCA GEO SAISON
DEDICA UN REDAZIONALE AL POZZO DELLA CAVA
La notissima rivista tedesca ha dedicato un redazionale alla storia del recupero del Pozzo della Cava


pubblicazione integrale, con foto del Pozzo della Cava, del nostro comunicato stampa del 19 agosto 2006


Corriere
dell'Umbria

20 agosto


Lungo redazionale sulla nota rivista turistica tedesca Geo Saison
POZZO DELLA CAVA SUPERSTAR IN GERMANIA


Il Pozzo della Cava spopola in Germania. Apprezzata anche lì la particolarità del Pozzo della Cava. La nota rivista Geo Saison, leader della stampa turistica tedesca, ha dedicato un bellissimo redazionale alla storia del ritrovamento e del recupero del Pozzo della Cava e delle sue grotte. Si tratta di un numero speciale del giornale, che resterà in edicola e nelle librerie tedesche per un interno anno, tutto dedicato alle bellezze e agli aspetti più particolari di Toscana e Umbria (Geo Saison Extra - Toskana und Umbrien 2006). Molta attenzione è stata data alle esperienze di famiglie e di personaggi che hanno legato il proprio nome a luoghi e produzioni di indiscusso fascino. Così, accanto alle scarpe di Salvatore Ferragamo, al ritratto di Pieraccioni, ai musei di Siena, nella carrellata di storie che più stimolano l'immaginario del lettore, è finita anche quella della famiglia Sciarra, che, senza nessun contributo pubblico ha riportato alla luce un complesso archeologico che è oggi uno dei monumenti più visitati.

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La Nazione

20 agosto


Grande interesse
IL POZZO DELLA CAVA SPOPOLA IN GERMANIA
Se ne occupa una rivista specializzata nel turismo di vasta diffusione


Orvieto- Apprezzata anche in Germania la particolarità del Pozzo della Cava. La nota rivista Geo Saison, leader della stampa turistica tedesca, ha dedicato un bellissimo redazionale alla storia del ritrovamento e del recupero del Pozzo della Cava e delle sue grotte. Si tratta di un numero speciale del giornale, che resterà in edicola e nelle librerie tedesche per un interno anno, tutto dedicato alle bellezze e agli aspetti più particolari di Toscana e Umbria (Geo Saison Extra - Toskana und Umbrien 2006). Molta attenzione è stata data alle esperienze di famiglie e di personaggi che hanno legato il proprio nome a luoghi e produzioni di indiscusso fascino. Così, accanto alle scarpe di Salvatore Ferragamo, alle piazze di Arezzo rese celebri dal film "La vita è bella", al ritratto di Pieraccioni, ai musei di Siena e ai cercatori di tartufi di San Giovanni d'Asso, nella carrellata di storie che più stimolano l'immaginario del lettore, è finita anche quella della famiglia Sciarra, che, senza nessun contributo pubblico ha riportato alla luce un complesso archeologico che è oggi uno dei monumenti più apprezzati e visitati di Orvieto.

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Atlantide Magazine.it

19 agosto


IL POZZO DELLA CAVA SU «GEO SAISON»
La notissima rivista tedesca ha dedicato un redazionale
alla storia del recupero del Pozzo della Cava


pubblicazione integrale, con foto dell'ingresso del Pozzo della Cava, del nostro comunicato stampa del 19 agosto 2006


Geo Saison

da agosto


POZZO DELLA CAVA


lungo e lusinghiero redazionale sul Pozzo della Cava nel numero speciale su Toscana e Umbria della nota rivista tedesca; particolare attenzione alla storia della famiglia Sciarra, che ha riscoperto e riportato alla luce il complesso a proprie spese


Il Messaggero

fine settimana
di agosto


IL POZZO DELLA CAVA


ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili, del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena visitare nei fine settimana e nei ponti estivi


Tele Orvieto 39
RTUAquesio

agosto


IL POZZO DELLA CAVA TRA I PARTNER DEI CORSI ESTIVI DI MUSICA
DI CASTEL VISCARDO


ripetute citazioni, nelle interviste di insegnati e promotori dei corsi estivi di perfezionamento ed interpretazione musicale di Castel Viscardo, del Pozzo della Cava, che ha offerto l'ingresso omaggio alle grotte a tutti i partecipanti agli steges


Il Messaggero

30 luglio


IL POZZO DELLA CAVA


citazione del Pozzo della Cava tra i musei e i monumenti da visitare nell' ultimo finesettimana di luglio


Passaggio
a Nord Ovest

1 luglio


IL POZZO DI SAN PATRIZIO E IL POZZO DELLA CAVA


ennesima ma graditissima riproposizione nel pomeriggio estivo di RaiUno del bellissimo documentario realizzato nella primavera del 2001 da Alberto Angela per Super Quark sul sottosuolo di Orvieto, con particolare attenzione alle connessioni tra il Pozzo di San Patrizio e quello della Cava


OrvietoNews.it
29 giugno

Altantide Magazine.it
30 giugno

La Nazione
1 luglio

Il Messaggero

28 agosto


LETTERA APERTA AL SINDACO DI ORVIETO
E AGLI ASSESSORI ALLA CULTURA E AL TURISMO


ecco il testo della lettera aperta, pubblicata, per intero o a stralci, dalle varie testate locali con differenti commenti, tutti lusinghieri per il nostro operato


«Egregio Signor Sindaco, egregi Assessori,
avendo appreso dell’inizio dei lavori per il nuovo chiosco informativo di Piazza Cahen, usato anche come biglietteria del Pozzo di San Patrizio e della Associazione Carta Orvieto Unica, gradirei essere messo a conoscenza dell’intero sistema di informazione turistica della città, in particolare, gradirei che rispondeste alle seguenti domande:

- oltre a quello di Piazza Cahen, questa amministrazione ha predisposto un analogo punto informativo all’altro ingresso della rupe, in prossimità di Porta Maggiore, Porta Romana e Parcheggio dell’Ex Campo della Fiera (o Foro Boario che dir si voglia)? Oppure l’ingresso dal lato del quartiere medievale, il più adatto a stimolare l’immaginario del turista, è inesorabilmente destinato ad essere escluso dai percorsi turistici promossi dal Comune, nonostante la realizzazione della variante, del grande parcheggio coperto, degli ascensori e delle scale mobili?

- è prevista una integrazione tra i percorsi del Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e le emergenze archeologiche che si trovano all’interno della città, o il grande progetto che prevede di mettere in rete i comuni del territorio non riuscirà ad integrare ciò che sta dentro Orvieto con ciò che sta immediatamente fuori della rupe?

- come si comporterà il Comune in merito alle biglietterie del nuovo punto informativo? Estenderà la Carta Unica dalle 4 strutture che attualmente rappresenta a tutti i 12 monumenti di Orvieto visitabili dietro pagamento di biglietto? O il Comune diverrà socio di tutte le associazioni private che, alla pari di Carta Orvieto Unica, proporranno biglietti integrati? E le stesse associazioni saranno equamente rappresentate all’interno del punto informativo in ottemperanza alla vigente normativa antitrust?

Mettendomi a disposizione per ogni delucidazione in merito a quanto esposto, con particolare riferimento alla legge quadro sui Beni Culturali del 2002 e alle normative che regolamentano il Sistema Museale Regionale e la concorrenza, resto in attesa delle vostre risposte ed invio i miei più cordiali saluti ed auguri di buon lavoro.

Marco Sciarra»

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OrvietoSi.it

27 aprile


Incompatibilità tra azioni e modi del Consorzio ed il titolare del Pozzo
IL POZZO DELLA CAVA LASCIA ORVIETO PROMOTION


Era dal luglio 2005 che il Pozzo della Cava aveva rassegnato le dimissioni dal Consorzio Orvieto Promotion. E ora, nel corso della riunione del cda dello scorso 11 aprile, "si è preso presa finalmente visione - afferma il gestore Marco Sciarra - della nostra richiesta."
Ad aver portato i gestori del noto locale monumentale a questo passo è stata l’incompa-tibilità con il genere di promozione svolto dal Consorzio e qualche polemica sorta in merito - affermano ancora i gestori del Pozzo - "alle innumerevoli società ed associazio-ni turistiche di cui è socio chi, per statuto, per codice civile e per correttezza, dovrebbe essere super partes". La direzione del Consorzio ha sottolineato che questo non inficerà possibili collaborazioni future.

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OrvietoSi.it

27 aprile


POZZO DELLA CAVA FUORI DA ORVIETO PROMOTION


ORVIETO - Era dal luglio 2005 che il Pozzo della Cava aveva rassegnato le dimissioni dal Consorzio Orvieto Promotion. E ora, nel corso della riunione del cda dello scorso 11 aprile, "si è preso presa finalmente visione - afferma il gestore Marco Sciarra - della nostra richiesta." Ad aver portato i gestori del noto locale monumentale a questo passo è stata l’incompa-tibilità con il genere di promozione svolto dal Consorzio e qualche polemica sorta in merito - affermano ancora i gestori del Pozzo - "alle innumerevoli società ed associazio-ni turistiche di cui è socio chi, per statuto, per codice civile e per correttezza, dovrebbe essere super partes". La direzione del Consorzio ha sottolineato che questo non inficerà possibili collaborazioni future.

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Televideo RAI

22 aprile


ALLA SCOPERTA DI ORVIETO SOTTERRANEA


Ventisette secoli di storia in un pozzo, il Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto. Scavato nel tufo litoide, che costituisce la rupe orvietana, ha una profondità di 36 metri, gli ultimi dei quali occupati dall'acqua della sorgente.
Nel 1999 si è scoperto che fu questo, e non il Pozzo di San Patrizio, il primo pozzo realizzato a Orvieto per volere di Papa Clemente VII. La sua chiusura fu ordinata nel 1646. Nel 1984 fu riscoperto durante i lavori di ristrutturazione di un'abitazione.
Il primo locale del percorso delle Grotte del Pozzo della Cava, è stato utilizzato,nel '300 e '400, come laboratorio di ceramica:si possono ancora vedere i resti del forno di cottura. Si è così potuto dimostrare che ad Orvieto si produceva maiolica anche nel XV sec. Sono visibili anche frammenti gettati perché con difetti di forma o di decorazione. Particolarmente interessanti anche gli strumenti di lavoro. Accanto, l'unica fornace "a muffola" rinvenuta in Umbria.
Una delle cavità lungo il percorso del Pozzo è una tomba etrusca: ben visibile il giaciglio della salma. Probabilmente però fu poi trasformata in un follone, macchinario usato per rendere più morbidi e compatti i tessuti di lana.
Nelle ultime due grotte si notano una serie di trasformazioni: diversi archeologi hanno suggerito che possa essere stato un allevamento di animali, o una conceria, un impianto termale o una necropoli. E sarebbe questa la tesi più accreditata. Tra i ritrovamenti di era etrusca, anche una cisterna per l'acqua piovana.
Due i "butti", cioè i pozzi medievali collegati alle stanze superiori attra- verso lunghe caditoie scavate nel tufo. La sesta cavità è una tipica cantina medievale, per produrre e conservare quello che era conosciuto come il "vino dei papi e dei re".
E sono ancora tante altre le curiosità da scoprire in questo angolo della Orvieto sotterranea che si snoda sotto case e vie della parte più antica della città.
Un ricco complesso archeologico, che abbraccia vari periodi storici, a molti sconosciuto.

con segnalazione del sito internet

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Grand Tour

aprile


Orvieto - sospesa su una rupe
VIA DELLA CAVA E IL POZZO DELLA CAVA


trafiletto su via della Cava e sul Pozzo (con cenni sulla storia degli scavi ed informazioni utili per la visita) all'nterno di un redazionale di sei pagine sulle bellezze di Orvieto e dintorni, nel numero di aprile di Grand Tour, il prestigioso periodico della De Agostini che questo mese è dedicato interamente all'Umbria

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OrvietoNews.it

25 aprile


CENTO INGRESSI GRATUITI AL POZZO DELLA CAVA
PER LA CAMPAGNA ASSOCITIVA DEL TOURING CLUB ITALIA


«I primi 50 Soci del Touring Club Italia che contatteranno il Pozzo della Cava inviando una mail all'indirizzo offertatci@pozzodellacava.it riceveranno un biglietto omaggio valido per due persone, utilizzabile nei giorni feriali da aprile a novembre del 2006. Non sono ammesse più di due mail dallo stesso indirizzo». È questo il testo dell'offerta che il Pozzo della Cava ha riservato ai soci Touring in occasione della campagna associativa 2006. Il progetto, nato per volere dei responsabili del servizio convenzioni del noto club di viaggiatori, è stato sottoposto nei mesi scorsi a tutti i musei, i monumenti e le strutture convenzionate che durante tutto l'anno offrono biglietti ridotti o servizi scontati a chi esibisce la tessera associativa del TCI. Le strutture che hanno finora aderito sono 45 in tutto il territorio nazionale; in Umbria i due siti "generosi" sono il Museo di San Pietro di Assisi e il Pozzo della Cava di Orvieto.
«È stata una sorpresa - afferma la gestione - trovarsi ad essere non solo l'unico monumento di Orvieto ad aver accettato di offrire cento biglietti, ma dell'intera provincia. La collaborazione col Touring Club è spesso preziosa, sia per il numero di soci che si presentano alle biglietterie, sia per la diffusione di guide e pubblicazioni aggiornate. Non dobbiamo certo illuderci che offrire qualche decina di ingressi omaggio sconvolga il mercato dei beni culturali italiani; il nostro è solo un piccolo gesto di gratitudine verso la più nota ed estesa associazione di viaggiatori amanti del nostro Bel Paese".

con foto del Pozzo della Cava



E INTANTO IL POZZO DELLA CAVA ABBANDONA ORVIETO PROMOTION

Era dal luglio 2005 che il Pozzo della Cava aveva rassegnato con una lettera le dimissioni dal Consorzio Orvieto Promotion. E ora, nel corso della riunione del Cda dello scorso 11 aprile, "si è preso presa finalmente visione - afferma il gestore Marco Sciarra - della nostra richiesta di dimissioni."
Ad aver portato i gestori del noto locale monumentale a questo passo è stata la considerazione che non si è ritenuta compatibile con il genere di promozione svolto dal Consorzio, la tipologia dell'azienda, e qualche polemica sorta in merito - affermano ancora i gestori del Pozzo - "alle innumerevoli società ed associazioni turistiche di cui è socio chi, per statuto, per codice civile e per correttezza, dovrebbe essere super partes".
La direzione del Consorzio, nel prendere atto delle dimissioni, ha voluto sottolineare che questo non inficerà possibili collaborazioni future, anche in considerazione del fatto che la gestione del punto informativo all'ingresso della città, affidata ad Orvieto Promotion, non potrà prescindere dalla promozione del Pozzo della Cava.

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ShowCaves.com

14 aprile


POZZO DELLA CAVA


riportiamo uno stralcio della segnalazione del portale in lingua inglese che ha trattato superbamente sia il nostro complesso archeologico che il nostro sito internet

This is probably the best developed part of all Orvieto caves. This series of chambers is privately owned and was developed as a toursit sight by the owners. It is a sort of familiy business. The trips are self guided, which give enough time to explore and even take pictures. Their website is very good.

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Discussioni
di Google

30 marzo


Commenti sui ristoranti di Orvieto
CONSIGLIATISSIMO IL PICCOLO RISTORANTE DEL POZZO DELLA CAVA


in un lungo intervento senza peli sulla lingua sui ristoranti di Orvieto, definita "terra baciata dagli dei della ristorazione", La Bottega da Buon Vino, la piccola trattoria del Pozzo della Cava, viene consigliata a tutti per la gustosità dei primi fatti in casa e per la modicità dei prezzi, definiti addirittura "stracciatissimi"

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Sereno Variabile
[RaiDue]

25 marzo


DA ORVIETO ALLA SCOPERTA DELLA PROVINCIA DI TERNI


doppio servizio sul Pozzo della Cava nella puntata dedicata alle originali bellezze della provincia di Terni: prima una lunga intervista, curata da Osvaldo Bevilacqua, sulle grotte con bellissime immagini dei sotterranei e dei ritrovamenti archeologici, poi una delle più celebri ricette di Orvieto realizzata da Cinzia de Ponti, Karina Marino, Maria Teresa Giarratano e Gianni Milano (con l'aiuto della nostra cuoca) nel cortile di tufo all'uscita del percorso ipogeo per la visita al pozzo

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La Nazione

24 marzo


«Sereno Variabile»: nuovo appuntamento con la nota trasmissione condotta da Bevilacqua
ORVIETO ANCORA UNA VOLTA ALLA RIBALTA
DELLA GRANDE TELEVISIONE


ORVIETO — La trasmissione Sereno Variabile di Rai due condotta da Osvaldo Bevilacqua torna a occuparsi delle bellezze di Orvieto e dell’Orvietano nella trasmissione di domani in onda alle ore 17. Le telecamere alla ricerca dell’originalità del territorio orvietano si soffermeranno sulla città e il suo Duomo, le chiese di San Giovenale e di San Domenico, il quartiere medievale fin dentro alle viscere del Pozzo della Cava e poi sull’artigianato artistico di Orvieto che, nel celebre Corteo Storico, ha una delle massime espressioni.
Le telecamere andranno a curiosare ovviamente, anche tra l’enogastronomia di Orvieto. Sarà la signora Maria Rita Baciarello Sciarra, cuoca de «La Bottega del Buon Vino», la piccola trattoria che si trova all’uscita del percorso ipogeo per la visita al Pozzo della Cava a spiegare agli inviati di Sereno variabile la corretta esecuzione di una delle ricette tipiche del nostro territorio: la gallina ubriaca. Ma il giro non si ferma e, alla ricerca di proposte tutt’altro che banali, l’attenzione di Bevilacqua si sposterà sul territorio, fino a Castel Viscardo e a Fabro.

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OrvietoSi.it

24 marzo


Sabato 25 marzo, alle ore 17, su RaiDue, andrà in onda una puntata
di Sereno Variabile tutta dedicata alle bellezze della provincia di Terni
IL «POZZO DELLA CAVA» SU SERENO VARIABILE


publicazione integrale del nostro comunicato del 22 marzo, con foto del backstage


Orvieto Notizie

23 marzo


In onda Sabato 25 marzo alle ore 17,00
«SERENO VARIABILE» DI RAIDUE DEDICATO
ALLE ORIGINALITÀ DI ORVIETO E DELL'ORVIETANO


Le bellezze di Orvieto e dell’Orvietano nella trasmissione “Sereno Variabile” di Osvaldo Bevilacqua in onda su RaiDue, Sabato 25 marzo p.v. alle ore 17,00.

· Orvieto con il suo Duomo, le chiese di San Giovenale e San Domenico, il quartiere medievale con il Pozzo della Cava e l’artigianato artistico orvietano che, nel Corteo Storico, ha una delle massime espressioni;

· Le telecamere di “Sereno Variabile” alla ricerca dell’originalità del territorio Orvietano si soffermano anche su Castel Viscardo e Fabro.

La trasmissione “Sereno Variabile” di RaiDue condotta da Osvaldo Bevilacqua torna ad occuparsi delle bellezze di Orvieto e dell’Orvietano nella trasmissione di Sabato 25 marzo p.v. in onda alle ore 17,00. Le telecamere di “Sereno Variabile” alla ricerca dell’originalità del territorio Orvietano si soffermano su Orvieto ed il suo Duomo, le chiese di San Giovenale e di San Domenico, il quartiere medievale fin dentro alle viscere del Pozzo della Cava e poi sull’artigianato artistico di Orvieto che, nel celebre Corteo Storico, ha una delle massime espressioni.
Le telecamere andranno a curiosare, ovviamente, anche tra l’enogastronomia di Orvieto. Sarà la signora Maria Rita Baciarello Sciarra, cuoca de “La Bottega del Buon Vino”, la piccola trattoria che si trova all’uscita del percorso ipogeo per la visita al Pozzo della Cava, infatti, a spiegare agli inviati di “Sereno Variabile” la corretta esecuzione di una delle ricette tipiche del nostro territorio: la gallina ubriaca.
Ma il giro non si ferma e, sempre alla ricerca di proposte tutt’altro che banali, l’attenzione del conduttore della trasmissione Alberto Bevilacqua si sposterà, infine, sul territorio andando a curiosare a Castel Viscardo e a Fabro.

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RaiDue.Rai.it

23 marzo


25 marco 2006
SERENO VARIABILE


Questa settimana tutti nel Ternano. Una provincia poco conosciuta ma ricca di spunti storici e affascinanti set esoterici. L'appuntamento è ad Orvieto davanti al Duomo.
Monica però si allontana subito e si dirige prima alla Scarzuola la città ideale di Buzzi e poi a Narni paese denso di storia ma recentemente salito alla ribalta della cronaca per un certo Armadio, un tal Leone ed una non meglio identificata Strega protagonisti di un film fiabesco. Osvaldo invece è rimasto ad Orvieto per visitare la chiesa di San Domenco ed il quartiere della Cava*, poi anche lui si sposta per un itinerario di borghi tra Fabro e Parrano ed infine raggiunge anche Castel Viscardo noto per la tradizione della lavorazione del cotto. I ragazzi come al solito fanno vita a parte. Cinzia a Pediluco prova a diventare una campionessa di canottaggio. Gianni ad Amelia passeggia tra storie e curiosità. A San Gemini armigeri duellano per Karina mentre di Teresa a Stroncone si sa solo che è in una cantina... poi però i morsi della fame cominciano a farsi sentire e si ritrovano ad Orvieto per una ricetta particolare: la gallina ubriaca*.

* servizi girati al Pozzo della Cava

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Atlantide
Magazine.it

23 marzo


IL POZZO E IL QUARTIERE DELLA CAVA SU «SERENO VARIABILE»


publicazione integrale del nostro comunicato del 22 marzo sulla puntata di Sereno Variabile di sabato 25, con foto del backstage della preparazione della ricetta nel cortile di tufo del pozzo


La Nazione

22 marzo


Sulla Rai
IL TERRITORIO VA IN TV


TERNI — La prossima trasmissione Rai «Sereno variabile» sarà dedicata al territorio ternano. Sabato andrà in onda la puntata girata ad Orvieto, Narni, Piediluco, Amelia e San Gemini. La Provincia di Terni fa sapere che la troupe della trasmissione ha effettuato moltissime riprese allestendo i set nei centri più importanti del territorio. Il tutto è avvenuto in collaborazione con l’assessorato al turismo della Provincia e con il Distretto turistico integrato.
Ad Orvieto sono state riprese le immagini del Pozzo della Cava, dell’enoteca regionale* e di alcune botteghe artigianali. A Narni i set sono stati allestiti al Ponte di Cardona e alla Rocca dell’Albornoz. La troupe si è soffermata sulla Corsa all’Anello e sul legame tra la città e il film «Le cronache di Narnia». A Piediluco «Sereno variabile» ha girato sul lago, mente ad Amelia si è incentrato sulle Mura poligonali, sulle cisterne e sui prelibati «fichi girotti». A San Gemini, infine, è stata fatta una carrellata sul borgo medioevale e sulla Giostra dell’Arme.

** in realtà l'enoteca regionale non è andata in onda

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Gira Italia

8 febbraio


IL PRESEPE NEL POZZO


di sicuro è la prima segnalazione del presepio 2006-2007; non era mai accaduto che l'evento fosse segnalato con tale tempestività e con tanto anticipo

L'ambiente scelto per la rappresentazione della Natività è il pozzo di Orvieto: si tratta di un pozzo scavato nel tufo ad una profondità di circa 36 metri, alla cui fine si trova dell'acqua sorgiva. Il presepe è formato da statue a grandezza naturale e vengono utilizzate tecniche avanzate per gli effetti speciali. Vengono utilizzati particolari materiali per la realizzazione della pelle umana e per quella dei musi degli animali: gomme, silicone e lattice usate su calchi fatti dal vero. I personaggi sono animati da piccoli motori silenziosi: rappresentano le mansioni e le attività della vita quotidiana di allora.
Il presepio è reso inoltre molto suggestivo anche grazie all'uso di luci, ed effetti speciali che riproducono addirittura la brace ardente, il fuoco ed il latte che bolle.
La manifestazione si terrà dal 23 dicembre 2006 al 07 gennaio 2007.

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Invecchiare sani
[Odeon TV]

14 gennaio


LA CITTÀ DEI DUE POZZI


all'interno di uno speciale su Orvieto dedicato alla Fondazione Walter Pierpaoli per le Scienze della Vita [che ha sede nella nostra città], Orvieto è stata definita come "la città famosa per i suoi due pozzi", quello di San Patrizio e quello della Cava, mostrando le immagini di entrambi


La Nazione

6 gennaio


Alla «Cava»
SUCCESSO DEL PRESEPE NEL POZZO
La Natività potrà essere visitata fino a domenica


Continua fino a domenica la diciassettesima edizione del Presepe nel Pozzo della Cava, che ha riscosso già dai primi giorni un grande successo di pubblico e di critica, ottenendo lusinghiere recensioni su prestigiose testate nazionali e su ben tre trasmissioni della RAI (“Italia che vai” e “Bellitalia” il 24 dicembre e “È domenica papà” il 1° gennaio).
Ad omaggiare il Presepe nel Pozzo edizione 2005-2006, la mattina di capodanno, anche la street band di Umbria Jazz Winter.

con foto della jazz band che suona all'ingresso del Pozzo della Cava

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Il Giornale
dell'Umbria

6 gennaio


Presepe nel Pozzo
DOMENICA SI CHIUDE


Orvieto - Continua fino al prossimo 8 gennaio la XVII edizione del Presepe nel Pozzo della Cava, che ha riscosso già dai primi giorni un grande successo di pubblico e di critica, ottenendo lusinghiere recensioni su prestigiose testate nazionali e su ben tre trasmissioni della RAI.

prosegue con una citazione del presepio della Chiesa della Madonna della Cava, e della iniziativa "le tortucce della befana"

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OrvietoSì.it

6 gennaio


Dal Presepe nel Pozzo alle tortucce. Un giorno di festa dei cavajoli
OGGI ALLA CAVA


Continua fino al prossimo 8 gennaio la XVII edizione del Presepe nel Pozzo della Cava, che ha riscosso già dai primi giorni un grande successo di pubblico e di critica, ottenendo lusinghiere recensioni su prestigiose testate nazionali e su ben tre trasmissioni della RAI (“Italia che vai” e “Bellitalia” il 24 dicembre e “È domenica papà” il 1° gennaio). Ad omaggiare il Presepe nel Pozzo edizione 2005-2006, la mattina di capodanno, anche la street band di Umbria Jazz Winter, che ha iniziato la sua parata proprio dall’ingresso Pozzo della Cava, intrattenendo con diversi brani orvietani e turisti che, seppure sotto la pioggia, hanno approfittato per ascoltare un po’ di jazz prima di entrare a visitare le grotte e il presepio.

prosegue con altri tre sotto-articoli sul presepio della Chiesa della Madonna della Cava, sul calendario della Associazione Culturale "La Cava e i Cavajoli" e sulla iniziativa "le tortucce della befana", con foto della jazz band che suona all'ingresso del Pozzo

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OrvietoNews.it

Atlantide
Magazine.it

RTUA Notizie
[RTUAquesio]

5 gennaio


Presepe e tortucce alla Cava
IL PRESEPE NEL POZZO


Continua fino al prossimo 8 gennaio la XVII edizione del Presepe nel Pozzo della Cava, che ha riscosso già dai primi giorni un grande successo di pubblico e di critica, ottenendo lusinghiere recensioni su prestigiose testate nazionali e su ben tre trasmissioni della RAI (“Italia che vai” e “Bellitalia” il 24 dicembre e “È domenica papà” il 1° gennaio). Ad omaggiare il Presepe nel Pozzo edizione 2005-2006, la mattina di capodanno, anche la street band di Umbria Jazz Winter, che ha iniziato la sua parata proprio dall’ingresso Pozzo della Cava, intrattenendo con diversi brani orvietani e turisti che, seppure sotto la pioggia, hanno approfittato per ascoltare un po’ di jazz prima di entrare a visitare le grotte e il presepio.

prosegue con altri tre sotto-articoli sul presepio della Chiesa della Madonna della Cava, sul calendario della Associazione Culturale "La Cava e i Cavajoli" e sulla iniziativa "le tortucce della befana", la tradizionale distribuzione delle frittelle organizzata in Via della Cava per il pomeriggio dell'Epifania

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Grazia

2 gennaio


IL PRESEPE DI ORVIETO


Il Presepe nel Pozzo, considerato uno dei più originali d'Italia, è realizzato all'interno di un grande antro sotto il quartiere medioevale. Per arrivare alla grotta, alta 14 m. e su diversi livelli, si passa per 8 stanze del percorso ipogeo del Pozzo della Cava. La particolarità di questo presepio è rappresentata dai personaggi, automi grandi come persone, costruiti con materiali e tecniche usate a teatro e al cinema.

con informazioni utili, recapiti e una foto del ...Pozzo di San Patrizio

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Mondo
InTasca.org

2 gennaio


ORVIETO, MODERNA CITTÀ DELLA LENTEZZA
Un’isola rocciosa a metà strada tra Firenze e Roma, a un soffio
dal casello autostradale e mezzo minuto in ascensore dal basso.
Ecco Orvieto, sul masso tufaceo che sovrasta la piana del fiume Paglia e l’Umbria intera


all'interno di un lungo reportage sulla nostra città, ampio spazio dedicato al quartiere della Cava e alle nostre grotte; ne riportiamo un estratto

Quartiere La Cava, un angolo vivo di medioevo
[...]
La Cava era il quartiere popolare di Orvieto, che conserva la sua anima e ha aperto anche un sito: www.cava.orvieto.info. Dedicato ai monumenti, ma anche alle tradizioni per valorizzare il rione che gravita intorno a via della Cava, dove vivono anziani depositari del vecchio dialetto orvietano. Si celebrano le antiche feste e con qualche sforzo è stata riaperta la chiesetta della Madonna della Cava che apparteneva alla confraternita dei Fabbri e si è salvata dai restauri di inizio Novecento. Il nome, la Cava, deriverebbe dall’origine della via tagliata artificialmente nel tufo nel VI secolo a.C., quando era usata appunto come cava: tuttora i suoi poderosi fianchi formano le pareti esterne delle case. Di fronte alla chiesetta si accede al percorso ipogeo della Cava: il pozzo di trentasei metri di profondità, perfettamente circolare, scavato dagli etruschi e ripristinato per volere di papa Clemente VII - che per fronteggiare l’emergenza idrica in caso di assedi commissionò anche il pozzo di San Patrizio presso la fortezza Albornoz - una fornace di ceramica attiva dal Trecento al Cinquecento, alcuni butti dove sarebbero stati gettati nel Medioevo rifiuti inorganici, una cantina, resti di tombe e una cisterna etruschi. “Il Medioevo qui è finito negli anni Sessanta del Novecento” attacca Marco Sciarra, animatore della Cava e proprietario, col padre, del pozzo, che al suo quartiere è legato come una tartaruga al guscio. Tanto è forte tra gli abitanti lo spirito di appartenenza alla comunità che ancora oggi si può ascoltare qualcuno che dice: “Vado a Orvieto”, memore di quando la Cava era un borgo in aperta campagna. Un mondo a sé la Cava, che si raggiunge entrando da Porta Maggiore, ingresso occidentale e più antico dell’urbe.
[...]

prosegue con una breve intervista di Francesca Piana a Marco Sciarra, responsabile dell'ufficio stampa del Pozzo della Cava; nel redazionale è riportata una bella immagine della nostra cisterna etrusca

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È domenica papà
[RaiTre]

1° gennaio


Per questa domenica, Armando vi suggerisce...
PRESEPE NEL POZZO - ORVIETO


Al Pozzo della Cava, ad Orvieto, in provincia di Terni, potete visitare un bellissimo presepe a grandezza naturale. Le statue sembreranno vere grazie a un meccanismo che permette loro di muoversi. Atmosfera emozionante e meravigliosi effetti speciali.

con informazioni utili, recapiti e link al sito

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segnalazioni
del Presepio
2005-2006

gennaio


Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche che hanno segnalato il Presepe nel Pozzo nelle loro edizioni del mese di gennaio (e di cui siamo venuti a conoscenza)

Il Messaggero - segnalazione tra gli eventi natalizi del nuovo anno

OrvietoSi.it - oltre agli articoli, trafiletto tra gli eventi del mese di gennaio

OrvietoeDintorni.it - pubblicazione della foto della street band di Umbria Jazz Winter #13 che suona all'ingresso del Presepe nel Pozzo

Sussidiario.it - pubblicazione del nostro comunicato stampa del 20 dicembre

Corriere dell'Umbria - segnalazione tra gli eventi dell'Epifania

PerugiaOnLine.it - pubblicazione di una scheda sul presepio, con foto

LeFeste.net - segnalazione tra gli eventi del mese

VoliPindarici.it - aggiornamento col tema dell'anno della corposa segnalazione del Presepe nel Pozzo (parecchie pagine sul presepio e sulle grotte pubblicata a partire da due anni fa)

ArteDelPresepio.it - citazione tra i presepi italiani da visitare

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