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OrvietoNews.it
21 agosto
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POZZO DELLA CAVA: ENTUSIASMI E DIFFICOLTÀ
Intervista a Marco Sciarra
lunga e interessante intervista di Laura Ricci, direttrice
di www.orvietonews.it
Abbiamo e diamo spesso notizia di servizi che sia la stampa
che le emittenti televisive dedicano al Pozzo della Cava.
E anche di iniziative promozionali e turistiche che il Pozzo
stesso intraprende o nelle quali si situa. Ci è sembrato dunque
interessante ricostruire la storia di questa emergenza cittadina
e saperne un po' di più sul ritrovamento e sulla sua gestione.
E anche, visto che i proprietari parlano spesso di difficoltà
burocratiche o promozionali, approfondire questo aspetto.
A questo proposito abbiamo intervistato il rappresentante
più giovane della famiglia che gestisce il Pozzo e le sue
grotte, Marco Sciarra.
Salve Marco. Vorrei partire, se permetti, proprio dalla
motivazione imprenditoriale. Tu sei stato mio alunno, ed è
per questo che mi permetto di darti del tu in questa intervista.
Conosco dunque bene il tuo valore. Penso che con la tua laurea
in matematica e con le tue capacità avresti potuto trovare
in breve tempo un ottimo lavoro fuori Orvieto. Che cosa ti
ha spinto, invece, a restare qui e a portare avanti la strada
della valorizzazione del Pozzo e della tua impresa familiare
che, come spesso sottolinei, non è stata certo cosa facile?
A dire il vero ho provato a fare il matematico di professione,
partecipando a dei progetti di ricerca per il CNR, ma poi,
se avessi voluto continuare nel settore in cui mi ero laureato,
ossia l'algebra moderna, avrei dovuto senza dubbio lavorare
all'estero, dato che in Italia non ci sono grosse risorse
per ricerche i cui effetti nel campo delle applicazioni pratiche,
seppure notevoli, si vedono dopo almeno un secolo. Quindi
dovevo scegliere tra accettare la proposta di fare il PhD
ad Harvard, restare a fare il matematico in Italia occupandomi
di altri settori per me di minor interesse, oppure mettere
la laurea tra gli altri diplomi e diplometti di corsi e corsetti
a cui ho partecipato e prendere un'altra strada. Nel frattempo
mio padre aveva trovato il pozzo e la mia famiglia era riuscita
nell'arduo compito di svuotarlo, avevamo provato a mettere
il biglietto di ingresso e a far visitare le prime grotte,
inoltre da qualche anno avevo cominciato a farci il presepio,
e sia l'archeologia che i presepi erano delle mie passioni
già parecchio tempo prima che fossi suo alunno. Così ho pensato
di trasformare in lavoro quello che fino ad allora era stato
solo un hobby. Poi una forte determinazione, l'attaccamento
viscerale a Orvieto e la possibilità di lavorare a casa mia,
hanno avuto più appeal che la possibilità di raggiungere un
buon ruolo sociale e un ottimo stipendio.
Puoi raccontare, per i nostri lettori e in modo il più
possibile sintetico, quali sono state le tappe fondamentali
del recupero e della valorizzazione del Pozzo della Cava e
delle sue Grotte?
Per quanto si possano sintetizzare una ventina di anni di
lavori, seppur non continui, diciamo che il ritrovamento del
pozzo, nel dicembre dell'84, è stato quasi fortuito, pulendo
le cantine di una casa che i miei avevano da poco comprato
e che era adiacente alla nostra abitazione. Nell'attesa di
ottenere le autorizzazioni per lo svuotamento del pozzo, che
era stato parzialmente riempito con calcinacci e immondizia,
i miei avevano riaperto il passaggio che collegava gli scantinati
della casa del pozzo con quelli della nostra abitazione. Nel
frattempo avevamo contattato storici e archeologi per cercare
di interpretare i vari ritrovamenti dei sotterranei: la prima
fornace, i butti, la cisterna etrusca... Svuotato il pozzo,
nel '96, abbiamo proseguito nel recupero degli altri sotterranei
di nostra proprietà, riportando alla luce altri resti, come
la muffola rinascimentale e diversi scavi etruschi. Così fino
al 2004, quando dopo aver aperto al pubblico la grande grotta
delle tombe rupestri, abbiamo ripristinato il grande arco
rinascimentale su via della Cava che aveva costituito l'originale
accesso al pozzo. In quella occasione abbiamo anche fatto
realizzare, su disegno dell'architetto Davanzo, un puteale
contemporaneo a memoria dell'originale vera cinquecentesca
del Pozzo della Cava.
Nel lavoro di recupero, quale è stato per te il momento
più emozionante?
Francamente non lo so. Per quanto riguarda il lavoro di recupero
forse quando è stata raggiunta la falda del pozzo, o forse
quando ci siamo accorti che l'ultima grotta era ben più profonda
e articolata di quanto pensassimo, anche se lì, accanto all'emozione
c'era anche un po' di timore. Dal punto di vista delle ricerche,
invece, il momento più emozionante è stato senza dubbio quando,
con alcuni ricercatori universitari, siamo andati a Norchia
per controllare le strutture di quelle tombe, confermando
le ipotesi di alcuni archeologi secondo cui due nostre grotte
ospitarono una necropoli rupestre del VII-VI sec. a.C.
Penso che forse avreste potuto accedere, in questa impresa,
a qualche contributo comunitario. Perché avete scelto, invece,
di fare a meno di ogni possibile contributo pubblico?
All'inizio non è stata una proprio una scelta, quanto l'unica
via che ci sembrava percorribile. Nello smarrimento totale
dell'inesperienza e dell'imperizia, infatti, ci siamo rivolti
alla soprintendenza archeologica, che si pronunciò in maniera
molto netta: non c'erano soldi e non ci sarebbero stati per
parecchi anni, quindi bisognava scegliere tra fare i lavori
a spese nostre o accettare un esproprio che si preannunciava
eterno. Optammo per la prima di queste possibilità, anche
perché a pochi metri da noi avevamo un esempio non troppo
felice di "esproprio temporaneo": il cantiere trentennale
del muro etrusco. Allora non c'erano ancora i fondi comunitari
tipo Obiettivo2. Più tardi abbiamo presentato delle domande
e dei progetti per sovvenzioni con fondi europei o simili,
ma o finivano i soldi prima di arrivare a noi, o ci veniva
direttamente sconsigliato di consegnare i moduli. Si è offerto
anche qualche sponsor privato di prestigio, ma avevamo già
speso così tanto (almeno per le nostre tasche) che tanto valeva
non dividere il merito con qualcun altro.
Quali sono stati gli ostacoli burocratici di cui spesso sentiamo
parlare la tua famiglia? Vuoi farci qualche esempio dei più
rilevanti?
Per esempio una attesa durata sette anni per la sola autorizzazione
allo svuotamento del pozzo. Tutto si è smosso poi miracolosamente
anche grazie all'interessamento della stampa nazionale. Anche
la forma fiscale da dare all'attività è stata a lungo argomento
di trattazione tra noi e i vari uffici cosiddetti competenti:
abbiamo dovuto fare noi una proposta al ministero, dato che
nessuno sapeva se un monumento completamente privato dovesse
avere dei biglietti fiscali o emettere gli scontrini, o ancora
se fossero necessarie licenze o autorizzazioni particolari.
La nostra commercialista ha fatto un paio di salti mortali
ed eccoci qui. Concludo con un terzo esempio, giusto per far
comprendere la varietà degli ostacoli: quasi dieci anni fa
presentammo una domanda per essere inseriti nella cosiddetta
Carta Unica, e la addetta dell'Ufficio Cultura ci disse che
per noi non ci sarebbe mai stato posto, perché, essendo privati,
il Comune non ci avrebbe guadagnato nulla.
E ora? C'è un progetto aperto, di ulteriore espansione
per il Pozzo? Quali sono gli ostacoli che tuttora affermate
di incontrare?
Non ci sono progetti immediati di ampliamento del percorso
di visita, che per ora si ferma a nove grotte. Ci sono diversi
programmi di riallestimenti, ma procedono senza ostacoli.
Le montagne da scalare riguardano invece la promozione. Nonostante
la stampa ci tratti più che bene e lo stesso inizino a fare
anche le guide turistiche delle principali case editrici,
da privati troviamo sempre qualche difficoltà ad essere inseriti
nei circuiti promozionali ufficiali. Eppure la legge quadro
sui beni culturali del 2002 dice espressamente che sia i mass-media
che la pubblica amministrazione possono promuovere un bene
culturale senza per questo essere tacciati di pubblicità illegittima,
esattamente come si può fare sempre e dovunque promozione
ad un film, ad un'opera teatrale o ad un libro. Le leggi regionali
che regolano il sistema museale (a cui apparteniamo) e le
norme sancite dall'autorità antitrust dicono espressamente
che le pubbliche amministrazioni non solo possono promuovere
i beni culturali privati, ma dovrebbero farlo. Non abbiamo
mai fatto esposti in tal senso, perché in fondo ci si conosce
tutti. Ma magari per il futuro potremmo richiedere un parere
di questi soggetti istituzionali.
Cosa intendi per difficoltà ad essere inseriti nei percorsi
promozionali ufficiali?
Le cito qualche esempio emblematico: anni fa, dopo una lunga
serie di contatti con la redazione di Super Quark, riuscimmo
a far venire una troupe per un documentario sul Pozzo di San
Patrizio, sul Pozzo della Cava e sulla Orvieto sotterranea
in genere. Quando Alberto Angela e i registi, all'arrivo,
si sono rivolti al Comune, hanno ricevuto come recapiti soltanto
Sistema Museo e Speleotecnica. Per fortuna avevamo avuto parecchi
contatti diretti con gli autori, dato che avevo personalmente
contribuito a scrivere i testi del documentario, altrimenti
sarebbe stata l'ennesima occasione in cui non si sarebbe parlato
del Pozzo della Cava. Cambiando ambito, sembra anche che Orvieto
Promotion non sappia bene se inserire la nostra struttura
nei pacchetti promozionali per Orvieto, sempre perché siamo
privati. La lettera aperta che quasi due mesi fa ho scritto
al sindaco e agli assessori era proprio funzionale a capire
se per il Pozzo della Cava ci sarà posto nel PAAO, nella nuova
segnaletica turistica, nel nuovo ufficio informativo e nella
biglietteria in costruzione a Piazza Cahen. Non ho ancora
avuto risposta, spero di averla col rientro dalle ferie. Ci
sono comunque anche segni di apertura: lo scorso anno l'assessore
Carpinelli mi ha convocato per propormi di aderire ad una
nuova carta unica dei sotterranei, che avrebbe incluso anche
il Pozzo di San Patrizio, ma pare che il progetto non sia
ancora stato portato in giunta, forse in attesa della risoluzione
dell'incresciosa vicenda del marchio "Orvieto Underground".
Staremo a vedere, nel frattempo abbiamo imparato a sopravvivere
da soli.
Sei soddisfatto della scelta della gestione familiare,
quale altra strada avrebbe potuto esserci?
Le strade potevano essere diverse: associazioni, cooperative,
fondazioni… In ogni caso bisognava far finta di regalare qualcosa
a qualcuno e di non spartire gli utili. Così come abbiamo
fatto ci sembra pure più onesto. Quanto alla soddisfazione,
non posso negarla, anche se tutto è stato realizzato con enormi
sacrifici, non solo lavorativi ed economici, ma anche per
acquisire le competenze e le capacità necessarie quantomeno
a poter procedere. Personalmente ho partecipato a corsi post
lauream di turismo culturale, medicina del turismo, marketing…
e poi mi sono iscritto all'albo dei giornalisti, dato che
la comunicazione è fondamentale per la promozione dei beni
culturali, ed avere un ufficio stampa, seppure fatto in casa,
si è spesso rivelato molto utile. Di sicuro aver fatto tutto
da soli, dovendo ogni volta modulare i propri passi e cercare
esperti dei settori più disparati, ha comportato che le varie
trasformazioni siano avvenute gradualmente e senza troppe
inaugurazioni. Questo ha fatto sì che ci siano ancora parecchi
orvietani che credono che le nostre grotte siano un ristorante,
o che siano aperte solo nel periodo del presepio. Il nostro
sforzo di comunicazione e di percezione dovrà essere rivolto
anche alle persone del luogo, e per questo la collaborazione
con la pubblica amministrazione è indispensabile.
Quali consigli concreti daresti agli amministratori per
favorire il turismo locale e gli imprenditori che vi lavorano?
Puoi esprimerne tre, numero notoriamente "perfetto".
Che bel compito! Primo: fare sistema, ossia creare occasioni
di confronto e di dialogo tra i vari settori più o meno connessi
col turismo, dai trasporti alla ricettività, dai monumenti
alla pubblica amministrazione, dall'artigianato ai servizi,
senza barricate, senza snobismi e soprattutto senza paura
di evidenziare le carenze e di provare a risolvere i problemi.
Secondo: fare chiarezza sui ruoli, dato che l'amministrazione
non deve fare l'imprenditore né l'imprenditore amministrare;
ognuno ha compiti distinti e non deve delegare nulla alla
controparte. Terzo: basare la promozione e la valorizzazione
sugli elementi che possano stimolare l'immaginario del visitatore,
immergendolo nel vissuto della comunità. Non è possibile,
infatti, che il quartiere medievale sia tagliato fuori da
ogni flusso turistico, così come è assurdo che i turisti comprino
come ricordo di Orvieto una ceramica di Deruta. Secondo me
facendo queste tre semplici cose si eliminerebbe buona parte
del malcontento che serpeggia e minaccia ogni giorno di esplodere
nel settore del turismo, e parecchi operatori privati avrebbero
meno timori e ritrosie ad essere veri imprenditori.
all'indomani dell'uscita dell'intervista è seguita
una smentita dell'Ufficio Cultura:
Alcune precisazioni
dell'Ufficio Cultura
rispetto all'intervista a Marco Sciarra
Fa alcune precisazioni, rispetto a quanto affermato da Marco
Sciarra nell'intervista" rilasciata a www.orvietonews.it,
la responsabile dell'Ufficio Cultura del Comune di Orvieto,
Dott.ssa Carla Lodi.
Ad essere respinta è l'affermazione che, riguardo ad un eventuale
inserimento del Pozzo della Cava nella Carta Unica, a Marco
Sciarra sarebbe stato risposto che "non ci sarebbe mai stato
posto, perché, essendo privati, il Comune non ci avrebbe guadagnato
nulla". "Un'affermazione del genere farebbe davvero torto
alla professionalità dell'Ufficio in questione e alle scelte
politiche del Comune in genere - spiega la Dottoressa Lodi
- e le cose non sono mai state e non sono esattamente così".
Non è infatti escluso che dei privati possano accedere al
circuito Carta Unica, che al momento comprende solo enti*
(Comune, Opera del Duomo e Fondazione Faina), ma perché questo
possa avvenire è ovviamente necessario che i rapporti con
i privati vengano eventualmente regolati con condizioni esplicite,
certe e condivise, tali da permettere, su basi stabilite,
pari opportunità di accesso a tutte le strutture private di
valore della città che desiderassero entrare. Ed è questo
quello che ai proprietari del Pozzo della Cava è stato fatto
presente.
Quanto al guadagno del Comune, la responsabile dell'Ufficio
Cultura precisa ancora che la Carta Unica è un'associazione
tra enti che non solo non porta nulla al Comune, ma che semmai
ha creato un circuito di lavoro. La Carta Unica, in poche
parole, è un circuito virtuoso che non grava sul Comune ma
al Comune non porta neanche guadagno, e così sarebbe anche
con l'entrata di privati, in quanto gli introiti servono all'amministrazione
per autosostenerla rispetto alle spese di gestione e di promozione**.
*in realtà comprende anche soggetti privati: Speleotecnica
srl, ATC Terni e Cooperativa Luigi Carli
**ci piacerebbe sapere come mai solo alcuni "patentati"
debbano beneficiare di tali promozioni
alla smentita non poteva che seguire una nostra risposta,
che vi invitiamo a leggere con molta attenzione
Alcune precisazioni
dell'Ufficio Cultura
rispetto all'intervista a Marco Sciarra
Mi spiace davvero di dover abusare della cortesia e dell'ospitalità
di Orvietonews, ma mi corre l'obbligo di dare delle spiegazioni
sia ai lettori, che alla signora Lodi, che alla direttrice
e all'editore della testata.
Effettivamente nessuno ha mai detto la frase "per te non c'è
posto perché il Comune non ci guadagna", e riconosco che l'eccesso
di sintesi mi abbia portato a semplificare troppo.
Se la signora Lodi ricorda, ci fu una riunione a cui partecipò,
oltre a lei, anche l'allora assessore Enrico Petrangeli e
il signor Omero Tizi. Sono passati parecchi anni ma mi ricordo
più che nitidamente che proposi all'assessore la possibilità
di creare una associazione senza fini di lucro o una fondazione
per la gestione del pozzo, così come proposi anche una donazione
al Comune dell'intera struttura con un contratto di gestione
gratuito per diversi decenni. La risposta dell'assessore fu
che comunque non sarebbe cambiato molto.
Fu proprio la signora Lodi a dire che l'inserimento del Pozzo
della Cava avrebbe comportato un onere aggiuntivo per gli
acquirenti della cosiddetta Carta Unica e quindi doveva essere
escluso, dato che la carta costava già parecchio. Aggiunse
però che, qualora si fosse risolto il contenzioso per la sua
gestione, il Pozzo di San Patrizio sarebbe entrato in Carta
Unica dato che una maggiore affluenza di turisti avrebbe portato
dei benefici indiscussi alle casse comunali.
Per semplificare - forse un po' troppo, lo ammetto - la questione,
ho detto che eventuali aggiunte alla carta unica dovevano
prevedere un guadagno del Comune. Ma a conti fatti il succo
non cambia molto. Almeno dal mio punto di vista. Se non poteva
entrare un monumento il cui biglietto allora costava 2500
lire e poteva entrare uno che ne costava il doppio solo perché
era del Comune, come avrei potuto sintetizzare la faccenda?
Per dovere di correttezza, specie nei confronti dei lettori,
non sto affatto dicendo che il Pozzo della Cava debba essere
ammesso per forza nella Carta Unica (non avrei opposto nessuna
obiezione se mi fosse stato detto, come è e sarà sempre, che
il Pozzo di San Patrizio aveva molto più appeal ed era molto
più famoso del Pozzo della Cava), dico solo che sarebbe il
caso di stabilire dei parametri precisi di ammissione o di
esclusione da tutti gli enti e le associazioni a partecipazione
pubblica, così che tutti i cittadini possano ricevere l'impressione
di vivere in uno stato di diritto più che in uno stato di
favore.
In ogni caso, chiedo ancora scusa per l'estrema sintesi con
cui avevo trattato la vicenda, e comprendo pure che una lettura
rapida e in non ottima fede potrebbe aver indotto qualche
net-surfer a trarre conclusioni avventate. Mi dichiaro a completa
disposizione per approfondire il discorso.
Concludo, scusandomi ancora con la direttrice e con l'editore
della testata, dicendo che se ho sintetizzato e semplificato
troppo, non citando troppi dettagli stringando al minimo le
conclusioni, non è stato certo per sensazionalismo, quanto
per evitare che l'intervista superasse le 4 pagine.
Chiedo ancora scusa per l'accaduto e spero di aver contribuito
a fare chiarezza, che, in fondo, è quella che serve sia a
chi amministra che a chi opera da privato.
Marco Sciarra
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OrvietoNews.it
21 agosto
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IL POZZO DELLA CAVA SU GEO SAISON
Ad incuriosire i redattori tedeschi il fatto che in Italia
i proprietari di monumenti a gestione familiare non siano
esonerati dalle tasse
pubblicazione integrale, con foto del Pozzo della Cava,
del nostro comunicato
stampa del 19 agosto 2006
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OrvietoSi.it
21 agosto
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Ad attrarre i redattori è stato il fatto che in Italia
non esistono altri monumenti nazionali a “gestione familiare"
LA RIVISTA TEDESCA GEO SAISON
DEDICA UN REDAZIONALE AL POZZO DELLA CAVA
La notissima rivista tedesca ha dedicato un redazionale alla
storia del recupero del Pozzo della Cava
pubblicazione integrale, con foto del Pozzo della Cava,
del nostro comunicato
stampa del 19 agosto 2006
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Corriere
dell'Umbria
20 agosto
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Lungo redazionale sulla nota rivista turistica tedesca Geo
Saison
POZZO DELLA CAVA SUPERSTAR IN GERMANIA
Il Pozzo della Cava spopola in Germania. Apprezzata anche
lì la particolarità del Pozzo della Cava. La
nota rivista Geo Saison, leader della stampa turistica tedesca,
ha dedicato un bellissimo redazionale alla storia del ritrovamento
e del recupero del Pozzo della Cava e delle sue grotte. Si
tratta di un numero speciale del giornale, che resterà in
edicola e nelle librerie tedesche per un interno anno, tutto
dedicato alle bellezze e agli aspetti più particolari di Toscana
e Umbria (Geo Saison Extra - Toskana und Umbrien 2006). Molta
attenzione è stata data alle esperienze di famiglie e di personaggi
che hanno legato il proprio nome a luoghi e produzioni di
indiscusso fascino. Così, accanto alle scarpe di Salvatore
Ferragamo, al ritratto di Pieraccioni, ai musei di Siena,
nella carrellata di storie che più stimolano l'immaginario
del lettore, è finita anche quella della famiglia Sciarra,
che, senza nessun contributo pubblico ha riportato alla luce
un complesso archeologico che è oggi uno dei monumenti più
visitati.
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La Nazione
20 agosto
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Grande interesse
IL POZZO DELLA CAVA SPOPOLA IN GERMANIA
Se ne occupa una rivista specializzata nel turismo di vasta
diffusione
Orvieto- Apprezzata anche in Germania la particolarità
del Pozzo della Cava. La nota rivista Geo Saison, leader della
stampa turistica tedesca, ha dedicato un bellissimo redazionale
alla storia del ritrovamento e del recupero del Pozzo della
Cava e delle sue grotte. Si tratta di un numero speciale del
giornale, che resterà in edicola e nelle librerie tedesche
per un interno anno, tutto dedicato alle bellezze e agli aspetti
più particolari di Toscana e Umbria (Geo Saison Extra - Toskana
und Umbrien 2006). Molta attenzione è stata data alle esperienze
di famiglie e di personaggi che hanno legato il proprio nome
a luoghi e produzioni di indiscusso fascino. Così, accanto
alle scarpe di Salvatore Ferragamo, alle piazze di Arezzo
rese celebri dal film "La vita è bella", al ritratto di Pieraccioni,
ai musei di Siena e ai cercatori di tartufi di San Giovanni
d'Asso, nella carrellata di storie che più stimolano l'immaginario
del lettore, è finita anche quella della famiglia Sciarra,
che, senza nessun contributo pubblico ha riportato alla luce
un complesso archeologico che è oggi uno dei monumenti più
apprezzati e visitati di Orvieto.
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Atlantide Magazine.it
19 agosto
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IL POZZO DELLA CAVA SU «GEO SAISON»
La notissima rivista tedesca ha dedicato un redazionale
alla storia del recupero del Pozzo della Cava
pubblicazione integrale, con foto dell'ingresso del Pozzo
della Cava, del nostro comunicato
stampa del 19 agosto 2006
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Geo Saison
da agosto
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POZZO DELLA CAVA
lungo e lusinghiero redazionale sul Pozzo della Cava nel
numero speciale su Toscana e Umbria della nota rivista tedesca;
particolare attenzione alla storia della famiglia Sciarra,
che ha riscoperto e riportato alla luce il complesso a proprie
spese
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Il Messaggero
fine settimana
di agosto
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IL POZZO DELLA CAVA
ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili,
del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali
musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena
visitare nei fine settimana e nei ponti estivi
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Tele Orvieto 39
RTUAquesio
agosto
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IL POZZO DELLA CAVA TRA I PARTNER DEI CORSI ESTIVI DI MUSICA
DI CASTEL VISCARDO
ripetute citazioni, nelle interviste di insegnati e promotori
dei corsi estivi di perfezionamento ed interpretazione musicale
di Castel Viscardo, del Pozzo della Cava, che ha offerto l'ingresso
omaggio alle grotte a tutti i partecipanti agli steges
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Il Messaggero
30 luglio
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IL POZZO DELLA CAVA
citazione del Pozzo della Cava tra i musei e i monumenti
da visitare nell' ultimo finesettimana di luglio
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Passaggio
a Nord Ovest
1 luglio
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IL POZZO DI SAN PATRIZIO E IL POZZO DELLA CAVA
ennesima ma graditissima riproposizione nel pomeriggio
estivo di RaiUno del bellissimo documentario realizzato nella
primavera del 2001 da Alberto Angela per Super Quark sul sottosuolo
di Orvieto, con particolare attenzione alle connessioni tra
il Pozzo di San Patrizio e quello della Cava
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OrvietoNews.it
29 giugno
Altantide Magazine.it
30 giugno
La Nazione
1 luglio
Il Messaggero
28 agosto
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LETTERA APERTA AL SINDACO DI ORVIETO
E AGLI ASSESSORI ALLA CULTURA E AL TURISMO
ecco il testo della lettera aperta, pubblicata, per intero
o a stralci, dalle varie testate locali con differenti commenti,
tutti lusinghieri per il nostro operato
«Egregio Signor Sindaco, egregi Assessori,
avendo appreso dell’inizio dei lavori per il nuovo chiosco
informativo di Piazza Cahen, usato anche come biglietteria
del Pozzo di San Patrizio e della Associazione Carta Orvieto
Unica, gradirei essere messo a conoscenza dell’intero sistema
di informazione turistica della città, in particolare, gradirei
che rispondeste alle seguenti domande:
- oltre a quello di Piazza Cahen, questa amministrazione ha
predisposto un analogo punto informativo all’altro ingresso
della rupe, in prossimità di Porta Maggiore, Porta Romana
e Parcheggio dell’Ex Campo della Fiera (o Foro Boario che
dir si voglia)? Oppure l’ingresso dal lato del quartiere medievale,
il più adatto a stimolare l’immaginario del turista, è inesorabilmente
destinato ad essere escluso dai percorsi turistici promossi
dal Comune, nonostante la realizzazione della variante, del
grande parcheggio coperto, degli ascensori e delle scale mobili?
- è prevista una integrazione tra i percorsi del Parco Archeologico
Ambientale dell’Orvietano e le emergenze archeologiche che
si trovano all’interno della città, o il grande progetto che
prevede di mettere in rete i comuni del territorio non riuscirà
ad integrare ciò che sta dentro Orvieto con ciò che sta immediatamente
fuori della rupe?
- come si comporterà il Comune in merito alle biglietterie
del nuovo punto informativo? Estenderà la Carta Unica dalle
4 strutture che attualmente rappresenta a tutti i 12 monumenti
di Orvieto visitabili dietro pagamento di biglietto? O il
Comune diverrà socio di tutte le associazioni private che,
alla pari di Carta Orvieto Unica, proporranno biglietti integrati?
E le stesse associazioni saranno equamente rappresentate all’interno
del punto informativo in ottemperanza alla vigente normativa
antitrust?
Mettendomi a disposizione per ogni delucidazione in merito
a quanto esposto, con particolare riferimento alla legge quadro
sui Beni Culturali del 2002 e alle normative che regolamentano
il Sistema Museale Regionale e la concorrenza, resto in attesa
delle vostre risposte ed invio i miei più cordiali saluti
ed auguri di buon lavoro.
Marco Sciarra»
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OrvietoSi.it
27 aprile
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Incompatibilità tra azioni e modi del Consorzio ed il titolare
del Pozzo
IL POZZO DELLA CAVA LASCIA ORVIETO PROMOTION
Era dal luglio 2005 che il Pozzo della Cava aveva rassegnato
le dimissioni dal Consorzio Orvieto Promotion. E ora, nel
corso della riunione del cda dello scorso 11 aprile, "si è
preso presa finalmente visione - afferma il gestore Marco
Sciarra - della nostra richiesta."
Ad aver portato i gestori del noto locale monumentale a questo
passo è stata l’incompa-tibilità con il genere di promozione
svolto dal Consorzio e qualche polemica sorta in merito -
affermano ancora i gestori del Pozzo - "alle innumerevoli
società ed associazio-ni turistiche di cui è socio chi, per
statuto, per codice civile e per correttezza, dovrebbe essere
super partes". La direzione del Consorzio ha sottolineato
che questo non inficerà possibili collaborazioni future.
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OrvietoSi.it
27 aprile
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POZZO DELLA CAVA FUORI DA ORVIETO PROMOTION
ORVIETO - Era dal luglio 2005 che il Pozzo della Cava aveva
rassegnato le dimissioni dal Consorzio Orvieto Promotion.
E ora, nel corso della riunione del cda dello scorso 11 aprile,
"si è preso presa finalmente visione - afferma il gestore
Marco Sciarra - della nostra richiesta." Ad aver portato i
gestori del noto locale monumentale a questo passo è stata
l’incompa-tibilità con il genere di promozione svolto dal
Consorzio e qualche polemica sorta in merito - affermano ancora
i gestori del Pozzo - "alle innumerevoli società ed associazio-ni
turistiche di cui è socio chi, per statuto, per codice civile
e per correttezza, dovrebbe essere super partes". La direzione
del Consorzio ha sottolineato che questo non inficerà possibili
collaborazioni future.
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Televideo RAI
22 aprile
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ALLA SCOPERTA DI ORVIETO SOTTERRANEA
Ventisette secoli di storia in un pozzo, il Pozzo della
Cava, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto. Scavato
nel tufo litoide, che costituisce la rupe orvietana, ha una
profondità di 36 metri, gli ultimi dei quali occupati dall'acqua
della sorgente.
Nel 1999 si è scoperto che fu questo, e non il Pozzo di San
Patrizio, il primo pozzo realizzato a Orvieto per volere di
Papa Clemente VII. La sua chiusura fu ordinata nel 1646. Nel
1984 fu riscoperto durante i lavori di ristrutturazione di
un'abitazione.
Il primo locale del percorso delle Grotte del Pozzo della
Cava, è stato utilizzato,nel '300 e '400, come laboratorio
di ceramica:si possono ancora vedere i resti del forno di
cottura. Si è così potuto dimostrare che ad Orvieto si produceva
maiolica anche nel XV sec. Sono visibili anche frammenti gettati
perché con difetti di forma o di decorazione. Particolarmente
interessanti anche gli strumenti di lavoro. Accanto, l'unica
fornace "a muffola" rinvenuta in Umbria.
Una delle cavità lungo il percorso del Pozzo è una tomba etrusca:
ben visibile il giaciglio della salma. Probabilmente però
fu poi trasformata in un follone, macchinario usato per rendere
più morbidi e compatti i tessuti di lana.
Nelle ultime due grotte si notano una serie di trasformazioni:
diversi archeologi hanno suggerito che possa essere stato
un allevamento di animali, o una conceria, un impianto termale
o una necropoli. E sarebbe questa la tesi più accreditata.
Tra i ritrovamenti di era etrusca, anche una cisterna per
l'acqua piovana.
Due i "butti", cioè i pozzi medievali collegati alle stanze
superiori attra- verso lunghe caditoie scavate nel tufo. La
sesta cavità è una tipica cantina medievale, per produrre
e conservare quello che era conosciuto come il "vino dei papi
e dei re".
E sono ancora tante altre le curiosità da scoprire in questo
angolo della Orvieto sotterranea che si snoda sotto case e
vie della parte più antica della città.
Un ricco complesso archeologico, che abbraccia vari periodi
storici, a molti sconosciuto.
con segnalazione del sito internet
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Grand Tour
aprile
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Orvieto - sospesa su una rupe
VIA DELLA CAVA E IL POZZO DELLA CAVA
trafiletto su via della Cava e sul Pozzo (con cenni sulla
storia degli scavi ed informazioni utili per la visita) all'nterno
di un redazionale di sei pagine sulle bellezze di Orvieto
e dintorni, nel numero di aprile di Grand Tour, il prestigioso
periodico della De Agostini che questo mese è dedicato
interamente all'Umbria
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OrvietoNews.it
25 aprile
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CENTO INGRESSI GRATUITI AL POZZO DELLA CAVA
PER LA CAMPAGNA ASSOCITIVA DEL TOURING CLUB ITALIA
«I primi 50 Soci del Touring Club Italia che contatteranno
il Pozzo della Cava inviando una mail all'indirizzo offertatci@pozzodellacava.it
riceveranno un biglietto omaggio valido per due persone, utilizzabile
nei giorni feriali da aprile a novembre del 2006. Non sono
ammesse più di due mail dallo stesso indirizzo». È questo
il testo dell'offerta che il Pozzo della Cava ha riservato
ai soci Touring in occasione della campagna associativa 2006.
Il progetto, nato per volere dei responsabili del servizio
convenzioni del noto club di viaggiatori, è stato sottoposto
nei mesi scorsi a tutti i musei, i monumenti e le strutture
convenzionate che durante tutto l'anno offrono biglietti ridotti
o servizi scontati a chi esibisce la tessera associativa del
TCI. Le strutture che hanno finora aderito sono 45 in tutto
il territorio nazionale; in Umbria i due siti "generosi" sono
il Museo di San Pietro di Assisi e il Pozzo della Cava di
Orvieto.
«È stata una sorpresa - afferma la gestione - trovarsi ad
essere non solo l'unico monumento di Orvieto ad aver accettato
di offrire cento biglietti, ma dell'intera provincia. La collaborazione
col Touring Club è spesso preziosa, sia per il numero di soci
che si presentano alle biglietterie, sia per la diffusione
di guide e pubblicazioni aggiornate. Non dobbiamo certo illuderci
che offrire qualche decina di ingressi omaggio sconvolga il
mercato dei beni culturali italiani; il nostro è solo un piccolo
gesto di gratitudine verso la più nota ed estesa associazione
di viaggiatori amanti del nostro Bel Paese".
con foto del Pozzo della Cava
E INTANTO IL
POZZO DELLA CAVA ABBANDONA ORVIETO PROMOTION
Era dal luglio 2005 che il Pozzo della Cava aveva rassegnato
con una lettera le dimissioni dal Consorzio Orvieto Promotion.
E ora, nel corso della riunione del Cda dello scorso 11 aprile,
"si è preso presa finalmente visione - afferma il gestore
Marco Sciarra - della nostra richiesta di dimissioni."
Ad aver portato i gestori del noto locale monumentale a questo
passo è stata la considerazione che non si è ritenuta compatibile
con il genere di promozione svolto dal Consorzio, la tipologia
dell'azienda, e qualche polemica sorta in merito - affermano
ancora i gestori del Pozzo - "alle innumerevoli società ed
associazioni turistiche di cui è socio chi, per statuto, per
codice civile e per correttezza, dovrebbe essere super partes".
La direzione del Consorzio, nel prendere atto delle dimissioni,
ha voluto sottolineare che questo non inficerà possibili collaborazioni
future, anche in considerazione del fatto che la gestione
del punto informativo all'ingresso della città, affidata ad
Orvieto Promotion, non potrà prescindere dalla promozione
del Pozzo della Cava.
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ShowCaves.com
14 aprile
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POZZO DELLA CAVA
riportiamo uno stralcio della segnalazione del portale
in lingua inglese che ha trattato superbamente sia il nostro
complesso archeologico che il nostro sito internet
This is probably the best developed part of all Orvieto caves.
This series of chambers is privately owned and was developed
as a toursit sight by the owners. It is a sort of familiy
business. The trips are self guided, which give enough time
to explore and even take pictures. Their website is very good.
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