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Rassegna Stampa 2007
[da gennaio a novembre]



NOVEMBRE
[La Prova del Cuoco - TuttOrvieto - La Nazione - Orvieto News - Orvieto Sì - Il Vicino - Città Cardioprotetta - Comizi d'Amore - Atlantide magazine - Cerca Turismo - Leggi e Vai]


OTTOBRE
[Via del Gusto - UnoMattina - Turismo - Ciboviaggiando - TuttOrvieto - OrvietoSì - Turismo e Sport - Orvieto News - Orvieto Notizie - RTUA Notizie - Moda Junior - Beni Culturali e Patrimoni - La Mia Umbria - Guide Viaggi - Turismo ed Enogastronomia]


SETTEMBRE
[Orvietonews - Orvietosì - Il Vicino - Atlantide Magazine - Orvieto Notizie - La Guida Gal - Assisi on line]


AGOSTO
[Passaggio a Nord Ovest - Il Messaggero - Orvietonews - Orvietosì - Tigullio - Agenzia Italiana Stampa Estera - Atlantide Magazine - Orvieto Notizie]


GIUGNO - LUGLIO
[La Voce - Il Messaggero]


MAGGIO
[Travelblog - Il Messaggero - Corriere dell'Umbria - 2duerighe - Nel centro - In Umbria - Orvietonews- Orvietosì - Atlantide Magazine]


MARZO - APRILE
[Rievocare - RTUA Notizie - La Nazione - Il Messaggero - Orvietonews - Orvieto sì - Corriere dell'Umbria - Orvieto e Dintorni - Orvietonews magazine - Atlantide Magazine- Napoli Underground - Calendario - Cambio Aria - Giornale dell'Umbria]

FEBBRAIO
[Itinerari e Luoghi - Le Guide di Dove in allegato al Corriere della Sera]


GENNAIO
[OrvietoSì - OrvietoNews - Il Messaggero - Atlantide Magazine - Il Motore - Corriere dell'Umbria - RTUA Notizie]



questa pagina non è che una sommaria e parziale raccolta degli articoli usciti nel corso del 2007 in cui si è parlato del Pozzo della Cava, ci scusiamo pertanto per tutte le possibili omissioni, ringraziando tutti colore che vorranno segnalarcele
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OrvietoSi.it

27 novembre


CARTA UNICA. NUOVE ADESIONI

citazione del Pozzo della Cava in merito alla discussione in consiglio comunale dell'ingresso del nostro complesso ipogeo nel biglietto unico dei musei e monumenti orvietani


Comizi d'Amore
Disc. Real Time

20 novembre


SI PARLA DI SESSO AL POZZO DELLA CAVA

l'ultima grotta del Pozzo della Cava ha fatto da scenario ad una lunga intervista sulla sessualità, condotta da Carola Silvestrelli, in cui si è parlato del fascino dei sotterranei e della loro valenza erotica


Media locali

19-30 novembre


CITTÀ CARDIOPROTETTA

anticipazione della cerimonia di consegna del defibrillatore al Pozzo della Cava il 15 dicembre alle ore 17, nell'ambito del progetto Città Cardioprotetta


La Nazione

16 novembre


FLUSSI TURISTICI «BOOM»

trattazione del grosso incremento di visitatatori del Pozzo della Cava nel 2006, all'interno di un lungo articolo sui flussi turistici di Orvieto

[...] Eppure il Pozzo della Cava, unico monumento privato inserito nelle statistiche del settore, ha fatto anche meglio, con un numero di visitatori superiore alla Torre del Moro, anche per merito dell'affascinate presepe che viene allestito ogni anno nelle cavità che corrono sotto l'antico quartiere della Cava.

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La Prova
del Cuoco
RaiUno

14 novembre


IL PRESEPISTA E ANTONELLA CLERICI

partecipazione di Marco Sciarra come concorrente a «La Prova del Cuoco», per parlare del Pozzo della Cava e del Presepe nel Pozzo; riportiamo sotto un editoriale di Monica Riccio, uscito il 15 novembre su www.tuttorvieto.it, in cui si parla dell'esperienza


Sciarra ai fornelli, promozione servita

Marco Sciarra ha fatto in dieci minuti quello che molti non hanno saputo fare in tanti anni. Tranquillo e beato tra i fornelli de “La prova del cuoco” su Rai 1, tra uno spicchio e una frullata, una strizzata al povero pompelmo e una rapida occhiata alla padella, ha parlato di Orvieto, del suo Pozzo della Cava, del presepe di quest’anno e del prossimo al quale ha invitato una interessata Antonella Clerici a fare niente meno che il calco dell’Angelo.
Dieci minuti di gara ai fornelli che chef Sciarra ha saputo usare nel migliore dei modi, un nouvelle Vissani dalla eloquenza molto meglio impiattata del corpulento orvietano mediatico della cucina italiana. Marco non ha vinto la gara, pazienza, ma ha parlato di Orvieto, del suo lavoro, del suo monumento e della bellezza dei luoghi in cui vive e lavora. Praticamente un mini spot tra una pietanza e l’altra, una promozione composta ed efficace, che in tanti anni, molti dei preposti a questo affare potenzialmente miliardario, non hanno saputo fare.
E mentre non è passata inosservata (a tutti meno che alla Clerici) la battuta sui cuochi stranieri, chef Sciarra ha confessato di apparecchiare la propria cucina con troppe pentole e di usare troppi utensili con somma gioia della moglie. Colpisce nel segno sia quando parla, che quando cucina.
E gli ultimi secondi del galletto temporale lo hanno visto perfezionare il piatto perché a noi orvietani non ci sta mai bene niente neanche quello che facciamo da noi.
Orvietano doc, pecetta o non pecetta, chef Sciarra oggi avrebbe meritato la fascia tricolore, verde come il prezzemolo, bianca come il sale, rosso come quel povero pompelmo che ha spremuto fino all’ultima goccia. E il pranzo è servito …

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LeggieVai.it

7 novembre


IL PERCORSO DEI RE MAGI TRA LE GROTTE

L’ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale di Orvieto, è la singolare ambientazione del Presepe nel Pozzo. Come ogni anno i sotterranei etruschi ospiteranno quello che viene considerato uno dei più sugge-stivi e originali presepi d’Italia. L’allestimento è concentrato in un’unica ambientazione, facendo sì che lo spettatore si trovi fisicamente dentro la scena, accanto ai personaggi, protagonista egli stesso del presepio. Interessante inoltre il percorso per raggiungere l’ultima grande grotta, che ci permette un’ottima fruizione degli importanti ritrovamenti archeologici della prima parte della visita.
Dal 23 dicembre 2007 al 13 gennaio 2008 non perdiamo dunque la diciannovesima edizione del Presepe nel Pozzo, allestito con personaggi animati a grandezza naturale realizzati da esperti di effetti speciali, teatrali e cinematografici.
Il tema scelto per quest’anno è quello di Bet Lehm, espressione ebraica che significa “casa del pane” e da cui sarebbe poi derivato il nome della città di Betlemme. Il contesto presenterà quindi una precisa ricostruzione storica degli usi e costumi della Palestina dell’anno zero.
In più in tutto il percorso delle grotte del Pozzo della Cava saranno introdotte alcune istallazioni liberamente ispirate alla storia della salvezza e alle visioni dei mistici medievali.

con foto e link

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CercaTurismo.it

3 novembre


ORVIETO: IL PRESEPE NEL POZZO

Diciannovesima edizione per il “Presepe nel Pozzo” a Orvieto. Dal 23 dicembre 2007 al 13 gennaio 2008, l’ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale della splendida cittadina umbra, accoglie una nuova e originale edizione di uno dei presepi più suggestivi d'Italia. Un'ambientazione singolare, scelta nel 2003, che proietta i visitatori nel bel mezzo della scena, fra i personaggi della rappresentazione. Le grotte del Pozzo della Cava, ricche di ritrovamenti archeologi etruschi, medievali e rinascimentali, fanno sia da scenario che da introduzione al presepe, con alcune istallazioni che racconteranno al visitatore una storia lunga venti secoli, che ebbe origine proprio la notte della nascita di Gesù. L'allestimento del Natale 2007 trae spunto da Bet Lehm, espressione ebraica che significa “casa del pane” e da cui avrebbe preso il nome la città di Betlemme. La Natività come “prima messa della storia”, quindi, secondo un'interpretazione ispirata alle visioni e agli scritti dei mistici medievali. La rappresentazione si avvale di ricostruzioni storicamente attendibili e documenti sui costumi della Palestina al tempo di Cristo, rappresentati per mezzo di scenografie, suppellettili e personaggi animati a grandezza naturale, realizzati dai professionisti degli effetti speciali della FantaX di Roma. L'accuratezza delle figure è garantita anche dalla nuova collaborazione con lo Special Makeup Studio di Fabriano. Ad accrescere la suggestione delle scene intervengono anche le musiche, scelte ogni anno in base al tema dell’allestimento, e le luci che riproducono il tipico tremolio delle lampade a olio e delle torce. Il biglietto d'ingresso al presepe comprende la visita al sito archeologico ipogeo del Pozzo della Cava.

con foto e link

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Turismo.it
Guideviaggi.it

17 ottobre


Tesori sotterranei
LE MERAVIGLIE NASCOSTE DEI SOTTERRANEI DI ORVIETO

1. Presepe

E’ un piccolo capolavoro di intelligenza e grazia nascosto nell’Orvieto sotterranea. Si tratta dell’ormai famoso (dopo 18 edizioni) Presepe nel Pozzo della Cava, allestito nelle grotte sotterranee che si snodano sotto il quartiere medievale della città. L’idea, nata quasi per gioco, di allestire un presepe all’interno del Pozzo della Cava ha riscosso talmente tanto successo da far sì che questa piccola manifestazione sia oggi da annoverare tra le tradizioni del Natale orvietano. In questo singolare presepe sotterraneo, i personaggi semoventi a grandezza naturale, realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, popolano per alcuni giorni le grotte che costituiscono il percorso per la visita al Pozzo. L’allestimento, diverso di anno in anno, ha la particolarità di non dividersi in scene separate, costituendo un ambiente continuo nel quale il visitatore può camminare, grazie anche alla particolare cura dedicata all’ambientazione: gli abiti, gli arredi e gli elementi scenografici sono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo. Lo stesso vale per le musiche che rispecchiano i ritmi, le intonazioni e la lingua della Palestina nei tempi antichi.

2. Ceramiche
Orvieto è famosa anche per le sue ceramiche, il cui periodo di maggiore produzione risale al Medioevo. Ancora oggi in città sono attivi molti laboratori che producono ceramiche con decorazioni tradizionali orvietane. Grazie alle grotte del Pozzo della Cava, con il ritrovamento di ben due fornaci, è stata riscritta la storia della ceramica rinascimentale di Orvieto e del Centro Italia. Le tappe fondamentali possono essere scoperte con una passeggiata all’interno del complesso archeologico del Pozzo della Cava. Le grotte del Pozzo della Cava hanno attraversato secoli di storia, subendo nel tempo continue modifiche. Entrando nel primo locale del percorso si vedono il forno del laboratorio e le ricostruzioni dei manufatti nel loro aspetto originale. Si nota anche la muffola, costruita con mattoni e blocchi di tufo non murati, dove venivano lavorati i prodotti della terza cottura o terzo fuoco. Si tratta della prima ed unica muffola ritrovata in Umbria. Procedendo nella seconda grotta si può scorgere una cavità con la forma dei giacigli delle tombe etrusche (ben visibile il letto su cui veniva adagiata la salma), ma lo scavo centrale fa pensare che sia poi stato trasformato in un follone, un macchinario utilizzato per rendere più compatti i tessuti. Nelle ultime grotte del percorso è possibile osservare una cisterna etrusca per la raccolta di acqua piovana, una necropoli, resti di un insediamento abitativo, di una conceria e persino di un impianto termale.


3. Sotterranei
La gran parte degli ambienti sotterranei di Orvieto è il risultato di iniziative indipendenti e temporanee, intraprese quasi sempre da privati. Eppure sotto i palazzi e le chiese di Orvieto ci sono più di mille zone vuote e ciò costituisce un cuscinetto anti-terremoto perché le onde telluriche si infrangono sulle superfici irregolari, come nelle sale insonorizzate. Una delle cave estrattive più estese è quella denominata “Fungaia”. Tra le attrazioni maggiori ci sono i pozzi: oltre ai sessanta metri del pozzo di S. Patrizio, quello della Cava è uno dei più impressionanti. Un cilindro di due metri di diametro che scende per ventisette metri sotto terra*. Subito prima di raggiungere l’acqua si apre un cunicolo laterale la cui origine è ancora ignota. Le aree della cavità 6, che si affacciano sullo strapiombo della rupe, hanno le pareti completamente lavorate in centinaia di nicchie 30x30x30.

* in realtà il diametro è di quasi 4 metri e la profondità è 36


con foto della natività del 2004

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LaMiaUmbria.it

16 ottobre


Presepe nel Pozzo 2007 - Orvieto
IL PRESEPIO DELLE VISIONI


Sono le visioni delle mistiche medievali, dalla luna di Giuliana di Liegi alle immagini circolari di Ildegarda di Bingen, ad aver ispirato la diciannovesima edizione del presepio-evento di Orvieto, realizzato nei sotterranei del quartiere medievale con personaggi animati a grandezza naturale e conosciuto a livello nazionale come una delle più suggestive e insolite rappresentazioni del primo Natale.
Così, dal 23 dicembre al 13 gennaio si potrà ammirare un singolare presepio in cui, all'interno di uno scenario di precisa ricostruzione storica della vita quotidiana della Palestina di venti secoli fa, allestito con realisti personaggi realizzati da professionisti degli effetti speciali, si staglierà una rappresentazione della Natività assolutamente irreale e visionaria, in cui la nascita del Redentore sarà vissuta come anticipazione dell'Eucarestia.
Il tema scelto per l'edizione 2007-2008 del Presepe nel Pozzo è infatti "La Casa del Pane", poiché il nome di Betlemme deriverebbe dall'ebraico "Bet Lehm", che significa proprio "casa del pane". Il villaggio di Bethlehm sorgeva infatti nella fertile regione ricca di ulivi, grano e viti, anticamente chiamata Ephrata, che voleva dire "fertilità", e proprio nella Casa del Pane venne alla luce e si mostrò al mondo, quel "Chicco di Grano" che morendo portò "molto frutto".
Lo stesso Gesù fece spesso ricorso all'immagine del pane per parlare di se stesso e della sua missione (Gv 6, 35.41.51), e utilizzò proprio il pane per istituire l'Eucarestia, in cui ha fatto dono all'umanità del suo corpo.
Ad introdurre lo spettatore al presepio, realizzato nell'ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, saranno alcune istallazioni posizionate tra i numerosi ritrovamenti archeologici che popolano le prime otto stanze dell'itinerario di visita: ogni istallazione riporterà il frammento di un lungo racconto, in cui la storia della Salvezza si mescola con le visione dei mistici medievali, con le leggende del Santo Graal e con il passato di Orvieto. Perché proprio a Orvieto fu istituita, nel 1264, la grande festività dell'esaltazione dell'Eucarestia: il Corpus Domini.
Sarà una storia raccontata all'indietro, che parte dai nostri giorni e arriva a quella magica notte di Betlemme, e forse anche prima, raccontata sulla colonna sonora di una delle voci italiane più famose al mondo: ad accompagnare il visitatore sarà il "Panis Angelicus" interpretato da Luciano Pavarotti.

con foto, recapiti e informazioni utili

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Moda Junior

ottobre-dicembre


DAL SACRO ANDARE PER PRESEPI...
...AL PROFANO MERCATINO DI NATALE


segnalazione con foto all'interno di un lungo redazionale sulle principali manifestazioni natalizie della nazione

Assolutamente unico il presepe nel Pozzo della Cava a Orvieto (TR), ambientato nell'ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale di Orvieto. Ogni anno il Presepe propone un nuovo allestimento e un nuovo tema conduttore, in un gioco di rimandi e citazioni tra testi sacri e tradizioni, tra verità storiche e miti senza tempo. L'edizione di quest'anno avrò come filo conduttore una ricostruzione visionaria della Natività che ruota attorno all'ipotesi a oggi pià accreditata sull'origine del nome di Betlemme: "Bet Lehm", che in ebraico significa "casa del pane".

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UnoMattina
RaiUno

8 ottobre


ORVIETO CON GUSTO ALLA CAVA


lungo speciale di Guido Barlozzetti sulla manifestazione orvietana, con una attenzione particolare al Pozzo della Cava e al Museo Faina; il giornalista e conduttore ha dedicato al prima metà del suo servizio alle degustazioni delle nostre grotte, realizzate abbinando i cibi ai peccati e ad episodi storici della città; molto belle anche le riprese del quartiere


RTUA Notizie
RTUAquesio

7-8 ottobre


ORVIETO CON GUSTO AL POZZO DELLA CAVA


servizio sulla iniziativa "Visitando e Degustando" con riprese della visita guidata e alcuni flash sull'abbinamento dei piatti ai peccati capitali


Vie del Gusto

ottobre


ORVIETO A TUTTO GUSTO


lunga trattazione, in italiano e in inglese, per l'iniziativa "visitando e degustando" al Pozzo della Cava, definita come una delle tappe più affascinanti di "Orvieto con Gusto", all'interno di un lungo dossier sulle prelibatezze gastronomiche e sulle bellezze storiche dell'Umbria, dal titolo "Sorella Terra"; tutto corredato da ampie didascalie e dettagliate informazioni sul complesso archeologico del Pozzo della Cava e arricchito con una suggestiva foto della cisterna etrusca

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media locali
e nazionali

inizi ottobre


VISITANDO E DEGUSTANDO AL POZZO DELLA CAVA


pubblicazione del nostro comunicato stampa e dei coumunicati dell'ufficio stampa di Orvieto con Gusto sulla iniziativa realizzata nei sotterranei del Pozzo della Cava


La Guida GAL

settembre -
ottobre


5-7 ottobre - Orvieto
POZZO DELLA CAVA -
VISITANDO E DEGUSTANDO

In occasione di Orvieto con Gusto 2007 il classico e accattivante binomio enogastronomia-cultura viene riproposto nello scenario particolarmente suggestivo del sottosuolo di Orvieto, in un percorso guidato tra sapori e saperi che si intrecciano e si avvicendano da secoli. I piaceri del palato come chiave di lettura di un percorso guidato che si snoda nei sotterranei del quartiere medievale, attraverso un gioco di rimandi e citazioni tra storia della città e storia del gusto, tra vizi e virtù degli orvietani di tutti i tempi: sei pietanze locali abbinate a sei episodi della storia di Orvieto e a sei oggetti tradizionali legati al rito del pasto.
Tre le tappe di degustazione di questo percorso: - le lumachelle di Clemente VII e la panzanella dei Monaldeschi, abbinati ad un bianco casereccio spillato al momento; - la bruschetta dei Cavajoli e i crostini di Bonifacio VIII, abbinati ad un Orvieto Classico; - i tozzetti del Corporale e le frittelle di Signorelli, abbinati ad un passito orvietano.

con recapiti e informazioni utili

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AssisiOnLine.it

5 settembre


VISITANDO E DEGUSTANDO, POZZO DELLA CAVA -


Orvieto (Tr). Nel percorso gastronomico di Orvieto con Gusto la passaggiata al Pozzo della Cava di venerdì 5 ottobre 2007. I piaceri del palato come chiave di lettura di un percorso guidato che si snoda nei sotterranei del quartiere medievale, attraverso un gioco di rimandi e citazioni tra storia della città e storia del gusto, tra vizi e virtù degli orvietani di tutti i tempi.
Degustazioni: Le lumachelle di Clemente VII e la panzanella dei Monaldeschi, abbinati a vino bianco casereccio spillato al momento; la bruschetta dei Cavajoli e i crostini di Bonifacio VIII , abbinati a un Orvieto Classico; I tozzetti della Festa del Corporale e le frittelle di San Giuseppe.

con recapiti e informazioni utili

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media locali
e nazionali

fine agosto -
settembre


Orvieto con Gusto 2007
VISITANDO E DEGUSTANDO AL POZZO DELLA CAVA


lunghe e lusinghiere citazioni del Pozzo della Cava nei primi comunicati e articoli di presentazione della manifestazione "Orvieto con Gusto 2007", dove il nostro complesso sotterraneo viene definito «uno dei luoghi più suggestivi dell'Orvieto ipogea».
Grande accoglienza anche all'itinerario eno-gastonomico e storico-archeologico proposto, definito come
«un interessante itinerario tra storia cittadina, leggende popolari e tradizione gastronomica: dalle lumachelle di Clemente VII alla panzanella dei Monaldeschi, dalle frittelle di San Giuseppe ai crostini di Bonifacio VIII».

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Passaggio
a Nord Ovest

6 agosto


IL POZZO DI SAN PATRIZIO E IL POZZO DELLA CAVA


ennesima ma graditissima riproposizione nel pomeriggio estivo di RaiUno del bellissimo documentario realizzato nella primavera del 2001 da Alberto Angela per Super Quark sul sottosuolo di Orvieto, con particolare attenzione alle connessioni tra il Pozzo di San Patrizio e quello della Cava


Il Messaggero

fine settimana
di luglio e agosto


IL POZZO DELLA CAVA


ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili, del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena visitare nei fine settimana estivi in alternativa al mare


La Voce

8 giugno


IL POZZO SE LA CAVA


È di qualche giorno fa la notizia che il Pozzo della Cava e le sue grotte sono state segnalate nell'ultima edizione della celeberrima "Guida Verde Italia" edita dalla Michelin, che nelle 5 pagine dedicate ad Orvieto ha dato molto risalto al complesso archeologico del Pozzo della Cava e ai suoi numerosi ritrovamenti. Il Pozzo della Cava, consigliato dalla redazione anche ai bambini per la sua facile fruizione e per la valenza didattica, è rappresentato sulla Guida Michelin con ben tre delle cinque immagini che sono state nel complesso riservate ad Orvieto (le altre due sono del Duomo). La bella segnalazione dei sotterranei del quartiere medievale è la
Ciò a conferma di un crescente interesse per questo complesso archeologico, presente ormai in tutte le principali guide turistiche italiane.

con recapiti e informazioni

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Corriere
dell'Umbria

31 maggio


LA GUIDA VERDE MICHELIN "PREMIA" IL POZZO DELLA CAVA


ORVIETO - (a.l.) Lunga e lusinghiera segnalazione del Pozzo della Cava e delle sue grotte nella edizione da poco in commercio della celeberrima Guida Verde Italia edita dalla Michelin, corredata da belle immagini dei ritrovamenti archeologici dei sotterranei. Delle cinque pagine che la guida ha dedicato alla città di Orvieto, una è infatti riservata, tra testi e foto, al complesso archeologico del Pozzo della Cava e ai suoi numerosi ritrovamenti, descritto come una «suggestiva passeggiata che sa raccontare molto della storia e della vita di Orvieto nel passato e sottoterra». Il Pozzo della Cava, consigliato dalla redazione anche ai bambini per la sua facile fruizione e per la valenza didattica, è rappresentato sulla Guida Michelin con ben tre delle cinque immagini che sono state nel complesso riservate ad Orvieto (le altre due sono del Duomo). La bella segnalazione dei sotterranei del quartiere medievale è la conferma di un crescente interesse per il complesso archeologico del Pozzo della Cava, presente ormai in tutte le principali guide turistiche italiane, dalle tascabili Mondadori a quelle più note del Touring Club, dalle collane Bonechi (ben quattro pagine nella guida «Orvieto, storia e capolavori» e due nella versione tascabile) alla francese Guide du Routard e alle umbre Quattroemme ed Edimond.

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OrvietoSi.it

31 maggio


Lusinghiera segnalazione ricca di foto
dei sotterranei del quartiere medievale
IL POZZO DELLA CAVA NELLA NUOVA EDIZIONE DELLA GUIDA VERDE ITALIA DI MICHELIN


pubblicazione del nostro comunicato stampa del 30 maggio sulla Guida Michelin con una foto del Pozzo della Cava ripresa dall'interno


OrvietoNews.it
Atlantide
Magazine.it

30 maggio


LA GUIDA VERDE MICHELIN PREMIA
IL COMPLESSO IPOGEO DEL POZZO DELLA CAVA


pubblicazione del nostro comunicato stampa odierno sulla Guida Michelin con una bella immagine della cisterna etrusca (la stessa apparsa sulla Guida Verde Italia)


2duerighe.com
OrvietoNews.it
Atlantide
Magazine.it

30 maggio


LA GUIDA VERDE MICHELIN PREMIA
IL COMPLESSO IPOGEO DEL POZZO DELLA CAVA


pubblicazione del nostro comunicato stampa odierno sulla Guida Michelin con foto e informazioni utili


NelCentro
OnLine.it
In Umbria.it

30 maggio


IL POZZO DELLA CAVA, "STAR VERDE" MICHELIN


pubblicazione del nostro comunicato stampa odierno sulla Guida Michelin con una foto del pozzo e un inaspettato seguito costituito da un articoletto sulla festa della Madonna della Cava appena conclusasi


travelblog
25 maggio


UN MONDO SOTTERRANEO DA SCOPRIRE AD ORVIETO


Non sapevo che Orvieto offrisse al turista un mondo sotterraneo costruito in oltre duemila anni di storia e scoperto per caso solo negli anni '70: grotte e corridoi, pozzi, cunicoli e cisterne, pozzi neri medievali (detti "butti")* e cisterne etrusche per la conservazione di acqua e vino**, addirittura un frantoio medievale.
Il sito forse piu' esauriente è quello del Pozzo della Cava, di cui riprendo la storia dall'altro sito di visite guidate ai sotterranei, Orvieto Underground di Speleotecnica:
A volte, la scoperta di alcuni ipogei di grande importanza è un regalo del caso, come, ad esempio, quando venne trovato ciò che ora è noto come "Il Pozzo della Cava".
Il proprietario di una tipica trattoria del quartiere medievale notò che una muratura che si trovava nella cantina del locale, e che sembrava una semplice opera di sostegno, dava cenni di cedimento. Rimosso un blocchetto di tufo scoprì... il vuoto! Al di là del vecchio muro non c'era niente! Gli speleologi, prontamente giunti appena sentita voce della scoperta, filati metri e metri di corda oltre il piccolo passaggio apertosi, si calarono nell'oscurità, non senza un preventivo battibecco circa le priorità di discesa che vennero, tuttavia, cavallerescamente stabilite a gomitate. Un grande pozzo li accolse ospitandoli sul suo fondo coperto di detriti, quasi trenta metri più in basso. Si scoprì anche che la parete del pozzo era segnata, per tutta la sua altezza, dalla traccia di un pozzetto con pedarole, tipico del periodo etrusco.
Ma le sorprese non erano ancora finite. Dopo alcuni anni, il proprietario decise di liberare il fondo del pozzo dai detriti, invogliato anche dal ritrovamento di documenti attestanti la presenza dell'acqua almeno fino al XVII secolo. Dopo pochi metri di scavo gli speleologi si trovarono di fronte ad una piccola galleria (ad oltre 35 metri di profondità!), occlusa dopo una quindicina di metri da una grande quantità di argilla che impedì la prosecuzione dell'esplorazione, disegnando un nuovo grande punto interrogativo nella mappa delle ricerche sotterranee orvietane.

con foto dei colombai

* in realtà i butti non erano pozzi neri, ma grosse pattumiere per ossa e rifiuti solidi INORGANICI
** in realtà il vino non si conservava nelle cisterne in muratura

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Il Messaggero

fine settimana
di maggio


IL POZZO DELLA CAVA


ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili, del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena visitare nei fine settimana di primavera


Media locali
e nazionali

24-30 aprile


LE GROTTE, IL VINO E LA CERAMICA


ripetute citazioni della visita guidata al Pozzo della Cava con degustazioni enogastronomiche organizzate nell'ambito della manifestazione SETTE GIORNI DI VINI NELLA PROVINCIA DI TERNI


Napoli
Underground

9 aprile


ORVIETO SOTTERRANEA

segnalazione ocn foto del Pozzo della Cava in un articoletto sulle bellezza della Orvieto Sotterranea
(oltre alla nostra realtà sono segnalati i sotterranei comunali e il Pozzo di San Patrizio)


Media locali

settimana
di Pasqua


IL POZZO DELLA CAVA NELLA CARTA UNICA


alcune citazioni negli articoli in cui si è parlato della Carta Orvieto Unica e dell' inserimento del Pozzo della Cava e di quello di San Patrizio all'interno del biglietto unico dei musei e monumenti di Orvieto


Il Messaggero

fine settimana
di aprile


IL POZZO DELLA CAVA


ripetute citazioni, con recapiti e informazioni utili, del complesso archeologico del Pozzo della Cava tra i principali musei e i monumenti della regione Umbria che vale la pena visitare nei fine settimana di primavera


Rievocare

marzo-aprile


La cantina delle meraviglie
IL POZZO DELLA CAVA: VENTISETTE SECOLI DI STORIA RITROVATA
Nove grotte e un profondissimo pozzo ripercorrono la storia,
dall'antichità al Rinascimento, nel percorso ipogeo
del Pozzo della Cava ad Orvieto, riportato alla luce
grazie alla dedizione di una sola famiglia di privati


Sei bellissime pagine dedicate da Michela Mattei al Pozzo della Cava, alla storia dei ritrovamenti e all'interesse archeologico ed evocativo delle scoperte, con molte foto e informazioni utili, con la trattazione suddivisa in godibilissime finestre

Un passato dimenticato
È dopo l'inizio degli anni '80, illuminato dalle lampade un gruppo di speleologi sta esplorando una grotta emersa dopo una vasta frana nella rupe su cui poggia Orvieto. D'un tratto, davanti ai loro occhi si presenta una scena incredibile: ala luce delle torce si materializzano decine e decine di stanze e corridoi scavati perfettamente. Al di sotto della loro città giace silente un pezzo di storia a lungo dimenticato; da allora sino ad oggi più di 1200 grotte sono state esplorate.
Il nucleo originario di Orvieto sorge su un vasto blocco tufaceo dalle alte e ripide pareti abitato già nel IX se. AC. Sotto gli etruschi si formò l'importante centro di Velina, grazie anche all'abilità di questo popolo nell'affrontare e risolvere un pressante problema per la città: l'approvvigionamento idrico. Il tufo è un materiale malleabile e poroso incapace di trattenere l'acqua piovana mentre alla base della rupe sono sempre state trovati delle fonti. Tuttavia, un insediamento che voleva veramente considerarsi indipendente non poteva dipendere da queste sorgenti: a che pro stare in alto per difendersi dai nemici se in caso di assedio veniva a mancare l'acqua? La relativa fragilità del tufo e l'ingegno degli etruschi contribuirono a risolvere il problema creando un sistema idrico fatto di profondissimi pozzi ma anche di cisterne scavate nelle grotte e condotti sotterranei per convogliare l'acqua piovana. Tutte le popolazioni che si succedettero ad Orvieto, spinte anche dalla necessità di essere autosufficienti nel ristretto territorio della rupe, continuarono a scavare grotte per gli usi più diversi spesso con impieghi promiscui e trasformazioni dei medesimi locali. Poi, la progressiva stabilità politica, che rendeva superfluo l'arroccamento, insieme al progresso economico e urbanistico spinsero a costruire fuori dal sottosuolo. Le zone della città che avevano ampie caverne sotterranee divennero meno prestigiose delle altre. È il caso per esempio del quartiere della Cava, dove sorge l'omonimo complesso ipogeo che andremo a scoprire. Questa zona ha conosciuto dopo il medioevo un lento declino, le grotte e le cave di cui era ricchissima venivano considerate solo antri bui e maleodoranti in contrasto con i palazzi costruiti altrove. Lentamente e inesorabilmente rimasero solo le cantine più superficiali, infine l'avvento degli acquedotti moderni rese inutili i profondi pozzi.
Così, quando negli anni '80 gli speleologi cominciarono a scoprire una Orvieto sotterranea, l'antico detto popolare che descriveva la città come "tutta vuota sotto" sembrava solo una leggenda.

La cantina delle sorprese
La famiglia Sciarra aveva da tempo una nota osteria in via della Cava, nell'omonimo quartiere. Nel 1984 il titolare Tersilio decise che era ora di sistemare un muro traballante della cantina; dopo le prime picconate però la sorpresa: dietro il muro c'era il vuoto, le pietre cadevano per metri e metri. Fu chiamato un gruppo di speleologi locali e quando riemersero a raccontare cosa avevano trovato la famiglia Sciarra scoprì di avere sotto i piedi un pozzo profondo più di trenta metri, forse non era il Pozzo di San Patrizio, anch'esso ad Orvieto, ma non si trattava certamente di un pozzo qualsiasi.
In cantina però c'era ben altro. Nel corso dei lavori iniziati nel 1986, finanziati interamente dalla famiglia Sciarra, e durati quasi vent'anni sono stati recuperati infatti ben nove locali che oggi compongono il percorso ipogeo del Pozzo della Cava. Una struttura singolare che accoglie al suo interno un grande numero di ritrovamenti archeologici: etruschi, medievali e rinascimentali, gli uni accanto agli altri, in un susseguirsi di usi e riusi degli stessi ambienti attraverso i secoli. Non solo un pozzo per l'acqua, ma fornaci per la ceramica, tombe e manufatti. Grazie al lavoro di recupero della famiglia Sciarra è stata fatta nuova luce sulla storia della lavorazione della ceramica ad Orvieto, in periodo medievale e rinascimentale, e sono stati riportati alla memoria importanti episodi riguardanti la storia di Via della Cava.


Il Pozzo della Cava
Il pozzo, interamente scavato nel tufo, ha una profondità di 36 metri, gli ultimi dei quali occupati dall'acqua della sorgente. La struttura è costituita da due parti accorpate: la prima, più grande, ha un diametro medio di 3 metri e 40 cm., la seconda, più piccola, è rettangolare, 60x80 cm., e presenta le tipiche "pedarole" etrusche, ossia delle tacche sulle pareti laterali per consentire la discesa e la risalita. Probabilmente, fu costruito prima questo ultimo pozzo, in epoca etrusca, per saggiare la presenza della falda acquifera e poi fu inglobato.
Anche se non è possibile risalire esattamente alla data di nascita del pozzo grande sappiamo però, da fonti documentate, che nel 1527, quando Papa Clemente VII ordinò di scavare il celebre Pozzo di San Patrizio, fu riadattata anche questa struttura realizzando un grande arco che permise alla cittadinanza di attingere acqua direttamente da Via della Cava. Il pozzo restò aperto fino al 1646, anno in cui le autorità comunali ordinarono la sua chiusura, come testimonia una lapide che fu collocata sulla via. Quanto ai motivi di questa decisione una credenza popolare affermava che vi fossero stati gettati alcuni ufficiali francesi. Tuttavia la presenza di truppe francesi in Orvieto è molto più tarda, è probabile che la chiusura del 1646 risalga invece al periodo della guerra di Castro, durante il quale l'intera Via della Cava fu trasformata in una fortificazione, murando tutte le aperture che vi si affacciavano.
I lavori del 2004 hanno ripristinato il grande arco rinascimentale. La rimozione della lapide apposta al momento della chiusura ha permesso di scoprire come l'iscrizione fosse stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo altomedievale con bellissimi bassorilievi in stile carolingio provenienti dai sotterranei della Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo, situata a circa duecento metri dal Pozzo della Cava.

Le fornaci e la ceramica orvietana del XIV e del XV secolo
Un anno dopo la scoperta del pozzo, è stato portato alla luce anche un altro locale, il primo del percorso di grotte del Pozzo della Cava. Si tratta di una fornace per la ceramica datata tra il '300 e il '400. La scoperta di questo laboratorio ha mostrato agli studiosi come ad Orvieto si producesse maiolica anche nel XV secolo, ritenuto per lungo tempo il periodo buio della ceramica orvietana. Nei lavori sono emersi molti frammenti in maiolica e diversi scarti della fornace. Particolarmente interessanti sono gli strumenti di lavoro ritrovati e conservati nei locali del Pozzo della Cava. In una stanza, scoperta successivamente nel 1998, sono stati rinvenuti i resti dell'unica fornace "a muffola" trovata in Umbria, costruita secondo lo schema del forno a riverbero di cui parla Cipriano Piccolpasso nella sua celebre opera "I tre libri dell'Arte del Vasajo" in uso nel centro Italia tra il '400 ed il '500. In queste fornaci venivano prodotti manufatti cosiddetti del "terzo fuoco", oggetti "a riverbero" o "lustri", ossia pregiate ceramiche rinascimentali dai colori iridescenti come quelle del Mastro Giorgio da Gubbio, ceramista molto noto per i riflessi d'oro e rubino che sapeva creare.

Segni tangibili di storia etrusca
Nel percorso ipogeo vi sono diverse tracce della civiltà etrusca. Una delle cavità ritrovate lungo il percorso è una tomba di tipo arcaico, ovvero scavata completamente nel tufo. È ben visibile il giaciglio per la salma, al centro del quale è stata realizzata una vaschetta di difficile interpretazione. La sua forma, fa pensare che la tomba sia stata trasformata nel medioevo in un follone, ossia un macchinario utilizzato per rendere più compatti e morbidi i tessuti di lana.
Le due ultime grotte del percorso, riportate alla luce nel 2002, presentano un'infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni che rendono difficilissimo interpretarne sia l'uso originario che le successive modifiche. La presenza di due nicchie con una vaschetta laterale, avvalora tuttavia la tesi della presenza di una necropoli rupestre: strutture praticamente identiche si trovano infatti nelle tombe più antiche di Morchia, nel Lazio, che presentano anche altre analogie con queste grotte, come i solchi orizzontali lungo le pareti e una moltitudine di fori passanti attraverso il tufo. L'eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che, prima del ritrovamento di questi resti, non erano mai state rinvenute, nel territorio orvietano, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.
Tra gli altri ritrovamenti non va dimenticata la cisterna: un grande scavo per raccogliere l'acqua piovana rivestita con il tipico intonaco impermeabilizzante "a cocciopesto", ottenuto triturando dei frammenti di ceramica ed impastando con una speciale malta la polvere rossiccia così ricavata. La cisterna, dopo secoli di inutilizzazione, è stata tagliata durante il Medio Evo per realizzare la scalata di accesso alla cantina sottostante.


Le ultime scoperte di un percorso di ricerca
I ritrovamenti nelle grotte si sono succeduti nel corso degli anni. Non dobbiamo dimenticare che questo percorso ipogeo è stato restaurato e reso visitabile grazie al lavoro e alla dedizione di una famiglia di privati. L'ultima grotta, riscoperta nel 2002, è la più grande dell'intero percorso (altezza 14 metri) e probabilmente la più antica. Quando nell'800 fu realizzato il grande muraglione che sostiene la via sovrastante e che costituisce la parete destra della grotta, gran parte del tufo necessario fu estratto direttamente da questa cavità. Restano tuttavia ben leggibili i segni di una scalata di accesso, posta nella parte più alta della grotta, diverse nicchie di differenti epoche, dei piccoli canali e alcune vasche, una delle quali ancora intonacata con la malta originale, nonché il fondo di un pozzo, nella parte centrale della grotta, che le rovine ottocentesche però non permettono di assegnare ad una tipologia d'uso specifica.

I "butti", le pattumiere medievali e i loro tesori
All'interno dei sotterranei sono visibili due piccoli pozzi medievali, collegati alle stanze superiori attraverso delle lunghe caditoie scavate nel tufo: i cosiddetti "butti"che ogni abitazione era tenuta ad avere per gettare ossa e rifiuti solidi inorganici. Queste antiche pattumiere si sono rivelate nel corso dei lavori delle vere e proprie miniere di oggetti antichi, ricchissime di reperti in ceramica dei laboratori delle due fornaci. Un esempio è questo bellissimo frammento di "lustro" (riprodotto nella foto del riquadro, ndr), in ceramica con decorazione in rosso rubino attribuita al celebre Mastro Giorgio da Gubbio.

Il Presepe nel Pozzo
Nel 1990, quattro anni dopo la prima apertura del pozzo, nacque l'idea di fare un presepe all'interno degli ambienti ipogei utilizzando personaggi a grandezza naturale animati da congegni meccanici. L'iniziativa ebbe subito un grande successo . Sebbene il tema del presepio cambi ogni anno, i costumi, le suppellettili, i cibi e gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo. La cura di questi dettagli e il luogo deve il presepio viene allestito, l'ultima ampia grotta scoperta, rendono l'insieme estremamente realistico e suggestivo. A seconda dell'argomento prescelto l'ambientazione è corredata da musiche e luci sempre diverse. Ogni anno il presepio riscuote un grande successo.

Una nuova visione per l'imprenditoria in campo storico
Oggi il successo del Pozzo della Cava, uno dei monumenti più visitati di Orvieto, certamente ripaga e riempie di orgoglio le diverse generazioni di Sciarra che da vent'anni curano questo percorso ipogeo, anche se gli sforzi che hanno dovuto affrontare sono stati notevoli, e solitari. La loro vicenda mostra come i privati possano dare un importante contributo per la conoscenza e la conservazione della storia del territorio, non solo recuperando e tutelando luoghi ed edifici ma anche praticando modalità di proposta al pubblico creative: la riproduzione di ceramiche accanto ai laboratori di cucina; i libri sul territorio con nuove interpretazioni del Presepio, e molto altro. La famiglia Sciarra ha trovato una dimensione originale di imprenditoria in campo culturale che può dare molte soddisfazioni nel tempo presente e rappresentare un modo per tramandare il proprio nome legandolo indissolubilmente al destino di un luogo.

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Le Guide di Dove
Umbria

[in omaggio
con il Corriere
della Sera]

in distribuzione
dal 28 febbraio


I luoghi della storia
ORVIETO SOTTERRANEA


Merita una segnalazione particolare la più delirante delle descrizioni del Pozzo della Cava mai apparse sulla stampa, per di più inserita tra citazioni inesatte, prospetti incompleti e approssimativi e, audite audite, foto addirittura capovolte!!!

La rupe tufacea su cui sorge Orvieto, nell'arco di tremila anni è stata scavata da una fitta rete di cavità (1). La città ipogea nasconde 1200 fra grotte, cunicoli, pozzi etruschi e cisterne artificiali. E anche fornaci e fabbriche per la lavorazione della ceramica, butti medievali, cantine e frantoi. Rivelano l'anima più antica e misteriosa che scorre nelle viscere della città. In particolare, nei sotterranei di Via della Cava è stata ritrovata la più antica fornace per ceramiche(2). Suggestivo il presepe che nel periodo natalizio vi viene allestito(3). Sempre in via della Cava, un pozzo è stato convertito a ristorante(4): la Trattoria Sciarpa (5)(via della Cava 28 (6), tel. 0763.342373). Il Comune di Orvieto organizza percorsi guidati che consentono di visitare tutti i giorni la città sotterranea(7).
Per visite: piazza Duomo 24, tel. 0763.344891. Orari: 11-12.15, 16-17.15. Ingresso: 5,50 €(8).


(1) da quando le cavità sono in grado di scavare?!?

(2) non si tratta della più antica, ma della prima che si è potuto dimostrare abbia lavorato nel '400 e nel '500 (le testimonainze precedenti erano tutte trecentesche), pertanto la sua importanza non sta nel fatto di essere più antica delle altre, ma, al contrario, di essere stata usata DOPO le altre

(3) il presepio non viene affatto allestito nei locali della fornace

(4) il pozzo non è stato affatto convertito in ristorante: nessuno si calerebbe a 36 metri di profondità né per mangiare, né per cucinare

(5) il nome della trattoria annessa al percorso ipogeo del Pozzo della Cava (e non realizzata convertendo chissà in che modo il pozzo stesso) è sbagliato, quello inserito è una storpiatura (o forse una correzione automatica di word usato da qualche inesperto) del cognome dei gestori, Sciarra

(6) al numero 28 si trova l'ingresso delle grotte del Pozzo della Cava, la trattoria è al numero 26

(7) le visite guidate alla Orvieto Sotterranea non le organizza il Comune

(8) il recapito non è delle nostre grotte ma di quelle gestite dalla società Speleotecnica, pertanto nè i recapiti, né gli orari, né tantomeno i prezzi sono corretti


Sorridendo di tanta leggerezza nel compilare una guida da parte di tanto autorevoli redazioni, facenti capo ad altrettanto autorevoli testate, non possiamo che complimentarci per l'accuratezza della verifica delle informazioni!!!

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Itinerari e Luoghi

febbraio


LA CITTÀ DOPPIA
Nel segnod el tufo che ne disegna anima e corpo, Orvieto è un luogo piccolo per un grande viaggio italiano. A passi lenti, in orizzontale e in verticale, scopriamo il cuore sotterraneo e la frizzante vitalità della città della rupe.


Nel lunghissimo dossier riservato ad Orvieto, numerose e lusinghiere segnalazioni del Pozzo della Cava, che appare addirittura nella foto della pagina di apertura del redazionale. Riportiamo di seguito alcuni stralci tratti dai diversi articoli

...
A Orvieto si può passare tanto tempo col naso all'insù e con gli occhi persi sui mosaici e sui bassorilievi della facciata del Duomo, e altrettanto tempo guardando sottoterra, perdendosi con la fantasi anei misteri del Pozzo di San Patrizio o nel silenzio del Pozzo della Cava.
...

due sono gli itinerari proposti: "verso il Duomo al Pozzo di San Patrizio" e "Orvieto Medievale e il Pozzo della Cava"

... si arriva a Via della Cava dove si gira a sinistra in discesa per andare a visitare un altro punto molto interessante della Orvieto sotterranea: il Pozzo della Cava, itinerario attraverso grotte e ritrovamenti archeologici. Il Pozzo della Cava è un enorme foro nel tufo di 36 metri di profondità, scavato dagli Etruschi per attingere acqua sorgiva ed ampliato per ordine di Papa Clemente VII tra il 1527 e il 1530 con lo scopo di rifornire la città in caso d'assedio; venne chiuso al pubblico nel 1646 quando, in seguito ad una rissa, vi furono gettati cinque ufficiali francesi. SI possono vederei i butti (piccoli pozzi medievali), la fornace, una tomba etrusca, una cantina, una muffola (piccola fornace), una grande grotta etrusca trasformata nell'800 in una cava di tufo e la necropoli rupestre. Si può visitare con o senza guida e terminare il giro sotterraneo con una degustazione enogastronomica presso la Bottega del Buon Vino...

il Pozzo della Cava è inserito anche nella sezione riservata ai luoghi da non perdere e "La Bottega del Buon Vino" è lungamente citata tra i ristoranti consigliati

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Atlantide
Magazine.it

12 gennaio


PRESEPE NEL POZZO: LA PIÙ ALTA AFFLUENZA DI PUBBLICO
MAI REGISTRARA
Già deciso il tema della prossima edizione


Apertasi tra qualche effimera e tutto somato irrilevante polemica, la diciottesima edizione dell'ormai celebre "Presepe nel Pozzo" allestito da Marco Sciarra, l'imprenditore orvietano gestore del Pozzo della Cava, si è conclusa domenica scorsa con un lusinghiero successo di pubblico e critica, registrando ampi consensi sia sulla stampa che nelle opinioni dei visitatori, che durante le festività natalizie hanno affollato le grotte del Pozzo della Cava come mai si era verificato prima.
Il presepio, dedicato al libero confronto tra la ribelle Lilith e la angelica Maria di Nazaret, si colloca quindi come il più visitato dei diciotto presepi finora allestiti dal Pozzo della Cava, e come uno dei più apprezzati, tanto da competere con il "mitico" tema dell'Angelo, attorno a cui erano imperniate le edizioni del 10° e del 15° anno (e che tornerà tra due anni nell'allestimento del ventennale).
Sono intanto iniziate le operazioni di rimozione del presepio e di manutenzione delle grotte del Pozzo della Cava, che saranno di nuovo aperte al pubblico dal prossimo 2 febbraio. L'appuntamento per gli amanti del presepio-evento del pozzo è invece confermato per il 23 dicembre prossimo, quando aprirà la diciannovesima edizione, dal titolo «Bet Lehm – casa del pane», liberamente ispirato alle visioni dei mistici medievali.

con foto della Natività scattata dalla redazione del giornale

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Atlantide
Magazine.it

12 gennaio


CHIUDE CON SUCCESSO LA DICIOTTESIMA EDIZIONE
DEL PRESEPE NEL POZZO
Lusinghiero successo di pubblico e critica


ORVIETO - L’edizione 2006-2007 del Presepe nel Pozzo ha registrato in assoluto la più alta affluenza di pubblico e una lusinghiera accoglienza da parte della stampa e dei visitatori, collocandosi a pieno titolo tra i presepi meglio riusciti tra i diciotto realizzati nel Pozzo della Cava. Apertasi tra qualche polemica, tanto vuota quanto effimera, la diciottesima edizione del Presepe nel Pozzo ha chiuso i battenti domenica scorsa con un lusinghiero successo di pubblico e critica, registrando ampi consensi sia sulla stampa che nelle opinioni dei visitatori, che durante le festività natalizie hanno affollato le grotte del Pozzo della Cava come mai si era verificato prima.
Il presepio dedicato al confronto tra la ribelle Lilith e la angelica Maria di Nazaret si colloca quindi come il più visitato dei diciotto presepi del Pozzo della Cava e come uno dei più apprezzati, tanto da competere con il “mitico” tema dell’Angelo, attorno a cui erano imperniate le edizioni del 10° e del 15° anno (e che tornerà tra due anni nell’allestimento del ventennale).
Sono intanto iniziate le operazioni di rimozione del presepio e di manutenzione delle grotte del Pozzo della Cava, che saranno di nuovo aperte al pubblico dal prossimo 2 febbraio. L’appuntamento per gli amanti del presepio-evento del pozzo è invece confermato per il 23 dicembre prossimo, quando aprirà la diciannovesima edizione, dal titolo «Bet Lehm – casa del pane», liberamente ispirato alle visioni dei mistici medievali.

con foto dei magi e della Natività

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OrvietoSi.it

12 gennaio


PRESEPE NEL POZZO 2006 - IL PIÙ VISITATO NELLA SUA STORIA
La diciottesima edizione del Presepe nel Pozzo ha chiuso i battenti
con un lusinghiero successo di pubblico e critica


La diciottesima edizione del Presepe nel Pozzo ha chiuso i battenti con un lusinghiero successo di pubblico e critica, registrando ampi consensi sia sulla stampa che nelle opinioni dei visitatori, che durante le festività natalizie hanno affollato le grotte del Pozzo della Cava come mai si era verificato prima.
Il presepio dedicato al confronto tra la ribelle Lilith e la angelica Maria di Nazaret si colloca quindi come il più visitato dei diciotto presepi del Pozzo della Cava e come uno dei più apprezzati, tanto da competere con il “mitico” tema dell’Angelo, attorno a cui erano imperniate le edizioni del 10° e del 15° anno (e che tornerà tra due anni nell’ allestimento del ventennale).
La diciannovesima edizione, dal titolo «Bet Lehm – casa del pane», sarà liberamente ispirata alle visioni dei mistici medievali.

con foto di Lilith nel Pozzo

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segnalazioni
del Presepio
2006-2007

gennaio


Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche che hanno segnalato il Presepe nel Pozzo nelle loro edizioni del mese di gennaio (e di cui siamo venuti a conoscenza)

Il Messaggero - segnalazione tra gli eventi natalizi del nuovo anno

OrvietoSi.it - oltre agli articoli, trafiletto tra gli eventi del mese di gennaio

Corriere dell'Umbria - segnalazione tra gli eventi dell'Epifania

IlMotore.com - pubblicazione di una scheda sul presepio

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