 |
 |
 |
Magnifica Italia
Corriere
della Sera
9 novembre |
ORVIETO: DALLA RUPE AI SOTTERRANEI
pubblicazione on line del meraviglioso filmato realizzato per la grande opera «Magnifica Italia - le meraviglie viste dal cielo» del Corriere della Sera; ben visibile il pozzo (con una discesa dello speleologo) e la cantina medievale
|
 |
 |
 |
ItaliaMappe.it
3 novembre |
POZZO DELLA CAVA- GROTTE E PRESEPE
Un monumento nazionale ...a gestione famigliare
Quello del Pozzo della Cava rappresenta un caso unico nel panorama dei beni culturali italiani:
un monumento nazionale riportato alla luce e gestito direttamente dalla famiglia che ne è proprietaria.
PERCHÉ VENIRE AL POZZO DELLA CAVA?
perché il complesso archeologico
del Pozzo della Cava è molto più che un monumento...
...è una discesa in un affascinante angolo della Orvieto sotterranea che si snoda sotto case e vie della parte più antica della città
...è un tuffo nelle viscere della rupe, tra piccoli tesori ipogei da scoprire in assoluta libertà e in totale sicurezza
...è un insolito spaccato della vita della famosa Urbs Vetus e dei suoi abitanti, fatto di usi e riusi delle stesse cavità in epoche diverse
...è un luogo in cui passato e presente si fondono nel rispetto di ventisette secoli di "orvietanità"
...è un patrimonio di testimonianze riemerse grazie all'impegno privato dopo secoli di buio e silenzio
...è un invito alla scoperta degli Etruschi, del Medio Evo, del Rinascimento e della moderna Città Slow, rivolto a tutti coloro che pensano che Orvieto non sia soltanto Duomo
...è una passeggiata inusuale a soli due passi dal centro, attraverso un intreccio tra sopra e sotto terra, tra interno ed esterno
...è un modo per accorgersi che si può trascorrere lo spazio e ci si può muovere nel tempo
...è undei quei posti difficili da descrivere a chi non c'è stato
LA GRANDE GROTTA DEL POZZO DELLA CAVA
OSPITA IL SUGGESTIVO PRESEPE
Una delle principali caratteristiche del Presepe nel Pozzo è senza dubbio la singolare ambientazione: l'ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale di Orvieto.
Questa scelta, adottata solo dal 2003 e molto gradita dai visitatori, oltre a permettere una ottima fruizione dei ritrovamenti archeologici della prima parte del percorso, concentra l'allestimento in una ambientazione unica, senza suddivisioni in settori separati, facendo sì che lo spettatore si trovi fisicamente dentro la scena, accanto ai personaggi, protagonista egli stesso del presepio.
PRESEPE NEL POZZO
Sebbene sia nato per gioco poco più di venti anni fa, quello del Pozzo della Cava è diventato già dalle prime edizioni uno dei presepi più originali e suggestivi d’Italia, tanto da essere annoverato tra le principali tradizioni del Natale umbro e uno degli eventi più partecipati delle Festività orvietane, assieme al più noto festival Umbria Jazz Winter.
Molti sono i punti di forza di questo inusuale presepio sotterraneo, primo fra tutti l’ambientazione, nella grande grotta di origine etrusca che si trova al termine del complesso archeologico del Pozzo della Cava: una suggestiva cavità alta ben 14 metri, in cui il visitatore si muove lungo un percorso elicoidale entrando dal basso e uscendo dall’altro, partecipe della scena e osservatore della Natività da più punti di vista.
Altro elemento irrinunciabile del presepio sono i realistici personaggi meccanici a grandezza naturale: veri automi di dimensioni umane con volti e incarnati in silicone, realizzati da professionisti degli effetti speciali.
E poi la sorpresa di un allestimento ogni anno diverso, con un nuovo tema conduttore, che che unisce ricerca storica di usi, costumi e suppellettili alle leggende e alle tradizioni sul Natale, mescolando testi sacri e miti senza tempo in un continuo gioco di rimandi e citazioni, per creare una ricostruzione immaginaria e immaginifica del primo Natale, in cui il visitatore, catapultato fisicamente dentro la scena, diventa protagonista e testimone dell’evento.
Ad accrescere il fascino del presepio contribuiscono senza dubbio anche le musiche, scelte ogni anno in base al tema dell’allestimento, le luci, che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce, e i semplici ma suggestivi “effetti speciali” che aumentano il realismo delle scene, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, o il luccichio le stelle.
con immagini e link alle differenti sezioni del nostro sito internet
|
| torna
all'indice |
 |
 |
 |
La Nazione
1 novembre |
NATIVITÀ SULLA RUPE
citazione, nell'articolo sul circuito dei presepi del centro storico di Orvieto, del Presepe nel Pozzo, dato come "molto atteso" - con immagine della Natività del 2004
|
 |
Media Russi
ottobre |
POZZO DELLA CAVA - ORVIETO
vero boom di segnalazioni su portali, media e blog russi, in cui si parla in maniera entusiastica del Pozzo della Cava e delel visite con degustazione
|
 |
 |
 |
ViaggIn
Umbria.com
ViaggiEventi.it
Viagginrete-it.it
ottobre
|
Arte e Cultura a Orvieto, dal 23/12/2011 al 08/01/2012
PRESEPE NEL POZZO - IL PRESEPIO EVENTO DI ORVIETO
XXIII edizione: Il Mistero di Giuseppe
Sebbene sia nato per gioco poco più di venti anni fa, quello del Pozzo della Cava è diventato già dalle prime edizioni uno dei presepi più originali e suggestivi d’Italia, tanto da essere annoverato tra le principali tradizioni del Natale umbro e uno degli eventi più partecipati delle Festività orvietane, assieme al più noto festival Umbria Jazz Winter.
Molti sono i punti di forza di questo inusuale presepio sotterraneo, primo fra tutti l’ambientazione, nella grande grotta di origine etrusca che si trova al termine del complesso archeologico del Pozzo della Cava: una suggestiva cavità alta ben 14 metri, in cui il visitatore si muove lungo un percorso elicoidale entrando dal basso e uscendo dall’alto, partecipe della scena e osservatore della Natività da più punti di vista.
Altro elemento irrinunciabile del presepio sono i realistici personaggi meccanici a grandezza naturale: veri automi di dimensioni umane con volti e incarnati in silicone, realizzati da
professionisti degli effetti speciali.
E poi la sorpresa di un allestimento ogni anno diverso, con un nuovo tema conduttore, che unisce ricerca storica di usi, costumi e suppellettili alle leggende e alle tradizioni sul Natale, mescolando testi sacri e miti senza tempo in un continuo gioco di rimandi e citazioni, per creare una ricostruzione immaginaria e immaginifica del primo Natale, in cui il visitatore, catapultato fisicamente dentro la scena, diventa protagonista e testimone dell’evento.
Ad accrescere il fascino del presepio contribuiscono senza dubbio anche le musiche, scelte ogni anno in base al tema dell’allestimento, le luci, che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce, e i semplici ma suggestivi “effetti speciali” che aumentano il realismo delle scene, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, o il luccichio le stelle.
Il Presepe nel Pozzo propone ogni anno un tema diverso, mescolando testi sacri e tradizioni, verità storiche e miti senza tempo.
La Natività 2011‐2012 vuole proporre il punto di vista di Giuseppe, il padre terreno di Gesù:uomo e santo, diretto discendente del re Davide e sposo castissimo della Vergine, impacciato artigiano secondo i Vangeli Apocrifi e vegliardo dal bastone fiorito nell'immaginario tradizionale.
Liberamente ispirato al romanzo «Per amore, solo per amore» di Pasquale Festa Campanile, il Giuseppe del 23° Presepe nel Pozzo è un giusto tra i giusti, che vive da vicino il mistero dell'incarnazione di Cristo, rivelatogli da un sogno in cui un angelo gli chiede di non ripudiare Maria, sebbene aspetti un figlio non suo.
E Giuseppe accetta, tra umane paure e divini conforti, di vivere fino in fondo quel mistero che avrebbe cambiato la storia del mondo. Non sa bene se a sorreggerlo sia la fede, sente solo che tutto quello che fa è frutto di uno sconfinato amore.
Sarà solo il visitatore del presepio, accompagnato dal fedele servitore di Giuseppe, a ripercorrere la storia del falegname e a conoscere il misterioso contenuto di quel sogno rivelatore, che costituirà la Natività onirica del presepio.
LO STRANO CASO DEL POZZO DELLA CAVA
Storia di una famiglia e di tante sorprese
Quello del Pozzo della Cava rappresenta un caso unico nel panorama dei beni culturali italiani: un monumento nazionale riportato alla luce e gestito direttamente dalla famiglia che ne è proprietaria.
Proprio così, le nove grotte ipogee del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto, sono state recuperate e rese visitabili, nel corso degli ultimi venticinque anni, senza che nessun contributo pubblico sia mai stato erogato, né per i lunghi e laboriosi lavori di recupero degli ambienti e dei numerosi ritrovamenti che ospitano, né per la loro promozione e manutenzione.
La singolarità dell’intera struttura è quella di accogliere al suo interno un grande numero di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali gli uni accanto agli altri, quasi stipati nelle grotte che costruiscono il percorso di visita al pozzo, con secoli di storia accavallati in un susseguirsi di usi e riusi degli stessi ambienti.
E spesso le nuove scoperte, avvenute nel corso degli ultimi venti anni hanno aggiunto altre pagine alla storia della città e rimesso in discussione tesi consolidate.
Nel dicembre del 1984, infatti, è stato riscoperto il Pozzo della Cava, forse il ritrovamento più imponente dell’intero complesso, con i suoi 36 metri di profondità e gli oltre quattro di diametro, scavato seguendo la traccia di un pozzetto etrusco ancora visibile. Fu questo il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII (rifugiatosi in città dal sacco di Roma nel 1527) e non quello di San Patrizio, come si era creduto fino al 1999, quando un noto ricercatore orvietano, confrontando date, editti e scritti di Antonio da Sangallo il Giovane, ha risolto l’equivoco.
Non meno singolare la vicenda legata alle due fornaci di ceramica rinvenute al pianterreno delle grotte del Pozzo della Cava, che hanno potuto dimostrare una produzione di maiolica anche nel XV e nel XVI secolo, ritenuti fino ad allora i periodi bui della ceramica orvietana, ed hanno iscritto Orvieto tra i pochissimi centri di produzione dei preziosi “lustri” cinquecenteschi, famosi per l’iridescenza dei loro colori.
E così, continuando a scendere nei sotterranei, tra pozzi‐butti medievali e qualche cunicolo, tra una cisterna etrusca trasformata in cantina e i resti di una casa‐torre duecentesca, si arriva alle ultime grotte del percorso, aperte al pubblico nell’ottobre 2003, dopo più di un anno di lavori. A colpire, oltre all’imponenza di queste “nuove” stanze, la più grande delle quali raggiunge i 14 metri di altezza, è lo straordinario valore dei resti rinvenuti: nonostante una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni, infatti, sono ben identificabili alcune nicchie per urne cinerarie, praticamente identiche a quelle presenti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio. L’eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, in tutto il territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.
L’ultima sorpresa, in ordine di tempo, risale al 2004, in occasione dei lavori per il ripristino del grande arco su Via della Cava che nel Rinascimento costituiva l’unico accesso al pozzo. A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la sua chiusura, avvenuta cono ogni probabilità in seguito alla Guerra di Castro, era stata apposta dalle autorità comunali una lapide nel 1646. Proprio rimovendo quella pietra si è potuto scoprire che l’iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo con bellissimi bassorilievi altomedievali, prelevata dai sotterranei della vicina collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo.
con informazioni utili e immagine della locandina
|
| torna
all'indice |
 |
 |
 |
Comunicati
Turismo.com
16 settembre
|
SCOPRIRE IL SOTTOSUOLO DI ORVIETO
Tra le tante iniziative ad Orvieto, volte a incentivare il turismo nella città umbra, alcune coinvolgono la parte sotterranea. L’Orvieto underground, così, diventa il luogo in cui organizzare delle visite guidate o delle mostre tematiche. Del resto, la particolare composizione della rupe ha permesso la creazione di cunicoli per i più svariati utilizzi: da semplici ambienti per mantenere freschi gli alimenti, a spazi per produrre l’olio extravergine d’oliva o conservare il vino.
Le cavità naturali sotto la città, e le grotte scavate dall’uomo nel corso degli ultimi tremila anni, costituiscono un elemento turistico di grande importanza. Basti pensare che esistono dei percorsi appositi che impiegano la presenza di guide specializzate, al fine di cogliere ogni singolo dettaglio.
La valorizzazione di questa parte di Orvieto è iniziata qualche decennio orsono. Nonostante la consapevolezza che la rupe cittadina fosse ricca di cunicoli, un gruppo di speleologi ha intrapreso un programma di ricerca, che ha portato alla conta di circa 1200 tunnel.
Non tutte le cavità presenti sotto il suolo sono accessibili al pubblico. Tuttavia, nel corso della ricerca, sono stati scoperti e catalogati spazi risalenti al mondo antico, etrusco in particolare.La tendenza degli orvietani a ricorrere al sottosuolo nei momenti più difficili è evidenziata dal Pozzo di San Patrizio, grande architettura fatta costruire nel Cinquecento da Papa Clemente VII. Il suo intento era di trovare una soluzione al problema dell’acqua in caso di assedio. L’enorme cavità, che raggiunge i cinquanta metri di profondità, permetteva di trasportare l’acqua grazie agli animali da soma.
Che Orvieto stia valorizzando il proprio sottosuolo lo dimostra il presepe che ogni anno viene allestito nel Pozzo della Cava, a quasi 40 metri di profondità e in un ambiente davvero suggestivo.
Non meravigliatevi, quindi, se tra le iniziative di carattere turistico Orvieto inserisce eventi nella sua particolare underground!
|
| torna
all'indice |
 |
 |
 |
La7 - La7d
7 - 8 settembre |
UMBRIA FOLK FESTIVAL
belle immagini delle grotte del Pozzo della Cava nello speciale con Pino Strabioli e Greta Mauro sull'edizione 2011 dell'Umbria Folk Festival
|
 |
Media locali
agosto |
CORSI MUSICALI DI CASTELVISCARDO
citazione del Pozzo della Cava tra i partner dei corsi estivi del maestro Cambri
|
 |
Orvieto TV
4 agosto |
ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI DELLA NOSTRA CITTÀ
E DELLE NOSTRE TRADIZIONI
molto spazio al Pozzo della Cava nel filmato che unisce la mostra sulle grotte di Orvieto e la presentazione dell'edizione 2011 dell'Umbria Folk Festival
|
 |
Giorn.
dell'Umbria
Corr. dell'Umbria
2 agosto |
DAGLI ETRUSCHI AI GIORNI NOSTRI - MOSTRA SULLE GROTTE
lunga citazione del Pozzo della Cava e delle sue grotte all'interno dei redazionali per la mostra sul sottosuolo di Orvieto alla chiesa di San Giacomo in Piazza Duomo
|
 |
Il Giornale
dell'Umbria
29 luglio |
IL POZZO E LA CAVA, IL LIBRO
lunga segnalazione dell'uscita del libro «Il Pozzo e la Cava» con una bella scheda sulla pubblicazione e sulla nuova collana «Orvietanità»
|
 |
 |
 |
TurismoItalia
News.it
28 luglio
|
Il cuore profondo di una città d'arte
IL POZZO E LA CAVA - VIAGGIO NELLA ORVIETO MEDIEVALE
Gli affascinanti segreti della Rupe di Orvieto
È disponibile da qualche giorno presso il bookshop del Pozzo della Cava la nuova guida delle grotte e del quartiere più antico di Orvieto (Umbria); presto nuovi titoli della collana "Orvietanità".
Lo spirito del libro, che va oltre la semplice guida per affrontare, attraverso gli stimoli dati dalla Cava, secoli e secoli di "orvietanità", è ben spiegato nell’introduzione.
(TurismoItaliaNews) È uscito da qualche giorno ed è disponibile preso il bookshop e la biglietteria del Pozzo della Cava il nuovo libro "Il Pozzo e la Cava", dal sottotitolo "viaggio nel cuore del quartiere medievale di Orvieto". I testi sono di Marco Sciarra.
"La rupe di Orvieto – si legge nell’introduzione - custodisce scenari magici, dove uomo e natura trovano ogni giorno la loro mutevole armonia attraverso una simbiosi che va avanti da secoli. Sono ambienti in cui è possibile trascorre lo spazio e muoversi nel tempo; si tratta quasi sempre di luoghi non comuni, spesso poco conosciuti e forse proprio per questo più autentici e vivi".
Questa guida, partendo dai numerosi ritrovamenti dei sotterranei del Pozzo della Cava, vi condurrà alla scoperta del più antico rione di Orvieto e proverà ad andare oltre: nello spazio, suggerendovi percorsi inusuali dentro la città e fuori; nel tempo, raccontandovi episodi storici e leggende degli orvietani degli ultimi ventotto secoli; nell’anima, invitandovi a scoprire le tradizioni e il vissuto di un popolo, in un continuo intreccio tra ieri e oggi, tra nobile e plebeo, tra sopra e sotto terra.
I capitoli sono organizzati secondo schede tematiche, ognuna con una trattazione storico-descrittiva "classica" affiancata da un riquadro contenente un approfondimento, una curiosità o una digressione, con lo scopo dichiarato di stimolarvi a costruire il vostro personale viaggio alla scoperta di un territorio da godere con tutti i cinque sensi.
Il volume, che ripercorre anche le fasi di scoperta dei numerosi ritrovamenti delle grotte del Pozzo della Cava e della riapertura del vicinissimo santuario della Madonna della Cava, non è che il primo di una nuova collana, che si chiama appunto "Orvietanità" e che vedrà nei prossimi mesi l’uscita di un libro di testimonianze sulla Chiesa della Cava.
con informazioni utili e immagine della copertina, oltre a link e rimandi agli articoli sui sotterranei del Pozzo della Cava
|
| torna
all'indice |
 |
 |
 |
TerniInRete.it
Rss-Notizie.it
Giornale di
zona
26-27 luglio |
ORVIETO LIBRO «IL POZZO E LA CAVA»
pubblicazione, con informazioni utili e immagini, del nostro comunicato stampa del 16 luglio 2011 in merito all'uscita della nuova guida alle grotte del Pozzo e all'antico rione della Cava
|
 |
TG 360° (RTUA)
Radio Galileo
26 luglio |
ORVIETO LIBRO «IL POZZO E LA CAVA»
lunghe citazioni del libro nel palinsesto delle due emittenti, con notizie all'interno delle trasmissioni e sulle registrazioni disponibili on line
|
 |
TerniInRete.it
Rss-Notizie.it
GiornaleDi
Zona.com
26-27 luglio |
ORVIETO LIBRO «IL POZZO E LA CAVA»
pubblicazione, con informazioni utili e immagini, del nostro comunicato stampa del 16 luglio 2011 in merito all'uscita della nuova guida alle grotte del Pozzo e all'antico rione della Cava
|
 |
OrvietoSi.it
Atlantide
Magazine.it
25 luglio |
È USCITO IL LIBRO «IL POZZO E LA CAVA - VIAGGIO NEL CUORE DEL QUARTIERE MEDIEVALE DI ORVIETO»
pubblicazione, con informazioni utili e immagini, del nostro comunicato stampa del 16 luglio 2011 in merito all'uscita della nuova guida alle grotte del Pozzo e all'antico rione della Cava
|
 |
 |
 |
IViandanti
DellAmore.net
luglio
|
ORVIETO
[...]
Nel celebre quartiere della Cava, cuore della città medievale, si trova un suggestivo complesso ipogeo di grotte ricche di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali. La struttura più importante del percorso è, indubbiamente, il Pozzo della Cava, profondo 36 metri. Esso fu scavato tra il 1528 ed il 1530 dietro commissione di papa Clemente VII con l’intenzione di allargare un pozzo etrusco esistente le cui tracce sono tuttora visibili.
Il pavimento è ricoperto di fango e argilla ed è dotato di un solco che, con ogni probabilità, serviva per far scorrere l'acqua del pozzo. Alla base del cunicolo sono stati trovati 5 fori disposti ad intervalli regolari che servivano, forse, per ospitare un macchinario per sollevare l'acqua.
Il pozzo restò aperto fino al 1646 fino a che le autorità comunali non ne ordinarono la chiusura, come testimonia una lapide originariamente collocata sulla via ed ora custodita in una delle nove grotte che costituiscono il percorso di visita al pozzo.
Una leggenda narra che sia stato chiuso perché vi erano stati gettati 5 ufficiali francesi, per violenza a donne del quartiere della Cava. Altre ipotesi vogliono far risalire la chiusura alla guerra di Castro, durante la quale l'intera Via della Cava fu trasformata in fortificazione, murando tutte le aperture e i vicoli che vi si affacciavano.
Solo negli anni 80 del ‘900 il pozzo fu “scoperto” durante dei lavori di ristrutturazione, ma solamente fino ad una profondità di 25 metri.
È del 1999 la scoperta che il primo pozzo di Orvieto è il Pozzo della Cava e non quello ben più famoso di San Patrizio.
Tra il 1985 e il 2004 sono state riscoperte anche le grotte attorno al pozzo, con le loro cantine, i loro butti (pozzi utilizzati per gettare ossa e rifiuti solidi inorganici), le fornaci.
Il ritrovamento delle due fornaci, una medievale ed una rinascimentale, avvenuto nel 1985, ha dimostrato che Orvieto ha prodotto maiolica anche nel ‘400 e nel ‘500, ritenuti sino ad allora i secoli bui della ceramica orvietana. È altresì visibile una tomba etrusca scavata nel tufo con tanto di giaciglio per il defunto ed alcuni fori laterali. In seguito, la tomba è stata probabilmente trasformata in un follone, ossia un marchingegno usato nel medioevo per lavorare i tessuti.
Tra i reperti etruschi non può poi essere dimenticata la cisterna: uno scavo per la raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle abitazioni. Questa cisterna ha subito una modifica nel Medioevo, venendo inglobata nello scavo per accedere ad alcuni locali collocati al secondo piano sotterraneo ed adibiti già da allora a cantine; è tuttora visibile (e 'funzionante') la scalata con i tipici 'scendibotte', ovvero una coppia di scivoli laterali usati per far rotolare in basso le botti.
L'ultima grande grotta del Pozzo della Cava diventa, dall’antivigilia di Natale alla domenica successiva all’Epifania, diviene il suggestivo scenario di un presepe, allestito con personaggi animati a grandezza naturale, un appuntamento giunto ormai alla 23ª edizione.
con informazioni utili e molte immagini
|
| torna
all'indice |
 |
 |
|