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Rassegna Stampa 2011
[da gennaio a novembre]



NOVEMBRE
[La Nazione - Le Mappe dei Tesori d'Italia - Magnifica Italia - Corriere della Sera - le segnalazioni del Presepe nel Pozzo su bimestrali e periodici sono nella rassegna di dicembre]

SETTEMBRE - OTTOBRE
[La7 - La7d - Viaggi in Umbria - Viaggi Eventi - Viagginrete - Servicedon - Altynsarin - Zaposti - Forum Dalayma - Sciense - Znacomstva - Botov - Rus to Italy - Sane4ka - Gcup - Nhl live - Uastroika - Chel Portal - At world - 2lan - Ranive - Privorot - Off road Master - Comunicati Turismo]


LUGLIO -AGOSTO
[Turismo Italia News - Radio Galielo - Corriere dell'Umbria - Il Giornale dell'Umbria - Orvieto TV - TG 360° - Terni in Rete - I Viandanti dell'Amore - Atlantide - OrvietoSì - Rss Notizie - Giornale di Zona]


MAGGIO-GIUGNO
[Guide di Travelitalia.com - TheWorkingMomsTravel.com - TurismoItaliaNews.it]


MARZO-APRILE
[Etruschi - Enjoy Umbria - testate locali e social network]


GENNAIO-FEBBRAIO
[Corriere dell'Umbria - OrvietoSì - Il Messaggero - TEF Channel - RTUA Notizie - Corriere dell'Umbria - TG 360° - Umbria News - Viva l'Italia - Umbria Week - La Nazione - Il Giornale dell'Umbria - TuttOrvieto - OrvietoNews - Atlantide Magazine - La Voce]


questa pagina non è che una sommaria e parziale raccolta degli articoli usciti nel corso del 2011 in cui si è parlato del Pozzo della Cava, ci scusiamo pertanto per tutte le possibili omissioni, ringraziando tutti colore che vorranno segnalarcele - segnaliamo inoltre che, salvo casi eccezionali, le segnalazioni su blog e siti di recensioni vengono inserite soltanto sulle nostre pagine Facebook e Twitter, che vi invitiamo a visitare e a seguire.
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Magnifica Italia
Corriere
della Sera

9 novembre


ORVIETO: DALLA RUPE AI SOTTERRANEI


pubblicazione on line del meraviglioso filmato realizzato per la grande opera «Magnifica Italia - le meraviglie viste dal cielo» del Corriere della Sera; ben visibile il pozzo (con una discesa dello speleologo) e la cantina medievale

ItaliaMappe.it

3 novembre


POZZO DELLA CAVA- GROTTE E PRESEPE
Un monumento nazionale ...a gestione famigliare

Quello del Pozzo della Cava rappresenta un caso unico nel panorama dei beni culturali italiani:
un monumento nazionale riportato alla luce e gestito direttamente dalla famiglia che ne è proprietaria.

PERCHÉ VENIRE AL POZZO DELLA CAVA?


perché il complesso archeologico
del Pozzo della Cava è molto più che un monumento...
...è una discesa in un affascinante angolo della Orvieto sotterranea che si snoda sotto case e vie della parte più antica della città
...è un tuffo nelle viscere della rupe, tra piccoli tesori ipogei da scoprire in assoluta libertà e in totale sicurezza
...è un insolito spaccato della vita della famosa Urbs Vetus e dei suoi abitanti, fatto di usi e riusi delle stesse cavità in epoche diverse
...è un luogo in cui passato e presente si fondono nel rispetto di ventisette secoli di "orvietanità"
...è un patrimonio di testimonianze riemerse grazie all'impegno privato dopo secoli di buio e silenzio
...è un invito alla scoperta degli Etruschi, del Medio Evo, del Rinascimento e della moderna Città Slow, rivolto a tutti coloro che pensano che Orvieto non sia soltanto Duomo
...è una passeggiata inusuale a soli due passi dal centro, attraverso un intreccio tra sopra e sotto terra, tra interno ed esterno
...è un modo per accorgersi che si può trascorrere lo spazio e ci si può muovere nel tempo
...è undei quei posti difficili da descrivere a chi non c'è stato

LA GRANDE GROTTA DEL POZZO DELLA CAVA
OSPITA IL SUGGESTIVO PRESEPE


Una delle principali caratteristiche del Presepe nel Pozzo è senza dubbio la singolare ambientazione: l'ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale di Orvieto.
Questa scelta, adottata solo dal 2003 e molto gradita dai visitatori, oltre a permettere una ottima fruizione dei ritrovamenti archeologici della prima parte del percorso, concentra l'allestimento in una ambientazione unica, senza suddivisioni in settori separati, facendo sì che lo spettatore si trovi fisicamente dentro la scena, accanto ai personaggi, protagonista egli stesso del presepio.


PRESEPE NEL POZZO


Sebbene sia nato per gioco poco più di venti anni fa, quello del Pozzo della Cava è diventato già dalle prime edizioni uno dei presepi più originali e suggestivi d’Italia, tanto da essere annoverato tra le principali tradizioni del Natale umbro e uno degli eventi più partecipati delle Festività orvietane, assieme al più noto festival Umbria Jazz Winter.
Molti sono i punti di forza di questo inusuale presepio sotterraneo, primo fra tutti l’ambientazione, nella grande grotta di origine etrusca che si trova al termine del complesso archeologico del Pozzo della Cava: una suggestiva cavità alta ben 14 metri, in cui il visitatore si muove lungo un percorso elicoidale entrando dal basso e uscendo dall’altro, partecipe della scena e osservatore della Natività da più punti di vista.
Altro elemento irrinunciabile del presepio sono i realistici personaggi meccanici a grandezza naturale: veri automi di dimensioni umane con volti e incarnati in silicone, realizzati da professionisti degli effetti speciali.
E poi la sorpresa di un allestimento ogni anno diverso, con un nuovo tema conduttore, che che unisce ricerca storica di usi, costumi e suppellettili alle leggende e alle tradizioni sul Natale, mescolando testi sacri e miti senza tempo in un continuo gioco di rimandi e citazioni, per creare una ricostruzione immaginaria e immaginifica del primo Natale, in cui il visitatore, catapultato fisicamente dentro la scena, diventa protagonista e testimone dell’evento.
Ad accrescere il fascino del presepio contribuiscono senza dubbio anche le musiche, scelte ogni anno in base al tema dell’allestimento, le luci, che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce, e i semplici ma suggestivi “effetti speciali” che aumentano il realismo delle scene, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, o il luccichio le stelle.

con immagini e link alle differenti sezioni del nostro sito internet

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La Nazione

1 novembre


NATIVITÀ SULLA RUPE


citazione, nell'articolo sul circuito dei presepi del centro storico di Orvieto, del Presepe nel Pozzo, dato come "molto atteso" - con immagine della Natività del 2004

Media Russi

ottobre


POZZO DELLA CAVA - ORVIETO


vero boom di segnalazioni su portali, media e blog russi, in cui si parla in maniera entusiastica del Pozzo della Cava e delel visite con degustazione


ViaggIn
Umbria.com

ViaggiEventi.it

Viagginrete-it.it


ottobre


Arte e Cultura a Orvieto, dal 23/12/2011 al 08/01/2012
PRESEPE NEL POZZO - IL PRESEPIO EVENTO DI ORVIETO
XXIII edizione: Il Mistero di Giuseppe

Sebbene sia nato per gioco poco più di venti anni fa, quello del Pozzo della Cava è diventato già dalle prime edizioni uno dei presepi più originali e suggestivi d’Italia, tanto da essere annoverato tra le principali tradizioni del Natale umbro e uno degli eventi più partecipati delle Festività orvietane, assieme al più noto festival Umbria Jazz Winter.
Molti sono i punti di forza di questo inusuale presepio sotterraneo, primo fra tutti l’ambientazione, nella grande grotta di origine etrusca che si trova al termine del complesso archeologico del Pozzo della Cava: una suggestiva cavità alta ben 14 metri, in cui il visitatore si muove lungo un percorso elicoidale entrando dal basso e uscendo dall’alto, partecipe della scena e osservatore della Natività da più punti di vista.
Altro elemento irrinunciabile del presepio sono i realistici personaggi meccanici a grandezza naturale: veri automi di dimensioni umane con volti e incarnati in silicone, realizzati da professionisti degli effetti speciali.
E poi la sorpresa di un allestimento ogni anno diverso, con un nuovo tema conduttore, che unisce ricerca storica di usi, costumi e suppellettili alle leggende e alle tradizioni sul Natale, mescolando testi sacri e miti senza tempo in un continuo gioco di rimandi e citazioni, per creare una ricostruzione immaginaria e immaginifica del primo Natale, in cui il visitatore, catapultato fisicamente dentro la scena, diventa protagonista e testimone dell’evento.
Ad accrescere il fascino del presepio contribuiscono senza dubbio anche le musiche, scelte ogni anno in base al tema dell’allestimento, le luci, che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce, e i semplici ma suggestivi “effetti speciali” che aumentano il realismo delle scene, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, o il luccichio le stelle.
Il Presepe nel Pozzo propone ogni anno un tema diverso, mescolando testi sacri e tradizioni, verità storiche e miti senza tempo.
La Natività 2011‐2012 vuole proporre il punto di vista di Giuseppe, il padre terreno di Gesù:uomo e santo, diretto discendente del re Davide e sposo castissimo della Vergine, impacciato artigiano secondo i Vangeli Apocrifi e vegliardo dal bastone fiorito nell'immaginario tradizionale.
Liberamente ispirato al romanzo «Per amore, solo per amore» di Pasquale Festa Campanile, il Giuseppe del 23° Presepe nel Pozzo è un giusto tra i giusti, che vive da vicino il mistero dell'incarnazione di Cristo, rivelatogli da un sogno in cui un angelo gli chiede di non ripudiare Maria, sebbene aspetti un figlio non suo.
E Giuseppe accetta, tra umane paure e divini conforti, di vivere fino in fondo quel mistero che avrebbe cambiato la storia del mondo. Non sa bene se a sorreggerlo sia la fede, sente solo che tutto quello che fa è frutto di uno sconfinato amore.
Sarà solo il visitatore del presepio, accompagnato dal fedele servitore di Giuseppe, a ripercorrere la storia del falegname e a conoscere il misterioso contenuto di quel sogno rivelatore, che costituirà la Natività onirica del presepio.


LO STRANO CASO DEL POZZO DELLA CAVA
Storia di una famiglia e di tante sorprese


Quello del Pozzo della Cava rappresenta un caso unico nel panorama dei beni culturali italiani: un monumento nazionale riportato alla luce e gestito direttamente dalla famiglia che ne è proprietaria.
Proprio così, le nove grotte ipogee del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto, sono state recuperate e rese visitabili, nel corso degli ultimi venticinque anni, senza che nessun contributo pubblico sia mai stato erogato, né per i lunghi e laboriosi lavori di recupero degli ambienti e dei numerosi ritrovamenti che ospitano, né per la loro promozione e manutenzione.
La singolarità dell’intera struttura è quella di accogliere al suo interno un grande numero di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali gli uni accanto agli altri, quasi stipati nelle grotte che costruiscono il percorso di visita al pozzo, con secoli di storia accavallati in un susseguirsi di usi e riusi degli stessi ambienti.
E spesso le nuove scoperte, avvenute nel corso degli ultimi venti anni hanno aggiunto altre pagine alla storia della città e rimesso in discussione tesi consolidate.
Nel dicembre del 1984, infatti, è stato riscoperto il Pozzo della Cava, forse il ritrovamento più imponente dell’intero complesso, con i suoi 36 metri di profondità e gli oltre quattro di diametro, scavato seguendo la traccia di un pozzetto etrusco ancora visibile. Fu questo il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII (rifugiatosi in città dal sacco di Roma nel 1527) e non quello di San Patrizio, come si era creduto fino al 1999, quando un noto ricercatore orvietano, confrontando date, editti e scritti di Antonio da Sangallo il Giovane, ha risolto l’equivoco.
Non meno singolare la vicenda legata alle due fornaci di ceramica rinvenute al pianterreno delle grotte del Pozzo della Cava, che hanno potuto dimostrare una produzione di maiolica anche nel XV e nel XVI secolo, ritenuti fino ad allora i periodi bui della ceramica orvietana, ed hanno iscritto Orvieto tra i pochissimi centri di produzione dei preziosi “lustri” cinquecenteschi, famosi per l’iridescenza dei loro colori.
E così, continuando a scendere nei sotterranei, tra pozzi‐butti medievali e qualche cunicolo, tra una cisterna etrusca trasformata in cantina e i resti di una casa‐torre duecentesca, si arriva alle ultime grotte del percorso, aperte al pubblico nell’ottobre 2003, dopo più di un anno di lavori. A colpire, oltre all’imponenza di queste “nuove” stanze, la più grande delle quali raggiunge i 14 metri di altezza, è lo straordinario valore dei resti rinvenuti: nonostante una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni, infatti, sono ben identificabili alcune nicchie per urne cinerarie, praticamente identiche a quelle presenti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio. L’eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, in tutto il territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.
L’ultima sorpresa, in ordine di tempo, risale al 2004, in occasione dei lavori per il ripristino del grande arco su Via della Cava che nel Rinascimento costituiva l’unico accesso al pozzo. A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la sua chiusura, avvenuta cono ogni probabilità in seguito alla Guerra di Castro, era stata apposta dalle autorità comunali una lapide nel 1646. Proprio rimovendo quella pietra si è potuto scoprire che l’iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo con bellissimi bassorilievi altomedievali, prelevata dai sotterranei della vicina collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo.

con informazioni utili e immagine della locandina

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Comunicati
Turismo.com


16 settembre


SCOPRIRE IL SOTTOSUOLO DI ORVIETO

Tra le tante iniziative ad Orvieto, volte a incentivare il turismo nella città umbra, alcune coinvolgono la parte sotterranea. L’Orvieto underground, così, diventa il luogo in cui organizzare delle visite guidate o delle mostre tematiche. Del resto, la particolare composizione della rupe ha permesso la creazione di cunicoli per i più svariati utilizzi: da semplici ambienti per mantenere freschi gli alimenti, a spazi per produrre l’olio extravergine d’oliva o conservare il vino.
Le cavità naturali sotto la città, e le grotte scavate dall’uomo nel corso degli ultimi tremila anni, costituiscono un elemento turistico di grande importanza. Basti pensare che esistono dei percorsi appositi che impiegano la presenza di guide specializzate, al fine di cogliere ogni singolo dettaglio.
La valorizzazione di questa parte di Orvieto è iniziata qualche decennio orsono. Nonostante la consapevolezza che la rupe cittadina fosse ricca di cunicoli, un gruppo di speleologi ha intrapreso un programma di ricerca, che ha portato alla conta di circa 1200 tunnel.
Non tutte le cavità presenti sotto il suolo sono accessibili al pubblico. Tuttavia, nel corso della ricerca, sono stati scoperti e catalogati spazi risalenti al mondo antico, etrusco in particolare.La tendenza degli orvietani a ricorrere al sottosuolo nei momenti più difficili è evidenziata dal Pozzo di San Patrizio, grande architettura fatta costruire nel Cinquecento da Papa Clemente VII. Il suo intento era di trovare una soluzione al problema dell’acqua in caso di assedio. L’enorme cavità, che raggiunge i cinquanta metri di profondità, permetteva di trasportare l’acqua grazie agli animali da soma.
Che Orvieto stia valorizzando il proprio sottosuolo lo dimostra il presepe che ogni anno viene allestito nel Pozzo della Cava, a quasi 40 metri di profondità e in un ambiente davvero suggestivo.
Non meravigliatevi, quindi, se tra le iniziative di carattere turistico Orvieto inserisce eventi nella sua particolare underground!

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La7 - La7d

7 - 8 settembre


UMBRIA FOLK FESTIVAL


belle immagini delle grotte del Pozzo della Cava nello speciale con Pino Strabioli e Greta Mauro sull'edizione 2011 dell'Umbria Folk Festival

Media locali

agosto


CORSI MUSICALI DI CASTELVISCARDO


citazione del Pozzo della Cava tra i partner dei corsi estivi del maestro Cambri

Orvieto TV

4 agosto


ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI DELLA NOSTRA CITTÀ
E DELLE NOSTRE TRADIZIONI


molto spazio al Pozzo della Cava nel filmato che unisce la mostra sulle grotte di Orvieto e la presentazione dell'edizione 2011 dell'Umbria Folk Festival

Giorn. dell'Umbria
Corr. dell'Umbria

2 agosto


DAGLI ETRUSCHI AI GIORNI NOSTRI - MOSTRA SULLE GROTTE

lunga citazione del Pozzo della Cava e delle sue grotte all'interno dei redazionali per la mostra sul sottosuolo di Orvieto alla chiesa di San Giacomo in Piazza Duomo

Il Giornale
dell'Umbria

29 luglio


IL POZZO E LA CAVA, IL LIBRO

lunga segnalazione dell'uscita del libro «Il Pozzo e la Cava» con una bella scheda sulla pubblicazione e sulla nuova collana «Orvietanità»


TurismoItalia
News.it

28 luglio


Il cuore profondo di una città d'arte
IL POZZO E LA CAVA - VIAGGIO NELLA ORVIETO MEDIEVALE
Gli affascinanti segreti della Rupe di Orvieto

È disponibile da qualche giorno presso il bookshop del Pozzo della Cava la nuova guida delle grotte e del quartiere più antico di Orvieto (Umbria); presto nuovi titoli della collana "Orvietanità".
Lo spirito del libro, che va oltre la semplice guida per affrontare, attraverso gli stimoli dati dalla Cava, secoli e secoli di "orvietanità", è ben spiegato nell’introduzione.

(TurismoItaliaNews) È uscito da qualche giorno ed è disponibile preso il bookshop e la biglietteria del Pozzo della Cava il nuovo libro "Il Pozzo e la Cava", dal sottotitolo "viaggio nel cuore del quartiere medievale di Orvieto". I testi sono di Marco Sciarra.
"La rupe di Orvieto – si legge nell’introduzione - custodisce scenari magici, dove uomo e natura trovano ogni giorno la loro mutevole armonia attraverso una simbiosi che va avanti da secoli. Sono ambienti in cui è possibile trascorre lo spazio e muoversi nel tempo; si tratta quasi sempre di luoghi non comuni, spesso poco conosciuti e forse proprio per questo più autentici e vivi".
Questa guida, partendo dai numerosi ritrovamenti dei sotterranei del Pozzo della Cava, vi condurrà alla scoperta del più antico rione di Orvieto e proverà ad andare oltre: nello spazio, suggerendovi percorsi inusuali dentro la città e fuori; nel tempo, raccontandovi episodi storici e leggende degli orvietani degli ultimi ventotto secoli; nell’anima, invitandovi a scoprire le tradizioni e il vissuto di un popolo, in un continuo intreccio tra ieri e oggi, tra nobile e plebeo, tra sopra e sotto terra.
I capitoli sono organizzati secondo schede tematiche, ognuna con una trattazione storico-descrittiva "classica" affiancata da un riquadro contenente un approfondimento, una curiosità o una digressione, con lo scopo dichiarato di stimolarvi a costruire il vostro personale viaggio alla scoperta di un territorio da godere con tutti i cinque sensi.
Il volume, che ripercorre anche le fasi di scoperta dei numerosi ritrovamenti delle grotte del Pozzo della Cava e della riapertura del vicinissimo santuario della Madonna della Cava, non è che il primo di una nuova collana, che si chiama appunto "Orvietanità" e che vedrà nei prossimi mesi l’uscita di un libro di testimonianze sulla Chiesa della Cava.

con informazioni utili e immagine della copertina, oltre a link e rimandi agli articoli sui sotterranei del Pozzo della Cava

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TerniInRete.it
Rss-Notizie.it
Giornale di zona

26-27 luglio


ORVIETO LIBRO «IL POZZO E LA CAVA»

pubblicazione, con informazioni utili e immagini, del nostro comunicato stampa del 16 luglio 2011 in merito all'uscita della nuova guida alle grotte del Pozzo e all'antico rione della Cava

TG 360° (RTUA)
Radio Galileo

26 luglio


ORVIETO LIBRO «IL POZZO E LA CAVA»

lunghe citazioni del libro nel palinsesto delle due emittenti, con notizie all'interno delle trasmissioni e sulle registrazioni disponibili on line

TerniInRete.it
Rss-Notizie.it
GiornaleDi
Zona.com

26-27 luglio


ORVIETO LIBRO «IL POZZO E LA CAVA»

pubblicazione, con informazioni utili e immagini, del nostro comunicato stampa del 16 luglio 2011 in merito all'uscita della nuova guida alle grotte del Pozzo e all'antico rione della Cava

OrvietoSi.it
Atlantide
Magazine.it

25 luglio


È USCITO IL LIBRO «IL POZZO E LA CAVA - VIAGGIO NEL CUORE DEL QUARTIERE MEDIEVALE DI ORVIETO»

pubblicazione, con informazioni utili e immagini, del nostro comunicato stampa del 16 luglio 2011 in merito all'uscita della nuova guida alle grotte del Pozzo e all'antico rione della Cava


IViandanti
DellAmore.net

luglio


ORVIETO

[...]
Nel celebre quartiere della Cava, cuore della città medievale, si trova un suggestivo complesso ipogeo di grotte ricche di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali. La struttura più importante del percorso è, indubbiamente, il Pozzo della Cava, profondo 36 metri. Esso fu scavato tra il 1528 ed il 1530 dietro commissione di papa Clemente VII con l’intenzione di allargare un pozzo etrusco esistente le cui tracce sono tuttora visibili.
Il pavimento è ricoperto di fango e argilla ed è dotato di un solco che, con ogni probabilità, serviva per far scorrere l'acqua del pozzo. Alla base del cunicolo sono stati trovati 5 fori disposti ad intervalli regolari che servivano, forse, per ospitare un macchinario per sollevare l'acqua.
Il pozzo restò aperto fino al 1646 fino a che le autorità comunali non ne ordinarono la chiusura, come testimonia una lapide originariamente collocata sulla via ed ora custodita in una delle nove grotte che costituiscono il percorso di visita al pozzo.
Una leggenda narra che sia stato chiuso perché vi erano stati gettati 5 ufficiali francesi, per violenza a donne del quartiere della Cava. Altre ipotesi vogliono far risalire la chiusura alla guerra di Castro, durante la quale l'intera Via della Cava fu trasformata in fortificazione, murando tutte le aperture e i vicoli che vi si affacciavano.
Solo negli anni 80 del ‘900 il pozzo fu “scoperto” durante dei lavori di ristrutturazione, ma solamente fino ad una profondità di 25 metri.
È del 1999 la scoperta che il primo pozzo di Orvieto è il Pozzo della Cava e non quello ben più famoso di San Patrizio.
Tra il 1985 e il 2004 sono state riscoperte anche le grotte attorno al pozzo, con le loro cantine, i loro butti (pozzi utilizzati per gettare ossa e rifiuti solidi inorganici), le fornaci.
Il ritrovamento delle due fornaci, una medievale ed una rinascimentale, avvenuto nel 1985, ha dimostrato che Orvieto ha prodotto maiolica anche nel ‘400 e nel ‘500, ritenuti sino ad allora i secoli bui della ceramica orvietana. È altresì visibile una tomba etrusca scavata nel tufo con tanto di giaciglio per il defunto ed alcuni fori laterali. In seguito, la tomba è stata probabilmente trasformata in un follone, ossia un marchingegno usato nel medioevo per lavorare i tessuti.
Tra i reperti etruschi non può poi essere dimenticata la cisterna: uno scavo per la raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle abitazioni. Questa cisterna ha subito una modifica nel Medioevo, venendo inglobata nello scavo per accedere ad alcuni locali collocati al secondo piano sotterraneo ed adibiti già da allora a cantine; è tuttora visibile (e 'funzionante') la scalata con i tipici 'scendibotte', ovvero una coppia di scivoli laterali usati per far rotolare in basso le botti.
L'ultima grande grotta del Pozzo della Cava diventa, dall’antivigilia di Natale alla domenica successiva all’Epifania, diviene il suggestivo scenario di un presepe, allestito con personaggi animati a grandezza naturale, un appuntamento giunto ormai alla 23ª edizione.

con informazioni utili e molte immagini

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Turismo
ItaliaNews

10 maggio


GLI AFFASCINANTI SEGRETI DELLA RUPE DI ORVIETO

Un suggestivo percorso sotterraneo nel quartiere medievale di Orvieto, attraverso grotte ricche di ritrovamenti archeologici riportati alla luce dopo secoli di silenzio e grazie soltanto all’impegno privato della famiglia che ne è proprietaria. Il Pozzo della Cava e le sue Grotte sono un’autentica attrazione e per chi si trova nella città del Duomo, in Umbria, una visita è irrinunciabile.

(TurismoItaliaNews) Tutto comincia in epoca remotissima quando l’azione eruttiva di alcuni vulcani depositò un’enorme quantità di materiali, fino a formare un’enorme piattaforma in tufo brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna.
Ovvero quella piattaforma sulla quale (a 325 metri sul livello del mare) si è sviluppata Orvieto, in posizione strategica che domina la valle sottostante in cui scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere.

La storia ha di che raccontare da queste parti e inevitabilmente le sorprese non finiscono mai. Le vicende del Pozzo della Cava, tra le principali emergenze archeologiche, riannodano i sottili fili della cronaca di decine di secoli. Basti considerare che il Pozzo è un enorme foro nel tufo di 36 metri di profondità, scavato dagli Etruschi per attingere acqua sorgiva ed ampliato per ordine di Papa Clemente VII tra il 1527 e il 1530 con lo scopo di rifornire la città in caso di assedio. Chiuso al pubblico nel 1646, quando in seguito ad una rissa vi furono gettati cinque ufficiali francesi; è stato riscoperto nel dicembre del 1984 e nel 2004 è stato ripristinato il suo originale accesso.

Ma lo scenario è decisamente più complesso. C’è infatti anche una Fornace che ha tramandato gli ambienti di lavoro e il forno di un laboratorio medievale di ceramica, con diversi utensili originali e numerosi scarti di fabbricazione in terracotta e in maiolica. Questa è di fatto la prima fornace orvietana di cui sia stato possibile documentare una produzione nel Quattrocento, ritenuto il secolo buio della ceramica orvietana.

E come accade in queste situazioni, i "Butti" – vale a dire i piccoli pozzi medievali usati per gettare rifiuti dalle abitazioni - sono diventati nel tempo vere e proprie miniere di reperti antichi.

Da vedere ci sono poi quella che è denominata "la Tomba", ovvero il giaciglio di una tomba etrusca, riadattato nel medioevo per costruire un follone, ossia uno strumento per lavorare i tessuti; la Cisterna, uno scavo etrusco per la raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle abitazioni, con il tipico intonaco a "cocciopesto", realizzato impastando malta e terracotte finemente triturate; la Cantina: un locale sotterraneo scavato durante il medioevo per produrre e conservare il famoso vino di Orvieto; la Muffola, cioè i resti di una piccola fornace per il "terzo fuoco" dei preziosi lustri rinascimentali. E si badi che quest’ultimo è l’unico ritrovamento del genere in Umbria. E ancora, il Pilastro di Tufo, uno dei grandi piloni delle fondamenta della torre medievale di uno dei figli di Simone Filippeschi; la Necropoli Rupestre, resti delle pareti di fondo di alcune sepolture etrusche arcaiche riportate alla luce nel corso del 2002 e aperte al pubblico nell’ottobre 2003. Infine la Cava, enorme grotta etrusca trasformata nell’Ottocento in una cava di tufo.

Per Orvieto tutto questo significa aver ricomposto una parte irrinunciabile del complesso mosaico della propria storia. Alla visita alle antichità, si accompagna inevitabilmente un salto nel presente.

La Bottega del Buon Vino presenta vini, liquori e specialità gastronomiche locali, con una intera linea di prodotti esclusivi con il marchio "Pozzo della Cava"; oltre agli spuntini e alle degustazioni è attivo (soltanto a pranzo) un servizio pasto alla carta. Trovano poi una vetrina le arti minori dell’artigianato orvietano, ceramiche d’arte eseguite appositamente per il Pozzo della Cava; da segnalare le riproduzioni dei reperti in ceramica medievale e rinascimentale rinvenuti nelle grotte. Non manca un angolo bookshop con guide e monografie sulla città di Orvieto e sull’Umbria.

con informazioni utili, link e molte immagini

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Guide
di Travelitalia

maggio


POZZO DELLA CAVA
Orvieto / Italia

E’ un pozzo che risale al periodo etrusco, ma che fu utilizzato anche nel Medioevo. Fra il 1528 ed il 1530, esso fu ingrandito per volere di papa Clemente VII, con l’intenzione di attingervi acqua in caso di assedio. La cavità è impressionante, sia per la profondità (36 metri), sia per le storie che intorno ad essa sono fiorite.
Dopo che vi furono gettati quattro soldati francesi, il pozzo fu chiuso nel 1646 e restò ignorato per più di tre secoli. Ma la sua pericolosità non cessò con la chiusura al pubblico. Le proposte di coprirlo con una grata e di chiuderlo con chiave non ebbero seguito, e nel 1854 un bambino di diciannove mesi vi cadde dentro, ed annegò. Il pozzo fu “ritrovato“ nel 1984: nel 1996 la cavità è stata svuotata dei detriti accumulatisi nel tempo, e fu di nuovo raggiunta la falda acquifera. Attualmente il Pozzo della Cava fa parte di un interessante percorso archeologico sotterraneo, nel quartiere medievale di Orvieto. Il percorso si snoda attraverso grotte ricche di ritrovamenti archeologici, recentemente riportati alla luce. A Natale, il pozzo ospita un suggestivo presepio, diverso ogni anno, ma sempre notevole per allestimento artistico e per ambientazione storica

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The Working
Mom's Travels

maggio


Dining in Orvieto
LA BOTTEGA DEL BUON VINO

Open only for lunch (as of March 24, 2011), La Bottega del Buon Vino was worth the walk down and back up the steep Via della Cava. For one, it occupies a sectionof an excavated Etruscan cave, which is also a museum; second, the food was mind-numbingly delicious!
The dining area is not very large, maybe seven tables, and is accessed by walking through the bottega (store).
The plates were of deliciousness for us. I had gnocchi with butter and sage and it is near the top of the list of my most memorable meals ever. It didn’t look like much but the taste was extraordinary! The gnocchi just about melted in my mouth.
I wish I had some right now.

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Testate locali
e social ntwk

fine aprile


Pozzo della Cava
NUOVO LOOK PER IL SITO DEL POZZO

pubblicazione, integrale o parziale, del nostro comunciato stampa del 25 aprile; particolarmente viva la comunità web nel segnalare l'iniziativa anche attraverso Facebook e altri social network, così come nei vari tweet e retweet della rete


EnjoyUmbria.it

aprile


IL POZZO DELLA CAVA E LE SUE GROTTE
Orvieto

Un suggestivo percorso sotterraneo nel quartiere medievale di Orvieto, attraverso grotte ricche di ritrovamenti archeologici recentemente riportati alla luce dopo secoli di silenzio grazie soltanto all’impegno privato della famiglia che ne è proprietaria. Quello del Pozzo della Cava rappresenta un caso unico nel panorama dei beni culturali italiani: un monumento nazionale riportato alla luce e gestito direttamente dalla famiglia che ne è proprietaria. Proprio così, le nove grotte ipogee del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto, sono state recuperate e rese visitabili, nel corso degli ultimi venti anni, senza che nessun contributo pubblico sia mai stato erogato, né per i lunghi e laboriosi lavori di recupero degli ambienti e dei numerosi ritrovamenti che ospitano, né per la loro promozione e manutenzione.
La singolarità dell’intera struttura è quella di accogliere al suo interno un grande numero di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali gli uni accanto agli altri, quasi stipati nelle grotte che costruiscono il percorso di visita al pozzo, con secoli di storia accavallati in un susseguirsi di usi e riusi degli stessi ambienti. E spesso le nuove scoperte, avvenute nel corso degli ultimi venti anni hanno aggiunto altre pagine alla storia della città e rimesso in discussione tesi consolidate. Nel dicembre del 1984, infatti, è stato riscoperto il Pozzo della Cava, forse il ritrovamento più imponente dell’intero complesso, con i suoi 36 metri di profondità e gli oltre quattro di diametro, scavato seguendo la traccia di un pozzetto etrusco ancora visibile. Fu questo il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII (rifugiatosi in città dal sacco di Roma nel 1527) e non quello di San Patrizio, come si era creduto fino al 1999, quando un noto ricercatore orvietano, confrontando date, editti e scritti di Antonio da Sangallo il Giovane, ha risolto l’equivoco. 
Non meno singolare la vicenda legata alle due fornaci di ceramica rinvenute al pianterreno delle grotte del Pozzo della Cava, che hanno potuto dimostrare una produzione di maiolica anche nel XV e nel XVI secolo, ritenuti fino ad allora i periodi bui della ceramica orvietana, ed hanno iscritto Orvieto tra i pochissimi centri di produzione dei preziosi “lustri” cinquecenteschi, famosi per l’iridescenza dei loro colori. E così, continuando a scendere nei sotterranei, tra pozzi-butti medievali e qualche cunicolo, tra una cisterna etrusca trasformata in cantina e i resti di una casa-torre duecentesca, si arriva alle ultime grotte del percorso, aperte al pubblico nell’ottobre 2003, dopo più di un anno di lavori.  A colpire, oltre all’imponenza di queste “nuove” stanze, la più grande delle quali raggiunge i 14 metri di altezza, è lo straordinario valore dei resti rinvenuti: nonostante una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni, infatti, sono ben identificabili alcune nicchie per urne cinerarie, praticamente identiche a quelle presenti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio. L’eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, in tutto il territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.
L’ultima sorpresa, in ordine di tempo, risale al 2004, in occasione dei lavori per il ripristino del grande arco su Via della Cava che nel Rinascimento costituiva l’unico accesso al pozzo. A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la sua chiusura, avvenuta cono ogni probabilità in seguito alla Guerra di Castro, era stata apposta dalle autorità comunali una lapide nel 1646. Proprio rimovendo quella pietra si è potuto scoprire che l’iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo con bellissimi bassorilievi altomedievali, prelevata  dai sotterranei della vicina collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo.

con piccola galleria fotografica

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Etruschi.name

aprile


Il mistero degli Etruschi
IL PERCORSO ARCHEOLOGICO DEL POZZO DELLA CAVA

segnaliamo questo lungo dossier apparso in un blog, perché, pur nella semplicità della trattazione, offre una cifra del gradimento del pubblico per il percorso archeologico del Pozzo della Cava

Intanto diciamo il percorso archeologico del Pozzo della Cava è stata forse la maggiore sorpresa della nostra visita ad Orvieto.
Attenti: non stiamo dicendo che il Pozzo della Cava sia la cosa più bella di Orvieto, ma è quella che non Ti aspetti e quindi più Ti sorprende e per questo ne consigliamo sicuramente la visita.
L'ingresso è da via della Cava e subito si scende sottoterra nel tufo ...
Le scale sono facili, sicure e nessun passaggio è troppo difficoltoso, quindi tranquilli e godetevi la visita.
La prima cosa che si incontra prima un classico "butto a fiasco" e poi un secondo butto a pareti verticali profondamente scavato nel tufo.
Il riuso negli anni della struttura ha fatto si che nel medioevo questo condotto sia stato usato come butto, anche se IO dubito che chiunque scavi un tunnel solo per poi riempirlo.
Lascaiato questo livello si scende di una rampa di scale e si entra nella stanza del Pozzo della Cava vero e proprio ...
... e, protetti da una grata di ferro, ci si affaccia sul pozzo!
Il pozzo, che ovviamente è scavato nel tufo, ha una profondità di ben 36 mt, ovvero quanto serve per raggiungere la sorgiva della falda acquifera.
Guardando bene la struttura del pozzo di vede che esso è costutuita da due parti: una recente di forma cilindrica dal diametro circa 3,4 mt ed una antica, che oggi sembra una grande scalatura sul tufo, di origine etrusca.
E' si perchè il Pozzo della Cava lo hanno scavato gli Etruschi nel VI secolo a.C..
La vista del Pozzo della Cava non conclude la visita, anzi è il primo passo del percorso.
A seguire poi si incontrano, tra le altre cose: una tomba Etrusca ... riusata come butto, una cisterna... riusata come cantina e una grande cava mediovale di tufo.
Il riuso degli spazi nei secoli è comune agli ambienti maggiormente antropizzati ed Orvieto non ne è da meno
Una curiosità ... macabra.
Il Pozzo della Cava restò aperto fino al 1646 quando le autorità Pontificie ne decretarono la chiusura.
Il motivo?
Occultamento di cadavere anzi cadaveri ovvero quelli di cinque ufficiali francesci accusati di aver violentato le donne del quartiere.
Una leggenda?
Forse, ma resta il fatto che nel 1820 il Delegato Apostolico di Viterbo "sentiva" l'esigenza di mettere in guardia gli Orvietani da eviater di occultare cadaveri dentro il Pozzo della Cava.
Come molte cose l'oblio del tempo aveva quasi fatto "perdere" la conoscenza dell'esistenza del Pozzo della Cava.
Sono stati dei lavori di ristrutturazione avvenuti nel dicembre 1984 a far riportare alla luce questo pozzo, che al momento del ritrovamente da parte di Tersilio Sciarra era di "soli" 25 mt di profondità, contro i 36 mt attuali.
Poi sono stati necessari altri 12 anni per riportare la struttura nelle condizione che vediamo oggi.
Abbiamo già detto che il Pozzo della Cava, inteso come pozzo fisico per attingere acqua, è di scavo Etrusco.
Oltre a questo nel percorso si trova un pessimo esempio di riuso di una tomba etrusca: da tomba a vasca per ammorbidire i tessuti o come dice il cartello indicatore posto sul posto: da tomba a follone.
Nelle due ultime grotte, riportate alla luce solo nel 2002, si vedono due nicchie (una per grotta) con una vaschetta laterale.
Solchi orizzontali uniti a numerosi fori nel tufo fanno supporre la presenza di una necropoli rupestre Etrusca arcaica sostalzialmente perduta.
Risaliti di un livello dalla quota del Pozzo della Cava si entra nell'ampio ambiente della cisterna Etrusco Romana. Anche in questo caso il riuso è evidente in quanto in epoca medioevale fu tagliata di lato per consentire l'accesso alla cantina sita al piano inferiore.
Il serbatoio originale è Etrusco e realizzato con la tecnica dell'impasto della calce con frammenti di terracotta grossolanamente frantumati ovvero il cocciopesto.
Ma come funzionava la cisterna?
Ovviamente l'acqua doveva essere raccolta dai tetti e con dei pluviali in terracotta (tipo quelli che vedete nella foto) veniva trasportata all'interno della grotta.
Durante il percorso l'acqua la si faceva passare per uno strato di ghiaia / rena che la purificava.
Sempre nella zona dell'apertura verso la cantina si può vedere lo scendi botte realizzato con una coppia di svivoli ed utilizzato per far rotolare in su e giù da sempre le botti di vino.
Temperatura praticamente costante tutto l'anno, umidit` elevata ed assenza di luce solare fanno di queste grotte una barriccaia naturale per mettere a dimora il proprio vino.
L'ultima grotta che troviamo è la più grande di tutto il percorso.
Questa cava di tufo fu usata fino al 1800 e sulle pareti si vedono ancora i segni dei cunei usati per rompere i blocchi di tufo.
La sua altezza è di circa 14 mt con una larghezza poco inferiore.
Anche in questo caso i successivi riusi hanno letteralmente cancellato le origini probabilmente Etrusche.
Lo scenario è veramente bello e le fotografie non ne rendono merito.
Una curiosità.
Sul fondo di questa grotta artificiale c'era il fondo di un pozzo o di una cxisterna, ma gli scavi del 1800 hanno pulito tutto.

con foto, box informativi in un vero minisito dedicato al Pozzo della Cava

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Il Mesaggero

9 gennaio


Oggi ultima giornata per vedere l'allestimento
IL PRESEPE CHE COMMUOVE MONSIGNORE
Parole di elogio da Giovanni Scanavino all'esposizione del Pozzo della Cava


Orvieto- Ultime ore per il Presepe nel Pozzo che oggi chiuderà i battenti. Tra i visitatori eccellenti di euqste ultime giornate, dopo il Sindaco Concina la scorsa domenica, la'ltro ieri è stata la volta del Vescovo di Orvieto-Todi, Monsignor Giovanni Scanavino che, al termine della visita ha dichiarato: "Mi sembra il frutto di una fede pensante. Molti cristiani non sono più abituati a pensare i misteri della fede e questo presepio ci fa capire che più pensiamo con sincerità e più scopriamo prospettive nuove. La collocazione della Madonna, con quel Magnificat cosmico che unisce l'inizio al tempo presente, è il messaggio più bello di speranza grande per chi crede e per chi sa leggere la storia con gli occhi della fede. Speranza che si ripete ogni sera in ogni chiesa con la recita del Magnificat e che sarebbe bellissimo si ripetesse anche in ogni casa. La scena conclusiva del Presepe nel Pozzo fa vedere come si possono superare le contraddizioni con la purezza di una mente che sa comprendere la speranza di Dio. Complimenti per l'indicazione di un metodo che dovrebbe caratterizzare il nostro pensare cristiano".
Il pomeriggio "cavajolo" del vescovo si è concluso con una breve visita alla chiesa della Madonna della Cava e con un saluto alla segretaria della Associazione Culturale "La Cava e i Cavajoli" e ad alcuni membri della Pia Unione della Madonna della Cava.

con foto e box informativi

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Corriere
dell'Umbria

9 gennaio


Il Vescovo ha visitato la Natività nel Pozzo giunta alla 22° edizione
"SCOPRIAMO PROSPETTIVE NUOVE"


"Mi sembra il frutto di una fede pensante. Molti cristiani non sono più abituati a pensare i misteri della fede e questo presepio ci fa capire che più pensiamo con sincerità e più scopriamo prospettive nuove. La collocazione della Madonna, con quel Magnificat cosmico che unisce l'inizio al tempo presente, è il messaggio più bello di speranza grande per chi crede e per chi sa leggere la storia con gli occhi della fede. Speranza che si ripete ogni sera in ogni chiesa con la recita del Magnificat e che sarebbe bellissimo si ripetesse anche in ogni casa. La scena conclusiva del Presepe nel Pozzo fa vedere come si possono superare le contraddizioni con la purezza di una mente che sa comprendere la speranza di Dio. Complimenti per l'indicazione di un metodo che dovrebbe caratterizzare il nostro pensare cristiano".
Queste le parole di monsignor Giovanni Scanavino, vescovo della diocesi di Orvieto-Todi, dopo aver visitato il 22° Presepe nel Pozzo, che proprio stasera cala il sipario su un'edizione quanto mai fortunata e particolarmente gradita dal pubblico. Un legame, quello tra il presule e l'attivissimo quartiere cavajolo, fattosi ancora più stretto dopo che il giorno di Capodanno sulla facciata della piccola chiesa nel cuore della Cava è stato affisso un manifesto di sostegno e solidarietà a padre Scanavino.
Quest'ultimo, dal canto suo, non ha mancato di visitare la chiesa della Madonna della Cava e di porgere un saluto alla segretraria dell'associazione culturale "La Cava e i Cavajoli" e ad alcuni membri della Pia Unione della Madonna della Cava.
Quanto al presepe-evento della Cava, che quest'anno ha scelto il tema de "Il lupo e l'agnello" per raccntare una natività decisamente insolita, si conferma senza dubbio un apputamento irrinuciabile, non solo per gli orvietani. Che, solo per la giornata di oggi, possono approfittare per visitare anche gli altri allestimenti appartenenti al circuito dei presepi sulla Rupe, prima che anche questo chiuda ufficialmente i battenti.

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La Nazione

7 gannaio


IN BICI ALLA SCOPERTA DEGLI ETRUSCHI


segnalazione del Pozzo della Cava tra le tappe irrinunciabili del tour in bici alla scoperta degli Etruschi, da Perugia a Orvieto


segnalazioni
del Presepio
2010-2011

gennaio


Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche che hanno segnalato il Presepe nel Pozzo e/o pubblicato i nostri comunicati stampa nelle loro edizioni del mese di gennaio (e di cui siamo venuti a conoscenza)

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