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Rassegna Stampa
del mese di dicembre 2001



Dato il grande numero di articoli e servizi giornalistici riguardanti il Natale al Pozzo della Cava, abbiamo deciso di separare la nostra rassegna on-line del mese di dicembre da quella del resto dell'anno

GR2 - Radio24 - AL - La Bacchetta Magica - Corriere della Sera - Il Messaggero - Isoradio - Sette - AutoCarvan - Festival News - Diario di bordo - Ciao Radio - RTUAquesio - Umbria Regione - Qui Touring - Il Bollettino Salesiano - Foglio Giallo - Oggi - Mondoscuola.it - Umbria2000.it - PleinAir.it - TV Sorrisi e Canzoni - Paginesi - Finesettimana - Weekendit - Agipress - Turismo - Volipindarici - PrimaPagina - Il Giornale dell'Umbria - Encanta - DonneInViaggio - UmbriaEventi - Mani di Fata - IM


questa pagina non è che una sommaria e parziale raccolta degli articoli usciti nel dicembre 2001 in cui si è parlato del Pozzo della Cava, ci scusiamo pertanto per tutte le possibili omissioni, ringraziando tutti colore che vorranno segnalarcele
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Corriere
della Sera

29 dicembre


Orvieto
IL PRESEPE NEL POZZO


A ogni paese il suo presepe. Tra i più originali c'è quello realizzato nelle grotte sotterranee di Orvieto con personaggi animati a grandezza naturale (tel. 0763.341029).


GR2 - RadioRai

25 dicembre


IL PRESEPE NEL POZZO

Per la puntata natalizia, un servizio particolare su un presepio particolare...

intervista telefonica sul presepio e sul tema dell'anno


Il Giornale
dell'Umbria

23 dicembre


Un presepe movente di grande effetto in un luogo suggestivo
ORVIETO, UNA RIEVOCAZIONE NEL POZZO


Un allestimento particolare quello del Presepe nel Pozzo di Orvieto. Una delle caratteri-stiche del Presepe nel Pozzo è senza dubbio la singolare ambientazione, in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto. Una parte del presepio è addirittura allestita -grazie al prezioso contributo di esperti speleologi- all'interno del pozzo quasi sospesa su uno strapiombo di oltre trenta metri di profondità (solitamente il pozzo ospita la Natività o l'elemento attorno a cui ruota il tema dell'anno). E' comunque una ambientazione continua, senza suddivisioni in scene separate; in questo modo lo spettatore si trova fisicamente dentro il presepio, accanto ai personaggi e in mezzo alla scena.
Ogni anno i costumi, le suppellettili e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo, e la stessa cura nella ricostruzione storica viene messa nella preparazione dei cibi [rispet-tando le antiche ricette kasher] e nella selezione delle musiche, che rispecchiano gli strumenti, i ritmi, le intonazioni e la lingua del periodo. Tutto questo per ricreare un angolo sempre diverso della Betlemme del primo Natale, una piccola fetta di quella terra straniera e stranissima, dove si parlava in Aramaico e si pregava in Ebraico, dove non c'erano libri al di fuori della Thorà, e dove tutto era soggetto alla legge di Yaweh.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche, adoperando lattice, gomme e resine speciali per la riprodu-zione della pelle umana, dei peli o delle squame degli animali, basandosi su calchi fatti dal vero o su modelli appositamente realizzati. Molto importante è anche l'aggiunta del particolari (occhi, ciglia, capelli), e, ovviamente, il trucco. Nella scelta del lineamenti delle persone si cerca di riprodurre le caratteristiche somatiche del popolo ebraico di duemila anni fa.
Oltre ad essere a grandezza naturale, i personaggi si muovono, animati da congegni meccanici appositamente realizzati con l'impiego di piccoli motori silenziosi. La scelta dei movimenti dipende, ovviamente, dal personaggio, dalla scena e dal suo inserimento nel tema dell'anno: molto spesso si tratta di azioni ricorrenti nella vita quotidiana di un piccolo centro palestinese di quel periodo. Ad accrescere il realismo del presepio contribuiscono, inoltre, le luci (che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce) ed altri "effetti speciali", come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, le stelle.
Quest'anno l'ambientazione è quella del mercato. Un percorso a ritroso nella Bethlehem dell'anno zero, una cittadina in cui sono accorsi astrologi da tutto il mondo per vedere la stella e coloro che si recano per farsi registrare nel censimento. Le vie e i vicoli vengono trasformati in un improvviso mercato popolato da personaggi di vario genere. Poco distante da questa atmosfera viva del mercato la stalla della natività.

con foto di alcuni scorci dei presepi degli anni passati
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PrimaPagina

22 dicembre


Nel 2000 fece scandalo per aver esposto
la Madonna con un seno nudo
INSOLITO PRESEPE NELLE VISCERE DI ORVIETO


ORVIETO - Di presepi monumentali o comunque singolari ce ne sono tanti, in Italia. Ma quello che da 13 anni viene allestito all'intemo del "Pozzo della cava" ad Orvieto è senza dubbio uno dei più suggestivi. I costumi, le suppellettili e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo. E la stessa cura viene messa nella preparazione dei cibi, nella selezione delle musiche che rispecchiano i ritmi, le intonazioni, la lingua del periodo. Insomma un angolo della Betlemme del primo Natale nelle viscere di Orvieto.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche. Gli stessi personaggi si muovono, animati da congegni meccanici e da motori silenziosi. Le luci riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce ed altri effetti, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, le stelle...
Allestito in un dedalo di grotte e cunicoli che si snoda nel sottosuolo del quartiere medie-vale di Orvieto, il "presepe nel pozzo" presenta ogni anno un tema diverso. Quest'anno il tema prescelto è "il mercato" e come è già avvenuto qualche volta in passato la "Natività" sarà ospitata proprio nella cavità che congiunge la parte etrusca del Pozzo della Cava con il grande scavo rinascimentale.
Un modo per segnare un "distacco" della scena pacata della nascita del Messia, dalla bolgia del mercato, dal caos della mercificazione di tutto: dall'acqua alla propria persona, in cui il visitatore si troverà a passare. Per posizionare i personaggi della Sacra Famiglia c'è voluto l'intervento di esperti speleologi che si sono calati nel pozzo fino a 30 metri di profondità.
Il Presepe nel Pozzo della Cava suscitò un anno fa un certo scalpore per una scena considerata "scandalosa": un seno nudo della Madonna nell'atto dell'allattamento. Ne parlò anche la Rai.

seguono foto, informazioni e orari
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Ambiente di Casa
Radio24

22 dicembre


IL PRESEPE NEL POZZO

Anche il presepe di Ambiente di Casa è diverso. Allestito in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto. Ne illustra la magia uno degli organizzatori, Marco Sciarra.
.....

segue intervista telefonica sul presepio e sugli aspetti più singolari, dall'allestimento speleologico alle musiche
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Turismo.it

22 dicembre


IL PRESEPIO IN FONDO AL POZZO

(Orvieto) L'edizione 2002-2003 del Presepe nel Pozzo si presenta sicuramente come una C’è un piccolo capolavoro di intelligenza e grazia nascosto nell’Orvieto sotterranea. A fare “spettacolo” è ancora una volta il primo evento del mondo cristiano allestito questa volta in una ambientazione del tutto particolare: le grotte sotterranee che si snodano sotto il quartiere medievale della città. Una parte del presepe è addirittura allestita, grazie al contributo di esperti speleologi, all’interno del Pozzo della Cava.
L’idea, nata quasi per gioco, di allestire un presepe all’interno del Pozzo della Cava ha riscosso talmente tanto successo da far sì che questa piccola manifestazione sia oggi da annoverare tra le tradizioni del Natale orvietano. È il tredicesimo anno consecutivo di allestimento di questo singolare presepe sotterraneo, in cui i personaggi semoventi a grandezza naturale, realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, popolano per alcuni giorni le grotte che costituiscono il percorso per la visita al Pozzo.
L’allestimento diverso di anno in anno, ha la particolarità di non dividersi in scene separate, costituendo un ambiente continuo nel quale il visitatore può camminare, grazie anche alla particolare cura dedicata all’ambientazione: gli abiti, gli arredi e gli elementi scenografici sono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo. Lo stesso vale per le musiche che rispecchiano i ritmi, le intonazioni e la lingua della Palestina nei tempi antichi.
Il tema scelto quest’anno dagli organizzatori è Il Mercato. Saremo catapultati nella Betlemme dell'anno zero, nella confusione di quella piccola città della regione di Giuda, assediata da astrologi stranieri accorsi per vedere la stella, con gli alloggi pieni di gente venuta a farsi registrare nel grande censimento dell'impero romano. In una terra stranissima, in cui si parla aramaico e si prega in ebraico, i letterati scrivono in greco e leggono in latino e dove tutto è soggetto alla legge di quello strano e unico Dio di cui non si conosce il nome.
Nell’accurata ricostruzione poche botteghe affollate per fare scorte, vie e vicoli trasformati in un improvvisato mercato di ogni cosa, e popolate dalle inquietanti e bizzarre presenze di magi, maghi, storpi, accattoni, ladri. E in questo caos, appena riparata da una grotta divenuta il suo albergo, una giovane donna di Nazareth ha avuto un figlio. Ad accrescere il realismo del presepe contribuiscono anche le luci, che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce, e altri effetti speciali, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, le stelle.
Tra le novità di quest'anno, anche la possibilità di prenotare delle visite speciali con una piccola degustazione di cibi preparati secondo le antiche ricette della cucina kasher ricostruite a partire dalla Bibbia e dai testi ebraici di 2000 anni fa, in maniera che quella che nasce come un semplice sguardo ad uno dei tanti presepi d'Italia possa trasformarsi in una esperienza straordinaria, da vivere con tutti e cinque i sensi.

seguono recapiti e informazioni
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Volipindarici.it

dicembre


PRESEPE NEL POZZO

è riprodotto, in sintesi e con una selezione delle foto, la suddivisione in pagine del sito internet del presepio, creando un vero mini-sito dedicato all'evento natalizio del Pozzo della Cava, di cui siamo venuti a conoscenza assolutamente per caso...


Agipress

20 dicembre


PRESEPE NEL POZZO

Immaginate di trovarvi nella Bethlehem dell'anno zero...
.....
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Siete nell'ambiente giusto per partecipare alla natività del Signore. E nello stesso tempo siete ad Orvieto al Pozzo della Cava...
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segue articolo sul presepio
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AL

dicembre


Una Famiglia speciale e le tante meraviglie
di una tra le più belle città d'Italia, Orvieto
A ORVIETO COL PRESEPE... NEL POZZO


Immaginate di trovarvi in un borgo assediato da astrologi accorsi a vedere la Cometa, tra vie e vicoli popolati di inquietanti e bizzarre presenze dove all'improvviso spuntano una grotta e una Famiglia non convenzionale alle prese con un neonato speciale...
Non siete a Betlemme, ma a Orvieto dove ogni Natale, da tredici anni, prende vita un Presepe straordinario di figure tridimensionali mosse da congegni meccanici, nella suggestiva ambientazione del Pozzo della Cava, un percorso di grotte ricche di ritrova-menti archeologici che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale della città.
Dal 23 dicembre fino al 13 gennaio ci si può dunque immergere nella magica atmosfera della Natività, direttamente sulla scena, a stretto contatto con i principali protagonisti.
Se l'idea di un Presepe quasi sospeso su uno strapiombo di oltre trenta metri è, di per sé, stupefacente, Orvieto (da "urbs vetus", città antica) non esaurisce qui le sue innu-merevoli attrattive: alle meraviglie sotterranee (e non solo) di Etrusca memoria, come i resti di un'area sacra sotto il Palazzo del Popolo o il Tempio del Belvedere, si uniscono testimonianze medievali e di epoca moderna.
.....

segue un bellissimo articolo sulle grotte e sulle altre bellezze di Orvieto
e del suo territorio, con riferimenti agli eventi, ai ristoranti, ai monumenti,...
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La Bacchetta
Magica

dicembre


ORVIETO, IL PRESEPE NEL POZZO

Il mondo dei presepi, dei quali l'Italia è il leader mondiale indiscusso, è tanto affasci-nante quanto sconosciuto. La Bacchetta Magica desidera perciò esplorare questo settore di intensa creatività, e lo fa con questo primo articolo, nel quale viene descritta una delle meraviglie del nostro Paese: il Presepe che ogni anno viene allestito, con l'aiuto di esperti speleologi, nel Pozzo della Cava, uno strapiombo di oltre 30 metri di origine etrusca, situato nel quartiere medioevale della città umbra di Orvieto.

la copertina è dedicata al presepio
segue l'editoriale sui presepi e due pagine di presentazione di Orvieto e del presepio


Il Presepe nel Pozzo: come è nato, come si è evoluto
A volte basta poco per creare una tradizione. A volte sono sufficienti una decina di anni per trasformare una follia di alcuni amici in un appuntamento fisso del calendario nata-lizio orvietano. Tutto nacque per gioco, quasi per scommessa, nel dicembre del 1989, quando lo speleologo Francesco Baldini ha avuto l'intuizione di posizionare in fondo al Pozzo della Cava un presepio realizzato con alcune silhouette bianche. Senza una vera promozione, ma solo col passaparola si radunarono diversi visitatori. Stesso successo l'anno successivo. Dall'edizione successiva, poi, l'allestimento è stato curato diretta-mente dalle gestione del Pozzo della Cava, lasciando agli speleologi il posizionamento dei personaggi all'interno del pozzo (vedere diario dei temi affrontati). E così dopo aver provato con delle statue, poi con dei manichini, si è arrivati a voler modellare di sana pianta i volti e gli incarnati dei personaggi, con le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, per voler ricreare l'ambiente e le atmosfere della Palestina dell'anno zero, tentando di raggiungere buoni livelli di realismo.
Accanto a questo, una continua e quasi maniacale ricerca dei costumi, delle musiche, delle abitudini della Palestina dell'anno zero, per scoprire quello stano popolo che parlava in aramaico e pregava in ebraico uno strano unico dio innominabile. Quel popolo dove tutto era deciso dal Libro e che era paradossalmente senza libri, in cui non c'era cultura al di fuori dei testi sacri, in cui si scriveva in greco e si leggeva in latino…
L'affermarsi del presepio, unito alla presenza contemporanea ad Orvieto di Umbria Jazz Winter ha fatto sì che ogni anno, nei pochi giorni di apertura che vanno dall'antivigilia di Natale alla domenica dopo l'epifania, si siano registrate oltre dieci mila presenze. E ogni anno è stata una nuova sfida, con un nuovo allestimento ed un nuovo tema conduttore, con nuove soluzioni scenografiche e nuove peripezie degli speleologi, insomma, ogni anno una nuova "sceneggiatura", ma sempre con un occhio attento al visitatore, che si trova fisicamente dentro al presepio, parte integrante della scena, in un ambiente senza soluzione di continuità.
Qualche volta il tema affrontato era ai limiti della provocazione, ma sempre benevola e supportata filologicamente, coscienti del fatto che spesso è più forte il fascino delle ipotesi del piacere della certezza.

Una sacra rappresentazione fatta di grosse bambole
Una delle caratteristiche salienti del Presepe nel Pozzo è data dai personaggi: dei veri automi a grandezza naturale, una via di mezzo tra le vecchie bambole meccaniche e i più moderni "animatronics" degli effetti speciali teatrali e cinematografici. Riassumiamo in breve le fasi di realizzazione di un volto modellato (spesso usiamo anche il metodo del calco dal vero eseguito con gomme altamente tissotropiche sui visi dei modelli o su animali morti, quali pesci o pecore).
Solitamente si parte da un modello in plastica o in polistirolo per avere dei riferimenti per le proporzioni (foto fase 1); a questa sagoma si cominciano ad aggiungere dei particolari di pasta per modellare per creare rughe, protuberanze e piccoli difetti che renderanno il viso più realistico (foto fase 2). Si prosegue poi con una gomma da model-lazione molto fine, da stendere con un pennello; su quest'ultimo strato di materiale si imprimono le rughe più sottili (incidendole con apposite mirette metalliche o di legno) e i fori della pelle (realizzati prendendo un calco in lattice dalla buccia di una comune arancia). Contemporaneamente si ritocca e si completa la definizione dell'espressione del personaggio (foto fase 3). Ad essiccazione avvenuta si procede alla realizzazione di uno stampo in gesso o in gomma da colata (foto fase 4), da cui si ottiene un negativo della nostra maschera (foto fase 5). Non resta che passare con un pennello del lattice liquido o una gomma da calco all'interno dello stampo per creare un sottile strato morbido che imiti la pelle (foto fase 6). Ad essiccazione avvenuta (foto fase 7), la maschera viene tolta dallo stampo (foto fase 8) e posizionata su una testa di polistirolo, a cui viene fatta aderire riempiendo di lattice schiumato o di altre resine gli interstizi tra supporto e "pelle". Si può quindi cominciare ad una prima sommaria verniciatura con colori acrilici (foto fase 9), a cui seguirà l'applicazione di occhi, ciglia, sopracciglia, capelli, peli , barba e baffi (foto fase 10).
Soltanto a personaggio ultimato si procederà al trucco finale, utilizzando in successione cerone, cipria, fard, rossetti e matite dalle tinte molto naturali. Stessa cosa per le altre parti del corpo non coperte dagli abiti (mani, piedi, gambe, qualche volta il seno o altri particolari) o per i musi degli animali.
I movimenti sono ottenuti quasi sempre con l'ausilio di motorini elettrici a bassa ten-sione, sia per la sicurezza dei visitatori, sia per la potenza e la silenziosità necessarie. Spesso si tratta di motori posizionati all'interno del personaggio o nelle immediate vicinanze (foto mano). La tecnica di realizzare parti anatomiche cave (ossia non riempite di materiale inerte) permette anche di celare all'interno i motori che faranno muovere proprio quella particolare porzione del corpo (foto pecora). Per movimenti più ampi e consistenti (i lavoranti del mulino ad olio, le lavandaie alla fonte, danzatori,…) si ricorre invece a motori ben più potenti nascosti dagli elementi della scenografia.

con foto dettagliate di tutte le fasi di lavorazione
seguono articoli sulla ricerca storica, sulle grotte, sul tema dell'anno
e sui temi delle edizioni passate, con molte foto e informazioni utili,
per un bellissimo dossier di otto pagine
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Finesettimana.it

dicembre


PRESEPE NEL POZZO
Orvieto, Terni
dal 23 dicembre al 13 gennaio


Immaginate di trovarvi nella Bethlehem dell'anno zero, assediata da astrologi accorsi per vedere la stella, con gli alloggi pieni di gente venuta a farsi registrare nel censi-mento dell'Impero romano, con le botteghe affollate per fare scorte. Immaginate di stare in questo borgo, con i vicoli trasformati in un improvvisato “mercato” e popolati da magi, maghi, storpi, accattoni, ladri e, poco lontano, una grotta e dei vagiti…
Dopo le tre edizioni del Giubileo, quest’anno la Sacra Famiglia di Orvieto sarà di nuovo ospite nel Pozzo della Cava, nella grotta che congiunge la parte etrusca con lo scavo rinascimentale. La scelta, oltre che rappresentare un ritorno alle origini, è motivata dalla volontà di distaccare la scena della nascita del Messia dal caos della mercificazione, una sorta di evento fuori dalla consuete coordinate spazio-temporali.
Per la realizzazione della scena del “mercato”, che costituisce il tema dell’edizione attuale del Presepe, ci si avvarrà dell’opera di speleologi, che posizioneranno i perso-naggi a trenta metri dall’acqua della sorgente. Una delle caratteristiche del Presepe è l’ambientazione, in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, nel sottosuolo del quartiere medievale.
E' un’ambientazione continua, tanto che lo spettatore si trova fisicamente dentro il presepio. Ogni anno i costumi, le suppellettili e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati riproducendo gli originali della Palestina del tempo di Cristo: la stessa cura nella ricostruzione storica viene messa nella preparazione dei cibi, rispettando le antiche ricette kasher, e nella selezione delle musiche, che rispecchiano gli strumenti e la lingua del periodo. Tutto questo per creare un angolo sempre diverso della Betlemme del primo Natale, una terra in cui si parlava in Aramaico e si pregava in Ebraico, dove non c'erano libri al di fuori della Thorà, e dove tutto era soggetto alla legge di Yaweh.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati con le tecniche degli effetti tridimensionali utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche, adoperando lattice, gomme e resine per la riproduzione della pelle umana, dei peli o delle squame degli animali, basandosi su calchi fatti dal vero o su modelli appositamente realizzati. Nella scelta dei lineamenti delle persone si cerca di riprodurre le caratte-ristiche somatiche del popolo ebraico di duemila anni fa.
Oltre ad essere a grandezza naturale, i personaggi sono animati da congegni meccanici realizzati con l'impiego di motori silenziosi. Ad accrescere il realismo contribuiscono le luci, che riproducono il tremolio delle lampade ad olio e delle torce, ed altri effetti speciali, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, le stelle.
Orvieto già pensa all’edizione 2002 del Presepe nel Pozzo. Questa volta la protagonista sarà Salomè, la levatrice incredula, un tema tratto dai Vangeli dell'infanzia. Il Presepe del 2003, invece, vedrà la riproposizione del tema dell’Angelo, che più ha appassionato e coinvolto il pubblico, un’edizione speciale per festeggiare la quindicesima edizione.
Il Pozzo della Cava è un enorme foro nel tufo a 36 metri di profondità, scavato dagli Etruschi per attingere acqua sorgiva ed ampliato da Papa Clemente VII, tra il 1527 e il 1530, con lo scopo di rifornire la città in caso di assedio. Chiuso al pubblico nel 1646, quando, in seguito ad una rissa, vi furono gettati cinque ufficiali francesi, è stato riaperto di recente.

con foto zoomabili e informazioni utili
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Weekendit

dicembre


ORVIETO E IL PRESEPE NEL POZZO

Dal 23 dicembre al 13 gennaio, per il tredicesimo anno consecutivo, Orvieto ospita il "Presepe nel Pozzo", dall'ambientazione piuttosto insolita. Si tratta di un percorso di grotte, il "Pozzo della Cava", nel sottosuolo del quartiere medioevale della città. In questo spazio, costellato di ritrovamenti archeologici (ognuno dei quali è segnalato da didascalie), è allestito il presepe, a oltre trenta metri di profondità. La realizzazione è stata possibile solo grazie all'aiuto di alcuni speleologi.
Ogni anno, dunque, nel periodo di Natale, il "Pozzo della Cava" si popola di figure a grandezza naturale, animate grazie a tecniche teatrali e cinematografiche. Il visitatore si trova quasi dentro il presepe, fra personaggi che popolavano la Palestina, venti secoli fa. Abiti, scene, suppellettili e musiche sono perfettamente ricostruite e ricordano la vita a quei tempi, mentre pannelli introduttivi ed esplicativi aiutano la comprensione. La stessa cura nella ricostruzione storica si trova nella preparazione dei cibi, che rispetta le antiche ricette "kasher" (ebree).
Su prenotazione, sono possibili assaggi di pietanze, dolci e salate, preparate secondo antiche ricette ricostruite dalla Bibbia e dai testi ebraici.
I sapori di una volta sono protagonisti anche all'uscita delle grotte, nella "Bottega del Buon Vino": "lombrichelle" fatte a mano (tipica pasta orvietana) e vino casereccio.
E' possibile, inoltre, bere un buon caffè e acquistare prodotti gastronomici, come i liquori garantiti dal marchio del "Pozzo" e, naturalmente, un assortimento dei vini DOC di Orvieto.

seguono foto zoomabili, recapiti, informazioni utili per la visita del pozzo,
del presepe e di Orvieto
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Encanta

dicembre


IL PRESEPE NEL POZZO


Dal 23 dicembre 2001 al 13 gennaio 2002 XIII edizione del "Presepe nel Pozzo", che si ispira al tema del "mercato". Il Pozzo della Cava e le sue grotte: un percorso sotterra-neo nel quartiere medievale di Orvieto, attraverso grotte ricche di ritrovamenti archeolo-gici riscoperti per caso qualche anno fa dopo secoli di silenzio
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segue un lungo articolo sulle grotte, sulla storia del pozzo, sul presepio,
sul tema dell'anno, con foto, recapiti, informazioni utili per la visita e anticipazioni
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DonneIn
Viaggio.it

4 dicembre


AD ORVIETO UN PERCORSO SOTTERRANEO
ARCHEOLOGICO E DELLA NATIVITÀ


Nella magica città medioevale di Orvieto esiste un percorso sotterraneo, attraverso grotte ricche di ritrovamenti archeologici, riscoperti per caso qualche anno fa dopo secoli di silenzio. Si tratta del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medioevale, riconosciuto come monumento nazionale solo da due anni e normalmente lontano dai luoghi solitamente frequentati dai turisti come il Duomo, il Pozzo di San Patrizio, il Palazzo del Popolo e i diversi musei della città. Durante il periodo natalizio inoltre, dal 23 dicembre al 13 gennaio, il Pozzo si arricchisce di fascino e mistero con il suo presepe che non ha equali in tutta Italia. Per questo andare a farci una visita in questo periodo è doppiamente interessante e suggestivo.

Un po' di storia
Quando nel 1527 Papa Clemente VII arrivò ad Orvieto, prima di ordinare il Pozzo di San Patrizio, ne fece scavare un altro in Via della Cava per poter attingere acqua sorgiva; i lavori, che furono eseguiti tra il 1528 ed il 1530, si avvalsero di un pozzetto etrusco "a pedarole" che già raggiungeva la falda acquifera e che è stato parzialmente inglobato nel pozzo vero e proprio.
Il pozzo restò aperto fino al 1646, anno in cui le autorità comunali ordinarono la sua chiusura, dovuta, secondo una credenza popolare, al fatto che vi siano stati gettati cinque ufficiali francesi che avevano tentato di violentare le donne del quartiere.
Quando, dopo secoli di silenzio, nel dicembre del 1984 il pozzo è stato riportato alla luce, la sua profondità era soltanto di venticinque metri, il fondo era infatti ostruito da terra e rottami accumulatisi nei secoli e soltanto nella primavera del 1996 è stata restituita alla struttura la sua completezza originaria.

Il percorso archeologico

Il percorso è fatto in realtà, oltre che dalla visita del Pozzo vero e proprio, di un com-plesso di grotte comunicanti che si articolano su tre piani (pianterreno, primo e secondo piano sottoterra) fino a 100 metri sottoterra, ed in ognuna di esse vi si trovano uno o più ritrovamenti: le fornaci, i butti, la cisterna ecc. Alcune stanze del percorso sono state utilizzate dal XIII al XVI secolo per la lavorazione della ceramica.
Sono tuttora visibili i resti di due diversi forni, uno dei quali da "terzo fuoco"; alcuni strumenti di lavoro originali e molti scarti delle fornaci, gettati perché presentavano difetti di forma o di decorazione. Sono inoltre presenti due "butti", ovvero piccoli pozzi utilizzati nel medioevo per gettare ossa e rifiuti solidi inorganici, divenendo dei preziosi serbatoi di reperti.
Altre emergenze archeologiche testimoniano il continuo riadattamento delle cavità del sottosuolo orvietano; è il caso di un piccolo locale che ospita uno scavo dalla tipica forma dei giacigli delle tombe etrusche, con modifiche successive che fanno pensare che sia stato trasformato in epoca medievale in un follone, ossia in un macchinario utilizzato per rendere più compatti e morbidi i tessuti.
Un altro esempio di riuso è costituito da una cisterna etrusca per la raccolta di acqua piovana, che fu tagliata nel medioevo per realizzare la scalata di accesso ad una cantina.

Il Presepe nel Pozzo
Il presepe allestito durante il periodo natalizio è un gioiello che dovrebbe, da solo, meritare una visita ad Orvieto a cavallo tra fine dicembre ed inizio gennaio. Una sorta di museo interattivo nello stile di Piero ed Alberto Angela. Una delle sue caratteristiche principali è senza dubbio la singolare ambientazione, lungo tutto il percorso delle grotte e del Pozzo, in una scenografia continua, senza suddivisioni in scene separate. In questo modo il visitatore si trova fisicamente dentro il presepio, accanto ai personaggi, parte-cipando e divenendo lui stesso parte integrante della scena.
La Natività è addirittura allestita, grazie al contributo di esperti speleologi, all'interno del Pozzo della Cava, quasi sospesa su uno strapiombo di oltre trenta metri di profondità.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e si muovono riproducendo le azioni ricor-renti della vita quotidiana di un piccolo centro palestinese di quel periodo.
Ad accrescere il realismo del presepio contribuiscono, inoltre, le luci, che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce, ed altri "effetti speciali", come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, le stelle...
Tutto il complesso del presepe è realizzato in maniera quanto più possibile vicina alla realtà della Palestina del tempo di Cristo, riproponendo così una reale ricostruzione storica e sociologica di quel periodo. In pratica una vera e propria lezione di storia dove è possibile toccare con mano costumi, suppellettili, elementi scenografici, preparazione dei cibi, selezione della musica, strumenti, canzoni in lingua originale aramaica e molto altro ancora.

seguono recapiti e foto
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UmbriaEventi.it

dicembre


PRESEPE NEL POZZO
Ritorno alle origini


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Il tema del mercato, del caos, della solitudine della Parola di Dio tra la folla. Una scelta motivata quasi un bisogno di distaccare la pacata scena della nascita del Messia dalla bolgia del mercato, dal caos della mercificazione, dall'acqua in cui il visitatore si troverà a passare. Una sorta di pausa, di evento fuori dal tempo…
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segue un lungo articolo sulle grotte e sul presepio, con foto, recapiti e informazioni
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Mani di Fata

dicembre


Artigianato artistico in Umbria
IL PRESEPE NEL POZZO


Questo mese, nel nostro consueto spazio dedicato all'artigianato artistico, vogliamo segnalarvi un evento in tema con le prossime festività natalizie: il presepe. Ma non pensate al solito presepe artigianale con le statuine più o meno preziose, questo è spettacolare e non solo per un motivo. Prima di tutto perché viene allestito in una serie di grotte che si snodano nel sottosuolo della città antica di Orvieto (cosa per cui si rende necessario anche l'aiuto di esperti speleologi), poi perché i personaggi sono pupazzi a grandezza reale, che, grazie all'uso di tecniche e di materiali come lattice e gomme speciali usate nel cinema e nel teatro, riproducono fedelmente la figura umana.
Ad aumentare il realismo contribuiscono anche congegni meccanici che li dotano di movimento e che permettono loro di compiere le attività tipiche della vita quotidiana della Palestina di 2000 anni fa, vale a dire quella del pastore, del cammelliere, della lavandaia, del falegname ecc.
L'ambientazione stessa riproduce il paesaggio e le scene di un piccolo centro palestinese di quel periodo, dai costumi, alle suppellettili, ai cibi (cucinati secondo le antiche ricette kosher), alla musica di sottofondo, eseguita con strumenti, ritmi e lingua dell'epoca, secondo una precisa ricostruzione tratta da fonti storiche.
A tutto questo si aggiungono le luci, che simulano, il tremolio delle torce e delle lampade a olio, il chiarore delle stelle e della brace e i rumori come quello del latte che bolle e del fuoco che scoppietta.
Frutto di una grande passione, questo presepe è nato, quasi per gioco, nel 1989-90 molte ore di preparazione. Così nel 1991 vennero introdotte le figure tridimensionali, non ancora animate (queste ultime verranno "inaugurate" nel '93), mentre dall'anno dopo tutte le grotte del percorso sotterraneo, e non solo il pozzo, vennero sfruttate per la rappresentazione.
Ogni anno, il presepe offre ai visitatori una novità, per esempio nel '95-'96 vennero introdotti suoni e rumori della vita quotidiana, compresa la dolce ninna nanna cantata dalla Madonna, nel 98-99 il pubblico poté ammirare la figura dell'Angelo sospesa a mezz'aria all'interno del pozzo e poté vedere da vicino la scena della natività che, a differenza degli anni precedenti quando veniva allestita proprio nel pozzo, ora fu collocata all'esterno, tra la gente. Quest'anno il tema sarà "II mercato" e se siete curiose, leggete quanto gli organizzatori anticipano su questo evento: "... immaginate di trovarvi nella Bethlehem dell'anno zero, una piccola città della regione di Giuda, assediata di astrologi stranieri accorsi per vedere la stella, con gli alloggi pieni di gente venuta a farsi registrare nel grande censimento dell'impero romano, con le poche botteghe affollate per fare scorte,... immaginate di stare in questo borgo, con le vie e i vicoli trasformati in un improvvisato mercato di ogni cosa, e popolate dalle inquietanti e bizzarre presenze di magi, storpi, accattoni, ladri... e poco lontano, una grotta e dei vagiti".
Volendo, potete prenotare anche visite guidate al pozzo, alle grotte e al presepe e visite tematiche con degustazione di alcune pietanze preparate su antiche ricette ebraiche della tradizione kosher. Il presepio resterà aperto dal 23 dicembre 2001 al 13 gennaio 2002 con orario continuato dalle 9.00 alle 20.00 e per tutto questo periodo l'ingresso al Pozzo della Cava sarà ridotto al prezzo simbolico di £. 2.000 (Euro 1 circa).

seguono recapiti e foto
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IM

dicembre


SIAMO AD ORVIETO, MA NON IN VISITA ALLE BELLEZZE
DELLA CITTÀ, BENSÌ AD UN POZZO FATTO SCAVARE
NEL XVI SECOLO DA UN PAPA, CLEMENTE VII,
SU UNA PREESISTENZA ETRUSCA
Etruschi? Sì, proprio loro; ma non vi parleremo di loro.
Ma di un altro popolo e di un altro mistero.
Il più grande del mondo.
Di più non vi diciamo perché questo è un articolo da vedere
più che da leggere…


Anche quest’anno, dal 23 dicembre fino al 13 gennaio, le grotte sotterranee del com-plesso archeologico del Pozzo della Cava, ad Orvieto, si popoleranno di personaggi animati a grandezza naturale, per dar vita ad un presepio tra i più singolari d’Italia.
La Natività è allestita con la collaborazione di esperti speleologi che hanno posizionato i personaggi restando appesi a delle funi su uno strapiombo di 36 metri.
Sono molte le particolarità di questo presepio-evento, a partire dall’ambientazione, realizzata in un percorso continuo, in cui il visitatore avrà un punto di vista insolito, trovandosi fisicamente dentro la scena, anche lui involontario e anacronistico attore-spettatore del primo Natale, ricevendo così l’impressione di immergersi nella vita quotidiana della Palestina di duemila anni fa: abiti, scene, suppellettili e musiche sono ricostruiti in maniera quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo, in questa insolita via di mezzo tra sacra rappresentazione e parco a tema.
E poi i personaggi, veri automi a grandezza naturale realizzati con le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, tutto per ricreare un ambiente quanto più verosimile possibile, anche con l’ausilio di semplici ma efficaci effetti: fumi, stelle, fiamme, odori,...

Ogni anno è diverso
con un nuovo titolo e una nuova "sceneggiatura"; per l'allestimento 2001-2002 il tema scelto è "Il Mercato", immagineremo infatti di trovarci nella Bethlehem dell'anno zero, nella confusione di quella piccola città della regione di Giuda, assediata da astrologi stranieri accorsi per vedere la stella, con gli alloggi pieni di gente venuta a farsi regi-strare nel grande censimento dell'impero romano, in una terra straniera e stranissima, in cui tutti parlano aramaico e pregano in ebraico, dove i letterati scrivono il greco e leggono in latino, dove tutto è soggetto alla legge di quello strano e unico Dio di cui non si conosce il nome,...
Verrà ricostruito l'ipotetico scenario di un borgo con le poche botteghe affollate per fare scorte, con le vie e i vicoli trasformati in un improvvisato mercato di ogni cosa, e popo-late dalle inquietanti e bizzarre presenze di magi, maghi, storpi, accattoni, ladri,...
E in questo caos, appena riparata da una grotta divenuta il suo albergo, una giovane donna di Nazareth ha avuto un figlio.
Tra le novità di quest'anno, anche la possibilità di prenotare delle visite speciali con una piccola degustazione di cibi preparati secondo le antiche ricette della cucina kasher, in maniera che quella che nasce come un semplice sguardo ad uno dei tanti presepi d'Italia possa trasformarsi in una esperienza extra-ordinaria, da vivere con tutti e cinque i sensi.

con foto, recapiti e informazioni utili

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segnalazioni
del Presepio
2001-2002

dicembre


Oltre a numerosissimi siti internet, anche diverse testate giornalistiche hanno citato il Presepe nel Pozzo, inserendo delle segnalazioni. Eccovene un sintetico elenco

Il Messaggero - segnalazione tra i presepi umbri

Isoradio - segnalazione tra i principali eventi italiani

Sette - segnalazione tra i principali eventi italiani

AutoCarvan - trafiletto con foto e informazioni utili

FestivalNews - segnalazione con foto e informazioni

Diario di bordo - articolo con diverse foto e informazioni utili

Ciao Radio - segnalazione tra le notizie degli eventi italiani

RTUAquesio - servizio sul presepio durante il tg locale

Umbria Regione - breve articolo e informazioni

Qui Touring - segnalazione tra i presepi italiani

Il Bollettino Salesiano - segnalazione del presepio, del sito e foto all'interno di un articolo sulla vera data di nascita di Gesù

Foglio Giallo - segnalazione tra gli eventi

Oggi - segnalazione con foto tra i presepi d'Italia

Mondoscuola.it - segnalazione tra i presepi

Umbria2000.it - segnalazione tra gli eventi regionali

PleinAir.it - segnalazione tra gli eventi italiani

TV Sorrisi e Canzoni - segnalato come «una delle natività più suggestive d'Italia»

Paginesi.it
- lunga segnalazione tra le cose da vedere del territorio orvietano

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