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Corriere
della Sera
29 dicembre
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Orvieto
IL PRESEPE NEL POZZO
A ogni paese il suo presepe. Tra i più originali c'è
quello realizzato nelle grotte sotterranee di Orvieto con personaggi
animati a grandezza naturale (tel. 0763.341029).
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GR2 - RadioRai
25 dicembre
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IL PRESEPE NEL
POZZO
Per la puntata natalizia, un servizio particolare su un presepio
particolare...
intervista telefonica sul presepio e sul tema dell'anno
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Il Giornale
dell'Umbria
23 dicembre
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Un presepe movente
di grande effetto in un luogo suggestivo
ORVIETO, UNA RIEVOCAZIONE NEL POZZO
Un allestimento particolare quello del Presepe nel Pozzo
di Orvieto. Una delle caratteri-stiche del Presepe nel Pozzo
è senza dubbio la singolare ambientazione, in un percorso di
grotte ricche di ritrovamenti archeologici, che si snoda nel
sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto. Una parte del
presepio è addirittura allestita -grazie al prezioso contributo
di esperti speleologi- all'interno del pozzo quasi sospesa su
uno strapiombo di oltre trenta metri di profondità (solitamente
il pozzo ospita la Natività o l'elemento attorno a cui ruota
il tema dell'anno). E' comunque una ambientazione continua,
senza suddivisioni in scene separate; in questo modo lo spettatore
si trova fisicamente dentro il presepio, accanto ai personaggi
e in mezzo alla scena.
Ogni anno i costumi, le suppellettili e tutti gli elementi scenografici
vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli
originali della Palestina del tempo di Cristo, e la stessa cura
nella ricostruzione storica viene messa nella preparazione dei
cibi [rispet-tando le antiche ricette kasher] e nella selezione
delle musiche, che rispecchiano gli strumenti, i ritmi, le intonazioni
e la lingua del periodo. Tutto questo per ricreare un angolo
sempre diverso della Betlemme del primo Natale, una piccola
fetta di quella terra straniera e stranissima, dove si parlava
in Aramaico e si pregava in Ebraico, dove non c'erano libri
al di fuori della Thorà, e dove tutto era soggetto alla legge
di Yaweh.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati
con i materiali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali
utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche,
adoperando lattice, gomme e resine speciali per la riprodu-zione
della pelle umana, dei peli o delle squame degli animali, basandosi
su calchi fatti dal vero o su modelli appositamente realizzati.
Molto importante è anche l'aggiunta del particolari (occhi,
ciglia, capelli), e, ovviamente, il trucco. Nella scelta del
lineamenti delle persone si cerca di riprodurre le caratteristiche
somatiche del popolo ebraico di duemila anni fa.
Oltre ad essere a grandezza naturale, i personaggi si muovono,
animati da congegni meccanici appositamente realizzati con l'impiego
di piccoli motori silenziosi. La scelta dei movimenti dipende,
ovviamente, dal personaggio, dalla scena e dal suo inserimento
nel tema dell'anno: molto spesso si tratta di azioni ricorrenti
nella vita quotidiana di un piccolo centro palestinese di quel
periodo. Ad accrescere il realismo del presepio contribuiscono,
inoltre, le luci (che riproducono il tipico tremolio delle lampade
ad olio e delle torce) ed altri "effetti speciali", come i fuochi,
la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, le
stelle.
Quest'anno l'ambientazione è quella del mercato. Un percorso
a ritroso nella Bethlehem dell'anno zero, una cittadina in cui
sono accorsi astrologi da tutto il mondo per vedere la stella
e coloro che si recano per farsi registrare nel censimento.
Le vie e i vicoli vengono trasformati in un improvviso mercato
popolato da personaggi di vario genere. Poco distante da questa
atmosfera viva del mercato la stalla della natività.
con foto di alcuni scorci dei presepi degli anni passati
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PrimaPagina
22 dicembre
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Nel 2000 fece scandalo
per aver esposto
la Madonna con un seno nudo
INSOLITO PRESEPE NELLE VISCERE DI ORVIETO
ORVIETO - Di presepi monumentali o comunque singolari
ce ne sono tanti, in Italia. Ma quello che da 13 anni viene
allestito all'intemo del "Pozzo della cava" ad Orvieto è senza
dubbio uno dei più suggestivi. I costumi, le suppellettili
e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera
quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del
tempo di Cristo. E la stessa cura viene messa nella preparazione
dei cibi, nella selezione delle musiche che rispecchiano i ritmi,
le intonazioni, la lingua del periodo. Insomma un angolo della
Betlemme del primo Natale nelle viscere di Orvieto.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati
con i materiali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali
utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche.
Gli stessi personaggi si muovono, animati da congegni meccanici
e da motori silenziosi. Le luci riproducono il tipico tremolio
delle lampade ad olio e delle torce ed altri effetti, come i
fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori,
le stelle...
Allestito in un dedalo di grotte e cunicoli che si snoda nel
sottosuolo del quartiere medie-vale di Orvieto, il "presepe
nel pozzo" presenta ogni anno un tema diverso. Quest'anno il
tema prescelto è "il mercato" e come è già avvenuto qualche
volta in passato la "Natività" sarà ospitata proprio nella cavità
che congiunge la parte etrusca del Pozzo della Cava con il grande
scavo rinascimentale.
Un modo per segnare un "distacco" della scena pacata della nascita
del Messia, dalla bolgia del mercato, dal caos della mercificazione
di tutto: dall'acqua alla propria persona, in cui il visitatore
si troverà a passare. Per posizionare i personaggi della Sacra
Famiglia c'è voluto l'intervento di esperti speleologi che si
sono calati nel pozzo fino a 30 metri di profondità.
Il Presepe nel Pozzo della Cava suscitò un anno fa un certo
scalpore per una scena considerata "scandalosa": un seno nudo
della Madonna nell'atto dell'allattamento. Ne parlò anche la
Rai.
seguono foto, informazioni e orari
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Ambiente di Casa
Radio24
22 dicembre
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IL PRESEPE NEL
POZZO
Anche il presepe di Ambiente di Casa è diverso. Allestito
in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici,
si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto.
Ne illustra la magia uno degli organizzatori, Marco Sciarra.
.....
segue intervista telefonica sul presepio e sugli aspetti
più singolari, dall'allestimento speleologico alle musiche
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Turismo.it
22 dicembre
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IL PRESEPIO IN
FONDO AL POZZO
(Orvieto) L'edizione 2002-2003 del Presepe nel Pozzo si
presenta sicuramente come una C’è un piccolo capolavoro di intelligenza
e grazia nascosto nell’Orvieto sotterranea. A fare “spettacolo”
è ancora una volta il primo evento del mondo cristiano allestito
questa volta in una ambientazione del tutto particolare: le
grotte sotterranee che si snodano sotto il quartiere medievale
della città. Una parte del presepe è addirittura allestita,
grazie al contributo di esperti speleologi, all’interno del
Pozzo della Cava.
L’idea, nata quasi per gioco, di allestire un presepe all’interno
del Pozzo della Cava ha riscosso talmente tanto successo da
far sì che questa piccola manifestazione sia oggi da annoverare
tra le tradizioni del Natale orvietano. È il tredicesimo anno
consecutivo di allestimento di questo singolare presepe sotterraneo,
in cui i personaggi semoventi a grandezza naturale, realizzati
con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali
e cinematografici, popolano per alcuni giorni le grotte che
costituiscono il percorso per la visita al Pozzo.
L’allestimento diverso di anno in anno, ha la particolarità
di non dividersi in scene separate, costituendo un ambiente
continuo nel quale il visitatore può camminare, grazie anche
alla particolare cura dedicata all’ambientazione: gli abiti,
gli arredi e gli elementi scenografici sono realizzati in maniera
quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo.
Lo stesso vale per le musiche che rispecchiano i ritmi, le intonazioni
e la lingua della Palestina nei tempi antichi.
Il tema scelto quest’anno dagli organizzatori è Il Mercato.
Saremo catapultati nella Betlemme dell'anno zero, nella confusione
di quella piccola città della regione di Giuda, assediata da
astrologi stranieri accorsi per vedere la stella, con gli alloggi
pieni di gente venuta a farsi registrare nel grande censimento
dell'impero romano. In una terra stranissima, in cui si parla
aramaico e si prega in ebraico, i letterati scrivono in greco
e leggono in latino e dove tutto è soggetto alla legge di quello
strano e unico Dio di cui non si conosce il nome.
Nell’accurata ricostruzione poche botteghe affollate per fare
scorte, vie e vicoli trasformati in un improvvisato mercato
di ogni cosa, e popolate dalle inquietanti e bizzarre presenze
di magi, maghi, storpi, accattoni, ladri. E in questo caos,
appena riparata da una grotta divenuta il suo albergo, una giovane
donna di Nazareth ha avuto un figlio. Ad accrescere il realismo
del presepe contribuiscono anche le luci, che riproducono il
tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce, e altri
effetti speciali, come i fuochi, la brace ardente, il fumo,
il latte che bolle, i rumori, le stelle.
Tra le novità di quest'anno, anche la possibilità di prenotare
delle visite speciali con una piccola degustazione di cibi preparati
secondo le antiche ricette della cucina kasher ricostruite a
partire dalla Bibbia e dai testi ebraici di 2000 anni fa, in
maniera che quella che nasce come un semplice sguardo ad uno
dei tanti presepi d'Italia possa trasformarsi in una esperienza
straordinaria, da vivere con tutti e cinque i sensi.
seguono recapiti e informazioni
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Volipindarici.it
dicembre
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PRESEPE NEL POZZO
è riprodotto, in sintesi e con una selezione delle foto,
la suddivisione in pagine del sito internet del presepio, creando
un vero mini-sito dedicato all'evento natalizio del Pozzo della
Cava, di cui siamo venuti a conoscenza assolutamente per caso...
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Agipress
20 dicembre
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PRESEPE NEL POZZO
Immaginate di trovarvi nella Bethlehem dell'anno zero...
.....
.....
Siete nell'ambiente giusto per partecipare alla natività del
Signore. E nello stesso tempo siete ad Orvieto al Pozzo della
Cava...
.....
segue articolo sul presepio
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AL
dicembre
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Una Famiglia speciale
e le tante meraviglie
di una tra le più belle città d'Italia, Orvieto
A ORVIETO COL PRESEPE... NEL POZZO
Immaginate di trovarvi in un borgo assediato da astrologi accorsi
a vedere la Cometa, tra vie e vicoli popolati di inquietanti
e bizzarre presenze dove all'improvviso spuntano una grotta
e una Famiglia non convenzionale alle prese con un neonato speciale...
Non siete a Betlemme, ma a Orvieto dove ogni Natale, da tredici
anni, prende vita un Presepe straordinario di figure tridimensionali
mosse da congegni meccanici, nella suggestiva ambientazione
del Pozzo della Cava, un percorso di grotte ricche di ritrova-menti
archeologici che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale
della città.
Dal 23 dicembre fino al 13 gennaio ci si può dunque immergere
nella magica atmosfera della Natività, direttamente sulla scena,
a stretto contatto con i principali protagonisti.
Se l'idea di un Presepe quasi sospeso su uno strapiombo di oltre
trenta metri è, di per sé, stupefacente, Orvieto (da "urbs vetus",
città antica) non esaurisce qui le sue innu-merevoli attrattive:
alle meraviglie sotterranee (e non solo) di Etrusca memoria,
come i resti di un'area sacra sotto il Palazzo del Popolo o
il Tempio del Belvedere, si uniscono testimonianze medievali
e di epoca moderna.
.....
segue un bellissimo articolo sulle grotte e sulle altre bellezze
di Orvieto
e del suo territorio, con riferimenti agli eventi, ai ristoranti,
ai monumenti,...
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La Bacchetta
Magica
dicembre
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ORVIETO, IL PRESEPE
NEL POZZO
Il mondo dei presepi, dei quali l'Italia è il leader mondiale
indiscusso, è tanto affasci-nante quanto sconosciuto. La Bacchetta
Magica desidera perciò esplorare questo settore di intensa creatività,
e lo fa con questo primo articolo, nel quale viene descritta
una delle meraviglie del nostro Paese: il Presepe che ogni anno
viene allestito, con l'aiuto di esperti speleologi, nel Pozzo
della Cava, uno strapiombo di oltre 30 metri di origine etrusca,
situato nel quartiere medioevale della città umbra di Orvieto.
la copertina è dedicata al presepio
segue l'editoriale sui presepi e due pagine di presentazione
di Orvieto e del presepio
Il Presepe nel Pozzo:
come è nato, come si è evoluto
A volte basta poco per creare una tradizione. A volte sono sufficienti
una decina di anni per trasformare una follia di alcuni amici
in un appuntamento fisso del calendario nata-lizio orvietano.
Tutto nacque per gioco, quasi per scommessa, nel dicembre del
1989, quando lo speleologo Francesco Baldini ha avuto l'intuizione
di posizionare in fondo al Pozzo della Cava un presepio realizzato
con alcune silhouette bianche. Senza una vera promozione, ma
solo col passaparola si radunarono diversi visitatori. Stesso
successo l'anno successivo. Dall'edizione successiva, poi, l'allestimento
è stato curato diretta-mente dalle gestione del Pozzo della
Cava, lasciando agli speleologi il posizionamento dei personaggi
all'interno del pozzo (vedere diario dei temi affrontati). E
così dopo aver provato con delle statue, poi con dei manichini,
si è arrivati a voler modellare di sana pianta i volti e gli
incarnati dei personaggi, con le tecniche degli effetti speciali
teatrali e cinematografici, per voler ricreare l'ambiente e
le atmosfere della Palestina dell'anno zero, tentando di raggiungere
buoni livelli di realismo.
Accanto a questo, una continua e quasi maniacale ricerca dei
costumi, delle musiche, delle abitudini della Palestina dell'anno
zero, per scoprire quello stano popolo che parlava in aramaico
e pregava in ebraico uno strano unico dio innominabile. Quel
popolo dove tutto era deciso dal Libro e che era paradossalmente
senza libri, in cui non c'era cultura al di fuori dei testi
sacri, in cui si scriveva in greco e si leggeva in latino…
L'affermarsi del presepio, unito alla presenza contemporanea
ad Orvieto di Umbria Jazz Winter ha fatto sì che ogni anno,
nei pochi giorni di apertura che vanno dall'antivigilia di Natale
alla domenica dopo l'epifania, si siano registrate oltre dieci
mila presenze. E ogni anno è stata una nuova sfida, con un nuovo
allestimento ed un nuovo tema conduttore, con nuove soluzioni
scenografiche e nuove peripezie degli speleologi, insomma, ogni
anno una nuova "sceneggiatura", ma sempre con un occhio attento
al visitatore, che si trova fisicamente dentro al presepio,
parte integrante della scena, in un ambiente senza soluzione
di continuità.
Qualche volta il tema affrontato era ai limiti della provocazione,
ma sempre benevola e supportata filologicamente, coscienti del
fatto che spesso è più forte il fascino delle ipotesi del piacere
della certezza.
Una sacra rappresentazione
fatta di grosse bambole
Una delle caratteristiche salienti del Presepe nel Pozzo è data
dai personaggi: dei veri automi a grandezza naturale, una via
di mezzo tra le vecchie bambole meccaniche e i più moderni "animatronics"
degli effetti speciali teatrali e cinematografici. Riassumiamo
in breve le fasi di realizzazione di un volto modellato (spesso
usiamo anche il metodo del calco dal vero eseguito con gomme
altamente tissotropiche sui visi dei modelli o su animali morti,
quali pesci o pecore).
Solitamente si parte da un modello in plastica o in polistirolo
per avere dei riferimenti per le proporzioni (foto fase 1);
a questa sagoma si cominciano ad aggiungere dei particolari
di pasta per modellare per creare rughe, protuberanze e piccoli
difetti che renderanno il viso più realistico (foto fase 2).
Si prosegue poi con una gomma da model-lazione molto fine, da
stendere con un pennello; su quest'ultimo strato di materiale
si imprimono le rughe più sottili (incidendole con apposite
mirette metalliche o di legno) e i fori della pelle (realizzati
prendendo un calco in lattice dalla buccia di una comune arancia).
Contemporaneamente si ritocca e si completa la definizione dell'espressione
del personaggio (foto fase 3). Ad essiccazione avvenuta si procede
alla realizzazione di uno stampo in gesso o in gomma da colata
(foto fase 4), da cui si ottiene un negativo della nostra maschera
(foto fase 5). Non resta che passare con un pennello del lattice
liquido o una gomma da calco all'interno dello stampo per creare
un sottile strato morbido che imiti la pelle (foto fase 6).
Ad essiccazione avvenuta (foto fase 7), la maschera viene tolta
dallo stampo (foto fase 8) e posizionata su una testa di polistirolo,
a cui viene fatta aderire riempiendo di lattice schiumato o
di altre resine gli interstizi tra supporto e "pelle". Si può
quindi cominciare ad una prima sommaria verniciatura con colori
acrilici (foto fase 9), a cui seguirà l'applicazione di occhi,
ciglia, sopracciglia, capelli, peli , barba e baffi (foto fase
10).
Soltanto a personaggio ultimato si procederà al trucco finale,
utilizzando in successione cerone, cipria, fard, rossetti e
matite dalle tinte molto naturali. Stessa cosa per le altre
parti del corpo non coperte dagli abiti (mani, piedi, gambe,
qualche volta il seno o altri particolari) o per i musi degli
animali.
I movimenti sono ottenuti quasi sempre con l'ausilio di motorini
elettrici a bassa ten-sione, sia per la sicurezza dei visitatori,
sia per la potenza e la silenziosità necessarie. Spesso si tratta
di motori posizionati all'interno del personaggio o nelle immediate
vicinanze (foto mano). La tecnica di realizzare parti anatomiche
cave (ossia non riempite di materiale inerte) permette anche
di celare all'interno i motori che faranno muovere proprio quella
particolare porzione del corpo (foto pecora). Per movimenti
più ampi e consistenti (i lavoranti del mulino ad olio, le lavandaie
alla fonte, danzatori,…) si ricorre invece a motori ben più
potenti nascosti dagli elementi della scenografia.
con foto dettagliate di tutte le fasi di lavorazione
seguono articoli sulla ricerca storica, sulle grotte, sul tema
dell'anno
e sui temi delle edizioni passate, con molte foto e informazioni
utili,
per un bellissimo dossier di otto pagine
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Finesettimana.it
dicembre
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PRESEPE NEL POZZO
Orvieto, Terni
dal 23 dicembre al 13 gennaio
Immaginate di trovarvi nella Bethlehem dell'anno zero, assediata
da astrologi accorsi per vedere la stella, con gli alloggi pieni
di gente venuta a farsi registrare nel censi-mento dell'Impero
romano, con le botteghe affollate per fare scorte. Immaginate
di stare in questo borgo, con i vicoli trasformati in un improvvisato
“mercato” e popolati da magi, maghi, storpi, accattoni, ladri
e, poco lontano, una grotta e dei vagiti…
Dopo le tre edizioni del Giubileo, quest’anno la Sacra Famiglia
di Orvieto sarà di nuovo ospite nel Pozzo della Cava, nella
grotta che congiunge la parte etrusca con lo scavo rinascimentale.
La scelta, oltre che rappresentare un ritorno alle origini,
è motivata dalla volontà di distaccare la scena della nascita
del Messia dal caos della mercificazione, una sorta di evento
fuori dalla consuete coordinate spazio-temporali.
Per la realizzazione della scena del “mercato”, che costituisce
il tema dell’edizione attuale del Presepe, ci si avvarrà dell’opera
di speleologi, che posizioneranno i perso-naggi a trenta metri
dall’acqua della sorgente. Una delle caratteristiche del Presepe
è l’ambientazione, in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti
archeologici, nel sottosuolo del quartiere medievale.
E' un’ambientazione continua, tanto che lo spettatore si trova
fisicamente dentro il presepio. Ogni anno i costumi, le suppellettili
e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati riproducendo
gli originali della Palestina del tempo di Cristo: la stessa
cura nella ricostruzione storica viene messa nella preparazione
dei cibi, rispettando le antiche ricette kasher, e nella selezione
delle musiche, che rispecchiano gli strumenti e la lingua del
periodo. Tutto questo per creare un angolo sempre diverso della
Betlemme del primo Natale, una terra in cui si parlava in Aramaico
e si pregava in Ebraico, dove non c'erano libri al di fuori
della Thorà, e dove tutto era soggetto alla legge di Yaweh.
Tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati
con le tecniche degli effetti tridimensionali utilizzati negli
spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche, adoperando
lattice, gomme e resine per la riproduzione della pelle umana,
dei peli o delle squame degli animali, basandosi su calchi fatti
dal vero o su modelli appositamente realizzati. Nella scelta
dei lineamenti delle persone si cerca di riprodurre le caratte-ristiche
somatiche del popolo ebraico di duemila anni fa.
Oltre ad essere a grandezza naturale, i personaggi sono animati
da congegni meccanici realizzati con l'impiego di motori silenziosi.
Ad accrescere il realismo contribuiscono le luci, che riproducono
il tremolio delle lampade ad olio e delle torce, ed altri effetti
speciali, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte
che bolle, le stelle.
Orvieto già pensa all’edizione 2002 del Presepe nel Pozzo. Questa
volta la protagonista sarà Salomè, la levatrice incredula, un
tema tratto dai Vangeli dell'infanzia. Il Presepe del 2003,
invece, vedrà la riproposizione del tema dell’Angelo, che più
ha appassionato e coinvolto il pubblico, un’edizione speciale
per festeggiare la quindicesima edizione.
Il Pozzo della Cava è un enorme foro nel tufo a 36 metri di
profondità, scavato dagli Etruschi per attingere acqua sorgiva
ed ampliato da Papa Clemente VII, tra il 1527 e il 1530, con
lo scopo di rifornire la città in caso di assedio. Chiuso al
pubblico nel 1646, quando, in seguito ad una rissa, vi furono
gettati cinque ufficiali francesi, è stato riaperto di recente.
con foto zoomabili e informazioni utili
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