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Rassegna Stampa
del mese di dicembre 2004



Dato il grande numero di articoli e servizi giornalistici riguardanti il Pozzo della Cava (molti dei quali relativi al Presepe nel Pozzo), abbiamo deciso di separare, come di consueto, la nostra rassegna on-line del mese di dicembre da quella del resto dell'anno

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questa pagina non è che una sommaria e parziale raccolta degli articoli usciti nel dicembre 2004 in cui si è parlato del Pozzo della Cava, ci scusiamo pertanto per tutte le possibili omissioni, ringraziando tutti colore che vorranno segnalarcele
cerca notizie

TGR Umbria
[Rai 3]

31 dicembre

PRESEPE NEL POZZO


bellissimo servizio sulla sedicesima edizione del Presepe nel Pozzo, con immagini
suggestive e profonda spiegazione del tema dell'anno, con particolare riferimento
alle figure dei 4 magi, tre uomini e una donna

Umbria Jazz
Winter #12
[programma
ufficiale]

28 dicembre

POZZO DELLA CAVA
FORNACI DELLA CAVA


doppia citazione del Pozzo della Cava all'interno del programma ufficiale della
dodicesima edizione di Umbria Jazz WInter ad Orvieto:
- nella pagina del Consorzio Orvieto Promotione, come una delle realtà più
significative della città sotterranea
- a proposito della mostra di fischietti storici "Fischio di gioco", con rifrerimento alle
fornaci di ceramica e ai ritrovamenti dei resti di alcuni fischietti

Il Messaggero

24 dicembre


Orvieto
PRESEPE NEL POZZO

A Orvieto il Presepe si fa da venti anni* nel Pozzo della Cava del quartiere medievale. Per questa edizione le novità sono radicali e anche un po’ ardite o se si preferisce coraggiose. All’ingresso i visitatori saranno accolti da quattro strane figure, un po’ tradizionali un po’ no. Sono i Magi che però non sono re e neanche tre. Nella rappresentazione della Cava indicano l’umanità intera, uomini e donne, vecchi e bambini. All’oro (regalità), incenso (Divino), mirra (Natura umana di Gesù) si aggiunge il diamante come immagine di purezza. Da non sottovalutare il significato del luogo in cui si ospita la Natività orvietana, un pozzo. Béèr, parola ebraica che significa pozzo, sta ad indicare proprio l’origine e la fine della vita, quindi fisicamente la culla e il sepolcro degli uomini, mangiatoia e Croce.

* in realtà siamo alla sedicesima edizione, è il pozzo ad essere stato riscoperto
venti anni fa

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Radio BCS

24 dicembre

PRESEPE NEL POZZO
intervista a Marco Sciarra


lunga intervista in diretta sul presepio 2004-2005, con domande e curiosità sul tema
dell'anno, sulle grotte, sulle possibilità di visita...

RTUA Notizie

dicembre

PRESEPE NEL POZZO


citazione a più riprese del presepio 2004-2005 all'interno del telegiornale
locale di RTUAquesio

Il Giornale
dell'Umbria

23 dicembre


Sedicesimo anno
IL PRESEPE NEL POZZO

Apre oggi la 16a edizione del Presepe nel Pozzo. Tra le particolarità, oltre ad un estremo realismo dei personaggi, una precisa ricostruzione storica e l’ambientazione che inizia ancora prima della grande grotta, anche una rappresentazione della Natività completamente mistica e onirica, con ben quattro Magi, di cui uno donna. "Così -spiega Marco Sciarra, titolare del Pozzo - nell’anno della polemica di chi vuole mettere Cappuccetto Rosso al posto di Gesù, ad Orvieto c’è un presepio “politicamente corretto”, che fa spazio anche all’altra metà del cielo.

con foto della Natività 2003

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Corriere
dell'Umbria

23 dicembre


APRE OGGI LA SEDICESIMA EDIZIONE DEL PRESEPE ALL'INTERNO DEL PRESTIGIOSO "POZZO DELLA CAVA"
Al via oggi la sedicesima edizione del Presepe nel Pozzo della Cava. Tra le particolarità, oltre ad un estremo realismo dei personaggi, una precisa ricostruzione storica e l’ambientazione che inizia ancora prima della grande grotta, anche una rappresentazione della Natività completamente mistica e onirica, con ben quattro Magi, di cui uno donna.
Quest'anno ricorre inoltre il ventennale del ritrovamento del Pozzo, avvenuto agli inizi di dicembre del 1984.

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Il Sole 24 Ore

22 dicembre


Le più orginali rappresentazioni della Natività visitabili in queste giornate nell'area del CentroNord
I PRESEPI RICONQUISTANO LA SCENA

...
Umbria- Allestito nella grande grotta etrusca del "Pozzo della Cava" con personaggi a grandezza naturale animati con le tecniche degli effetti speciali cinematografici, il Presepe nel Pozzo di Orvieto è considerato uno dei più originali e suggestivi d'Italia. il tema di quest'anno è il pozzo, sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, presente nella tradizione ebraica come simbolo dell'abbondanza, sorgente di vita e di insegnamento.
...

con foto della Natività del presepio 2003-2004

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OrvietoNews.it

22 dicembre

Special
PRESEPE NEL POZZO CON 4 RE MAGI
Il tema scelto, «il Pozzo»[Béèr in ebraico],
vuole ricordare e festeggiare il ventennale della scoperta
del Pozzo della Cava, tornato alla luce, dopo secoli di silenzio,
proprio nel dicembre del 1984

Aprirà domani, 23 dicembre, la 16a edizione del Presepe nel Pozzo. Tra le particolarità, oltre ad un estremo realismo dei personaggi, una precisa ricostruzione storica e l’am-bientazione che inizia ancora prima della grande grotta, anche una rappresentazione della Natività completamente mistica e onirica, con ben quattro Magi, di cui uno donna.
L’edizione 2004-2005 del Presepe nel Pozzo, così diversa dal solito, è tutta imperniata sul tema del POZZO, in ebraico BéèR, proprio per ricordare in maniera un po’ insolita, il ritrovamento del Pozzo della Cava, avvenuto per caso venti anni fa, all’inizio di dicembre del 1984.

con foto dei magi
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OrvietoSì.it

22 dicembre

Visita obbligatoria
IL PRESEPE DEL POZZO DELLA CAVA
Il tema scelto, «il Pozzo»[Béèr in ebraico],
vuole ricordare e festeggiare il ventennale della scoperta
del Pozzo della Cava, tornato alla luce, dopo secoli di silenzio,
proprio nel dicembre del 1984

Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con la nuova location del Presepe nel Pozzo, fatta di personaggi e ambientazioni molto differenti rispetto agli anni precedenti, con una suddivisione degli spazi e dei percorsi fisico-mentali totalmente rinnovata, quest’anno la grande grotta del Pozzo della Cava ospiterà un’edizione un po’ fuori dai canoni: alla ricostruzione meticolosa della vita quotidiana della Palestina di 2000 anni fa si affiancherà, infatti, una reinterpretazione della Natività completamente mistica e onirica. Il tema scelto, «il Pozzo»[Béèr in ebraico], inteso come sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, simbolo dell'abbondanza, della donna feconda e della sposa, vuole ricordare e festeggiare, in maniera piuttosto originale, il ventennale della scoperta del Pozzo della Cava, tornato alla luce, dopo secoli di silenzio, proprio nel dicembre del 1984.

con foto, informazioni utili e link
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Radio LatteMiele

21 dicembre

PRESEPE NEL POZZO
intervista a Marco Sciarra


lunga intervista di Vicky Mangone sul presepio 2004-2005,
con domande sulle particolarità, sul tema, sulle grotte,...

Orvieto
Ieri e Oggi
[TeleOrvieto39]

21 dicembre

PRESEPE NEL POZZO
il cantiere e l'anteprima


lungo servizio sulla preparazione del presepio e sul tema dell'anno,
con immagini delle fasi di lavorazione e commenti in diretta del mitico maestro
Mauro Sborra, con il contributo in studio del Dott. Cerquaglia

TGR Umbria
RaiTre

dicembre

PRESEPE NEL POZZO


alcuni interventi sul gradimento del presepio e sulla ricerca di Marketing & Tv
durante diverse edizioni tel telegiornale regionale durante il periodo natalizio

Prima Pagina

20 dicembre


Orvieto
È IL POZZO, IL TEMA DEL PRESEPE NEL POZZO

Giudicato da una recente ricerca demoscopia di Marketing & Tv come uno dei più popolari dell'intera nazione, superando in fatto di gradimento da parte dei visitatori presepi storici come quelli di Greccio, Venezia e Cesenatico, il Presepe del Pozzo della Cava di Orvieto si appresta ad una nuova sfida. Già lo scorso anno era stata compiuta la scelta, apprezzatissima dal pubblico, di allestire il presepio nella grande grotta a più livelli riportata alla luce solo nel 2003; permettendo così sia di proiettare il visitatore dentro il presepio stesso, sia di valorizzare i numerosi ritrovamenti archeologici delle prime otto cavità del percorso ipogeo per la visita al Pozzo della Cava, fino a due anni fa quasi completamente occupate dalle scene della Natività. Quest'anno, poi, il presepio-evento orvietano vuole unire alla meticolosa ricostruzione storica anche suggestioni e miti senza tempo, in una edizione che si preannuncia davvero unica. L'occasione è stata offerta dal ventennale della scoperta del Pozzo della Cava (avvenuta per caso proprio nel dicembre del 1984), che ha fatto decidere di adottare come tema per l'allestimento 2004-2005 proprio "il Pozzo" (in ebraico Béèr), inteso come sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, presente nella tradizione di tutti i tempi come simbolo dell'abbondanza, sorgente di vita e di insegnamento, metafora della donna feconda e della sposa fedele, dei segreti e della nuda verità. Punto fermo del presepio resteranno comunque i personaggi animati a grandezza naturale, realizzati con le tecniche e i materiali degli effetti speciali teatrali e cinematografici, oltre ad una cura quasi maniacale per i particolari. Verrà riproposto un nuovo angolo della Bethlehem di venti secoli fa, ma a squarciare la calma immutabile di una normale giornata dei pastori, irromperà una Nascita mistica e quasi fiabesca, lontana dal realismo delle altre scene ma ricca di suggestione e di simboli, all'interno di un pozzo irraggiungibile per gli spettatori e osservabile da molteplici punti di vista.

con immagini e informazioni utili

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La Voce
del Tabaccaio

dicembre


IL PRESEPE NEL POZZO DI ORVIETO

Siamo a pochi giorni dal Natale e una delle espressioni principe di questa festività è il presepe: non c'è infatti paese o città italiana che non ne metta in scena uno con le caratteristiche e le modalità più disparate, da quelli più classici a quelli sott'acqua a quelli viventi.
Ma c'è un luogo in Italia dove la magia del presepe può essere vissuta con una intensità insolita e con una vera magia e questo posto è Orvieto.
Nato per una sorta di insolita scommessa quindici anni fa, il presepio del Pozzo della Cava di Orvieto ha assunto negli anni l'aspetto di una simpatica consuetudine natalizia, divenendo poi a pieno titolo una delle tradizioni del territorio orvietano.
Sono molte le caratteristiche che rendono questo presepe singolare, come la particolarità di fondere il fascino delle grotte orvietane alla suggestione dei personaggi animati a grandezza naturale, o il fatto che il visitatore si trovi fisicamente dentro il presepio, o ancora l'accuratezza della ricostruzione storica di usi, costumi, arredi, elementi scenografici e musiche.
La caratteristica che però più ha contribuito al successo del Presepe nel Pozzo è senza dubbio la singolare ambientazione, in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto. Una parte del presepio è addirittura allestita -grazie al prezioso contributo degli speleologi orvietani- all'interno del Pozzo della Cava, quasi sospesa su uno strapiombo di oltre trenta metri di profondità.
Da due anni, poi, i nuovi Presepi nel Pozzo sono allestiti all'interno della grande grotta a più livelli aperta al pubblico nell'ottobre 2003, imprimendo una svolta significativa all'evento.
Altro fattore importante è il fatto che l'allestimento cambi ogni anno, affrontando tematiche sempre diverse.
Quest'anno, in occasione del ventennale della scoperta del Pozzo della Cava (avvenuta per caso proprio nel dicembre del 1984) il tema scelto per l'allestimento del presepio è proprio IL POZZO (in ebraico Béèr6), inteso come sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, presente nella tradizione di tutti i tempi come simbolo dell'abbondanza,sorgente di vita e di insegnamento, metafora della donna feconda e della sposa, dei segreti e della nuda verità.
Per l'occasione verrà riprodotto un angolo della Bethlehem di venti secoli fa, unendo però una visione mistico-onirica della Natività7, lontana dal realismo delle altre scene ma ricca di suggestione e di simboli, all'interno di un pozzo irraggiungibile per gli spettatori, da cui sgorgano i quattro fiumi della Genesi, e in cui cielo e terra si uniscono per creare Dio.
Come dicevamo tutti i personaggi sono a grandezza naturale e vengono realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali tridimensionali utilizzati negli spettacoli teatrali e nelle riprese cinematografiche, adoperando lattice, gomme e resine speciali per la riproduzione della pelle umana, dei peli o delle squame degli animali, basandosi su calchi fatti dal vero o su modelli appositamente realizzati.
Inoltre si muovono, animati da congegni meccanici appositamente realizzati con l'impiego di piccoli motori silenziosi. La scelta dei movimenti dipende, ovviamente, dal personaggio, dalla scena e dal suo inserimento nel tema dell'anno; molto spesso si tratta di azioni ricorrenti della vita quotidiana di un piccolo centro palestinese di quel periodo.
Ad accrescere il realismo del presepio contribuiscono, inoltre, le luci [che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce] ed altri "effetti speciali", come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, le stelle,...
La scelta di allestire il presepio in un'unica grande grotta contribuisce a creare una ambientazione continua, senza suddivisioni in scene separate; in questo modo lo spettatore si trova dentro il presepio, accanto ai personaggi e in mezzo alla scena, utilizzando i passaggi e condividendo gli spazi degli stessi automi protagonisti della rappresentazione.
Ogni anno i costumi, le suppellettili e tutti gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo, e la stessa cura nella ricostruzione storica viene messa nella preparazione dei cibi [rispettando le antiche ricette kasher] e nella selezione delle musiche, che rispecchiano gli strumenti, i ritmi, le intonazioni e la lingua del periodo.
Lo scopo è quello di ricreare un angolo sempre diverso della Betlemme del primo Natale, una piccola fetta di quella terra straniera e stranissima, dove si parlava in Aramaico e si pregava in Ebraico, dove non c'erano libri al di fuori della Thorà, e dove tutto era soggetto alla legge di Yaweh.
Insomma un presepe di grande effetto allestito in un luogo suggestivo, a mezza strada tra uno tradizionale e uno vivente, un presepe-spettacolo fatto di sensazioni e magia...
Le condizioni per rimanere a bocca aperta ci sono tutte e quindi vi consigliamo di non perderlo.

con molte foto degli allestimenti passati, informazioni utili, date, orari e recapiti,
in un bel redazionale di tre pagine

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L'Unione Sarda

18 dicembre

A NATALE IL PRESEPE PREFERITO ALL'ALBERO


pubblicazione della ricerca di Marketing & Tv che vuole il Presepe nel Pozzo
ai primi posti per notorietà tra i presepi italiani

OrvietoSì.it

16 dicembre

IL PRESEPE NEL POZZO BATTE GRECCIO
A dirlo è stata una ricerca della Marketing & Tv condotta
su un campione di seicento turisti italiani e stranieri che hanno
prenotato alberghi e residence nelle città d'arte umbre per il
periodo natalizio

Il presepe nel Pozzo batte quello di Greccio. E’ stata una vera sorpresa, ma pare proprio che nel gradimento degli italiani il presepe nel Pozzo di via della Cava batta il presepio più antico del mondo. A dirlo è stata una ricerca della Marketing & Tv condotta su un campione di seicento turisti italiani e stranieri che hanno prenotato alberghi e residence nelle città d'arte umbre per il periodo natalizio. Il sondaggio svela quali sono i "tesori" della produzione artistica presepistica italiana che uniscono la tradizione al genio e all'originalità dei maestri artigiani del Belpaese.
Al primo posto, ovviamente, Napoli, con un lusinghiero 39%, ma tra i più visitati c’è anche il presepe nel Pozzo, che si attesta su un ottimo 16% delle preferenze dei turisti, battendo presepi ben più nobili e di antica tradizione, come quello di Greccio, che si ferma al 13%, quello subacqueo (8%), quello sulle barche di Cesenatico, che arriva appena al 5% e quello sulle zattere di Venezia che, con molto stupore, non supera il 4% delle preferenze.
“A inorgoglirci in maniera particolare – spiega Marco Sciarra titolare dell’antico pozzo - è anche il fatto che il nostro presepio, che aprirà i battenti il prossimo 23 dicembre, non è inserito, come accade per quasi tutte le altre realtà citate, in itinerari regionali o provinciali, o nelle cosiddette “Vie dei Presepi” promosse a livello nazionale, ma è frutto, sia nella realizzazione che nella promozione, del solo impegno privato della nostra azienda. Grande interesse dimostrato, per l’edizione speciale di quest’anno, anche dai media e dai navigatori di internet, oltre che dai tanti turisti che telefonano al centralino del pozzo”.
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Fabruaria.it

16 dicembre

BÉÈR, IL PRESEPE NEL POZZO

Nel 1989, quando lo speleologo Francesco Baldini ebbe l’intuizione di mettere delle sagome bianche in fondo al Pozzo della Cava di Orvieto per realizzare il primo presepio stilizzato, forse non si sarebbe immaginato il seguito della storia del Presepe nel Pozzo, divenuto in pochi anni una delle tradizioni del Natale orvietano.
Da quel primo piccolo presepio, è stata un’evoluzione continua, con nuovi personaggi realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, nuovi movimenti e nuove ambientazioni, fino ad approdare, lo scorso anno, al Nuovo Presepe nel Pozzo, allestito nella grande grotta aperta al pubblico solo nell’ottobre 2003.
Alla base un’idea semplicissima: proiettare il visitatore fisicamente dentro la scena della Natività, ricreando l’ambientazione e le atmosfere della Palestina dell’anno zero con dei personaggi animati a grandezza naturale, enfatizzando o rimovendo gli elementi che la tradizione ha aggiunto nel corso dei secoli. E fare tutto questo nelle grotte di un percorso archeologico ricco di ritrovamenti etruschi e medievali recentemente riportati alla luce, proprio nel cuore del quartiere medievale di Orvieto. Così, tra i resti di antiche sepolture e fornaci di ceramica, accanto all’enorme pozzo fatto scavare da Papa Clemente VII su una preesistenza etrusca, ogni anno rivive una Natività diversa, con un tema sempre nuovo, a volte tratto dai testi canonici e a volte da quelli apocrifi, a volte ispirato da qualche romanzo su Gesù e a volte di pura fantasia. Come nell’allestimento di quest’anno 2005, in cui si tenta di unire la meticolosità della ricostruzione storica di abiti, suppellettili, musiche e arredi, con tematiche e metafore ricavate da miti senza tempo e da suggestioni visuali e sonore di pura fantasia.
Il tema di questa versione mistica e onirica della Natività è infatti «Béèr», parola ebraica che significa «pozzo», inteso sia come foro da cui attingere acqua che come sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, come simbolo dell'abbondanza, sorgente di vita e di insegnamento, metafora della donna feconda e della sposa fedele, dei segreti e della nuda verità.
Così, a squarciare la calma immutabile di una tranquilla giornata in un angolo della Bethlehem di venti secoli fa, irrompe una Nascita mistica e quasi fiabesca, lontana dal realismo delle altre scene ma ricca di suggestione e di simboli, all’interno di un pozzo irraggiungibile per gli spettatori, da cui escono le personificazioni dei quattro fiumi della Genesi, o forse quattro Magi, o forse quattro sacerdoti…
Origine e fine della vita, culla e sepolcro dei viventi, il pozzo etrusco della grande grotta delle Cava diviene pozzo senza tempo e senza fine, luogo in cui cielo e terra si uniscono per creare un Dio Bambino, indifeso e potentissimo.

con molte foto dell'allestimento dello scorso anno, recapiti, orari, informazioni utili
e una ricca scheda sul pozzo e sui ritrovamenti delle grotte
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Il Giornale
dell'Umbria

13 dicembre

Lo conferma una ricerca effettuata sui turisti
che si trovano in Umbria
*
IL «PRESEPE NEL POZZO» HA SUPERATO QUELLO DI GRECCIO

Il presepe nel Pozzo batte quello di Greccio. È stata una vera sorpresa, ma pare proprio che nel gradimento degli Italiani il Presepe nel Pozzo batta il presepio più antico del mondo, quello di Greccio. A dirlo è stata una ricerca della Marketing & Tv, condotta su un campione di seicento turisti italiani e stranieri che hanno prenotato alberghi e residence nelle città d'arte umbre* per il periodo natalizio. Il sondaggio svela, quali sono i "tesori" della produzione artistica presepistica italiana che uniscono la tradizione al genio e all'originalità dei maestri artigiani del Belpaese. Al primo posto, ovviamente, Napoli, con un lusinghiero 39%, ma tra i più visitati c'è anche il Presepe nel Pozzo, che si attesta su un ottimo 16% delle preferenze dei turisti, battendo presepi ben più nobili e di antica tradizione, come quello di Greccio, che si ferma al 13%, quello subacqueo (8%), quello sulle barche di Cesenatico, che arriva appena al 5% e quello sulle zattere di Venezia che, con molto stupore, non supera il 4% delle preferenze.
"A inorgoglirci in maniera particolare -spiega Marco Sciarra, titolare dell'antico pozzo- è anche il fatto che il nostro presepio, che aprirà i battenti il prossimo 23 dicembre, non è inserito, come accade per quasi tutte le altre realtà citate, in itinerari regionali o provinciali, o nelle cosiddette "Vie dei Presepi" promosse a livello nazionale, ma è frutto, sia nella realizzazione che nella promozione, del solo impegno privato della nostra azienda.
Grande interesse dimostrato, per l'edizione speciale di quest'anno, anche dai media e dai navigatori di internet oltre che dai numerosi turisti che da giorni telefonano al centralino del pozzo".

*in realtà la ricerca è stata compiuta sui turisti di tutte le regioni d'Italia
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Corriere
dell'Umbria

12 dicembre


sulle pagine di cronaca dell'Umbria

ORVIETO BATTE GRECCIO

La notizia è una vera sorpresa. Il Presepe del Pozzo della Cava di Orvieto piace di più del presepe più antico del mondo, quello di Greccio. A dirlo è stata una ricerca della Marketing & Tv condotta su un campione di seicento turisti italiani e stranieri interrogati su quali sono i "tesori" presepistici italiani che più amano. Al primo posto, ovviamente, Napoli (39%). Il Presepe di Orvieto ha avuto il 16% delle preferenze, quello di Greccio il 13%.



nella pagina di Orvieto

La struttura ai primi posti tra quelle visitate dai turisti
durante il periodo natalizio
"PRESEPE NEL POZZO": ALTO L'INDICE DI GRADIMENTO

È stata una vera sorpresa, ma pare proprio che nel gradimento degli Italiani il "Presepe nel Pozzo" batta il presepio più antico del mondo, quello di Greccio. A dirlo è stata una ricerca della Marketing & Tv, condotta su un campione di seicento turisti italiani e stranieri che hanno prenotato alberghi e residence nelle nostre città d'arte per il periodo natalizio. Il sondaggio svela, dunque, quali sono i "tesori" della produzione artistica presepistica italiana che uniscono la tradizione al genio e all'originalità dei maestri artigiani del Belpaese. Al primo posto, ovviamente, Napoli, con un lusinghiero 39per cento, ma tra i più visitati c'è anche il Presepe nel Pozzo, che si attesta su un ottimo 16 per cento delle preferenze dei turisti, battendo presepi ben più nobili e di antica tradizione, come quello di Greccio, che si ferma al 13 per cento. "A inorgoglirci in maniera particolare è anche il fatto che il nostro presepio, - afferma il proprietario del Pozzo della Cava, Marco Sciarra- che aprirà i battenti il prossimo 23 dicembre, non è inserito, come accade per quasi tutte le altre realtà citate, in itinerari regionali o provinciali, o nelle cosiddette "Vie dei Presepi" promosse a livello nazionale, ma è frutto, sia nella realizzazione che nella promozione, del solo impegno privato della nostra azienda".

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Il Mattino

12 dicembre

TURISMO TRA I PRESEPI


A farla da protagonista, in questo Natale, sarà il presepe in tutte le sue varianti. Lo rivela una ricerca della Marketing & Tv, condotta su un campione di 600 turisti italiani e stranieri che hanno prenotato alberghi e residence nelle città d’arte italiane. Il presepe napoletano ha raccolto il 39% di preferenze. Anche la Sicilia non è da meno. Tra le preferenze (13%), poi, non mancano il presepe più antico del mondo, quello di Greccio e quelli ambientati in grotte e cavità naturali. Tra le località più conosciute, il presepe nelle grotte di Pertosa (22%) e quello del Pozzo di Orvieto (16%).
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La Nazione

12 dicembre

Alto gradimento dei turisti nei confronti
della originale rappresentazione della Natività
IL «PRESEPE NEL POZZO» HA SUPERATO QUELLO DI GRECCIO

Orvieto- Il Presepe nel Pozzo batte quello di Greccio in fatto di gradimento da parte dei visitatori. «È stata una vera sorpresa, ma pare proprio che nel gradimento degli Italiani il Presepe nel Pozzo superi il presepio più antico del mondo, quello di Greccio.
A confermarlo è stata una ricerca della Marketing & Tv, pubblicata ieri dai quotidiano "La Nazione", condotta su un campione di seicento turisti italiani e stranieri che hanno prenotato alberghi e residence nelle nostre città d'arte per il periodo natalizio» spiega Marco Sciarra, titolare dell'antico Pozzo della Cava al cui interno realizza ogni anno un suggestivo ed originale presepe. Il sondaggio svela, dunque, quali sono i «tesori» della produzione artistica presepistica italiana che uniscono la tradizione al genio e all'originalità dei maestri artigiani del Belpaese.
Al primo posto, ovviamente, Napoli, con un lusinghiero 39%, ma tra i più visitati c'è anche il Presepe nel Pozzo, che si attesta su un ottimo 16% delle preferenze dei turisti, battendo presepi ben più nobili e di antica tradizione, come quello di Greccio, che si ferma al 13%, quello subacqueo (8%), quello sulle barche di Cesenatico, che arriva appena al 5% e quello sulle zattere di Venezia che, con molto stupore, non supera il 4% delle preferenze.

con foto dell'allestimento dello scorso anno
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Il Tempo

11 dicembre

A NATALE IL PRESEPE PREFERITO ALL'ALBERO


pubblicazione della ricerca di Marketing & Tv che vuole il Presepe nel Pozzo
ai primi posti per notorietà tra i presepi italiani

NetManager.it

dicembre

MERCATINI DI NATALE


UMBRIA Orvieto (Terni) - I migliori artigiani di Orvieto espongono manufatti (soprattutto riproduzioni di reperti medievali in maiolica umbra) e prodotti gastronomici tipici nella zona archeologica "Pozzo della Cava" dove viene allestito un presepe.

in quale film accade tutto questo?

Zoomata.com

dicembre


ORVIETO'S UNDERGROUND NATIVITY SCENE


Nativity scenes have been a part of Italian Christmas celebrations since medieval times, but Orvieto's reenactment is the first to put the Holy family underground. For 14 years running, speleologists have ventured 30 meters (circa 98 feet) down below to set up a nativity scene in the Pozzo della Cava, located in the medieval quarter of the Umbrian city. Visitors find themselves in historically accurate scene where where life-size figures, costumes and music take them back 20 centuries in time. Special tours of the complex offered during the holidays offer a look a Orvieto underground--an Etruscan cistern, "butti" medieval garbage disposals, a Renaissance kiln and wine cellar--and a kosher menu from the excellent restaurant. Festivities kick off Sunday Dec. 23 and run until Jan. 13.

con foto e link


Quotidiano Nazionale

La Nazione

Il Resto
del Carlino

Il Giorno

10 dicembre

Natale - i presepi
IN GROTTA O SULL'ACQUA - LA TOP TEN DEI PIU' AMATI

Roma, 10 dicembre 2004 - Mai come quest'anno i presepi saranno al centro dell'attenzione dei turisti che numerosi affolleranno le città d'arte italiane nel periodo natalizio. Ma a differenza degli altri anni, la scelta è molto più vasta e variegata, perché la fantasia dei presepisti nostrani non è mai stata così florida come per questo Natale 2004. Lo rivela una ricerca della Marketing & Tv, condotta su un campione di 600 turisti italiani e stranieri che hanno prenotato alberghi e residence nelle nostre città d'arte.
Il sondaggio svela, dunque, quali sono i "tesori" della produzione artistica presepiale italiana che uniscono la tradizione al genio e all'originalità dei maestri artigiani del Belpaese. Al primo posto della classifica, con il 39% di preferenze, c'è sempre il presepe napoletano, entrato oramai nella storia della cultura partenopea.
[...] Anche la Sicilia ha un suo presepe "doc": quello di Caltagirone (riconosciuto dal 17%). Nel centro storico della "Città della Ceramica" si potrà ammirare una riproposi-zione di scene di vita contadina e pastorale con ben 150 personaggi in terracotta che testimoniano i mestieri scomparsi, e un presepe in ceramica situato nella cripta del convento dei padri cappuccini.
Non manca poi tra le preferenze dei turisti (13%) il presepe più antico del mondo, quello di Greccio (Rieti), dove, secondo la tradizione voluta da San Francesco, i presepi viventi si caratterizzano per le tecniche recitative e la gestualità curatissime, mostrando al contempo i mestieri antichi e uno stile di vita nel loro reale svolgimento. Molti turisti hanno dichiarato di voler visitare quelle località sulle coste che hanno avuto l'originale idea di ambientare la rappresentazione della Natività nei fondali e all'interno di scenografie portuali. Come ad esempio a Porto Venere vicino a La Spezia (preferita dall'8% degli intervistati), dove i sub fanno emergere dalle acque antistanti la spiaggetta la statua del bambino Gesù. O come Battaglia Terme a Padova (5%), dove il Presepio viene allestito su un tipico "burcio" (tipica imbarcazione locale) su un canale. Stessa cosa accade nel porto di Cesenatico (5%), dove sulle tipiche imbarcazioni dell'Adriatico, ci saranno 42 statue in legno a grandezza naturale (ogni anno se ne aggiunge almeno una), compreso un gruppo di pescatori al lavoro. Ha sempre il mare come sfondo il presepe di Venezia (4%), dove la culla viene disposta sulle zattere galleggianti sul Canal Grande. A Comacchio (Fe), invece, una scenografia d'acqua accompagnerà in un viaggio immaginario i tre Magi nella ricerca della capanna della natività.
[...] Tra i presepi più visitati c'è poi quello del Pozzo di Orvieto (16%), allestito in grotte ricche di ritrovamenti archeologici nel quale ci saranno personaggi animati a grandezza naturale realizzati con le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici. I turisti più appassionati all'arte presepiale hanno poi citato esempi più sconosciuti dal grande pubblico, ma di grande inventiva. Un tocco d'originalità proviene, ad esempio, dal Museo dei Presepi a Villanova (Mo), dove quest'anno saranno esposti presepi del Madagascar, del Messico e del Perù, costruiti con i materiali, le tecniche e le ambientazioni più disparate: una Natività è composta da 4.500 mollette da bucato in legno. A Manarola in provincia di La Spezia, poi, il presepe è grande come una intera collina: sullo splendido mare delle Cinque Terre si affacciano 250 statue luminose a grandezza naturale. [...]
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La Provincia

8 dicembre

Orvieto
UN POZZO DI STORIA


copertina e speciale di quattro pagine sul Pozzo della Cava,
con molte foto, didascalie e riquadri esplicativi, che descrivono
il pozzo come «meta irrinunciabile per chi vuole vivere la Orvieto
"nascosta"» e i reperti come «"gioielli" di grandissimo valore»
[autore del servizio è Gabriele Anselmi]


Ogni anno i cunicoli di questo straordinario
monumento riservano nuove sorprese
NEL POZZO UNA... CAVA DI STORIA


L'arco della storia e delle tradizioni. Il Pozzo della Cava rappresenta ad Orvieto il simbolo della storia della rupe. L'acqua, fonte di vita, ha attirato a se gli uomini di ogni epoca. Dagli etruschi ai romani, al medioevo e al rinascimento fino a giungere a noi. I Cunicoli del pozzo della Cava riservano ogni anno una sorpresa, una novità, ma soprattutto una nuova pagina della storia orvietana da raccontare. Sotto il colore rossiccio del tufo, respira ancora la forza di una città che ha percorso i secoli dal pulpito della rupe, conservando al suo interno tutta la tradizione di un popolo. Dietro ad ogni angolo, sotto ad ogni volta possono nascondersi nuovi pezzi di storia che riportano ai giorni nostri i modi di vivere e soprattutto di sopravvive, come poteva succedere nell'antico ingresso del Pozzo della Cava. La conclusione dei lavori per il ripristino del grande arco su Via della Cava che nel rinascimento costituiva l'unico accesso al pozzo, ha riportato alla luce una lastra di marmo di grande valore storico. La chiusura dell'ingresso risale ai tempi della guerra di Castro, quando tutte i passaggi che si affacciavano sulla Cava vennero murati, comprese le porte delle abitazioni. A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la sua chiusura, era stata apposta dalle autorità comunali una lapide nel 1646. Proprio quella pietra ha riservato la sorpresa maggiore di questo lungo e laborioso cantiere: rimovendola, infatti, si è potuto scoprire che l'iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo altomedievale con dei bellissimi intrecci geometrici e la rappresentazione a bassorilievo di un uccello e due fiori. La forma, molto stondata, e la scelta dei motivi decorativi in stile carolingio, hanno subito suggerito l'ipotesi che si potesse trattare di una porzione di un fregio sottratta da un ambone di una chiesa orvietana andata distrutta o rimaneggiata nel corso dei secoli. Le ricerche finora effettuate non lascerebbero ombra di dubbio sulla provenienza: le decorazioni e la tecnica adoperata corrispondono alla perfezione a quelle dei bassorilievi marmorei dei sotterranei della chiesa dei Santi Andrea e Bartolomeo. La bellissima pietra, ripulita e restaurata, è ora esposta nei sotterranei del Pozzo della Cava e rimane, al momento, l'unica cosa visibile dell'immenso patrimonio archeologico che si conserva sotto la centralissima collegiata orvietana. Contemporaneamente alla riapertura dell'arco e al rinvenimento di questo importante fregio, si è provveduto anche al riallestimento della parte espositivo-museale delle grotte del Pozzo della Cava, con una migliore collocazione e ripartizione dei numerosi reperti delle due fornaci di ceramica e dei frammenti di "lustro" rinvenuti accanto alla muffola. La prima costruzione del pozzo si perde nei secoli. I reperti più antichi risalgono all'epoca etrusca, ma storicamente il pozzo ha assunto la struttura attuale intorno al cinquecento. Quando nel 1527 Papa Clemente VII si rifugiò ad Orvieto, prima di ordinare la realizzazione del Pozzo di San Patrizio, fece riadattare anche questa struttura per poter attingere acqua sorgiva dalla via, in caso di assedio della città. È solo del 1999 la scoperta (effettuata da parte del ricercatore orvietano Lucio Riccetti a seguito del rinvenimento di una lettera autografa di Antonio da Sangallo il Giovane) che il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII fu quello della Cava e non quello di San Patrizio, come si era sempre creduto fino ad allora.


Una necropoli oppure un allevamento?
Le affascinanti dispute degli archeologi
L'ENIGMA DELLE DUE NUOVE GROTTE


Come in ogni luogo storico che si rispetti non poteva certo mancare il luogo misterioso, quello che non si riesce a decifrare e che rimane senza una risposta logica. Le due ultime grotte, riportate alla luce nel 2002, presentano una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni che rendono difficilissimo interpretarne sia l'uso originario che le successive modifiche. Diversi archeologi hanno suggerito le ipotesi di un allevamento di animali, di una necropoli, di una enorme cisterna mai ultimata, di un insediamento abitativo, di una follonica, di una conceria e perfino di un impianto termale. Fortunatamente, però, la presenza di due nicchie con una vaschetta laterale avvalorano la tesi della necropoli rupestre; strutture praticamente identiche si trovano infatti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio, che presentano anche altre analogie con queste grotte, come i solchi orizzontali lungo le pareti e una moltitudine di fori passanti attraverso il tufo. L'eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, nel nostro territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli etruschi ad Orvieto. Ad avere la certezza di essere una tomba etrusca è invece una cavità scavata completamente nel tufo. Si tratta infatti di una tomba etrusca di epoca arcaica dove è ancora ben visibile il giaciglio per la salma, al centro del quale è stata realizzata una vaschetta di difficile interpretazione. La sua forma, infatti, unita alla presenza di alcuni fori laterali, fa pensare che la tomba sia stata trasformata nel medioevo in un follone, ossia un macchinario utilizzato per rendere più compatti e morbidi i tessuti di lana. Tra i ritrovamenti di epoca etrusca, comunque, non va dimenticata la cisterna: un grande scavo per raccogliere l'acqua piovana. La parete interna è stata rivestita con il tipico intonaco impermeabilizzante "a cocciopesto", ottenuto triturando dei frammenti di ceramica ed impastando con una speciale malta la polvere rossiccia così ottenuta. L'acqua veniva raccolta dai tetti e attraverso dei tubi in terracotta e raggiungeva il serbatoio dopo aver attraversato uno strato di materiale filtrante. A rimanere, però, destinato ad essere indicato con un numero è il "Pozzo numero 2". Forse uno dei ritrovamenti più importanti per l'alone di mistero che lo avvolge è il fondo di un pozzo, nella parte centrale della grotta; le rovine ottocentesche non permettono però di stabilire se sia stato scavato per realizzare una cisterna, un silos per il grano, un pozzo votivo o altre sepolture. L'uso del "Pozzo numero 2" sembra quindi condannato a rimanere nel mistero.


Grazie a lei è stato possibile procedere attraverso scavi
e successive scoperte
LA FORNACE MEDIEVALE: UNA SPIA PERFETTA


A segnare una fase storica importante nei ritrovamenti del Pozzo della Cava è stata sicuramente la fornace medievale che ha potuto testimoniare la lavorazione di una maiolica orvietana tra medioevo e rinascimento. Una tipica lavorazione della maiolica orvietana era sempre rimasta nelle ipotesi dei ricercatori finché i cunicoli del pozzo hanno regalato un affascinante verità. Anche Orvieto era riuscita a contraddistinguersi per una propria produzione di maiolica che alcuni invece attribuivano alle botteghe del tuderte, come prodotto di esclusiva importazione. In questa fornace venivano prodotti boccali, borracce, ciotole, tazze e catini, impreziositi da decori geometrici, vegetali, araldici e religiosi realizzati in bruno e verde. La fornace medievale del Pozzo della Cava è dunque, oltre ad un luogo di alto valore storico, anche di notevole valenza tradizionale che rende giustizia alla produzione artigianale della rupe. Una parte della stessa stanza, scavata nel tufo e resa bianca dalla prolungata esposizione ad alte temperature, era il forno del laboratorio di ceramica, e veniva chiuso ad ogni cottura con un muro di mattoni refrattari; è possibile anche scorgere l'inizio della canna fumaria. Accanto al forno sono esposti sia alcuni strumenti di lavoro (particolarmente interessanti sono gli stampi in terracotta e in pietra, i treppiedi utilizzati per distanziare gli oggetti durante la seconda cottura ed alcuni frammenti di case di cottura, adoperate per accatastare i piatti all'interno del forno) che molti scarti di lavorazione, gettati perché presentavano difetti di forma o di decorazione. Accanto ai reperti, classificati secondo un criterio cronologico e per tipologia, sono esposte delle ricostruzioni, con lo scopo di mostrare l'aspetto originario dei manufatti. Sono visibili frammenti e oggetti completi in ceramica invetriata della fine del XIII secolo (l'oggetto veniva dipinto ed immerso nella cristallina prima di cuocerlo), in maiolica arcaica del XIV secolo (l'oggetto, dopo essere stato cotto una prima volta, veniva immerso nello smalto a base di ossido di stagno, decorato in verde ramina e bruno manganese e cotto una seconda volta) e in maiolica quattrocentesca (con l'aggiunta dei nuovi colori, quali il blu cobalto e il "giallo ferraccia"); la scoperta di questa fornace ha potuto dimostrare una produzione di maiolica anche nel '400, ritenuto fino a qualche anno fa il secolo buio della ceramica orvietana. In minor quantità sono i ritrovamenti in Zaffera (tecnica quattrocentesca per ottenere un blu molto denso, mediante la polvere di lapislazzuli) e in ceramica ingobbiata (ovvero immersa in argilla bianca invece che nello smalto stannifero prima di essere decorata). Per gli studiosi di ceramica orvietana questi rinvenimenti sono stati di grande importanza, come del resto per tutti gli appassionati. La cultura orvietana, il mondo che attorno ad Orvieto gravita, ancora una volta hanno dimostrato di avere alle spalle una civiltà antica e di grande spessore, su cui ancora oggi Orvieto ha le sue radici e che ne fanno una delle città più interessanti dell'Umbria.


E SOTTO LA STANZA... LA MUFFOLA

Durante gli scavi eseguiti tra il 1998 e il '99, è stata riportata alla luce una stanza con dei resti dei pilastri della casa torre di Stefano Filippeschi e, accanto a queste due enormi colonne di tufo litoide, sono stati rinvenuti, sotto il pavimento, i resti della base di una muffola, ovvero della fornace utilizzata per la terza cottura della ceramica. A differenza del forno della prima stanza (scavato nella roccia ed usato per la prima e la seconda cottura dei manufatti), questa piccola fornace era interamente costruita con mattoni e blocchi di tufo non murati, secondo lo schema del forno a riverbero di cui parla Cipriano Piccolpasso nella sua opera "I tre libri dell'Arte del Vasajo" ed in uso nel centro Italia tra il '400 ed il '500. I prodotti della terza cottura, o "terzo fuoco", erano i cosiddetti oggetti "a riverbero" o "a lustro", ossia le pregiate ceramiche rinascimentali (di cui si possono vedere alcuni frammenti) famose per l'iridescenza dei colori e la bellezza dei riflessi, paragonati a quelli dell'oro e delle pietre preziose. Uno dei frammenti visibili presenta il famoso "rosso Mastro Giorgio", dai classici riflessi rubino, starebbe a testimoniare che il famoso artista lustratore itinerante (naturalizzato Eugubino), venne assoldato anche da questa fornace per la preparazione di almeno una cottura a terzo fuoco. Non va dimenticato che si tratta della prima ed unica muffola ritrovata finora in Umbria, e la sua riscoperta ha fatto riscrivere intere pagine della storia della maiolica orvietana, contribuendo anche ad arricchirne il disciplinare.


È diventata una tradizione irrinunciabile
e non soltanto per gli orvietani
QUEL PRESEPE CHE RIVIVE OGNI ANNO


Il Presepe nel Pozzo, giunto al sedicesimo anno di vita, è oramai da diverso tempo uno degli appuntamenti fissi del Natale orvietano. L'idea di base è semplice: ricreare l'ambientazione e le atmosfere della Palestina dell'anno zero con dei personaggi animati a grandezza naturale, per proiettare il visitatore fisicamente dentro la scena della Natività. E fare tutto questo nelle grotte di un percorso archeologico ricco di ritrovamenti etruschi e medievali recentemente riportati alla luce. E dal 1989, anno del primo piccolo Presepe nel Pozzo, è stata un'evoluzione continua, con nuovi personaggi realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, nuovi movimenti e nuove ambientazioni, fino ad approdare, lo scorso anno, al Nuovo Presepe nel Pozzo, allestito nella grande grotta aperta al pubblico solo nell'ottobre 2003. Pur mantenendo inalterata la cura per l'ambientazione e la verosimiglianza dei personaggi, i nuovi allestimenti consentono al visitatore di avere più punti di vista della stessa scena, e di esserne in qualche modo protagonista. La scelta di concentrare il presepio dell'ultima grande grotta a più livelli, poi, permette di valorizzare maggiormente i numerosi ritrovamenti archeologici delle prime otto stanze del percorso, fino a due anni fa quasi completamente occupate dal presepio. Tra i punti fermi del Presepe nel Pozzo il fatto che una parte dell'allestimento è realizzata, grazie al contributo di esperti speleologi, all'interno del Pozzo della Cava, sospesa a 36 metri di altezza. Tra le novità, invece, la sfida di unire la meticolosità della ricerca storica (abiti, suppellettili, musiche e arredi rispecchiano gli originali del tempo di Cristo) con tematiche sempre nuove, spesso rifacendosi alla letteratura apocrifa, a miti senza tempo, o a suggestioni visuali e sonore di pura fantasia. Quest'anno, ad esempio, si cercherà di proporre una versione mistica e onirica della Natività, in un intreccio di miti senza tempo e visioni new age; il tema scelto per il sedicesimo allestimento è infatti "Béèr", parola ebraica che significa "pozzo", inteso sia come foro da cui attingere acqua che come sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, come simbolo dell'abbondanza, sorgente di vita e di insegnamento, metafora della donna feconda e della sposa, dei segreti e della nuda verità.
[...]
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Orvieto News
Magazine

dicembre

16° PRESEPE NEL POZZO
tra storia e sogno


Per il presepio del Pozzo della Cava lo scorso allestimento ha rappresentato una svolta decisiva: il referendum, proposto ai visitatori abituali, ha infatti decretato la vittoria della nuova ambientazione, nella grande grotta a più livelli, su quella delle edizioni precedenti, suddivisa nelle prime stanze del percorso, per ben 1671 voti contro 506. Perciò anche quest'anno il Presepe nel Pozzo sarà ospitato dall'ultima delle suggestive cavità ipogee dell'intero complesso, alta ben quattordici metri, e, per festeggiare in maniera insolita il ventennale della scoperta del Pozzo della Cava, avvenuta nel dicembre del 1984, si è pensato di scegliere proprio "il Pozzo", in ebraico "Béèr" come tema conduttore per questa sedicesima edizione.
E così, accanto ai personaggi animati a grandezza naturale, inseriti in un contesto di precisa ricostruzione storica, per la prima volta lo spettatore potrà assistere ad una Natività interpretata in maniera mistica e onirica, in cui miti senza tempo si mescolano a visioni new age, e il crogiolo di questa fusione sarà proprio il pozzo, sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, simbolo dell'abbondanza, metafora della donna feconda e della sposa fedele, dei segreti e della nuda verità. Una nuova sfida per un evento che non esita a rimettersi in discussione ogni anno.

con foto e recapiti
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La Città

dicembre

POZZO DELLA CAVA: NUOVO INGRESSO
E NUOVO ALLESTIMENTO CON SORPRESA ALTOMEDIEVALE


pubblicazione integrale del nostro comunicato stampa sulla riapertura dell'arco
e sul rinvenimento della lapide, con diverse foto del Presepe nel Pozzo

8000.it

dicembre

A ORVIETO IL PRESEPE NEL POZZO
Tra cunicoli e grotte, l’Orvieto sotterranea custodisce il singolare
Presepe del Pozzo della Cava, realizzato in una cavità profonda 36
metri. Per la gioia dei visitatori, l’emozione di sentirsi protagonisti
della rappresentazione della Natività


L’Orvieto medievale custodisce un singolare percorso sotterraneo, fatto di grotte e cunicoli costellati di testimonianze archeologiche. Ed è qui, in un’ambientazione insolita e di grande suggestione, che prende vita una singolare rappresentazione della Natività, il Presepe del Pozzo della Cava. Di origine etrusca, il Pozzo fu scavato fino alla profondità di 36 metri per volontà di Papa Clemente VII nel XVI secolo con lo scopo di assicurare riserve d’acqua alla popolazione anche in caso d’assedio. Risale invece a circa quindici anni fa l’idea di un gruppo di speleologi di collocare la Natività nelle viscere della città medievale, iniziativa che ha reso il presepe di Orvieto uno dei più originali e noti d’Italia.
Sono molti gli aspetti che rendono speciale il presepe del Pozzo, a cominciare dal fascino delle grotte orvietane, sfondo ideale per la sacra rappresentazione e, al tempo stesso, scenografia naturale e di ruvida bellezza. Qui trovano posto i personaggi animati a grandezza naturale, realizzati con tecniche e materiali teatrali e cinematografici, i costumi, gli arredi, le ambientazioni e la musica che danno al visitatore l’emozione di far parte attiva della scena. Un’esperienza amplificata dalla nuova location della Natività. Dalla scorsa edizione, infatti, il presepe viene realizzato nella più grande delle stanze ipogee del percorso di visita, aperta al pubblico solo dall’ottobre 2003. Qui lo spettatore si trova fisicamente accanto ai personaggi, proprio al centro della rappresentazione e ha inoltre modo di apprezzare i numerosi reperti archeologici dislocati lungo le prime otto stanze del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, dove fino a due anni fa veniva collocato il presepe.
In ogni edizione, il presepe del Pozzo viene realizzato su ispirazione di un tema biblico, di miti senza tempo o di suggestioni della fantasia. L’edizione 2004 –nel ventennale della scoperta del Pozzo della Cava - nasce da un’ispirazione mistica e onirica della Natività e si ispira al tema del “Béèr”, termine ebraico che significa “pozzo”, nell’accezione di “foro cui attingere acqua”, di metafora della donna feconda e sposa e di simbolo di segreti e di verità. Accanto all’atmosfera magica e al simbolismo di questa edizione, non manca la rappresentazione tradizionale della vita in Palestina ai tempi di Gesù e la consueta partecipazione di un gruppo di speleologi, impegnati nel collocare una parte del presepe su uno strapiombo di 36 metri.
Alessandra Versienti

con foto, recapiti, orari e informazioni utili
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Prénatal

dicembre

Tempo libero
ANDARE PER PRESEPI


Il presepe nel pozzo di Orvieto è unico nel suo genere. Infatti, è allestito all'interno di un pozzo in modo tale che le ambientazioni scenografiche e i costumi siano il più possibile somiglianti a quelli della Palestina al tempo di Cristo. La particolarità di questo presepe è costituita dai personaggi, veri e propri automi grandi come persone, realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali cinematografici e teatrali. Ogni anno viene proposto un tema a cui fa riferimento tutto l'allestimento. Quest'anno verrà proposta una versione mistica e onirica della Natività.

con recapiti e link diretto al sito
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Tuttoturismo

dicembre

Orvieto
PALESTINA ANNO ZERO


Tutti i personaggi e le situazioni della Natività, ricreati con fedeltà storica - ma anche con attenzione ai risvolti mistici e simbolici - all'iinterno di un suggestivo percorso archeolo-gico nel quale prendono vita figure a grandezza naturale, realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali cinematografici. Tutti questo è il Presepe nel Pozzo, manife-stazione orvietana che [...] farà rivivere l'atmosfera dell'antica Palestina. Scenario davvero unico dell'evento è il sito etrusco e medievale del Pozzo della Cava, composto da diversi ambienti ipogei che si aprono nelle viscere dell'omonimo quartiere cittadino. Quest'anno il Presepe, giunto alla 16^ edizione, verrà allestito in gran parte nell'ultima grande grotta, aperta al pubblico da poco più di un anno e sviluppata su vari livelli. Il vantaggio sarà duplice: regalare ai visitatori diversi punti di vista e lasciare libere le prime otto stanze del percorso, restituendo così visibilità ai reperti archeologici che vi si trovano. Il titolo scelto quest'anno per la rappresentazione è Béèr, traduzione ebraica del termine "pozzo": un termine dalle forti implicazioni simboliche - legati ai concetti di abbondanza, fecondità e sintesi tra cielo, terra e inferi - ideale per celebrare adeguata-mente il 20° anniversario della scoperta del Pozzo della Cava.

con foto, recapiti e informazioni utili
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Hobby
Lavori Femminili
[creare
e costruire
il presepe]

dicembre

IL PRESEPE NEL POZZO


Il mistero della Orvieto sotterranea si unisce alla tradizione e al fascino del presepe: il percorso del Pozzo della Cava, nel sottosuolo del meraviglioso quartiere medievale, diventa teatro di uno dei più suggestivi Prese d'Italia. Ogni anno, dall'antivigilia di Natale fino alla domenica successiva all'Epifania, le grotte sotterranee ospitano una ricostruzione dell'antica Palestina, fedele e curata anche nei dettagli più piccoli. Tutto, dagli oggetti agli abiti, dalle musiche agli effetti speciali (fumi, odori, stelle, fiamme, luci) è studiato per far vivere al visitatore un'esperienza a tutto tondo. In questo scenario trovano posto i personaggi: frutto della tecnica cinematografica e teatrale, sono figure a grandezza naturale, animate da sofisticati congegni meccanici.

con foto e recapiti
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MedioEvo.com

dicembre


PRESEPE NEL POZZO
Edizione speciale per il ventennale della scoperta
del Pozzo della Cava


Dopo il "referendum" dello scorso anno è nato il NUOVO Presepio nel Pozzo: da ora in poi l'allestimento non sarà più suddiviso in scene separate nelle piccole grotte della prima parte del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, ma sarà ospitato nella grande grotta a più livelli aperta al pubblico nell'ottobre del 2003. Questo permette, oltre ad un maggiore coinvolgimento dello spettatore, che si trova fisicamente dentro il presepio, anche una migliore fruibilità dei numerosi ritrovamenti archeologici delle grotte, che nei vecchi allestimenti erano quasi completamente occupate dal presepio.

con informazioni utili, recapiti, orari e link

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Voli Pindarici

dicembre

IL PRESEPE NEL POZZO

è stato realizzato un mini-sito all'interno del portale Volipindarici.it sul
Presepe nel Pozzo, con paginde deicate all'ambientazione, alla ricerca storica,
ai personaggi, all'edizione dell'anno in corso e a quelle precedenti, alle possibilità
di visita e alle bellezze delle grotte, con una vera galleria fotografica da sfogliare;
quest'anno sono atate aggiornate le pagine sull'ambientazione e sul tema dell'anno


L'ambientazione del Presepe nel Pozzo

Durante l’anno le grotte del Pozzo della Cava e gli altri spazi (cortile compreso) sono lo scenario di alcuni eventi, quali piccole rappresentazioni medievali, concerti, incontri,…
Senza dubbio l’evento più importante, divenuto in pochi anni uno degli appuntamenti immancabili del Natale orvietano e salito più di una volta alla ribalta dei media nazionali, è il Presepe nel Pozzo.
Una delle caratteristiche del Presepe nel Pozzo è senza dubbio la singolare ambientazione, in un percorso di grotte ricche di ritrovamenti archeologici, che si snoda nel sottosuolo del quartiere medievale di Orvieto. Una parte del presepio è addirittura allestita grazie al prezioso contributo di esperti speleologi all'interno del Pozzo della Cava, quasi sospesa su uno strapiombo di 36 metri di profondità.
L’idea è semplice: ricreare l’ambiente e le atmosfere della Palestina dell’anno zero con dei personaggi animati a grandezza naturale; e per fare tutto questo si è pensato al percorso archeologico sotterraneo del Pozzo della Cava, ricco di ritrovamenti etruschi e medievali, riportato alla luce da qualche decennio nel quartiere medievale di Orvieto.
E' comunque una ambientazione continua, senza suddivisioni in scene separate; in questo modo lo spettatore si trova fisicamente dentro il presepio, accanto ai personaggi e in mezzo alla scena.
Sarà stata questa scelta dell’ambientazione, sarà la cura quasi maniacale della ricostruzione storica -gli abiti, gli arredi, le musiche e gli elementi scenografici sono rifatti in maniera quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo- o sarà la realisticità dei personaggi realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici, sta di fatto che ogni anno è stato un successo.
E ogni anno è stata una nuova sfida, con un nuovo allestimento ed un nuovo tema conduttore, con nuove soluzioni scenografiche e nuove peripezie degli speleologi, insomma, ogni anno una nuova "sceneggiatura", ma sempre con un occhio attento al visitatore, che si trova fisicamente dentro al presepio, parte integrante della scena, in un ambiente senza soluzione di continuità. Con una attenzione particolare al fatto che si tratta di un visitatore del duemila, che conosce già la storia del primo Natale e ne ha già visto centinaia di rappresentazioni differenti, un visitatore a cui suggerire nuove ipotesi o dare importanti conferme, in un gioco filologico tra tradizione e testi sacri, tra storia e nuove strade percorribili, sempre coscienti che a volte è più forte il fascino delle ipotesi del piacere della certezza.
Dallo scorso anno, poi, il presepio ha un nuovo ingresso e nuovo allestimento con sorpresa altomedievale, essendo giunti a conclusione nel 2002 i lavori per il ripristino del grande arco su Via della Cava che nel Rinascimento costituiva l'unico accesso al pozzo che ne porta il nome. La sua chiusura risale ai tempi della guerra di Castro, quando tutte i passaggi che si affacciavano sulla Cava vennero murati, comprese le porte delle abitazioni.
A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la sua chiusura, era stata apposta dalle autorità comunali una lapide nel 1646. Proprio quella pietra ha riservato la sorpresa maggiore di questo lungo e laborioso cantiere: rimovendola, infatti, si è potuto scoprire che l'iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo altomedievale con dei bellissimi intrecci geometrici e la rappresentazione a bassorilievo di un uccello e due fiori.
La forma, molto stondata, e la scelta dei motivi decorativi in stile carolingio, hanno subito suggerito l'ipotesi che si potesse trattare di una porzione di un fregio sottratta da un ambone di una chiesa orvietana andata distrutta o rimaneggiata nel corso dei secoli. Le ricerche finora effettuate non lascerebbero ombra di dubbio sulla provenienza: le decorazioni e la tecnica adoperata corrispondono alla perfezione a quelle dei bassorilievi marmorei dei sotterranei della chiesa dei Santi Andrea e Bartolomeo.
La bellissima pietra, ripulita e restaurata, è ora esposta nei sotterranei del Pozzo della Cava e rimane, al momento, l'unica cosa visibile dell'immenso patrimonio archeologico che si conserva sotto la centralissima collegiata orvietana.
Contemporaneamente alla riapertura dell'arco e al rinvenimento di questo importante fregio, si è provveduto anche al riallestimento della parte espositivo-museale delle grotte del Pozzo della Cava, con una migliore collocazione e ripartizione dei numerosi reperti delle due fornaci di ceramica e dei frammenti di "lustro" rinvenuti accanto alla muffola.
Questa scelta del nuovo ingresso permette sia di proiettare il visitatore dentro la scena, sia di valorizzare i numerosi ritrovamenti archeologici delle prime otto stanze del percorso ipogeo del Pozzo della Cava (tra cui due fornaci di ceramica medievale con numerosi resti in maiolica, una cisterna etrusca e diversi butti), fino a due anni fa quasi completamente occupate dal presepio.

La XVI edizione del Presepe nel Pozzo.
Tema : l"Béèr [il pozzo]


Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con la nuova location del Presepe nel Pozzo, fatta di personaggi e ambientazioni molto differenti rispetto agli anni precedenti, con una suddivisione degli spazi e dei percorsi fisico-mentali totalmente rinnovata, quest’anno la grande grotta del Pozzo della Cava ospiterà un’edizione un po’ fuori dai canoni: alla ricostruzione meticolosa della vita quotidiana della Palestina di 2000 anni fa si affianche-rà, infatti, una reinterpretazione della Natività completamente mistica e onirica.
Il tema scelto, "il Pozzo"[Béèr in ebraico], inteso come sintesi cosmica di cielo, terra e inferi, simbolo dell'abbondanza, della donna feconda e della sposa, vuole ricordare e festeggiare, in maniera piuttosto originale, il ventennale della scoperta del Pozzo della Cava, tornato alla luce, dopo secoli di silenzio, proprio nel dicembre del 1984.
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Turismo.it

dicembre


IL PRESEPE NEL POZZO DELLA CAVA
Nato per caso dall’idea di alcuni speleologi che hanno deciso
di calarsi nel Pozzo della Cava per collocare la prima Natività,
il presepe di Orvieto è divenuto in pochissimo tempo uno dei
più noti a livello nazionale, ed è stato più volte definito come
uno dei più originali e suggestivi d’Italia


Inizierà il prossimo 23 dicembre la sedicesima edizione del Presepe nel Pozzo, il prese-pio-evento di Orvieto realizzato con personaggi animati a grandezza naturale.
Nato per caso dall’idea di alcuni speleologi che hanno deciso di calarsi nel Pozzo della Cava per collocare la prima Natività, il presepio è divenuto in pochissimo tempo uno dei più noti a livello nazionale, ed è stato più volte definito dalla stampa come “uno dei più originali e suggestivi d’Italia”. Oltre alla singolare ambientazione, all’interno delle grotte di un percorso archeologico sotterraneo nel quartiere medievale di Orvieto, la particolarità del Presepe nel Pozzo è costituita dai personaggi, veri e propri automi grandi come persone, realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici.
Dallo scorso anno, poi, il presepio ha trovato una nuova collocazione nella grande grotta aperta al pubblico solo nell’ottobre 2003; questa scelta permette sia di proiettare il visitatore dentro la scena, sia di valorizzare i numerosi ritrovamenti archeologici delle prime otto stanze del percorso ipogeo del Pozzo della Cava (tra cui due fornaci di ceramica medievale con numerosi resti in maiolica, una cisterna etrusca e diversi butti), fino a due anni fa quasi completamente occupate dal presepio.
Particolarissimo è l’impatto di questa nuova scenografia, distribuita su livelli differenti all’interno di una sola cavità alta 14 metri, tra i resti dell’unica necropoli rupestre del territorio orvietano. Dalla passata edizione, inoltre, il nuovo Presepe nel Pozzo ha anche unito alla cura quasi maniacale per la ricostruzione storica (con abiti, arredi, musiche e suppellettili rifatti in maniera quanto più possibile vicina agli originali del tempo di Cristo) la scelta di tematiche sempre diverse, ispirate anche a testi apocrifi, a miti senza tempo, o a suggestioni di pura fantasia.
Quest’anno, ad esempio, verrà proposta una versione mistica e onirica della Natività, in un intreccio di miti senza tempo e visioni new age; il tema scelto per il sedicesimo allestimento è infatti “Béèr”, parola ebraica che significa “pozzo”, inteso sia come foro da cui attingere acqua che come sintesi cosmica di cielo e terra, metafora della donna feconda e della sposa, dei segreti e della nuda verità.
La scelta di un tema così particolare vuole essere, tra l’altro, un modo insolito per ricordare il ventennale della scoperta del Pozzo della Cava, avvenuta per caso proprio nel dicembre del 1984. E lo stesso pozzo, fatto scavare da Papa Clemente VII su una preesistenza etrusca ancora visibile, ospiterà, come tradizione, una parte del presepio, allestita da esperti speleologi che si caleranno dall’alto appesi a delle corde, per posizionare la scena su uno strapiombo di 36 metri.

con foto, recapiti, link e informazioni utili

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Giardinaggio

dicembre


IN UMBRIA, GIROVAGANDO TRA I BORGHI


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Già il nome, il Presepe nel Pozzo, a Orvieto, promette un'esperienza insolita: è allestito nel Pozzo della Cava, grotta etrusca a più livelli, che proietta il visitatore dentro il presepio stesso (oltre che tra i numerosi reperti archologici del percorso). I personaggi sono automi a grandezza umana, realizzate con le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici.
[...]

con foto e informazioni utili

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segnalazioni
del Presepio
2004-2005

dicembre


Una sintesi dei principali siti internet e testate giornalistiche che hanno segnalato
il 16° Presepe nel Pozzo nelle loro edizioni del mese di dicembre (e di cui siamo
venuti a conoscenza)


Qui Touring - bella segnalazione, al primo posto tra gli eventi natalizi italiani

Camper On Line - segnalazione tra i maggiori eventi annuali italiani

Civiltà del Bere - citazione dell'agenda di decembre

Il Messaggero - citazione all'interno di un lungo elenco dei presepi in rete

PleinAir - trafiletto sul presepio e sui ritrovamenti del Pozzo della Cava

Art-e.zine.it - segnalazione tra i principali eventi artistici italiani

Umbria Regione - lunga segnalazione tra gli eventi natalizi con foto e infromazioni

Presepio.it - stesso lungo articolo apparso su 8000.it e inserimento nel calendario

La Nazione - segnalazione tra i presepi da vedere in Umbria

OroIncensoeMirra.it - trafiletto con informazioni utili e link

Il Giornale dell'Umbria - lunga segnaalzione tra i principali presepi della regione

OrvietoSi.it - lunga segnalazione tra gli eventi di dicembre e gennaio

OrvietoNews.it - inserimento tra i banner di promozione culturale

Calendario di Orvieto.info - link diretto al sito tra i tre eventi del mese

Corriere dell'Umbria - lunga segnalazione tra i principali presepi della regione

Caravan e Camper - breve segnalazione con foto e recapiti

Foglio Giallo - lunga e bella segnalazione con la grafica della locandina

Cose Antiche- bella segnalazione con foto e recapiti

Webeventi.it - articoletto sul presepio con recapiti e informazioni utili

Melting Pot - segnalazione tra i presepi da vedere nel centro Italia,
sia nella versione cartacea della rivista che inq uella on-line


Il Front Office - stesso lungo articolo apparso su Turismo.it

InAgenda.info - lunga segnalazione tra gli eventi italiani

TeleAgenda.it - breve segnalazione tra gli eventi nazionali

TantiAuguri.net - bell'articolo sull'edizione speciale del presepio in occasione
del ventennale della scoperta del Pozzo della Cava


Presepi.it - trafiletto con informazioni utili e link

CaravaneCamper.net - lunga segnalazione tra gli eventi natalizi italiani

Webeventi.it - segnalazione ricca di informazioni utili

FantasyMagazine.it - trafiletto tra gli eventi italiani legati al fantastico
e al meraviglioso

PerugiaOnLine.it - segnalazione con recapiti e informazioni utili

MedioevoInUmbria.it - citazione tra gli eventi di dicembre (con date errate)

Ostello San Francesco - inserimento del 16° Presepe nel Pozzo tra le mete
consigliate per chi alloggerà nel periodo natalizio nell'ostello di Acquasparta


ArgoWeb.it
- citazione tra gli eventi del mese di dicembre (con date errate)

Goodmorning Umbria
- articolo sul pozzo e sul presepio

IlMeglioDi.com
- breve trafiletto sul pozzo e sul presepio

Peglia.com
- articolo sul 16° Presepe nel Pozzo con recapiti e informazioni utili

Umbria2000.it
- segnalazione tra gli eventi regionali (con titolo dello scorso anno)

TaccuinoDiViaggio.it - breve segnalazione tra i principali presepi italiani

Villa Silvana - inserimento del 16° Presepe nel Pozzo tra le mete
consigliate per chi alloggerà nel periodo natalizio a Villa Silvana


BellaUmbria.net - citazione tra gli eventi regionali

PagineSi.it - segnalazione tra gli eventi della regione

Camper On Line - segnalazione tra gli eventi natalizi regionali

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